PROGETTI RECENTI E INIZIATIVE REALIZZATE





I progetti










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Le iniziative

























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Sindrome di Asperger, HFA e studi superiori: inclusione e valorizzazione delle risorse

Roma, Centro Congressi Frentani.
5 maggio 2008.
Presentazione dell’Ufficio Studenti in situazione di disabilità dell’Università degli studi Roma Tre in occasione della giornata di studio realizzata dalla Fondazione Gianna e Andrew Gallioli in collaborazione con Gruppo Asperger onlus.














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Progettare e realizzare per tutti

Roma, Aula magna della Facoltà di Scienze Politiche, Roma Tre.
23 Gennaio 2008.
Seminario promosso dall’associazione Onlus “Lo Spirito di Stella” assieme a Progetto Italia e a TIM, in collaborazione con FIABA (Fondo italiano abbattimento barriere architettoniche) e l’Ufficio studenti in situazione di disabilità. Il seminario si è basato sull’esperienza progettuale del catamarano di Andrea Stella “TIM Progetto Italia – lo Spirito di Stella”. L’imbarcazione è infatti un esempio concreto di come si possa progettare in maniera funzionale ed accorta rendendo fruibili ed accessibili a tutti luoghi, oggetti e strumenti.

Scarica la locandina














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La norma forma - informa a Roma Tre

Roma, Università degli Studi Roma Tre.
Lunedì 10 Dicembre 2007 ore 9.30
Sala del Consiglio della Facoltà di Giurisprudenza, via Ostiense 161 - Roma.
Il seminario, progetto redatto dalla dott.ssa Laura Grilli - collaboratrice dell’Ufficio per il servizio alla persona - è stato finanziato da Laziodisu per il bando sulle iniziative culturali - luglio 2007.
Lo spirito dell'iniziativa è stato quello di diffondere tra i giovani, attraverso la partecipazione di esperti in materia, un'adeguata conoscenza della legislazione sulla disabilità per favorire una maggiore consapevolezza nella società.

Scarica invito e locandina.














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Inaugurazione del Centro di supporto alla didattica

Roma, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università degli Studi Roma Tre.
1 Ottobre 2007.
Inaugurazione del Centro di supporto alla didattica creato per fornire un valido ausilio didattico agli studenti che hanno necessità di utilizzare apparecchiature informatiche speciali per ipovedenti o non vedenti; promosso dalla Facoltà di Lettere e Filosofia e dall’Ufficio Studenti in situazione di disabilità.














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L'Università della Notte

Roma, Università degli Studi Roma Tre.
24 Marzo 2007.
L’Ufficio ha presentato il tema "L’Università come luogo d’integrazione sociale per abbattere le barriere del pregiudizio". L'attenzione è stata posta in particolare sulle esperienze di vita sociale, oltre che sugli aspetti riguardanti la formazione ed il tutorato specializzato, mettendo in evidenza l'organizzazione, le attività e la partecipazione alle iniziative nel tempo libero degli studenti in situazione di disabilità, e non, nel contesto europeo.














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Cerimonia per il conferimento di due borse di studio per studenti in situazione di disabilità

Roma, Università degli Studi Roma Tre.
Martedì 6 Dicembre 2005 alle ore 12.00
Aula Magna del Rettorato in via Ostiense 159 - Roma

Le borse di studio, erogate su fondi dell’Associazione "La Ruota Internazionale" Onlus, sono state messe a concorso in memoria del Presidente Alvido Lambrilli, promotore della creazione di tutta la legislazione a favore degli invalidi civili.
Le borse vogliono sottolineare il valore culturale e sociale della qualità dell’integrazione nella formazione universitaria, che in Italia si realizza, in base alla normativa vigente, con la frequenza di alunni in situazione di disabilità dall'asilo nido, alla scuola dell’infanzia, alla scuola primaria, alla scuola secondaria di primo e secondo grado, e in particolare all’Università ai sensi della legge 17 del 1999.


Programma
Proiezione del video in memoria di Alvido Lambrilli
Saluto del Magnifico Rettore Prof. Guido Fabiani
Saluto del Sindaco di Roma Walter Veltroni
Interventi:
Dott.ssa Mariolina Moioli, Direzione generale per lo studente - MIUR
Prof.ssa Bruna Consarelli, Delegato del Rettore per i problemi connessi al disagio
Prof.ssa Lucia de Anna, Consulente scientifico per la disabilità
Sig.ra Anna Lambrilli, Vicepresidente dell'Associazione "La Ruota Internazionale"
Dott. Simone Lambrilli
Sig.ra Anna Maria Pollak, Presidente dell’Associazione "La Ruota Internazionale"

Premiazione degli studenti vincitori delle borse di studio


Segreteria Organizzativa:
CENTRO ACCOGLIENZA STUDENTI IN SITUAZIONE DI DISABILITA’
accodis@uniroma3.it; tel. 06 57067703; fax 06 57067702; via Ostiense 169, Roma
LA RUOTA INTERNAZIONALE
info@laruotainternazionale.it; tel. 06 5290754; fax 06 52244298; via Domenico Jachino 47, Roma














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Protocollo d’Intesa tra il Municipio XI, l’Università degli Studi Roma Tre e lo Spes (Centro di Servizio per il Volontariato nel Lazio)

Roma, Università degli Studi Roma Tre.
3 Novembre 2005.
Il protocollo mira a promuovere il volontariato sociale che, a discrezione dei singoli Collegi Didattici, può ottenere il riconoscimento di crediti formativi universitari per attività da svolgersi in organizzazioni di volontariato presenti sul territorio e accreditate dal Municipio XI. Lo scambio tra l’Università e le Associazioni interessate risponde ad una logica di aiuto volta a creare una sinergia tra Università – Municipio - Centri per il volontariato e Associazioni stesse.
















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Vedere Voci-Sentire segni

Roma, Università degli Studi Roma Tre.
Luglio 2005.

Incontro organizzato dal Centro accoglienza studenti in situazione di disabilità con giovani sordi italo-spagnoli in visita presso l’Ateno di Roma Tre per il progetto europeo di scambio culturale.
















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Rete "sostegno" dal problem setting al problem solving. Verso l’integrazione sociale

Roma, I.P.S.I.A. Duca D’Aosta.
18 Gennaio 2005.

Sono intervenute come relatori la prof.ssa Bruna Consarelli (Delegato del Rettore) e la prof.ssa Lucia de Anna (Consulente scientifico).
















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"La Solidarietà vince, quali prospettive dopo l'anno del disabile"

Roma, Università degli Studi Roma Tre.
Facoltà di Giurisprudenza, Aula Magna.
14 Dicembre 2004, ore 10.

L'evento è curato da alcuni rappresentanti degli studenti che hanno partecipato al bando promosso dal nostro Ateneo per "Iniziative culturali e sociali su proposta degli studenti da realizzare entro l'anno 2004".
La prof.ssa Bruna Consarelli e il Centro Accoglienza Disabili stanno collaborando nella realizzazione dell'iniziativa.
Il seminario vuole offrire un' occasione di confronto con realtà anche esterne all'Università, essendo in programma la partecipazione di diverse associazioni impegnate nella disabilità in più campi: dallo sport alla cultura.
















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Scanning the horizon: global perspectives on higher education and disability

Innsbruck, 27-30 Luglio 2004.

Vi hanno preso parte: prof.ssa Bruna Consarelli, Delegata del Rettore per i problemi connessi al disagio, prof.ssa Lucia de Anna, Consulente Scientifico, dott.ssa Cristina Gaetano, collaboratrice Centro Accoglienza Disabili.
La partecipazione alla 5° Conferenza internazionale, "Scanning the horizon: global perspectives on higher education and disability" presso l'Università di Innsbruck, è stata occasione di un importante momento di confronto e di valutazione per le attività svolte nell'Ateneo di Roma Tre dall'Ufficio Accoglienza Studenti Disabili. L'evento infatti ha permesso un interessante scambio di informazioni tra i rappresentanti delle Università europee ed americane presenti.
I lavori sono stati articolati in più sessioni mattutine e pomeridiane in cui le tematiche trattate hanno offerto una panoramica internazionale sugli ausili messi a disposizione per gli studenti universitari in condizione di disabilità. Alla rilevazione delle problematiche, sono seguiti spazi di confronto sulle possibili soluzioni adottate e da adottare.
Molto è stato detto sugli interventi di aiuto didattico e di integrazione sociale che nelle diverse università sono stati attuati attraverso i rispettivi uffici incaricati. In particolare in molti meeting è emerso come soprattutto negli ultimi anni si sia verificato un notevole aumento di problematiche quali la dislessia, la disabilità psichica e la difficoltà di apprendimento a cui è necessario offrire un supporto didattico specifico e mirato.
A differenza del nostro Ateneo, le università straniere mostrano una maggiore difficoltà nel realizzare un'integrazione sociale degli studenti in condizione di disabilità con la vita universitaria, riscontrano un maggior numero di studenti con problemi psichici (depressione, disturbi alimentari, comportamentali,…) e un'elevata percentuale di studenti che rinunciano a proseguire gli studi già dopo i primi mesi dall'iscrizione.
Al contrario, è emersa una maggiore offerta di sostegni online che permettono agli studenti di seguire corsi a distanza attraverso il monitoraggio dei docenti e dei tutor didattici con i quali sono in continuo contatto, sia per verificare la comprensione dello studio sia per trovare un sostegno psicologico. I corsi online offrono l'assistenza dei tutor (attraverso comunicazioni e-mail e telefoniche) e un percorso didattico "a livelli" per permettere allo studente di non essere colto dalla paura di "non farcela o di non essere in grado di" ma di integrarsi gradualmente nelle dinamiche didattiche universitarie. E' emerso come in molti casi l'ansia che colpisce gli studenti sia attenuata dall'uso degli strumenti informatici che permettono uno scambio online di interazione non solo con i docenti ma anche con gli altri studenti.
Gli ausili tecnologici risponderebbero alle esigenze riscontrate attraverso un'attenta analisi delle difficoltà che tenga presente dei seguenti parametri:

In seguito alle valutazioni di questi indicatori, l'elaborazione del materiale didattico potrà essere realizzata nel formato screen readers, screen enhancers, scanning, braille, testi elettronici. L'incremento degli ausili tecnologici è dunque uno dei settori che il Centro Accoglienza Disabili dell'Università di Roma Tre vuole potenziare; in tale prospettiva infatti è stato già realizzato il Forum nel sito Accodis come primo passo verso una maggiore offerta didattica e relazionale che l'Ateneo vuole offrire agli studenti anche attraverso l'ausilio di strumenti mediatici.
L'attenzione all'aiuto didattico e relazionale è stata rimarcata nella maggior parte delle presentazioni sottolineando l'importanza di offrire agli studenti un reale punto di riferimento all'interno dell'università che non solo valuti i loro bisogni e li indirizzi verso piani di studio idonei alla tipologia di disabilità attestata, ma costituisca uno strumento di integrazione con la vita universitaria stessa. Molti degli studenti con problemi psichici, infatti, necessitano di figure in grado di trasmettere loro fiducia in se stessi. I contesti socio-educativi da cui provengono, spesso alimentano un basso livello di autostima personale e non offrono loro opportunità per valorizzare e stimolare capacità e risorse. L'aiuto, che non si riduce a semplice assistenzialismo, è efficace nel momento in cui lo studente accetta la propria disabilità riconoscendo i propri limiti ma anche e soprattutto le proprie qualità.
Si è inoltre riscontrato come soprattutto per studenti con disabilità psichica possa ottenersi un maggior rendimento attraverso un graduale inserimento dello studente negli impegni didattici previsti. Iniziare infatti gli studi con un programma mirato, che preveda pochi corsi iniziali da seguire, opportunatamente concordati con i tutor ed i docenti, permette un inserimento più facile anche per quanto riguarda l'integrazione sociale, la condivisione e la comprensione delle regole accademiche. La disabilità mentale non è facilmente individuabile; i segnali fisici (depressione, nausea, ansia, difficoltà di concentrazione e di memoria,..) spesso sono sintomi episodici. L'attenzione perciò rivolta agli studenti che richiedono un aiuto comporta un maggiore impegno di ascolto psicologico, soprattutto per il continuo cambiamento emotivo che caratterizza questa tipologia di problemi. In molte delle università straniere sono stati elaborati per gli insegnanti, per i tutor e per gli studenti, dei veri e propri codici di condotta sui possibili programmi di studio da seguire. Alcuni dei punti sviluppati nei codici sono: il sostegno nella transizione scuola-università; il sostegno tecnologico; l'attenzione a interessi, capacità, limiti e valori personali dello studente; l'elaborazione di un percorso didattico mirato sopportato da uno staff adeguato.
Il passaggio dalle scuole superiori all'università merita un'attenzione da non sottovalutare in quanto molte volte gli studenti non ricevono adeguate informazioni che possano stimolarli a proseguire gli studi. Il lavoro di sostegno sin dagli ultimi anni liceali è maggiormente efficace se realizzato in una serie di meeting tra tutor universitari e studenti in cui ci sia condivisione delle problematiche e delle perplessità.
Altro punto di confronto, è stata l'attenzione rivolta agli scambi internazionali (progetto Erasmus-Socrates) che comporta un forte lavoro di rete tra le università al fine di incrementare la mobilità degli studenti, troppo spesso spaventati da cosa potrebbero trovare all'estero in risposta alle loro difficoltà.
La "Europian Agency for development in special needs education" ha a tal fine realizzato un progetto affinchè si possa costituire un datebase come guida informativa dei sostegni offerti per gli studenti disabili nelle diverse università europee.
Nella stessa direzione è impegnata l'UNICA (Network of Universities from the Capitals of Europe) con la quale il nostro Ateneo è in stretto contatto. L'Unica è un network di 38 università con il ruolo di promuovere l'integrazione e la cooperazione tra i membri delle università europee. Durante la conferenza di Innsbruck, si è svolto infatti un meeting serale a cui erano invitati esclusivamente i rappresentanti delle università con sede in una delle capitali europee.
















