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Prendiamoci cura di noi

ESPOSIZIONE AL SOLE E CREME SOLARI

 

L’avvicinarsi dell’estate ripropone i dubbi su come difendersi da un’eccessiva esposizione solare.

Scegliere la protezione solare giusta per la nostra pelle non è una questione di estetica, ma di prevenzione. I dati AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori) sul melanoma stimano circa 13 casi ogni 100 000 persone: 3.150 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e 2.850 tra le donne, con un’incidenza in crescita che è raddoppiata negli ultimi 10 anni.

Il Dottor Giovanni Leone, Responsabile dell’Ambulatorio per la Diagnosi e Cura delle Fotodermatosi dell’Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma, e Presidente Società Europea Di Fotodermatologia (ESPD), ci spiega che esistono sei tipi di fototipi. Si parte dal fototipo 1, il più chiaro proprio delle popolazioni nordiche, fino ad arrivare al fototipo 6, proprio delle popolazioni dalla pelle nere.

È necessario, in base al fototipo, dosare l’intensità dell’esposizione, i tempi e scegliere la protezione solare giusta.

Le creme solari difendono la nostra cute dai raggi ultravioletti, che sono dannosi se assorbiti in quantità eccessiva. I raggi da cui difendersi sono di due tipi: A e B.

Gli ultravioletti A, UVA, hanno la capacità di penetrare in profondità, modificando la struttura delle cellule e provocando invecchiamento cutaneo, mentre quelli B, UVB, colpiscono la superficie dell’epidermide e sono responsabili di irritazione e bruciature.

Come scegliere la protezione solare giusta?

In base al proprio fototipo è opportuno scegliere una protezione solare, preferibilmente in crema, con un fattore di protezione solare (SPF) da 6 a 50+.

L’indice Sun protection factor, SPF, misura infatti la capacità di filtrare i raggi UVB.

Quanto alla protezione dai raggi UVA, si fa riferimento ad indici quali: protezione UVA molto alta, o la sigla PPD Persistent Pigment Darkening.

Un importante beneficio del sole…

Il binomio sole e mare è spesso una combinazione vincente per i malati di psoriasi, perché contribuisce notevolmente a far regredire le «chiazze» sulla pelle. L’azione dell’acqua marina, infatti, livella lesioni) e abbinata con i raggi solari agisce meglio come antinfiammatorio: calma il prurito, elimina le cellule morte e favorisce la rigenerazione della pelle.

Per ulteriori informazioni al riguardo si consiglia la lettura dell’articolo “Le creme solari ci proteggono davvero da ustioni e tumori? di Laura Cuppini e Vera Martinella, Corriere della sera 17 giugno 2018.

 


BETA TALASSEMIA E NUOVE SPERANZE

 

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La talassemia (composto anomalo del greco θάλασσα, thàlassa, «mare», e αἷμα, àima, «sangue») è una malattia ereditaria del sangue che comporta anemia, cioè una diminuzione della quantità di emoglobina utile al trasporto dell'ossigeno nel sangue al di sotto dei livelli di normalità.

Il nome talassemia deriva dal greco, poiché la variante conosciuta per prima fu quella mediterranea. Tale termine è nato per indicare la peculiarità della malattia di essere diffusa tra coloro che vivono in ambienti paludosi o acquitrinosi.

La talassemia può presentarsi nelle due varianti di alfa talassemia, o beta talassemia meglio nota come anemia mediterranea.

La beta talassemia, una delle forme più gravi di talassemia, richiede continue trasfusioni di sangue ed occasionalmente anche il trapianto di midollo osseo.

Ma da Stoccolma arriva una speranza.

L'idea è quella di utilizzare un vettore lentivirale che trasporta una versione corretta del gene Hbb della beta-globina, uno dei componenti dell’emoglobina, mutato o assente nella beta talassemia. A bordo di questo “mezzo di trasporto” il gene terapeutico viene traghettato all’interno delle cellule staminali ematopoietiche prelevate dal paziente, che una volta modificate gli vengono reinfuse.

Il professor Franco Locatelli, direttore del Dipartimento di Oncoematologia Pediatrica e Terapia Cellulare e Genica IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, ritiene che si tratti di una potenziale rivoluzione che cambia la prospettiva di sopravvivenza di questi malati, per i quali oggi l'unica alternativa alle ripetute trasfusioni è il trapianto allogenico di staminali ematopoietiche. Strada rischiosa e non sempre percorribile.

Inoltre, dallo studio condotto su otto pazienti, trattati in un periodo di sei mesi, sette su otto non hanno più bisogno di trasfusioni.

Per ulteriori informazioni si consiglia la lettura dell’articolo “Trattare la malattia con una terapia genica. I dati di uno studio internazionale presentato all'Eha di Stoccolmadi Valeria Pini, Repubblica 15 giugno 2018.


NIVEA, LA CREMA DEL SECOLO

 

Oskar Troplowitz, imprenditore e farmacologo  tedesco, negli anni d’oro della bella Epoque  trova la ricetta della crema del secolo, la  Nivea

 

Il suo nome deriva dal latino “Nix, nivis” neve,  ad evocare il candore.

