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Prendiamoci cura di noi


 

Vi proponiamo il seguente articolo di Sara Pero pubblicato oggi 13 novembre sul quotidiano La Repubblica

 

"Diabete, si può prevenire: test gratuiti nelle farmacie

E con l'aiuto delle donne. Un milione di italiani soffre di questa malattia ma non lo sa. In occasione della Giornata mondiale, la Società italiana di diabetologia e Federfarma lanciano l'iniziativa per effettuare screening a costo zero

di SARA PERO

"PREVENIRE è meglio che curare", stavolta la raccomandazione valida a 360° per la salute ha trovato, almeno per il diabete, terreno fertile. Infatti, in occasione della Giornata mondiale di questa malattia, che ricorre ogni anno il 14 novembre, parte il Dia day, la prima campagna in Italia di screening sul diabete (dal 14 al 20 novembre). All'iniziativa, lanciata dalla Società italiana di diabetologia (Sid) e da Federfarma - la Federazione nazionale che rappresenta oltre 16mila farmacie private convenzionate con il Servizio sanitario nazionale – hanno preso parte oltre 7500 farmacie nelle quali sarà possibile sottoporsi a test gratuiti per misurare la glicemia nel sangue. Per ogni persona sottoposta allo screening, il farmacista dovrà compilare una scheda online, dove registrerà i suoi dati. Il risultato del test è ottenuto in tempo reale e fornisce un punteggio indicativo del livello di rischio di sviluppare il diabete. Per conoscere la farmacia più vicina nella quale è possibile effettuare lo screening, consultare il sito di Federmfarma.

L'IMPORTANZA DELLA CAMPAGNA Grazie agli screening organizzati dalla campagna sarà possibile smascherare i casi di diabete non ancora diagnosticati – per i quali è consigliata una visita dal medico - e individuare i soggetti a rischio – invitati invece a modificare i propri stili di vita. Diagnosi, prevenzione e sensibilizzazione ma anche monitoraggio epidemiologico: i risultati raccolti – probabilmente saranno centinaia di migliaia gli italiani coinvolti - forniranno nuovi dati al 'bollettino' diabetologico italiano. "Si tratta di una importante iniziativa di educazione sanitaria e di prevenzione sul territorio, in grado di sfruttare appieno la capillarità della rete delle farmacie, che confermano così il proprio ruolo di primo presidio del Sistema sanitario nazionale" ha sottolineato Umbria Augusto Luciani, presidente di Federfarma.

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NON SOLO DONNE CON IL DIABETE MA DONNE PER IL DIABETE

La Giornata mondiale del diabete è dedicata in particolare alle donne, per le quali questa malattia può significare anche difficoltà a concepire un figlio o rischio della propria salute o del bambino, quando sono in dolce attesa. Due donne su 5 con diabete, infatti, sono in età riproduttiva - ricorda l'International Diabetes Foundation – e inoltre una gravidanza su 10 in Italia è insidiata dal diabete gestazionale, che può aumentare il rischio di un aborto spontaneo o di far nascere un bambino con macrosomia (troppo grande). Parlando di scenari, poi, si stima che nel 2040 la quota di donne diabetiche da 200milioni odierni raggiungerà i 300 milioni. "Serve più consapevolezza e informazione sull'argomento - afferma Dario Pitocco, direttore responsabile dell’ospedale Policlinico Gemelli di Roma -. Le donne a rischio, spesso, non si sottopongono allo screening per individuare l'eventuale iperglicemia. Più informazione vuol dire pianificazione sia in una donna con diabete pregresso, ma anche in donna obesa o in una donna che programma la maternità". Per la cura del diabete, esiste un gender gap (divario di genere) penalizzante le donne – come mostrano i dati dell'ultimo report Arno-diabete realizzato dalla Sid in collaborazione con Cineca, un consorzio interuniversitario italiano a cui aderiscono ministero della Salute, Miur e numerosi enti di ricerca e università.