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Tribunale dei diritti dei disabili - ottava sessione
Insieme per una buona causa

29 Maggio 2004.

Incontro organizzato dall’ ANFFAS a cui hanno preso parte la Delegata del Rettore e la prof.ssa Angela Maria Nicolò Punzi (Referente per la disabilità nella Facoltà di Giurisprudenza). E’ stata programmata per il futuro una più attiva collaborazione con l’ANFFAS ed il Tribunale dei diritti dei disabili.

La prof.ssa Bruna Consarelli, Delegata del Rettore per la disabilità, e la prof.ssa Angela Maria Nicolò Punzi, Referente per la disabilità della Facoltà di Giurisprudenza, il 29 Maggio 2004 hanno partecipato all'incontro organizzato dall' ANFFAS "Insieme per una buona causa - Tribunale dei diritti dei disabili: ottava sessiona".
L'Anffas nasce nel 1958 per volontà di un gruppo di genitori di persone con disabilità intellettiva e relazionale. L'azione portata avanti dall'associazione ha come scopi: promuovere e tutelare i diritti delle persone con disabillità e delle loro famiglie, rendere concreti i principi di pari opportunità e di non discriminazione, promuovere una migliore qualità di vita. Il Tribunale dei Diritti dei Disabili nasce nel 1999 per iniziativa di Anffas Onlus e della Nazionale Italiana Magistrati.
I lavori sono stati svolti esaminando dei casi giuridici che sono stati successivamente l' oggetto del dibattito tra i presenti. Come le passate sessioni organizzate sul tema, anche per la VIII Sessione tenutasi il 29 Maggio 2004 a Roma, la scelta dei casi ricade su situazioni particolarmente significative che per complessità, valenza ed interessi coinvolti possono costituire un contributo giurisdizionale utile per i cittadini in condizioni di disabilità.
"Chi paga per un disabile che deve essere necessariamente inserito in una comunità se la famiglia non può sostenere le spese?; Come rispettare regole stradali davanti a barriere architettoniche per cui si rende necessario la violazione del codice? Ad esempio una persona con disabilità motoria su carrozzella costretta a muoversi sulla carreggiata e non sul marciapiede a causa delle barriere architettoniche; Può una persona morire perché gli enti pubblici competenti, gli negano il farmaco necessario alla sua sopravvivenza?".
Essere una persona in condizioni di disabilità o un suo familiare non deve rappresentare una condizione di disagio destinata sempre e comunque ad accentuarsi con il passare del tempo. Purtroppo però le difficoltà che spesso si incontrano per garantire un'esistenza autonoma, rispondente ad esigenze ed aspettative, sono ostacoli insormontabili per cui l'inserimento scolastico e lavorativo, il raggiungimento di una reale condizione di integrazione sociale, in molti casi, restano solo aspettative. Leggi a tutele di cittadini con disabilità sono state ovviamente emanate ma spesso non vengono osservate ed applicate. Partendo da queste considerazioni, si è avviato il lavoro per la costituzione di un organismo che fornisca un aiuto concreto di natura giurisdizionale alle persone con disabilità e alle loro famiglie. I fini principali che guidano l'azione del Tribunale dei diritti dei disabili rispondono ai seguenti punti:
















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Il 2004 per un turismo accessibile

Fiumicino, 20 Gennaio 2004.

Il 20 gennaio 2004 presso l’Expò Leonardo da Vinci di Fiumicino si è svolto il convegno Il 2004 per un turismo accessibile”, organizzato dalla Città di Fiumicino, l’Associazione Leg. Arco e la Fish Lazio.

La prima sessione intitolata “A che punto è il rapporto accessibilità/turismo”, ha avuto come moderatore il Presidente della Fish Lazio, Bruno Tescari. La sessione ha visto l’alternarsi di politici locali, quali il Sindaco, Mario Canapini, l’assessore al turismo di Fiumicino, ing. Pasquale Proietti, l’architetto  Manuela Manetti, della Provincia di Roma, ed esperti nel settore turismo e disabilità: Alessandra Colonna, presidente della Leg. Arco, Giampiero Griffo, rappresentante dell’Italia all’European Disability Forum, il dottor Gianfranco Battisti, responsabile dell’Area  Centro-Sud Trenitalia.

Da questa prima sessione è emersa la necessità di avere monumenti e stabilimenti balneari accessibili a tutti, che tenga conto dei bisogni dei disabili, con strutture che forniscano ogni tipo di servizio: mappe tattili per non vedenti, servizi igienici attrezzati, fruizione totale del mare, percorsi archeologici facilitati.

Per il turismo legato al mare, la Balnearia di Fiumicino sta lavorando alla nascita di una nuova figura da inserire nell'organico degli stabilimenti: un referente in grado di soddisfare le esigenze dei disabili. Nelle spiagge libere il Comune annuncia pedane fino al bagnasciuga e lettini appositi.

La sessione pomeridiana intitolata “Le professionalità dell’accoglienza e dei servizi al turismo. Proposte per formazione, informazione/integrazione”, ha avuto come moderatore la giornalista di “Roma 1”, Ludovica Sacchet. In questa parte del convegno si è inserito l’intervento della rappresentante del Centro Accoglienza Disabili dell’Università di Roma Tre, Daniela Violi, che ha sottolineato l’importanza della qualificazione attraverso l’apprendimento: “L’università come luogo privilegiato per l’orientamento e la formazione, forza culturale ed intellettuale che deve compiere un’opera di sensibilizzazione ed educazione affinché siano vinte le barriere culturali”.

Il convegno è stato un'occasione di riflessione su quanto è stato già fatto e, al tempo stesso, uno stimolo per capire dove invece si dovrà ancora intervenire.

 
















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Università e disabilità: verso l’integrazione sociale

Coordinamento Università del Lazio. Delegati dei Rettori - Accoglienza Disabili
Università degli Studi Roma Tre
Aula Magna del Rettoraro
Via Ostiense 159
2 Dicembre 2003, ore 9.30

Comitato scientifico:

Bruna Consarelli
Delegato del Rettore
Università degli Studi Roma Tre;
Lucia de Anna
Delegato del Rettore dello I.U.S.M.
Consulente scientifico
Università degli Studi Roma Tre

Segreteria:

Centro Accoglienza Disabili, Università degli Studi Roma Tre
Daniela Violi
via Ostiense 169, Tel 06 57067754, Fax 06 57067702, e-mail accodisconvegno@libero.it


Il Centro accoglienza studenti in situazione di disabilità ha curato l’organizzazione del convegno “Università e disabilità verso l’integrazione sociale”, iniziativa di notevole successo e significato nell’ambito dell’Anno europeo delle persone con disabilità 2003. Sono stati coinvolti tutti i delegati delle Università del Lazio, numerosi studenti, esperti del settore e del mondo del lavoro (Roma Multiservizi; Fondazione Adecco; Italia Lavora), esponenti delle istituzioni regionali e locali (l’On. Ileana Argentin Consigliere delegato politiche handicap - Comune di Roma; l’On. Olimpia Tarzia Presidente commissione politiche Familiari e pari opportunità - Regione Lazio).

Programma

Cronaca fotografica: foto 1, foto 2, foto 3.

Interventi:


Intervento della prof.ssa Bruna Consarelli
Delegato del Rettore
Università degli Studi Roma Tre

SCHEDA ATTIVITA' CENTRO ACCOGLIENZA DISABILI
  1. INFORMAZIONE: ACCESSIBILITA' E DIFFUSIONE (come vengono informati gli studenti, attraverso i mezzi di comunicazione video ecc…, oppure viene distribuita una guida, oppure esiste una campagna informativa prima delle iscrizioni, nei bandi viene fatta esplicita menzione,…). Il Centro Accoglienza Disabili del nostro Ateneo dà informazione agli studenti attraverso:
    • Salone dello studente.

    • Partecipazione con stand informativo durante la giornata orientativa per le future matricole di Roma Tre.

    • Indicazione all'interno della guida dello studente.

    • Indicazione sui bandi d'iscrizione.

    • Sito on line del Centro Accoglienza Disabili di Roma Tre.

    • Incontri diretti nell'Ufficio in via Ostiense 169.

  2. SEGNALAZIONE ED ANAGRAFE (nella scheda di immatricolazione è prevista una parte specifica, come acquisiscono le segreterie i dati per il censimento, viene aggiornato periodicamente ecc…). · Al momento della pre - iscrizione viene fatto compilare un apposito modulo con recapiti e dati dello studente, viene richiesto il certificato ASL attestante la % di disabilità, una copia di un documento d'identità e del codice fiscale, e la dichiarazione sostitutiva del diploma di maturità. · Al momento dell'immatricolazione / iscrizione viene compilato un apposito modulo, che va a integrare i documenti già consegnati per la pre - iscrizione. Sia la pre - iscrizione, l'immatricolazione, che l'iscrizione possono essere effettuate tramite il Centro Accoglienza Disabili o direttamente presso la Segreteria Studenti. · Il Centro Accoglienza Disabili, una volta all'anno fa richiesta agli uffici preposti, dell'elenco completo degli studenti disabili iscritti; inoltre compie un costante aggiornamento dei dati acquisiti alla luce dei continui cambiamenti dovuti alle lauree, ai ritiri e ai trasferiti.
  3. PROVE DI ACCESSO, RISERVE, ESONERI (quali disposizioni vengono prese, prove organizzate in relazione alla specificità degli studenti, riserve posti, esoneri delle prove, colloqui, ecc...). Il nostro Ateneo riserva per ogni corso di Laurea 10 posti agli studenti disabili. · Gli studenti con disabilità superiore al 66% sono esonerati dalle prove di ammissione alle Facoltà e dalle tasse, devono consegnare però una marca da bollo di 10,33 euro per l'immatricolazione al primo anno e per ogni successiva iscrizione agli anni successivi. · Gli studenti con disabilità inferiore al 66% devono sostenere le prove d'ammissione, pagando il relativo bollettino di pre - iscrizione, ed attendere i risultati. Dopo di ché dovranno consegnare il modello della dichiarazione dei redditi e ritirare l'apposito bollettino nominativo per pagare le tasse corrispondenti all'importo dichiarato. · Per gli studenti con disabilità inferiore al 66%, che devono sostenere le prove di ammissione e che abbiano richiesto per tempo particolari condizioni, in ragione della tipologia della loro disabilità, verranno organizzate prove specifiche alle esigenze dello studente.
  4. TABELLE DI RIEPILOGO SUL NUMERO DEGLI STUDENTI, GENERALE E CON SOTTO ARTICOLAZIONI: (Vedi tabelle allegate)
  5. RAPPORTI CON L'ADISU, INTERVENTI,… (Qual'è il tipo di collaborazione, sulla destinazione dei fondi, sulle iniziative da intraprendere, sulle borse da erogare, gli ausili, alloggi, trasporti, altro…). La collaborazione del Centro Accoglienza Disabili con l'A.Di.S.U. prevede: · Borse di studio generali. · Borse di studio per il rimborso delle spese didattiche per gli studenti con una disabilità superiore al 66%. · Rimborso della maggior parte delle spese destinate al servizio di interpretariato. · Contributo per le spese di trasporto degli studenti disabili.
  6. BARRIERE ARCHITETTONICHE, CENSIMENTO, PROGRAMMAZIONE RIMOZIONE (E' stato fatto un censimento, quali sono i problemi esistenti, le difficoltà dei vecchi edifici, gli accorgimenti per la mobilità e l'agibilità dei percorsi, esiste una programmazione futura degli interventi,…). · Il Centro Accoglienza Disabili si avvale dell'ausilio dell'Ufficio Tecnico Logistico per l'analisi delle barriere architettoniche. Il censimento effettuato in passato ha evidenziato le difficoltà soprattutto dei vecchi edifici. Attualmente è in corso un nuovo censimento delle diverse Facoltà. L'analisi condotta, verrà diffusa on line come è stato fatto per il censimento passato.
  7. SERVIZIO ACCOGLIENZA: ORGANIZZAZIONE (Struttura dell'Uffico, Personale, obiettori, ecc…). TUTORATO SPECIALIZZATO (inteso nelle varie forme di interpretariato, accompagnamento, sostegno allo studio, appunti, registrazione delle lezioni, servizi di stenotipia, crediti formativi per peer tutoring, ecc…).
    Il Centro Accoglienza Disabili di Roma Tre ha sede in via Ostiense 169 (1 stanza). L'Ufficio è strutturato nel seguente modo:

    • Delegato del Rettore per i problemi connessi al disagio,

    • Consulente scientifico,

    • responsabile amministrativo,

    • coordinatore attività,

    • 2 collaboratori,

    • 2 collaboratori tecnici,

    • 8 obiettori in servizio sostitutivo civile.