Note di limone e lavanda miste a essenza di rosa, di gelsomino e di altri aromi floreali, con una spruzzata di muschio e legno sono le componenti essenziali della crema bianca.

Nel corso degli Anni 30 alla crema si affiancano molti altri prodotti con lo stesso marchio. Nasce un piccolo impero economico.

Ad Oskar Troplowitz non si deve il solo pregio nell’ambito della cosmesi, egli fu infatti ideatore di molte misure all’avanguardia per tutelare i suoi dipendenti.

Egli sosteneva che i lavoratori avessero diritto a misure di tutela, sconosciute o affatto scontate nelle fabbriche di un secolo fa.

Ne ridusse l’orario di lavoro da 60 a 48 ore, introdusse le ferie pagate e l’asilo aziendale, fondò un’assicurazione sanitaria e un fondo pensionistico integrativo per i suoi operai e persino una cassa di risparmio aziendale.

Ma il dato nettamente più rilevante si ebbe in tema di tutela della maternità.

Per approfondimenti sulla storia della Nivea si consiglia la lettura del seguente link.


LA MALATTIA PUÒ ESSERE UNA OPPORTUNITÀ?

 

Una dottoressa africana dice: «La malattia ci trova lì dove siamo. Quando è toccato a me, ho capito che potevo viverla come una circostanza avversa e fino a un certo punto irritante o, al contrario, come un’immensa e immeritata occasione per imparare. Ho deciso che la mia prospettiva sarebbe stata la seconda».

 

Secondo alcuni studi nel campo della Psicologia positiva, la malattia così come altre esperienze traumatiche, può far emergere valori e risorse positive.


ARTICOLI PRECEDENTI

 

Il diritto e la follia, quarant’anni di Legge Basaglia

Cari lettori il cioccolato fondente non sarà più un senso di colpa!

Si avvicina l’estate ed è tempo di diete …

Il lavoro ai computer, lo svago sugli smarthphone

Nomophobia (crasi di no mobile phobia)

Informare i ragazzi suoi tumori

 

 


CONSIGLI DI LETTURA

Per le colleghe e i colleghi curiosi di conoscere l'abbicci delle terapie del futuro, vi segnaliamo questo interessante libro scritto a quattro mani da Valentina Fossati - biotecnologa esperta di cellule staminali - e Angela Simone - giornalista scientifica.

Perché mia figlia non mangia più? 

Un’indagine approfondita sull’anoressia, ma è soprattutto un invito perché le fanciulle e le loro famiglie si concentrino su quanto di meraviglioso continua a esistere sull’identità di ogni ragazza.

 

Sendino muorePablo d’Ors l’ha conosciuta in ospedale. Prima era dottoressa, poi malata. Pablo d’Ors è cappellano ospedaliero che si occupa di accompagnare i malati terminali. África Sendino è un medico.

E Sendino scrive, annota su un diario pensieri e minute su sé e la sua vita mangiata dal cancro. Vuole farne un libro. Ma quando si accorge che non l’avrebbe mai visto, quel libro, chiede a Pablo di prendersene carico.

 

 

 

  • Con uno stile di vita sano, inteso anche come prevenzione, si riduce la probabilità di ammalarsi. Oggi circa il 60% delle persone ammalate di tumore guarisce; in particolare la mortalità per tumore al seno è diminuita di circa il 30%, grazie alla prevenzione e alle cure.

 

 

 

  • Nei siti dell'AIRC e della Fondazione "Insieme contro il cancro" si possono trovare degli approfondimenti per la prevenzione del tumore al seno e al colon.

 


      

 

 

Prevenzione al maschile

 

 

La prevenzione maschile, purtroppo, è poco praticata, anche se, per fortuna, il trend si sta leggermente invertendo, segno di una sempre maggiore consapevolezza dell’importanza della questione e di uno stile di vita sano.

Da anni l’Organizzazione Mondiale della Sanità promuove, a vario titolo, l’importanza della prevenzione, sviluppando piani operativi e vademecum ai quali i vari Paesi dovrebbero attenersi per orientare le politiche sanitarie nazionali.

Il Piano d’azione per la Prevenzione e il Controllo delle malattie non trasmissibili 2013-2020 fornisce alcune indicazioni davvero molto importanti, sugli obiettivi e sul processo da attivare per raggiungerli.

 


CONSIGLI PER EVITARE LO STRESS DA LAVORO

Benessere e stress da lavoro correlato nelle Università: il gruppo di lavoro “QoL@work - Quality of life at work” dell’AIP: Margherita Brondino

Stress lavoro correlato; da medicitalia.it è un marchio registrato di MEDICITALIA s.r.l. una società di CompuGroup Medical Italia SpA e contribuisce all’audience di LA STAMPA di Celine Pellei, 31 Ottobre 2017

 


I seguenti articoli sono redatti in applicazione della Legge, 22/04/1941 n° 633, testo coordinato della legge a protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio aggiornato, da ultimo, con le modifiche apportate dal D.L. 16 ottobre 2017, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla L. 4 dicembre 2017, n. 172.