Professoressa
Marina D'Amato
Professore ordinario di Sociologia Università Roma Tre

Attività di ricerca


2001 - ...



A.A. 2002-04La guerra dei bambini
Direttore: Prof.ssa Marina D'Amato
Lo scopo della ricerca è stato quello di individuare il ruolo e la rappresentazione dell’infanzia durante la guerra in Iraq. L’analisi ha investito la stampa quotidiana ed è stata condotta con una griglia/questionario capace di evidenziare il ruolo strumentale e simbolico dei bambini in guerra. La ricerca è stata discussa durante gli incontri del Gruppo Sociologie de l’enfance ed è stata oggetto di relazione il 7 luglio 2004 al 17° Congresso Internazionale di Sociologia dell’AISLF a Tours.
A.A. 2002-03La reificazione dell’immaginario: i giocattoli come strumenti di inclusione ed esclusione sociale.
Direttore della ricerca: Prof.ssa Marina D’Amato
La ricerca analizza il consumo dei giocattoli come mezzi di inclusione/esclusione sociale con particolare riferimento alle pratiche di fruizione. Parte dei risultati sono stati pubblicati in M.D’Amato: Telefantasie, F.Angeli , 2007
A.A. 2003-04Distanza sociale e grandi aree urbane.
Il telefono cellulare come elemento di inclusione/esclusione sociale tra i bambini e ragazzi.
Direttore locale della ricerca: Prof.ssa Marina D’Amato
Nell’ambito di un ampio progetto di ricerca volto a individuare gli elementi costanti e innovativi forieri di distanze sociali, il progetto su l’uso del telefonino da parte delle giovani generazioni mira a cogliere: l’inclusione/esclusione sociale del gruppo dei pari. La ricerca è stata pubblicata nell’ambito di Telefantasie, Editore Franco Angeli, 2007.
A.A. 2003-04Bambini multimediali
Istituto degli Innocenti, Firenze
Direttore della ricerca: Prof.ssa Marina D’Amato
La ricerca ha messo in evidenza gli ambiti della produzione culturale rivolta all'infanzia in Italia con riferimento ai mass media.
La ricerca e’ stata pubblicata : M. Damato Bambini Multimediali , Istituto degli Innocenti , Firenze, 2006
A.A. 2003L’eco dell’usura
Rapporto sulle associazioni anti raket e antiusura in Italia - Commissario antiracket e antiusura, Ministero degli Interni
A.A. 2004-2005L’idea di sport: tra agonismo e narcisismo: Arte e sport nei disegni dei bambini
La ricerca è stata pubblicata da AGPC Trieste.
Direttore di ricerca Marina D’Amato.
La ricerca ha per scopo quello di indagare l’idea di sport, sempre più praticato dalle giovani generazioni e sempre più vissuto in modalità diverse. L’indagine compiuta sull’analisi dei disegni dei bambini di tutte le scuole italiane che hanno partecipato al concorso organizzato dall’ ICAF (USA) in concomitanza con le Olimpiadi, è stata coadiuvata da esperti di arte e di disegni infantili, oggetto anche di discussione in seminari di studio, si è focalizzata sulla rappresentazione simbolica della realtà mediata dalla raffigurazione dello “sport preferito” ed ha messo in evidenza come l’attività sportiva venga vissuta prevalentemente in relazione al gioco e come il narcisismo individuale abbia la meglio sull’agonismo e sulla partecipazione ludica.
La ricerca è stata pubblicata L’Idea di sport : tra agonismo e narcisismo da AGPC Trieste. 2006
A.A. 2005-2006Le Comunità della Conoscenza
Direttore della ricerca: Marina D’Amato
La ricerca tende ad investigare il ruolo dei Collegi Universitari rispetto all’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro.
Il questionario distribuito a tutti gli studenti delle comunità considerate è stato elaborato ed i risultati mettono in evidenza quanto l’autostima e la condivisione di un valore comune: la conoscenza, possano incidere sul successo professionale. La ricerca è stata pubblicata nel Rapporto della Conferenza Collegi Universitari, 2007.