    Il tutorato specializzato prevede:

    • interpreti della lingua italiana dei segni (LIS) per gli studenti con disabilità uditiva e del linguaggio;

    • il servizio di accompagno per gli studenti con problemi motori e visivi, svolto dagli obiettori, precedentemente sensibilizzati e formati all'impegno da svolgere;

    • il supporto allo studio in collaborazione e coordinazione con i Referenti di Facoltà ed i docenti universitari;

    •  E' organizzato un Servizio Navetta (dall'abitazione all'Università e viceversa) per studenti con disabilità motoria attraverso una convenzione con la Trambus S.p.a. e in collaborazione con il XIII municipio.

    • Sono forniti materiali didattici per studenti con problemi visivi attualmente attraverso la convenzione con l'Istituto S. Alessio. L'Ufficio ha una biblioteca di testi ingranditi, in braille e registrati.

    • Si sta attivando inoltre un servizio di volontariato di studenti normodotati con studenti disabili attraverso appunti, registrazioni, ed affiancamento didattico per difficoltà nello studio e nella preparazione degli esami. Il progetto prevede la selezione del personale volontario attraverso il Referente di Facoltà che ne valuta competenze didattiche e relazionali, ed il riconoscimento di crediti formativi per l'attività svolta. Tale progetto attualmente è stato approvato nella sola Facoltà di Scienze Politiche.

  8. STRUTTURE DELL'ATENEO Come riferimento istituzionale per la disabilità, sono stati nominati i Referenti di Facoltà, docenti universitari che a stretto contatto con il Centro Accoglienza Disabili, tramite incontri periodici, seguono gli studenti nel loro percorso didattico. Durante tali incontri si provvede alla programmazione degli interventi e delle attività da svolgere e si affrontano problematiche particolari avanzate dagli studenti all'ufficio accoglienza o ai docenti stessi. Stretto contatto e collaborazione con:
    • Segreterie studenti: pratiche burocratiche dalla preiscrizione alla laurea

    • Relazioni Internazionali: informazioni sia per studenti in uscita che in entrata in riferimento alla specifica normativa Socrates/Erasmus per studenti disabili.

    • Ufficio stage d'Ateneo: progettazione futura di inserimenti e stage lavorativi. (Lo scopo è quello di sapere se è stata scelta la linea di costituire servizi appositi in riferimento ai punti su citati oppure si cerca di responsabilizzare tutti gli uffici già esistenti a prendersi carico del problema degli studenti con disabilità ovviamente con il supporto del Servizio per la disabilità che ha il compito di fornire il supporto scientifico e di informazione specifica, senza sostituirsi ai compiti propri dei responsabili delle tematiche suindicate. Possiamo specificare eventualmente in che modo avviene tale collaborazione).

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Intervento della prof.ssa Lucia de Anna
Delegato del Rettore
Istituto Universitario di Scienze Motorie - IUSM

Informazione: accessibilità e diffusione


Gli studenti possono accedere alle informazioni:
  1. ricevendo direttamente, o per telefono/email/fax, notizie dal Servizio Accoglienza Studenti Disabili;

  2. tramite il sito (www.iusm.it) dell’Ateneo. In esso sono previsti due rimandi (in ISTITUZIONE e in DIDATTICA), sia per Servizio Accoglienza Studenti Disabili, sia per la Commissione di Ateneo per la Disabilità.


  3. Su espressa richiesta, le principali notizie recenti appaiono evidenziate nella pagina iniziale e riportate sinteticamente in "IUSM Flash" curato sul sito dall’Ufficio Stampa e Comunicazione;
  4. attraverso la diffusione possibile grazie ai contatti stabiliti con la Federazione Italiana Sport Disabili – Comitato Paraolimpico Nazionale (F.I.S.D.-C.P.N.)

  5. attraverso la diffusione possibile grazie i contatti stabiliti con le principali Associazioni di categoria, in particolare con la Federazione Italiana Superamento dell’Handicap (F.I.S.H.);

  6. per esplicita menzione nei bandi.

  7. si fa menzione specifica nella guida didattica e dei servizi per l’A. A. 03/04.


Segnalazione e Anagrafe studenti


Gli studenti sul modulo di iscrizione alla selezione per l’accesso al corso di laurea in Scienze motorie e sportive devono indicare esclusivamente il tipo e il grado di disabilità ma attraverso il bando gli interessati vengono invitati ad allegare certificati e ogni altra informazione ritenuti idonei a favorire un accurato lavoro della Commissione medica e del Collegio di valutazione per l’identificazione delle esigenze specifiche del candidato in relazione sia alla messa in atto degli adattamenti da attuare nelle prove di selezione, sia per la attivazione di altri interventi previsti dalla normativa in vigore.
Sempre sul bando vengono offerti i riferimenti del Delegato del Rettore per i problemi connessi alla Disabilità e del Servizio Accoglienza Studenti Disabili;
I dati per il censimento vengono trasmessi dalla Segreteria Studenti del Corso di laurea all’Ufficio Statistiche e al Servizio Accoglienza Disabili.

Prove di accesso, riserve, esoneri

Riserve:
Nel corrente Anno accademico 2003/04, il bando di selezione per l’accesso al Corso di Laurea in Scienze motorie e sportive, conteneva la previsione di 10 posti riservati a candidati in situazione di disabilità su 230 posti messi a selezione.
Prove d'accesso ed esoneri:
In particolare le prove selettive si articolavano:

Tabella di riepilogo

Tabella riepilogativa degli studenti in situazione di disabilità

iscritti al Corso di Laurea in Scienze motorie e sportive

 

 

TOTALE studenti iscritti al Corso di Laurea

9

 

Ripartizione per anno di Corso

Studenti iscritti al primo anno

5

Studenti iscritti al secondo anno

-

Studenti iscritti al terzo anno

-

Studenti iscritti fuori corso

4

 

Attivi/Non Attivi*

Studenti attivi

8

Studenti non attivi

1

 

Ripartizione per tipologia di Disabilità

Visiva

Uditiva

Dislessia e difficoltà di linguaggio

Motoria

Mentale

Altro

-

3

-

5

 

1

 

Ripartizione per grado di invalidità

=  < 66%

> 66%

1

8

             


Rapporti con l'ADISU, interventi:

Lo IUSM ha deciso di gestire direttamente i servizi per gli studenti collegati al DSU in base alla normativa che prevede tale possibilità attraverso la stipula di convenzioni tra Università e Regione.
Tra gli interventi rivolti alla generalità degli studenti:

Tra gli interventi per gli studenti:

Barriere architettoniche

Sin dal primo periodo di insediamento del Delegato è stato realizzato un primo censimento delle barriere architettoniche.
Attualmente, si sta approntando un piano degli interventi a breve/medio e lungo termine, anche con l’aiuto di Esperti. Tra i primi vi sono ovviamente quegli adempimenti che garantiscono agli studenti la possibilità immediata di seguire il Corso di Laurea.
Tale articolazione si è resa necessaria sia per pianificare i relativi impegni economici e di realizzazione delle opere di superamento delle barriere, sia in considerazione delle caratteristiche degli immobili dell’Ateneo, di grande prestigio e di notevoli dimensioni ma anche ricchi di palestre e di impianti sportivi che per la specificità del Corso di Laurea rappresentano sedi effettive di lezione.
La progettazione naturalmente dovrà tenere conto anche dei raccordi con le prescrizioni di altre normative del settore quali quelle della sicurezza antincendio.
E’ in corso di attivazione un tavolo di lavoro comune IUSM – Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, poiché questa ultima, nella sede di Via de Robilant (Ponte Milvio), ospita alcune importanti aule didattiche utilizzate per le lezioni del Corso di Laurea, e si è già dimostrata disponibile e particolarmente sensibile all’abbattimento di tutte le barriere nella struttura.
Si sta procedendo all’acquisto di apparecchiature per il superamento delle rampe di scale per uso immediato che verranno sostituite gradualmente da opere permanenti.
Si sta valutando l’acquisto di materiale e attrezzature sportive (carrozzine da corsa, carrozzine per i lanci, ecc.) per arricchire l’esperienza didattica condotta nelle attività formative a contenuto motorio e sportivo, sia per gli studenti in situazione di disabilità, sia per tutti gli studenti che potranno arricchirsi di un importante apporto esperenziale e tecnico in una prospettiva professionale.

Servizio Accoglienza Studenti Disabili

Presso lo IUSM è attivo il Servizio Accoglienza Studenti Disabili la cui filosofia d’intervento è basata sul supporto scientifico e di informazione specifica nei confronti degli Uffici e Servizi esistenti, che pertanto non vengono sostituiti in relazione alle esigenze degli studenti in situazione di disabilità, nell’ottica del raggiungimento di una loro piena fruibilità per tutti gli studenti.
Il Servizio opera come centro di mediazione, da un lato raccoglie le segnalazioni e richieste degli studenti, e, insieme, collabora con gli atri Centri, Uffici o Servizi per delineare modalità di erogazione dei servizi che non siano solo mero adempimento ma che, accentuino le possibilità di partecipazione attiva e integrata dello studente alla vita dell’Ateneo, contribuendo a creare, e ad accrescere, un contesto di integrazione reale.
Tutte le funzioni svolte dal Servizio sono concordate, gestite e monitorate con il Delegato del Rettore per la Disabilità, ai sensi della Legge 17/99 e delle Linee-guida della Conferenza Nazionale dei Delegati per le Disabilità delle Università Italiane (CNUDD).
Il servizio poggia su un’unità di personale dell’Area tecnica, tecnico-scientifica ed elaborazione dati (ex art. 53 del CCNL 98-01) incardinato con rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
Lo stesso Servizio, attraverso il Tutorato specializzato, valuta le specifiche richieste degli studenti, quale l’interpretariato LIS e l’assistenza alla comunicazione, occupandosi anche del loro monitoraggio.
Per l’Anno Accademico 2003/04 verranno attivate due borse di collaborazione studenti, per favorire l’attivazione del peer tutoring, anche con la possibilità per gli studenti coinvolti di ricevere crediti formativi in base alla esperienza e alle competenze conseguentemente acquisite.
Il Tutorato specializzato, nell’ambito delle linee definite dal Delegato e dalla Commissione di Ateneo per la Disabilità, mantiene i contatti con la Federazione Italiana Sport Disabili (F.I.S.D.), per studiare proposte di articolazione degli interventi didattici per favorire la partecipazione degli studenti in situazione di disabilità alle Attività Formative, in particolare per quelle a contenuto motorio e sportivo.
La stessa relazione è sostenuta con le Associazioni di categoria, in particolare la Federazione Italiana Superamento Handicap (F.I.S.H.), per assicurare uno scambio di informazioni e notizie quale importante contributo per la progettazione e la realizzazione degli interventi, soprattutto nella prospettiva del raccordo Università-Mondo del lavoro in termini di collocamento mirato e convenzioni.
Il tutorato specializzato mantiene i rapporti attivati con gli Enti ed ogni Organizzazione che promuovono attività motorie e sportive condotte in un contesto di integrazione al fine di raggiungere intese per l’attivare esperienze di Tirocinio formativo per tutti gli studenti.
Nell’ambito delle proposte di Ateneo per il job-placement, sono stati presi i primi contatti con il Centro per l’Impiego della Provincia di Roma e con le varie Agenzie formative specializzate per inserire nei piani dell’offerta formativa e lavorativa del nostro sito anche le procedure e le attività sia in modo specifico per il collocamento mirato, sia per creare figure professionali che dovrebbero operare in situazioni integrate.