Ma quest'anno si vuole dare un "volto" nuovo al genere femminile: non solo vittime – nel senso lato del termine - le donne possono diventare importanti strumenti di cambiamento, a casa, indirizzando verso corretti stili di vita tutta la famiglia, e nel lavoro, visto che rappresentano la stragrande maggioranza numerica in professioni come infermiere, dietista e care giver. "L'unico vero modo di arrestare il dilagare del diabete di tipo 2 – afferma Enzo Bonora, presidente della Fondazione diabete ricerca – è un impegno massiccio delle donne: sono loro che si occupano dei pasti nella maggior parte delle famiglie, loro che possono far cambiare alcune abitudini diffusissime e poco salutari, loro che possono promuovere l’attività fisica dei propri figli e dei propri nipoti. E dipende da loro anche il sostegno alla ricerca: ai supermercati Esselunga vanno loro e sono loro che possono donare le loro ‘fragole’ per sostenere la ricerca indipendente sul diabete". OLTRE ALLA FARMACIA, APPUNTAMENTO ANCHE NELL'OSPEDALE Tra gli appuntamenti previsti in occasione della Giornata è in programma al Gemelli l'evento di sensibilizzazione sulla patologia, che si terrà nella Hall dell'ospedale il 14 novembre, dalle ore 10.00 alle 16.30. Per l’occasione, verranno fornite informazioni utili alla prevenzione del diabete e si potranno effettuare screening gratuiti per la misurazione della glicemia capillare e per la valutazione del rischio della patologia. L'evento, giunto alla quarta edizione, è promosso dall'Associazione dei pazienti diabetici (Adigem), dagli specialistici diabetologi del Policlinico Gemelli e dagli studenti del segretariato italiano dell'università Cattolica di Roma (Sism). "Gli utenti e i visitatori del Gemelli - informa Andrea Giaccari, responsabile del Centro per le malattie endocrine e metaboliche del Policlinico - saranno invitati dagli studenti e dall'Associazione - molto motivati ed entusiasti dell’iniziativa - a compilare un questionario validato per la stima e la probabilità di andare incontro a diagnosi di diabete


Da INAIL una scheda che approfondisce le problematiche a cui possono incorrere le lavoratrici in menopausa e che fornisce utili consigli sulle migliori abitudini di vita per correre ai ripari.

La premessa chiarisce che in Italia le donne, dato l’innalzamento dell’età pensionabile, potrebbero trascorrere circa 15-20 anni della vita lavorativa in menopausa. Durante tale periodo, i dati statistici indicano che le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte, superando di gran lunga tutte le forme di neoplasie, compreso il cancro della mammella. Alcuni fattori di rischio eliminabili, in quanto correlati a scorretti stili vita, sono il fumo di tabacco, l’eccessivo consumo di alcool, una dieta non equilibrata e la scarsa attività fisica.

Viene infine posto l’accento sulla promozione della salute al lavoro. Agire sul posto di lavoro è una buona strategia di prevenzione e rassicurazione che può essere svolta in qualsiasi luogo previo coordinamento tra le figure della sicurezza e salute in azienda. L’informazione e la formazione vanno rivolte anche al personale dirigenziale che può rendere l’ambiente di lavoro consono alle esigenze delle lavoratrici in questo particolare periodo della vita, anche in ottemperanza alla normativa vigente che prevede la valutazione del rischio tenendo conto dell’età e della differenza di genere.


Alleghiamo il testo dell'INAIL

Vi consigliamo anche la lettura dell'articolo Sicurezza, salute e rischi in ottica gender sensitive:
alcune considerazioni
di Sonia Marino, Silvia Doria

 


 

Con uno stile di vita sano, inteso anche come prevenzione, si riduce la probabilità di ammalarsi. Oggi circa il 60% delle persone ammalate di tumore guarisce; in particolare la mortalità per tumore al seno è diminuita di circa il 30%, grazie alla prevenzione e alle cure.

 

Codice europeo contro il cancro (European Code Against Cancer)

 
  • Nei siti dell'AIRC e della Fondazione "Insieme contro il cancro" si possono trovare degli approfondimenti per la prevenzione del tumore al seno e al colon.