A.A. 2006-2007Giovani e Sette
Direttore della ricerca: Marina d’amato
La ricerca si pone come obiettivo quello di indagare l’adesione ai nuovi culti religiosi da parte degli adolescenti ipotizzando una correlazione positiva tra la “dipendenza” e l’adesione ad una comunità esoterica o a una setta. La sezione di mia competenza concerne i videogiochi satanici analizzati con il metodo dell’analisi di contenuto in funzione delle caratteristiche etiche e politiche dei personaggi, in funzione dei rapporti di potere manifesti e latenti, in funzione dell’identificazione dell’utente-protagonista. La ricerca è stata pubblicata con il titolo Immaginario e satanismo, Libreria Universitaria, 2009.
A.A. 2006-2007Infanzia, spot e alimentazione
Direttore della ricerca: Marina D’Amato
La ricerca intende indagare le strategie di persuasione, i ruoli sociali dei protagonisti degli spot pubblicitari, in 3 canali televisivi di 10 Paesi europei, corredata da un’analisi legislativa comparativa. È stato elaborato un questionario di 80 items che mette in evidenza la relazione bambino adulto, l’induzione all’acquisto, i rapporti sociali e di potere che fanno da sfondo alle inserzioni pubblicitarie nonché l’immaginario collettivo che emerge dalla rappresentazione di infanzia proposta in dieci paesi dell’EU.
Per la distribuzione dei questionari e per il rilevamento dei dati ci si è avvalsi dell’Osservatorio di Pavia. La ricerca è stata pubblicata con il titolo In bocca al lupo, Edizioni Coop, 2007.
2006-2007L’archivio dell’immaginario
Finanziamento del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali
Direttore della ricerca: Marina D’amato
La ricerca è consistita nell’individuazione, nell’analisi, nella selezione dei “nuovi eroi mediatici” protagonisti dell’immaginario.
L’indagine si è svolta in Europa occidentale e Orientale ,e nei paesi Arabi.
Lo scopo è stato quello di predisporre un archivio del l’offerta mediatica rivolta a bambini e ragazzi da poter affiancare presso l’istituto degli Innocenti di Firenze, all’attuale raccolta cinematografica sul tema.
I risultati della ricerca sui protagonisti dei programmi televisivi, dei videogiochi, dei giochi di ruolo, dei giochi dei telefoni cellulari, costituiscono la prima raccolta elaborata con il metodo dell’analisi di contenuto dell’ “immaginario fantastico” delle attuali giovani generazioni.
La ricerca è stata possibile grazie all’attività i monitoraggio dei programmi televisivi dedicati all’infanzia e all’adolescenza che costituisce la peculiarità del laboratorio Educazione e media, dove sono confluiti i risultati dell’osservatorio mediatico da me coordinato dal 1985. I risultati dell’opera consegnata al Ministero della Solidarietà sociale sono raccolti in 715 pagine.Parte della ricerca e’ confluita in : Marina D’Amato: telefantasie, ed F. Angeli, milano 2007
2007-2008Musei e cittadinanza
Direttore della ricerca: Marina D’Amato
Ogni politica culturale non può prescindere dal significato di rappresentazione del suo patrimonio artistico e quindi dei suoi musei.
In Italia nonostante l’ampia letteratura sull’economia della cultura, sull’opzione aziendale e produttivista dei musei sembra essere assente una capillare politica di mediazione culturale dell’arte.
Nel nostro paese infatti, a fronte della più alta concentrazione artistica di tutto il pianeta, l’arte, a parte qualche lodevole eccezione, sembra continuare ad essere una presenza scontata ed elusiva dal punto di vista sociale. Il nostro straordinario patrimonio sedimentato in millenni è dato per scontato e continua ad essere esplorato da addetti ai lavori per lo più con intenti “estetici” o “conservativi” e ciò nonostante l’attenzione che gli italiani mostrano per esposizioni che implicano un percorso come accade nelle mostre a tema. Questo a dimostrazione che quando l’arte viene proposta attraverso la mediazione culturale, sia essa storica, biografica, tematica, sociale o estetica, l’interesse è maggiore di quando invece essa sia ancora proposta come la sedimentazione di raccolte private, ispirate dai criteri di chi le ha nei secoli predisposte come nel caso della prima straordinaria raccolta dei Medici nel loro “Cabinet des merveilles”.
L’intento di questa ricerca è quello di mettere in evidenza l’oggetto artistico come “fatto sociale”: 1) come elemento costitutivo dell’identità di ciascuno; 2) come rappresentazione sociale di un tempo, di una economia, di un sentimento; 3) di predisporre modelli di mediazione culturale dell’arte.