Strutture dell'Ateneo

Commissione di Ateneo per la Disabilità:
In data 14 novembre 2002, con Decreto Rettorale, è stata costituita la Commissione di Ateneo per la Disabilità. Essa è presieduta dalla Prof.ssa Lucia de Anna, Delegato del Rettore per la Disabilità e comprende componenti interni dell’Ateneo e componenti esterni, questi ultimi in rappresentanza e partecipazione delle Organizzazioni sportive nazionali e delle Associazioni di categoria, rispettivamente rappresentate dai Presidenti della Federazione Italiana Sport Disabili – Comitato Paraolimpico Nazionale (F.I.S.D.-C.P.N.) e della Federazione Italiana Superamento dell’Handicap (F.I.S.H.).
La Commissione svolge le seguenti funzioni:
  1. collaborazione con gli altri Uffici d’Ateneo con funzioni di proposta, programmazione, organizzazione e monitoraggio degli interventi finalizzati al superamento di tutte le barriere architettoniche, psicologiche e attitudinali per l’integrazione e l’accesso di studenti disabili allo IUSM;

  2. elaborazione e valutazione di curricoli universitari per le attività motorie adattate, promozione di ricerche per la costruzione di percorsi integrati;

  3. programmazione di interventi volti ad aumentare l’accessibilità e la fruibilità dell’Ateneo da parte degli studenti disabili attraverso servizi quale trasporto urbano, interprete della lingua dei segni, frequenza ai corsi, sensibilizzazione personale docente e non docente, tutorato specializzato, ausili tecnici e multimediali, accordi con il territorio anche in materia di stage professionali e peer tutoring;

  4. integrazione della Commissione medica per la valutazione delle prove attitudinali in fase di ingresso e introduzione dei principi dell’ICF dell’OMS, 2001;

  5. analisi delle richieste di iscrizione al fine di programmare con anticipo gli interventi necessari;

  6. costituzione di un canale parallelo di posti in graduatoria riservati agli studenti disabili;

  7. rientamento mirato presso la scuola secondaria e pre-iscrizione all’università;

Realizza collegamenti specifici con:

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Intervento della prof.ssa Maria Francesca Renzi
Referente della Facoltà di Economia
Università degli Studi Roma Tre

Gli strumenti di diffusione della responsabilità etica nelle imprese


Negli ultimi anni, sta crescendo l'impegno in termini di responsabilità sociale delle imprese le quali possono individuare soluzioni differenti in funzione del mercato e del contesto in cui operano. In particolare, gli strumenti a disposizione delle aziende sono:

Nel 1997 è stata emanata dal CEPAA la Norma SA8000, cioè uno standard internazionale certificabile, che valorizza la responsabilità sociale delle aziende, migliorando la tutela dei lavoratori. I dati più recenti forniti da CEPAA registrano a livello mondiale, 259 aziende certificate appartenenti a 35 settori industriali e distribuite in 36 paesi che coinvolgono 157.616 lavoratori

Figura 1:

Diffusione certificazione Sa 8000

Fonte:CEPAA agosto 2003

È interessante, in particolare, la situazione dell'Italia che presenta il maggior numero di imprese certificate SA 8000 a livello mondiale.
Questa situazione deriva probabilmente da una combinazione di fattori quali:

I codici etici sono elaborati direttamente dalle imprese e hanno lo scopo di definire e diffondere a tutta l'organizzazione le regole etiche scelte dall'azienda.
I codici di buona prassi, sono il frutto di uno sforzo di ricerca per la soluzione di problemi concreti e possono contribuire significativamente allo sviluppo e alla crescita culturale delle imprese e del mercato; sono elaborati da gruppi di soggetti diversi come imprese, sindacati, ONG, università ecc. e hanno il pregio di sviluppare contenuti specifici e innovativi.
Il progetto per la realizzazione di un codice di buona prassi "The non discriminating firm";
Il progetto "The non discriminating Firm", co-finanziato dalla Commissione Europea sulla base dell'Art.6 del Fondo Sociale Europeo, si pone come obiettivo quello di "sensibilizzare ed incentivare le aziende alla responsabilità sociale con particolare riferimento alla non discriminazione delle fasce deboli del mercato del lavoro".
Per soggetti svantaggiati, si intendono tutte le persone che, rispetto alla cultura dei diversi paesi, sono oggettivamente discriminati nel mondo del lavoro.
Sono coinvolti, nell'iniziativa, Università, ONG, Sindacati, Associazioni di imprese, Enti locali e enti di certificazione di Italia, Spagna, Portogallo e Francia.
Il progetto si articola in tre sottoprogetti, che integrati tra loro, consentono di affrontare il problema dell'inserimento di persone con svantaggio sociale nel mondo del lavoro in tutti i suoi aspetti. In particolare i sottoprogetti sono così distinti:
  1. realizzazione del codice di buona prassi, definizione delle linee guida per la sua applicazione, definizione di un "marchio sociale" per la sua diffusione - coordinato dal dipartimento di Ricerche Aziendali dell'Università degli Studi di Roma Tre;

  2. realizzazione di un pacchetto per la formazione a distanza rivolto al personale delle imprese -coordinato dalla Comunità Capodarco di Roma;

  3. realizzazione, applicazione e validazione di un modello di bilancio delle competenze - coordinato dalla LUMSA.

L'obiettivo, è quello creare uno strumento globale, vantaggiosamente applicabile dalle imprese, per migliorare la gestione interna delle risorse umane e valorizzare la cultura della non discriminazione come risposta concreta in termini di responsabilità sociale.
Il gruppo di lavoro intende, per cultura della non discriminazione l'impegno da parte delle aziende a:
- garantire pari opportunità di selezione a tutti i candidati (svantaggiati o meno);
- favorire la diffusione della cultura di non discriminazione nella organizzazione (formazione)
- favorire l'integrazione delle persone svantaggiate (sistema di gestione).
Tecnicamente il Codice è uno strumento operativo, studiato per creare le condizioni organizzative ottimali per l'inserimento, e la progressiva integrazione, di soggetti svantaggiati nelle aziende.
Il Codice "The non discriminating firm" si compone di due parti:

Associazione al progetto e rilascio del marchio "Valore dalla differenza. Impresa a gestione etica del personale"
Nel corso dei lavori è stato definito e condiviso dai partner il processo di associazione al progetto e di rilascio del marchio (vedi fig.2).
Le imprese che intendono applicare il Codice di non discriminazione, devono innanzi tutto, siglare una lettera di impegno con l'Agenzia di servizi del proprio paese, sulla base della quale l'agenzia stessa avvia l'organizzazione per l'applicazione dei pre-requisiti previsti del Codice. In questa fase l'azienda deve dotarsi del sistema di gestione di non discriminazione, per prepararsi all'inserimento di persone svantaggiate.
Una volta che il sistema di gestione è stato realizzato, viene stipulata una Convenzione quadro tra agenzia di servizi e azienda, sulla base della quale quest'ultima, si impegna formalmente, ad ottemperare agli impegni assunti attraverso l'adozione del codice. In questa fase l'organizzazione può rendere visibile la partecipazione al progetto, ai fini della sua comunicazione e del miglioramento della propria immagine; essa è tecnicamente pronta a inserire persone svantaggiate nella struttura, anche se resta in ogni caso autonoma nel decidere se e quando sia necessario avviare il processo di selezione del personale che dovrà comunque essere attuato secondo la logica della non discriminazione.
Per la completa applicazione operativa del codice (pre-requisiti e requisiti), è comunque necessario che sia inserita almeno una persona svantaggiata nell'organizzazione; per tale ragione il marchio viene rilasciato solo alle aziende che hanno stipulato con l'agenzia di servizi la "Convenzione ad personam". Tale convenzione deve essere stipulata ogni volta che l'azienda sceglie di inserire una persona svantaggiata, e sulla base di questa l'azienda è assistita dall'agenzia di servizi durante la fase di inserimento e di follow-up.
Il marchio "Valore dalla differenza. Impresa a gestione etica del personale" (vedi Fig.3), declinato in tutte le lingue dei partner del progetto, è uno strumento di comunicazione che ha l'obiettivo di valorizzare l'immagine delle imprese che adottano il codice e di favorire la cultura della non discriminazione sul mercato.
Attualmente, hanno aderito all'iniziativa circa 50 aziende, alcune coinvolte solo nell'attività di formazione, altre interessate all'adozione del Codice. In particolare, in Italia hanno aderito 25 aziende tra le quali Coop Centro Italia, Sodexo Italia Spa, Ceramiche Appia Nuova srl e Inol Food hanno già avviato il processo di associazione al progetto.
Le imprese che hanno aderito all'iniziativa hanno già da tempo adottato una politica di solidarietà sociale, sperimentando, anche da punto di vista organizzativo, il "valore della differenza".
In particolare Coop Centro Italia usufruirà del codice nell'ambito della attuazione operativa alla gestione del punto 5 (Discriminazione) della Norma SA 8000.
La difficoltà oggettiva che il gruppo di lavoro ha riscontrato durante l'attività di promozione e di diffusione del codice, è una certa diffidenza delle imprese preoccupate che i contenuti del progetto siano troppo complessi per la struttura, o anticipatori rispetto alle esigenze del mercato.
In realtà il codice è uno strumento molto vicino come impostazione agli standard internazionali ISO 9000, ISO 14000 e SA 8000, pertanto le aziende certificate non necessitano di un lungo lavoro preparatorio per la sua applicazione.
La unicità del progetto, va ricercata nel tentativo di proporre uno strumento capace di rendere attuabile una tematica di grande interesse sociale. Fra l'altro in Italia molte imprese sono chiamate (lex 68/99) a confrontarsi con l'inserimento di almeno una tipologia di persone svantaggiate (i disabili) che vanno comunque valorizzati e supportati all'interno dell'organizzazione per garantirne la crescita professionale.
Il mero inserimento, dall'atra parte, non significa necessariamente attenzione alla progressiva integrazione dei lavoratori svantaggiati.

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Intervento della prof.ssa Bruna Grasselli
Referente della Facoltà di Scienze della Formazione
Università degli Studi Roma Tre

dott.ssa Nadia Murgioni
Tutor specializzato

Il Servizio di Tutorato Specializzato come centro di informazione pedagogico-didattica e di ricerca


Il servizio è nato a Gennaio 2001 in collaborazione con Centro Accoglienza all'interno della Facoltà di Scienze della Formazione, allo scopo di rispondere:
1. al costante aumento delle iscrizioni
2. alle esigenze di frequenza e partecipazione alla vita didattica degli studenti con disabilità: lezioni, laboratori, seminari, convegni, accesso ai testi, supporto didattico specifico interpreti in lingua dei segni, traduzioni testi in Braille o su audiocassette.
3. alla necessità di individuare, in collaborazione con i docenti metodologie personalizzate di studio, di formazione e di valutazione nel rispetto della legge 17/99.
4. alla esigenza di informazione su disabilità, professionalità e mondo del lavoro.
5. alla necessità di ricercare modalità di prevenzione e orientamento per ridurre il disagio, gli stereotipi, i pregiudizi.

OBIETTIVI
Il servizio si propone di verificare strategie di intervento valide per tutti gli studenti. In particolare si vuole:
a) favorire il percorso di integrazione degli studenti disabili attraverso la loro collaborazione alla vita didattica e sociale
b) rendere accessibili i contenuti culturali proposti in ambito universitario al fine di agevolare la piena realizzazione delle potenzialità della persona;
c) individuare, con la collaborazione di alcuni docenti, gli aspetti educativi e didattici che rispondano a criteri di accessibilità.
d) creare materiale multimediale fruibile per tutti gli studenti.

METODOLOGIE
L'attività di tutorato pedagogico-didattico prevede le seguenti fasi:
- creazione di griglie tematiche specifiche per le diverse discipline;
- rielaborazione in gruppi di lavoro con esperti delle diverse disabilità e con gli studenti;
- gruppi di studio integrati con tutti gli studenti dell'Università; il sostegno didattico viene attuato sia nella forma individuale che di gruppo. I gruppi hanno una composizione eterogenea e prevedono la presenza del tutor.
- seminari con esperti e operatori con esperienza maturata nell'ambito delle tecnologie per disabili;
- visite presso Centri Universitari di Ricerca sulle tecnologie per l'handicap;
- seminario sul Servizio Tutorato per disabili dell'Università per individuare i bisogni emergenti e le risposte più adeguate.

RISULTATI ATTESI
- creazione di occasione di pari opportunità per gli studenti disabili mettendo a disposizione tecnologie e ausili e sperimentando strategie didattiche individualizzate
- acquisizione di competenze professionali adeguate ed efficaci
- acquisizione di competenze di lavoro di gruppo
- facilitazione della comunicazione tra le diverse abilità
- autovalutazione del percorso formativo.
Il modello di intervento e di ricerca all'interno della Facoltà intende rispondere ai requisiti di concretezza e di normalizzazione. Il raccordo che stiamo attivando con altri centri universitari consente momenti di scambio dell'esperienza, di materiale formativo, di studio e di supporto tecnologico. A livello nazionale sarebbe ipotizzabile un incontro per riflettere su progetti analoghi che si stanno sperimentando in altre sedi universitarie.

MODELLO DI TUTORATO SPECIALIZZATO
Il modello di intervento che si sta attuando prevede una organizzazione in due fasi:
1. Una prima fase si occupa della consulenza educativa allo scopo di orientare, informare o individuare la difficoltà dello studente: scelta del corso di laurea, piano di studi, modalità di apprendimento. La consulenza mira a facilitare la consapevolezza nel riconoscere possibilità e soluzioni. La comprensione della situazione di disagio favorisce l'instaurarsi di una prima relazione significativa all'interno della Facoltà. Nel processo di consulenza lo studente viene invitato ad analizzare e individuare le modalità più significative di studio e di partecipazione.
2. Una seconda fase si occupa delle strategie didattiche che sono elaborate con lo studente e con il docente in relazione alla disabilità. Lo studente viene invitato a prendere contatto con il docente e a esplicitare le proprie difficoltà che possono consistere nella richiesta di ausili (computer, trascrizioni, interprete), e concordare un percorso individualizzato, partecipazione a gruppi di lettura, o modalità di valutazione secondo quanto previsto dalla legge 17/99.

TIROCINIO PER STUDENTI CON DISABILITA' NEGLI ENTI E NELLE AZIENDE
L'attività di tirocinio è stata progettata prevedendo una prima fase di orientamento e di organizzazione di un percorso individualizzato in relazione alla disabilità.
1. Convenzione. Per la scelta della struttura con cui stipulare la convenzione è necessario accertarsi che sia accessibile in relazione alle barriere architettoniche. Gli studenti non vedenti hanno bisogno di un periodo di orientamento guidato all'interno della struttura, inoltre è necessario accertarsi della dotazione di strumenti informatici specifici o della presenza di un accompagnatore.
2. Progetto di tirocinio. Viene elaborato tenendo conto che il tirocinio deve diventare per lo studente occasione di riconoscimento di abilità, di risorse, di difficoltà per favorire una autovalutazione e una richiesta di modalità di formazione più efficace.

SITO WEB host.uniroma3.it/progetti/handicap
Il Sito è nato dall'esigenza di avviare una migliore comunicazione interna ed esterna alla Facoltà di Scienze della Formazione. E' uno strumento dinamico, semplice nella consultazione, dotato di un motore di ricerca per l'individuazione più rapida dei documenti. La progettazione e la realizzazione del sito è avvenuta secondo le caratteristiche previste dalla normativa AIPA (Criteri e strumenti per migliorare l'accessibilità dei siti Web e delle applicazioni informatiche a persone disabili) e i principi guida di trasformabilità, comprensibilità e navigabilità. Gli studenti con disabilità sensoriali e motorie hanno costantemente collaborato e supervisionato il rispetto dei criteri di accessibilità, in modo che il sito rappresenti un canale di informazioni per tutti gli studenti e garantisca per i non frequentanti condizioni di pari opportunità. I contenuti principali sono costituiti da notizie e informazioni sul Tutorato Specializzato e l'organizzazione dei servizi offerti, utili per coloro che sono interessati ad iscriversi all'Università. E' presente una sezione:
- Con gli aggiornamenti normativi che vengono segnalati dagli utenti del Sito
- Dedicata ai convegni e le manifestazioni di Facoltà, o di pubblico interesse sul tema della disabilità e dell'integrazione
- Dedicata ai link di interesse nel settore disabilità.

RACCOLTA DATI
Carriere degli studenti con disabilità
Presso il tutorato si tiene una Raccolta dati aggiornata per:
1. Esami e prove sostenute dagli studenti con disabilità.
Coloro che vengono seguiti costantemente risultano essere in regola con gli esami fatti.
2. Laureati dal 2001 ad oggi.
Si sono laureati n°10 studenti con disabilità i quali hanno trovato occupazioni lavorative nel pubblico impiego, nella scuola, nel terzo settore. Alcuni stanno proseguendo gli studi (lauree specialistiche e Master).

SCHEDA RIASSUNTIVA SUL SERVIZIO DI TUTORATO SPECIALIZZATO
1.) In attività da Gennaio 2001
2.) Collabora con il Centro Accoglienza di Ateneo (delegata del Rettore Prof.ssa Bruna Consarelli)
3.) Servizi offerti:
· Informazioni e orientamento (pratiche di segreteria didattica, accessibilità)
· Consulenza educativa (apprendimento, piano formativo)
· Sostegno allo studio con strategie didattiche in relazione alla disabilità: visiva con ausili (sintesi vocale, trascrizione audiocassetta), uditiva (interprete e rielaborazione materiali e traduzione in LIS), difficoltà di apprendimento (sostegno individualizzato e in gruppo).
4.) Obiettivi:
· Offrire pari opportunità di apprendimento agli studenti con disabilità avvalendosi di strumenti tecnici e di strategie specifiche.
· Favorire il perfezionamento del percorso formativo garantendo l'accessibilità ai contenuti culturali.
· Facilitare l'integrazione attraverso il principio di normalizzazione della didattica.
· Stimolare la collaborazione degli studenti al ricerca universitaria sull'integrazione delle diversità.
5.) Criteri di valutazione dell'attività di Tutorato Specializzato:
· Monitoraggio delle prove sostenute, del numero dei laureati, degli sbocchi professionali.
· Valutazione da parte degli studenti
· Valutazione da parte dei docenti

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Intervento del prof. Rodolfo Maria Strollo
Delegato del Rettore
Università degli Studi Tor Vergata

DATI SINTETICI SULLE CARATTERISTICHE DEL SERVIZIO E SULL'ATTIVITÀ SVOLTA

Informazione: accessibilità e diffusione

La Commissione cura un sito Internet accessibile da uno specifico link all'interno della home page dell'Ateneo e di quelle delle sei Facoltà.
All'interno della guida dello studente, nell'opuscolo "Procedure e modalità immatricolazioni, iscrizioni ai corsi di studio, tasse e contributi" distribuito dalle Segreterie Studenti, è presente una pagina di segnalazione del servizio con recapiti, intenti e principali attività.

Segnalazione e Anagrafe studenti

Gli studenti con invalidità pari o superiore al 66% indicano il codice contributivo H per l'esonero totale dalle tasse. Gli studenti sono tenuti a presentare, in segreteria studenti, copia del certificato di invalidità.
Per i fini anagrafico-statistici, la Segreteria tecnica della Commissione, al termine delle iscrizioni di ogni Anno Accademico, riceve, dal Centro di calcolo d'Ateneo, i dati degli iscritti con codice contributivo H.

Prove di accesso, Riserve, Esoneri

Le prove di esame, accesso etc. vengono valutate, in accordo con i docenti dei corsi e i rappresentanti in seno alla Commissione per ogni Facoltà, caso per caso, cercando di offrire allo studente la procedura più adeguata alle specifiche esigenze. Non rientra nella politica della Commissione esonerare gli studenti diversamente abili dalle verifiche/prove previste, proprio nell'ottica della loro piena integrazione.

Tabelle di riepilogo sul numero degli studenti, generale e con sotto articolazioni:

13 Economia
33 Giurisprudenza
14 Ingegneria
30 Lettere e filosofia
13 Medicina e chirurgia
12 S.M.F.N.

Rapporti con l'ADISU

In associazione con l'ADISU-Tor Vergata, è stato istituito un servizio di trasporto ed accompagnamento per gli studenti diversamente abili, dalle rispettive abitazioni e viceversa (quando rientrino nel bacino di servizio previsto, avente raggio di 20 km dalla sede del Rettorato) ed all'interno del Campus.

La stessa ADISU eroga contributi per l'acquisto di attrezzature specifiche e bandisce concorsi con posti riservati per studenti diversamente abili.

Barriere architettoniche, Censimento, Programmazione rimozione

E' stato effettuato un censimento su tutti gli edifici del Campus, affidato ad architetti specificamente competenti, al quale si sta dando seguito con la sistemazione di arredi nelle aule e biblioteche, con le segnalazioni degli accessi facilitati e dei parcheggi riservati etc.

Servizio Accoglienza: Organizzazione

Segreteria Tecnica
dott.ssa Maria Luisa Cottone, sig.ra Maria Beatrice Giambenedetti, arch. Maria Grazia Pirrone.
La Segreteria Tecnica costituisce il primo punto di riferimento per gli studenti e fornisce prime indicazioni in merito a:
Assistenza amministrativa e didattica;
Prestito materiale didattico e/o ausili tecnico-informatici;
Assistenza tutor specializzati (interpreti dei segni o labiali etc.);
Contatti con docenti docenti ed Istituzioni universitarie;
Contributi straordinari per mobilità internazionale (Progetto Erasmus);
Pianificazione del servizio di accompagnamento e trasporto ( in collaborazione con l'ADISU).

Tutorato specializzato

E' possibile richiedere la prestazione di tutor specializzati (es.: interpreti del linguaggio dei segni) ed è in via di sperimentazione la registrazione e trasformazione in file di lezioni.

Strutture dell'Ateneo

Il 27 gennaio 2000 con decreto Rettorale n. 213, è stata istituita la Commissione per l'attuazione della Legge 104/92, composta da un delegato del Rettore, un rappresentante di ciascuna delle sei Facoltà, un referente dell'Ufficio Tecnico, un esperto in ausili della Facoltà di Medicina. Si avvale del supporto organizzativo di una Segreteria Tecnica e si riunisce mediamente ogni mese.

Scopo principale della Commissione è quello di garantire e favorire il diritto allo studio delle persone diversamente abili, così come previsto dalla L. 104/92 e successive modifiche (L. 17/99).

Delegato del Rettore prof. Rodolfo Maria Strollo.
Facoltà di Medicina prof. Enrico Staderini
Facoltà di Scienze prof. Massimo Bianchi
Facoltà di Ingegneria prof. Lucio Scucchia
Facoltà di Giurisprudenza dott. Annarita Mavelli
Facoltà di Economia prof. Simone Borra
Facoltà di Lettere e Filosofia prof. Rosa Corrado

In seno alla Commissione, è attivo un Laboratorio di Ausili Tecnologici, che ha sede presso la Facoltà di Medicina.

Per la mobilità internazionale sono stati erogati contributi per programmi Erasmus.

Un felice caso di passaggio dal mondo universitario a quello del lavoro: sintesi delle fasi che lo hanno cadenzato.

G. F., studentessa diversamente abile dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, dopo aver conseguito brillantemente la laurea in Lettere e Filosofia ha deciso di proseguire nella formazione superiore ulteriore, iscrivendosi al Corso di perfezionamento in Musealizzazione, tutela e valorizzazione dei beni archeologici svoltosi presso la stessa Facoltà.
Poiché l'argomento della sua tesi di specializzazione è parso - a giudizio della Commissione in epigrafe - degno di interesse, riguardando il tema Musealizzazione e disabili, si è provveduto a
all'erogazione di un contributo economico (borsa di studio) per l'espletamento della tesi, nonché ad offrire supporto tecnico d'indirizzo, con scambi di informazione e innesco di utili contatti con
consulenti specialisti della Commissione e quindi alla segnalazione delle opportunità percorribili nell'ambito della ricerca dell'occupazione.
Con un progetto che vedeva ampliate le tematiche della tesi di specializzazione, la stessa studentessa ha infatti conseguito il Premio Idea Università e Impresa 2002 indetto dalla Regione Lazio e BIC Lazio.
Forte dell'ottimo curriculum, è stata quindi recentemente assunta, come dirigente laureato, con un contratto di 24 mesi presso l'INPS.

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Intervento del prof.ssa Elisabetta De Vito
Delegato del Rettore
Università degli Studi di Cassino


Centro Universitario Disabilità ed Handicap

L'Università degli Studi di Cassino, nella prospettiva di rendere effettivo il diritto allo studio per tutti gli studenti disabili, intende garantire l'accesso fisico alle strutture di studio e di ricerca.