L’idea che soggiace a questo progetto considera l’oggetto artistico come sintesi e metastoria del tempo in cui viene concepito e costruito declinandone la complessità che rappresenta sinteticamente. La ricerca è stata pubblicata con il titolo Museo e identità sociale, Le Lettere, Firenze, 2012.
2008-2009La distanza sociale a roma
La ricerca sulla percezione della distanza sociale a roma e’parte di un progetto nazionale PRIN e l’indagine su Roma individua la costruzione e il vissuto quotidiano della distanza fra cittadini. L’idea di fondo e’ che la “distanza” non solo orienta i comportamenti, individuali, ma tende anche a trascriversi nel tessuto urbano della citta’ definendo relazioni e ruoli. Lo studio,compiuto con un questionario su un campione largamente rappresentativo degli abitanti, mette in evidenza il disagio della civilta’, : coppie e nuclei in cui ciascuno vive in modo fluttuante e autonomo. I romani raccontano nuove paure : il rischio ambientale, il ruolo della fiducia nei confronti degli altri, l’allontanamento dalla partecipazione politica. L’inclusione e l’esclusione sociale appaiono correlate alle attivita’ lavorative svolte ma sempre piu’ alla scelta dei consumi e all’uso del tempo libero, alle pratiche religiose, agli orientamenti di valore.
La ricerca e’ stata pubblicata con il titolo: La distanza sociale: Roma Vicini da lontano, ed F. Angeli, Milano 2009
2008-2010Arte e identità sociale: bestsellers, musica e fiction
Direttore della ricerca: Marina D’Amato
La ricerca costituisce la logica prosecuzione di un impegno di studio sui nuovi paradigmi dell’immaginario iniziata negli anni ’80 e focalizzata fino adesso prevalentemente sull’offerta del mondo fantastico rivolto all’infanzia. L’impegno attuale è invece quello di indagare gli elementi più diffusi dell’offerta di fantasia rivolta al mondo adulto. L’analisi dei bestsellers, delle canzoni diffuse, dei serial televisivi visti e dei film, con più conclamato successo di pubblico è quindi finalizzata alla ricerca delle “nuove morali” e dei nuovi comportamenti “vincenti” dei protagonisti delle storie. Le ricerche contemporanee non a caso prestano una grande attenzione al ruolo emotivo e a quello dei sentimenti, come elementi nodali dell’azione sociale.
Sono stati campionati e analizzati i romanzi, le canzoni, le serie tv, i film da analizzare nell’arco di 10 anni, dal 1998 al 2008. La ricerca è in corso di stampa.
2009-2011Percorsi didattici nei musei italiani, L’Unità d’Italia presso la Galleria di arte moderna e contemporanea di Roma
Direttore della ricerca: Marina D’Amato
Il progetto intende proporre al pubblico le opere d’arte non solo come espressioni di capacita’ di singoli artisti ma come sintesi di un’epoca. Per questo, in via sperimentale sono stati ideati quattro percorsi tematici ( grandi personaggi, vita quotidiana, l’infanzia, i grandi eventi )che propongono le opere sotto quattro punti di vista : sociologico, storico, psicologico e artistico.
L’ipotesi dei quattro percorsi presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, è stata valutata ed apprezzata dall’Ecole du Louvre e dal Departement de Mediation Culturelle, Paris 3 e poggia su una convenzione stipulata con la GNAM. La ricerca è confluita sul sito della GNAM ed e’ in corso di stampa per Electa.
2009-2011La rappresentazione sociale della criminalità: media, letteratura e arte.
Direttore della ricerca: Marina D’Amato
L'obiettivo della ricerca PRIN è quello di individuare i miti, i valori e i modelli di comportamento proposti dai media ( stampa, cinema, letteratura di massa-best-sellers-, forme artistiche), al fine di cogliere gli elementi che definiscono l'immaginario collettivo della criminalità.
La rappresentazione sociale della criminalità è stata individuata nel contesto italiano a partire dagli anni 2000 sulla base di elementi quantitativi: articoli di stampa, vendita di libri, fruizione cinematografica, e delle opere d'arte; e di elementi qualitativi: concezione della politica/Stato, della religione, della famiglia, del gruppo dei pari, della simbologia, al fine di individuare i trend più consolidati, che diffondono una sorta di “socievolezza” collettiva intorno ai fenomeni criminali.La ricerca e’ in corso di stampa