Dal 1998 è attivo il Centro Universitario Disabilità ed Handicap, situato in via Bari n.8, al piano terreno, dove gli studenti disabili possono presentare le loro richieste e trovare risposte adeguate ai loro problemi.

Presso l'Università di Cassino è previsto l'esonero totale dalle tasse e dai contributi universitari per gli studenti ai quali è stata riconosciuta un'invalidità pari o superiore al 66%.
Gli studenti con invalidità compresa tra il 50%e il 65% pagano solo la prima rata delle tasse universitarie.

INFORMAZIONE: Campagna informativa nelle scuole della Provincia di Frosinone
Sito web Università di Cassino - Area studenti
Centro Orientamento
Guida dello studente e Materiale informativo

SEGNALAZIONE: Scheda di immatricolazione GISS CUDH

PROVE: Esoneri prove scritte o orali e prove personalizzate sostitutive

ISCRITTI n.103 <66% n. 28 >66% n. 75

Disabilità MOTORIA N. 50
VISIVA N. 16
UDITIVA N.3
NASCOSTA N.34

Facolta'
LETTERE E FILOSOFIA N.63
GIURISPRUDENZA N.20
ECONOMIA E COMMERCIO N.14
INGEGNERIA N.6
SCIENZE. MOTORIE 0

Laureati

LETTERE E FILOSOFIA N.12
GIURISPRUDENZA N.0
ECONOMIA E COMMERCIO N.1
INGEGNERIA N.1

Media di conseguimento della laurea anni 7

ADISU : Borse di studio n.40 dall' a.a.1998/99 al 2001/02
Borse di disagio n.14 dall' a.a.1998/99 al2001/02
Finanziamento personale per accompagnamento A.A. 2002/03 50.000 euro
Alloggi

BARRIERE: Censimento effettuato nel 1999
Novembre 2003 effettuati il 60% degli interventi di rimozione tra cui i più
Importanti

ACCOGLIENZA

personale addetto al centro:
Delegato del Rettore Prof.ssa Elisabetta De Vito Presidente del C.U.D.H.

n. 7 unità di personale logistico a contratto
n. 4 unità di personale tecnico a contratto
n.1 coordinatore
n. 1 autista

tutorato specializzato

sostegno allo studio personalizzato
tecnologie di sostegno
interpretariato
appunti - registrazioni - trascrizioni
counselling psicologico in convenzione con il distretto sanitario D ASL FR3

MOBILITA' INTERNAZIONALE n.2 studenti Erasmus Spagna A.A. 2002/03

STRUTTURE DELL'ATENEO

commissione Disabilità
Presidente: Delegato del Rettore
Componenti: Referenti di Facoltà
n.2 Rappresentanti degli Studenti iscritti al CUDH
Rappresentante Commissione Pari Opportunità
Coordinatore attività CUDH

collegamenti
Orientamento
Tutorato didattico
Mobilità internazionale

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Intervento del prof. Raffaele Menarini
Delegato del Rettore
Libera Università degli Studi "Maria SS. Assunta" - LUMSA

UNIVERSITA' E DISABILITA': VERSO L'INTEGRAZIONE SOCIALE

L'abilità è la condizione necessaria e "socialmente condivisa" affinchè un giovane intraprenda un percorso di studi superiori universitari. Per questo, non è corretto parlare di disabilità, e quindi di assenza di abilità, piuttosto ci riferiamo a persone con "diverse abilità", in grado quindi di intraprendere la carriera universitaria seppure con mezzi differenti.

Gli studenti della LUMSA vengono informati ogni anno dall'ufficio orientamento che organizza incontri nelle scuole superiori di Roma e partecipa al Salone dello studente.


L'ufficio economato/diritto allo studio, nel modulo che viene distribuito per la determinazione della fascia di appartenenza, ha predisposto una pagina per acquisire i dati di studenti con diverse abilità. Nello stesso modulo sono richieste anche le informazioni dei componenti del nucleo familiare, se ci sono altri componenti con diverse abilità, informazioni sugli stessi. Tutte le informazioni vengono inserite nella scheda informatica dello studente.
Per quel che riguarda le prove di accesso si agisce secondo le esigenze esposte dai singoli studenti con diverse abilità, evitando di creare degli sbarramenti.

Al momento dell'iscrizione, gli studenti della LUMSA, in possesso di un'invalidità pari o superiore al 66% che presentano relativa certificazione rilasciata dalla competente commissione medica dell'Azienda Sanitaria Locale:

Il diritto allo studio con i propri fondi interviene come prevede la normativa vigente:
1. I benefici a concorso, come le borse di studio, i contributi monetari, i trasporti, gli ausili culturali, prevedono per studenti con diverse abilità pari o superiori al 66%, dei requisiti di merito ridotti.
2. Si pubblicano ogni anno bandi per interventi specifici riservati a studenti con diverse abilità.
3. Si organizzano (dietro segnalazioni di docenti o degli stessi studenti) lezioni private di lingue straniere per gli studenti che si trovano indietro con il corso.
4. E' stato attivato da anni il servizio trasporto con l'utilizzo di un pulmino attrezzato appositamente per il trasporto di studenti con diverse abilità. Quando il servizio trasporto non è sufficiente a coprire tutte le richieste, viene organizzato il trasporto tramite una società privata a pagamento (fondi diritto allo studio).
5. E' pubblicato ogni anno il bando di concorso per le collaborazioni part-time svolte dagli studenti della LUMSA per aiutare gli studenti con diverse abilità. Quest'ultimi vengono affiancati negli spostamenti all'interno dell'università e nelle vicinanzedella sede universitaria, per raggiungere i punti convenzionati dalla mensa, per l'aquisto di libri e/o piccole commissioni.
6. Per un caso particolare è stato acquistato un PC con il riconoscimento vocale.

Per quel che concerne la problematica delle barriere architettoniche, negli ultimi anni sono stati effettuati nelle tre sedi di Roma dei lavori di ristrutturazione e abbattimento delle barriere architettoniche come ad esempio: rampe di accesso, allargamento degli ascensori, creazione di servizi igienici per portatori di handicap motori.

Si sta ancora lavorando per migliorare i servizi da offrire; sono in progetto la creazione di postazioni informatiche per non vedenti e ipovedenti e l'organizzazione della didattica a distanza.

Si sono incontrate molte difficoltà soprattuto per la creazione delle rampe, essendo gli edifici delle vecchie strutture non sempre si è potuta fare una rampa fissa come per la sede di Via Pompeo Magno; per la sede di Piazza delle Vaschette si è fatta una rampa in metallo, mentre per la sede di Via Traspontina è stato spostato l'ingresso principale nella strada adiacente, poiché l'ingresso storico non consentiva né la costruzione di una rampa, né la collocazione di una rampa movibile.

Le difficoltà che una piccola Università come la LUMSA incontra sono numerose, in quanto, pur avendo un numero contenuto di studenti con diverse abilità, le problematiche sono diverse a seconda della tipologia di abilità, per tanto si cerca di intervenire volta per volta seguendo le singole esigenze.

E' stata istituita una Commissione Disabili composta da: Prof. Menarini, Dott.Togato, Sig. Lagravinese, Sig.ra Scalambretti.

E' in fase di progettazione un Centro d'ascolto per tutti gli studenti della LUMSA, all'interno del quale ci sarà uno sportello apposito per gli studenti con diverse abilità.

Il counseling è volto ad armonizzare le esigenze psicologiche di soggetti impegnati in situazioni sociali caratterizzate da fattori di stress. In tale contesto il counseling ha tre direzioni:

1. evitare l'insorgenza di eccessivi disagi psicologici;
2. armonizzare al massimo la dialettica tra soggetto, famiglia e comunità;
3. analizzare la complementarietà e la finalizzazione delle azioni sociali nei gruppi di riferimento del paziente al fine di un potenziamento del gruppo psicologico.

La modalità di intervento prevede un ciclo di 4-5 colloqui a frequenza settimanale, con eventuale follow-up a distanza di tempo.
Lo scopo di questo servizio è quello di promuovere nello studente, attraverso un intervento psicologico breve, una riflessione sulla proprie esperienze e sulle difficoltà incontrate nel corso degli studi.
Creare uno spazio, a cui questi studenti possono accedere gratuitamente, significa poter offrire un'opportunità di condivisione attraverso la quale è possibile individuare ed esplorare le risorse vitali disattivate, in particolare per gli studenti con abilità diverse.

Il Centro sarà guidato da un supervisore e un'équipe di psicologi clinici esperti in problematiche adolescenziali e tardo adolescenziali.

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Intervento di Mariella Bruno

ITALIA LAVORA S.p.A.

- ITALIA LAVORA S.p.A.
Presentazione area Italia - Lazio

- STATISTICHE
Inserimenti: interventi formativi Disabili anno 2003

- OBIETTIVI RAGGIUNTI
Missioni interinali e assunzioni a tempo indeterminato Disabili anno 2003

- LE NUOVE PROSPETTIVE
Riforma Biagi
Risorsa Lavoro

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Intervento di P. P. studente disabile
laureando in Scienze Politiche
Università degli Studi Roma Tre

Riuscire a parlare delle proprie esperienze, benché se ne vada fieri, è sempre assai difficile per me, ho sempre paura di annoiare o non destare abbastanza interesse in chi mi ascolta, alla fine in ogni modo riesco a sbloccarmi perché spinto dalla convinzione che raccontando le mie esperienze che ho la possibilità, scusandomi anticipatamente per la presunzione, di far riflettere e perché no aiutare il prossimo, come è spesso capitato a me personalmente nel ruolo di uditore.


La mia esperienza personale s'intreccia profondamente con il tema di questo convegno. Sono giunto all'università molto preoccupato, non lo nascondo, di cosa avrei trovato una volta varcati i confini tra adolescenza e prima maturità, nella mia esperienza anteriore per la mia condizione di disabilità avevo trovato indifferenza e sospetto, escludendo solo pochi casi isolati. Sentimenti provocati forse ad un'analisi più oggettiva dettati dall'ignoranza latinamnete intesa come non conoscere di cosa realmente ho sofferto, ma la mia stessa memoria mi ricorda anche che pochissime furono le persone che allora avevano avuto l'umiltà di avvicinarsi a me e chiedermi quale misterioso segreto si celasse in me. Lunghi periodi d'ospedalizzazione nel tentativo di darmi un futuro invece di portare consiglio a chi mi circondava ne aumentava dubbi e paure preferendo alla fine di assumere un atteggiamento di indifferenza o di gentile presenza. Tutto ciò ha accompagnato la mia adolescenza e quindi si può ben capire quale paura provassi nell'iniziare l'università, non avrei sopportato ancora di essere uno studente invisibile solo perché affetto da un handicap, paura alimentata dalla convinzione, ora mi rendo conto di quanto assurda fosse, che all'università i rapporti tra insegnanti e studenti e tra studenti fossero molto più fragili e deboli e di conseguenza sarei definitivamente scomparso dietro un numero. Ma mi sbagliavo l'università e nello specifico la mia facoltà con i suoi professori, i suoi assistenti, i suoi studenti, il suo personale e via dicendo si dimostrò essere ben diverso da quello che avevo immaginato. La disponibilità a conoscermi a sapere chi fossi e quale fossero le mie capacità non sono mai mancate, e lo voglio dire immediatamente mai avevo trovato tanto e sarà banale ringraziare ma nel periodo più buoi della mia breve vita quando, dovendo iniziare la terapia emodialitica due o tre volte la settimana, le mie speranze di avere un futuro pieno di vita erano orami in via di scomparsa definitiva per fare posto ad un sentimento di vuoto interiore, fu proprio l'università ( con questo termine si sentano compresi insegnati, assistenti, alunni, tecnici e segretari) a darmi quella forza per rialzarmi e ricominciare a lottare, e soprattutto a prendere una decisione per me di grande importanza: dedicare tutti i miei sforzi ad aiutare le persone che soffrono soprattutto le persone disabili, ben inteso ancora non è chiaro il modo preciso se vogliamo parlare in termini di lavoro futuro anzi direi prossimo vista l'ormai imminente discussione della tesi, il prossimo gennaio, ma la strada l'ho iniziata ad intraprendere, da un po' di tempo dal giorno in cui decisi di proporre a due miei professori  l'idea di compilare una tesi sul comportamento della Comunità Europea, che vede in me un grande sostenitore forse perché deluso in passato dal nostro stato, nei confronti delle persone disabili, quale evoluzione ha avuto nella storia dell'Europa occidentale dalle prime considerazioni sui minorati, come venivano definiti allora, come di persone da riadattare per andare a colmare quei buchi occupazionali di secondo ordine dove le persone normali sarebbe state "sprecate", fino ai giorni nostri dove, dopo un lungo cammino si è giunti alla certezza che tutti gli uomini sono uguali, non si pensi che tale affermazione sia stata così scontata come può sembrare, basta guardarsi intorno, e che in particolare i disabili hanno pieno diritto ad essere considerati per le loro qualità capacità e non per le loro mancanze, come è successo a me all'università, idea accettata e sostenuta appieno.


Di certo quello che è capitato a me che ho raccontato qui in breve non è un caso, ma capita spesso che sia frutto di isolati atteggiamenti non collegabili, dovrebbero quindi essere spese più forze affinché il desiderio di confrontarsi con quello che non si conosce e apprezzarlo nelle sue diversità uniche, la disabilità diventi un atteggiamento normale e spontaneo. Le leggi, i decreti, le direttive o le risoluzioni possono cambiare molto, ma niente cambia di più la società che il singolo comportamento, bisogna solo iniziare… molti già hanno iniziato e anche io ho iniziato e spero di poterlo continuare a fare, nella convinzione che forse qualcosa è già cambiato e che ancora molto si potrà cambiare.

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I diritti dei disabili: da obbligo a risorsa. Confronto tra scuola, impresa ed istituzioni

Venerdì 19 settembre 2003
Bologna

Disabilità e scuola. Disabilità e lavoro. Con il riferimento a queste tematiche si apre il convegno coordinato da S. Bentivegna del Movimento Apostolico Ciechi in cui le testimonianze e le comunicazioni esposte sono state accomunate dall'intento di sottolineare sviluppi ed iniziative per una maggiore integrazione delle persone con disabilità nelle aziende, partendo dal ruolo delle parti sociali per la tutela dei diritti dei disabili e della responsabilità sociale dell'impresa. Presupposto dell'attività aziendale, è inevitabilmente la formazione. Pertanto l'attenzione ai percorsi formativi ed all'integrazione nell'ambito del processo di riforma della scuola, si collegano strettamente all'idea di formazione come punto d'incontro tra scuola e lavoro.


Il tema della disabilità in relazione alla scuola ed al lavoro, necessariamente evidenzia il bisogno della comunicazione pubblica, intesa non solo come rapporto tra le diverse istituzioni ma anche e soprattutto come rapporto tra le istituzioni ed i cittadini. Per realizzare l'intento della legge 68' in materia dell'inserimento lavorativo anche attraverso borse lavoro e stage, occorrono istituzioni diverse tra loro ma al tempo stesso in stretta comunicazione e collaborazione tra loro. Si dimostra altrettanto necessaria la sensibilizzazione al tema dell'inserimento scolastico, inteso come risorsa sociale universale. Il recupero di un senso civile del "Noi" è ciò che principalmente l'attività scolastica dovrebbe puntare a realizzare come punto di partenza. Il tutto comporta l'esigenza della presenza di personale qualificato, di figure professionali con adeguate competenze anche tecnologiche affinché la comunicazione non diventi essa stessa una barriera per la comunicazione.


Parlando di responsabilità sociale dell'impresa, si vuole diffondere, in seguito a quanto la legge 68' afferma, l'idea che l'obbligo sia esso stesso una risorsa. Partendo da tale concetto si vuole portare la società e le imprese ad una visione dell'inserimento lavorativo delle persone con disabilità non come un compito da assolvere, perché imposto dalla legge, bensì come un ruolo che rientri nelle culture e nelle politiche aziendali. La disabilità stessa vista in ragione del profitto renderebbe l'azienda più responsabile all'inserimento lavorativo perché tale atteggiamento verterebbe sempre all'ottimizzazione del prodotto finale, all'accessibilità al livello di prodotto, per cui si arriva a parlare di una vera e propria Cultura dell'accessibilità, come cultura da diffondere a cominciate dall'ambito scolastico.

Inevitabilmente tutt'oggi, il punto dolente comunque emerso con la legge 68', è l'attenzione delle aziende alla ricerca di "disabili meno disabili", quando invece ciò che si dovrebbe incrementare e promuovere in vista dell'ottimizzazione del prodotto finale di cui sopra, dovrebbe essere un affiancamento professionale delle persone con disabilità, dei percorsi di lavoro di collaborazione che sarebbero concreti esempi di realizzazione di responsabilità sociale dell'impresa. Con la legge 53' inoltre si attua una riforma scolastica che nello specifico ambito della disabilità però, non è stata ritenuta particolarmente innovativa rispetto alla legge 104'. Vengono sicuramente richiamati gli obbiettivi di integrazione di quest'ultima, ma viene anche osservato come non sia sufficiente accogliere una legge passata perché quella successiva limitandosi a richiamarla possa andare bene. Ovviamente al riguardo i pareri sono contrastanti, ma ciò che si è voluto all'unisono sottolineare, è l'esigenza di fare sempre di più e meglio.

La legge 53' è una legge delega sulla struttura scolastica. Essa rappresenta una dichiarazione di intenzioni da rendere operative con decreti delegati. Si fa accenno alla figura dei Tutor, insegnanti che siano referenti unici per gli altri docenti e per i genitori; si parla di piani personalizzati in risposta alle problematiche dei singoli alunni; sui parla di gruppi di lavoro costituiti con alunni di livelli diversi che abbiano competenze ed abilità differenti. Tutto ciò in ragione di un punto cruciale: l'integrazione, intesa come superamento dei limiti. L'integrazione è il connotato originario della scuola. Non è un compito assegnato dallo stato bensì fa parte dell'essenza della scuola stessa. Da essa deriva il diritto allo studio di ognuno.La realizzazione di percorsi formativi chiama a cooperare anche le famiglie che al livello europeo sono oggi attore del sistema educativo e ad istituire figure preparate che seguano gli studenti con disabilità in un percorso tale da non dirigere le scelte esclusivamente verso istituti professionali.


Oggi inoltre l'uso delle tecnologie è uno strumento prezioso per favorire l'integrazione. L'uso della tecnologia dall'interno, nelle classi, si manifesta essere un investimento che però non deve essere visto in funzione esclusivamente del fatto che vi sia in una classe uno o più studenti con disabilità, bensì esso possiede un valore a lungo termine che deve essere incrementato.. La ricerca intesa come innovazione si compone di fondamentali passi da seguire: l'informazione di cosa si può effettivamente fare con gli ausili tecnologici, la formazione, la consulenza ed infine i servizi.
Essendo dunque la formazione il collegamento tra scuola e lavoro, essa può però essere intesa con diverse conseguenze, sia come progetto individuale sia come progetto individualizzato integrato. Nella prima interpretazione, le problematiche verrebbero risolte in quanto legate ad una singola persona, per ogni disabile si provvederebbe ad una serie di interventi che permettano l'apprendimento, ma nel contesto imprenditoriale, questa visione renderebbe un'azienda fragile e carente poiché non si tiene conto della realtà completa. La formazione come progetto individualizzato permette invece di andare oltre nel rapporto tra strutture-scuola-lavoro. Il tale prospettiva, il rapporto con il momento formativo non è l'unico, la formazione comprende altri elementi come i trasporti, l'accesso fisico e all'informazione, l'accoglienza, gli spazi, le prospettive. In questa visione, chi fa formazione , acquisisce e deve comprendere un tipo di organizzazione complessa che dà risorse e strumenti per intervenire sul singolo caso.


L'inclusione scolastica , perché abbia successo, dovrebbe tener presenti i seguenti punti:

Si ipotizza l'istituzione di un osservatorio sulla legge 68', forme di sostegno economiche non solo nell'ambito sanitario, la necessità di una programmazione dei bisogni a partire dal territorio, perché la responsabilità verso la legge sia sostenuta da quella verso le condizioni per la prevenzione.
















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Il tutorato specilizzato

Università degli Studi Roma Tre
Facoltà di Scienze della Formazione, Aula del Consiglio
Via del Castro Pretorio 20
9/10 Dicembre 1999.

Sintesi dei lavori di gruppo del seminario:

Presentazione

Al fine di discutere a livello nazionale sulle problematiche relative all'applicazione della legge n.17/99 riguardanti l'istituzione di un "tutorato specializzato per il diritto allo studio degli studenti universitari disabili, sulla base delle sollecitazioni promosse dagli studenti disabili, che non trovano ancora risposte adeguate nell'istituzione della figura del "tutor specializzato", e sollecitata anche da alcune osservazioni scaturite dalle prime esperienze con gli operatori che lavorano in tale settore, l'Università Roma TRE ha deciso di utilizzare una parte dei Fondi previsti dalla normativa su richiamata, per discutere sul ruolo e sulla formazione del "tutor specializzato".

A questo incontro saranno invitati a partecipare oltre ai delegati dei Rettori delle Università, gli operatori che prestano tale servizio e le diverse figure di aiuto che intervengono nella formazione degli studenti disabili.

Gli studenti stessi parteciperanno rappresentando le loro esperienze e le esigenze ancora non soddisfatte.

L'ipotesi è quella di delineare un profilo formativo che le Università stesse potranno formare avvalendosi anche della collaborazione delle Associazioni e degli Enti competenti.

Parteciperanno altresì gli esperti del gruppo di Pedagogia Speciale, coordinato dal Prof. Canevaro, che stanno elaborando progetti di ricerca nello specifico settore, anche nel quadro più ampio delle professioni di aiuto alla persona, con la possibilità di costruire moduli formativi con l'acquisizione di crediti specifici.

Verranno coinvolti anche i membri dell'Osservatorio sulle persone in situazione di handicap del Ministero della Pubblica Istruzione.

Inoltre, in vista della Conferenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sull'applicazione della legge quadro, le osservazioni che scaturiranno dal suddetto seminario, sono particolarmente attese dal gruppo di lavoro sull'educazione.

Il Delegato del Rettore per i problemi connessi al Disagio
Prof.ssa Lucia de Anna


Programma

"Il tutorato specializzato" 9-10 Dicembre

l'Università Roma TRE Facoltà di Scienze della Formazione Via del Castro Pretorio 20, all'Aula del Consiglio.

9,30-10

  • ntroduzione ai lavori Prof. Guido Fabiani Rettore Università Roma TRE
    Presidente CRUI (o suo rappresentante)

  • Rappresentante MURST (dott.ssa Cacciamani Roberta) si prevede la partecipazione dell'On. Sottosegretario Guerzoni

  • Saluti del Presidente dell'ANMIC Alvido Lambrilli

  • Parteciperà ai lavori il Presidente dell'A.Di.S.U Carlo Grimaldi

10,00

  • Commento alla legge 17/99 (interviene un esperto sulle problematiche giuridiche)

10,20

  •  Presentazione di alcune significative esperienze di Tutorato da parte dei delegati dei Rettori

12,00

  • Tavola rotonda sui problemi emersi durante le varie esperienze di Tutorato 
    Partecipano i Tutor, le Associazioni, gli studenti, gli esperti
    Presiede e coordina prof. Ferdinando Montuschi

13,30

Pausa pranzo


I lavori riprenderanno alle ore 15 per la costituzione dei gruppi nella sede di Castro Pretorio 20 e di via Manin 53

Sulla base delle adesioni e della documentazione che sta pervenendo, verranno posti alcuni interrogativi sia sugli aspetti organizzativi ed amministrativi, che sugli aspetti formativi del tutorato specializzato: Chi sono, che attività svolgono, quali sono i livelli di competenza, come vengono formati e reclutati

I gruppi di lavoro saranno condotti con la collaborazione degli esperti di Pedagogia Speciale, infatti, desideriamo proprio in questa occasione sottolineare il ruolo delle competenze specifiche di cui necessita questo settore

Predisporremo i vari gruppi di lavoro per costruire i profili professionali delle varie figure che possono intervenire nel tutorato specializzato ipotizzando possibili moduli formativi anche nell'ottica dei nuovi profili dei decreti d'area, tenendo presente il valore delle esperienze in atto.

I lavori continueranno per tutto il pomeriggio fino alle ore 18,30

La mattina del 10 dicembre i lavori inizieranno alle 9,30, verranno presentati i risultati dei gruppi e discussi plenariamente per arrivare alla stesura di un documento che verrà presentato alla CRUI e al MURST, i lavori si concluderanno verso le 13,30.

Dall'esposizione dei problemi quasi sicuramente scaturiranno alcuni elementi di riflessione sul tipo di aiuto di cui necessitano gli studenti in situazione di handicap, fino a che punto come dice la legge possono essere costruiti piani educativi individualizzati, quali difficoltà si riscontrano in alcuni studenti per costruire il loro percorso di studi, emergeranno alcune modalità nuove di fare didattica universitaria verso un insegnamento modulare e di crediti formativi. Un diverso impegno nell'offerta formativa può permettere una migliore opportunità di apprendimento per tutti.

Occorre, inoltre, sottolineare che le diverse figure di aiuto dallo studente al neolaureato, all'obiettore, al volontariato, sono risorse importanti nel lavoro quotidiano e continuo per una crescita culturale sulle problematiche della diversità, tuttavia si mette in evidenza la necessità di un tutorato più qualificato e specifico nella costruzione dei rapporti con i professori, in un ruolo non sostitutivo né assistenziale ma di mediazione reale per stimolare lo studente ad un confronto diretto e continuo con il titolare dell'insegnamento per poterne cogliere la positività dell'esperienza universitaria.

Infine, un aspetto importante è la preparazione del personale che si deve occupare dell'accoglienza e soprattutto di chi deve valutare i bisogni ed assegnare il tutorato, nonché monitorare l'efficacia degli interventi.

Alcune esperienze di questo tipo si stanno sperimentando nelle varie Università ed il confronto potrà senz'altro farci avanzare nell'applicazione di questa nuova legge 17 del 1999, per affermare ancora una volta la validità della scelta tipicamente italiana dell'integrazione, cercando di trasmettere e diffondere anche all'interno delle Università i punti fondamentali su cui essa si fonda.

In questo impegno le Università sono chiamate anche a riflettere sulla Formazione trasversale e interdisciplinare della cultura dell'integrazione.

Coordinamento organizzativo
Dott.ssa Marcelli Marta 06/49229256
Segreteria ANMIC 06/76963222 - 06/76900100
Micheli Franca
Munnini Maria Consigli


GRUPPO 1
Intervento della prof.ssa Lucia de Anna
Delegato del Rettore dell'Università Roma TRE per i problemi connessi al disagio
Delegata dalla CRUI alla Conferenza Nazionale sull'handicap

Nel gruppo sono state affrontate le problematiche relative all'attuazione del servizio di tutorato specializzato, previsto dalla legge 17 /99, ci si è soffermati a lungo sull'ipotesi della figura di un tutor specializzato con impostazioni ed opinioni diverse. E' emersa la preoccupazione di costituire una figura simile all'insegnante di sostegno, però nella sua accezione negativa, perché forse anche a livello universitario viene conosciuta in maniera distorta.

Si è passati: dall'ipotesi di figure altamente specializzate come gli interpreti della lingua dei segni ad un annullamento di figure specifiche, pensando che lo studente disabile all'Università abbia raggiunto un'autonomia tale da non necessitare di aiuto didattico specifico. Quasi ad un annullamento della disabilità e della diversità, senza cogliere i problemi che la diversità comporta anche a livello dello stile di apprendimento. E' stato sottolineato il senso della cultura della diversità come problema ma anche come risorsa da valorizzare e far comprendere ed accogliere all'interno dell'Università. si è pensato al "tutorato specializzato" solo come servizio rivolto a ciò che si deve fare, intervenendo in modo specifico solo in quei casi particolari, che costituiscono una percentuale bassissima nell'ambito universitario, si è detto che l'incidenza è troppo lieve per poter pensare a costruire una figura specifica.

E' stato, inoltre, messo in evidenza da alcuni: il ruolo di mediazione per costruire competenze diffuse che dovrebbero penetrare nella formazione di varie figure che intervengono prima di tutto nelle attività specifiche di accompagnamento, interpretariato, assistenza allo studio, tutor didattico ecc. più in generale negli uffici amministrativi, tra gli studenti, i professori ecc.. Per poter creare quel cambiamento all'interno delle Università verso la cultura dell'integrazione, nel modo di accogliere, conoscere, vivere la diversità.

Si è parlato di:

Sono stati fatti esempi sulla necessità di acquisire delle competenze e diffonderle in un'ottica di complementarietà a ruoli già definiti, in funzione di determinati compiti che devono assumere nei confronti degli studenti disabili.

Si è sottolineato che forse non si è sufficientemente lavorato sui contenuti della formazione di tale ruolo di mediazione o di "regia" nella costruzione di queste competenze complementari.


Tra le quali ad esempio:

All'Università è stata attribuita la responsabilità della formazione di una rete di professionalità nell'ambito delle relazioni di aiuto, anche nell'accoglienza degli studenti disabili.

Sulla organizzazione di un servizio da strutturare all'interno dell'Università tutti si sono trovati d'accordo. Il prof. Arslan nella relazione sull'Università di Padova ,ha individuato molti punti importanti e durante la discussione nel gruppo si è soffermato su alcuni aspetti significativi che vengono inseriti nella relazione di questo gruppo 1.
Molti problemi si sono posti quando si è parlato:

E' stato posto l'interrogativo se coloro che devono prendersi carico di queste attività (professori, accompagnatori, obiettori, studenti borsisti) hanno reali competenze legate alla specificità dei soggetti.

Indubbiamente vanno costruite queste competenze a vari livelli con formazione di base attraverso crediti e moduli, per eventuali ulteriori livelli di specificità. Spesso l'integrazione fa pensare che non c'è più bisogno di competenze specifiche, è piuttosto il contrario (cfr. documento Gruppo 2 -Conferenza Presidenza del Consiglio 16-18 dicembre 1999).

Il Prof. Tiberi delegato dell'Università La Sapienza che ha circa 600 studenti disabili, dopo aver cercato di fornire delle risposte di vario tipo agli studenti (abbattimento barriere, interpreti, obiettori, ecc..) si interroga ancora perché sente che manca qualcosa, che mancano le competenze, anche se ancora non ipotizza una figura specifica.

Occorre lavorare di più sul discorso della formazione per rispondere a questi interrogativi.

Lo studente di Ingegneria (nome omesso), non udente oralista, intervenendo al dibattito ha espresso alcune attività che questo ipotetico tutor dovrebbe svolgere attività di ascolto dei problemi, dialogo con i professori, organizzazione dei materiali e note prima della lezione, predispone la consultazione di ulteriori approfondimenti, ecc. (cfr. documento più esteso da lui predisposto).

E' stata messa in evidenza da alcune insegnanti della scuola secondaria superiore anche la necessità di ricostruire il percorso di studi, non annullando le conoscenze del passato dello studente e predisponendo in anticipo le risposte ai suoi bisogni specifici con l'aiuto anche del personale che si è occupato di lui fino al giorno prima.

Inoltre, si è anche discusso sulla possibilità di fornire delle conoscenze anche sul modo di prendere appunti.

In conclusione i tre gruppi hanno convenuto di:


Intervento del Prof. Edoardo Arslan
Delegato per i problemi della Disabilità e Handicap dell’Università di Padova Delegato della CRUI alla Conferenza Nazionale sull’Handicap

Il dibattito che vi è stato ieri ha toccato diversi aspetti di carattere generale sull’integrazione e il diritto allo studio degli Studenti disabili nell’Università Italiane. Parlando ora del problema del tutorato specifico, previsto dalla Legge 17/99, credo sia conveniente partire da aspetti pragmatici ed esaminare le reali esigenze che la popolazione di Studenti disabili ha nelle nostre Università perché si realizzi una vera loro integrazione nella vita universitaria. Già ieri abbiamo sentito da molti colleghi Delegati di varie Università una certa perplessità nell’individuare la tipologia di questa figura; la maggioranza comunque, proprio perché si tratta di attività di tutorato hanno espresso il parere che questa funzione, prevista per altro per tutta la popolazione Studentesca, per essere efficace debba essere svolta da un docente universitario.I dati che vi ho presentato ieri derivano dal censimento avviato nell’Università di Padova nel 1994 e terminato nel 1997, danno un’idea della dimensione del problema. Gli Studenti disabili rappresentano lo 0,5% della popolazione Studentesca; il 50% sono disabilità motorie, il 20% disabilità visive, il 10% disabilità uditive e il 20% disabilità "nascoste", cioè situazioni di inabilità fisiche derivanti da svariate patologie che possono limitare, anche gravemente, la vita dello Studente. Il 40% degli Studenti ha disabilità "minori" con una invalidità compresa tra il 50% e il 70%, il 30% gravi comprese tra il 70% e il 99% e il 30% gravissime con invalidità del 100%.Permettetemi perciò di ribadire ancora una volta che il problema di gran lunga più grave che impedisce qualsiasi integrazione degli Studenti disabili nelle nostre Università è costituito dalla presenza di barriere architettoniche sia per l’accesso stesso all’Ateneo o alle singole Facoltà, sia all’interno delle strutture didattiche (aule, biblioteche, aule studio, aule per esercitazioni ecc.), dalla mancanza di bagni per disabili e dalla mancanza di alloggi attrezzati per disabili motori. Queste barriere, che ricordiamo sono la norma purtroppo nella maggioranza dei nostri Atenei, non solo sono una limitazione alle opportunità di studio degli Studenti disabili, ma impediscono fisicamente l’accesso all’Università alla metà degli Studenti disabili.Il tema di oggi comunque riguarda il tutorato specifico per Studenti disabili. Esso fa parte delle attività per il superamento delle barriere didattiche e di studio per gli Studenti disabili. E’ opportuno quindi, per non creare confusione, prima di tutto distinguere queste attività dai servizi a favore degli Studenti disabili che ogni Università può prevedere, come per esempio servizi di accompagnamento, di assistenza, servizi informatici, servizi di segreteria specifici ecc.Bisogna ricordare in termini pragmatici innanzitutto che le situazioni che possono provocare un handicap nelle attività didattiche e di studio di uno Studente disabile all’interno dell’Università possono essere oggi in buona parte superate con l’utilizzo di nuove tecnologie, informatiche e non, specifiche per i diversi handicap; queste tecnologie dovrebbero essere in possesso delle Università ed essere messe a disposizione dei propri Studenti disabili.Nell’ambito della vita accademica di uno Studente le principali situazioni maggiormente responsabili di handicap possono, in base alla nostra esperienza, essere schematicamente suddivise in quattro settori principali:

Lezioni: La fruibilità completa delle lezioni da parte di uno Studente disabile può necessitare di interventi specifici, dipendenti da tipo di disabilità:disabilità motorie, disabilità uditive e visive con impossibilità di prendere appunti (stima: circa il 20% - 35% degli Studenti disabili)

Prevedere la disponibilità per lo Studente degli appunti o del testo delle lezioni con personale di supporto per la scrittura degli appunti stessi o la disponibilità di appunti da parte di compagni di corso. Nell’Università di Padova è in corso di avanzata realizzazione un progetto informatico che riteniamo potrà semplificare il problema permettendo la disponibilità immediata attraverso la rete di Ateneo delle lezioni dei corsi, che lo Studente disabile non può frequentare, come file audio, corredato delle immagini utilizzate dal docente. Se necessario poi, off-line, il file potrà essere trasformato, attraverso software di riconoscimento vocale sufficiententemente efficiente, in file di testo per eventuali ulteriori utilizzi o elaborazioni come file testo (disabilità visive e uditive).disabilità uditive con comunicazione gestuale (stima circa 2%-5% degli Studenti disabili).

Prevedere la disponibilità da parte dello Studente di un interprete per la traduzione della lezione in linguaggio gestuale. Il personale deve essere reperito dall’Università con contratti attraverso un concorso che in primo luogo valuti le capacità professionali dell’interprete (diploma in LIS) e, ove possibile, valuti anche le competenze nella disciplina del corso frequentato dallo Studente per garantire la migliore qualità possibile della traduzione

Accesso ai testi di studio, alle biblioteche e alle consultazioni bibliografiche

Disabilità visive: trascrizione di testi in braille, in formato elettronico o in nastri audio (stima circa 8% - 15% degli Studenti disabili).

Creazione di postazioni informatiche con periferiche e software specifici (riconoscimento vocale, OCR, scanner, barra braille) nelle maggiori biblioteche e aule studio dell’Ateneo, e nell’ufficio che si occupa di disabilità.Per la trascrizione di libri, manuali o testi complessi nella nostra Università abbiamo preferito, perché meno costoso e più efficiente dopo alcuni anni di esperienza interna, utilizzare con convenzioni ad hoc strutture esterne, preferibilmente ONLUS, specializzate in queste attività (Centro del Libro Parlato, Unione Italiana Ciechi, ecc).

Disabilità motorie e visive: disponibilità di posti riservati nelle principali aule studio attrezzati Þ per Studenti in carrozzella: piano del tavolo, bagno, accesso informatico alla rete di Ateneo (stima circa 20% degli Studenti disabili).

Disabilità motorie gravissime: trascrizione di testi in formato elettronico o in nastri audio, accesso ai sistemi informatici, ausili tecnologici specifici, per es. volta pagine automatici o altri sistemi automatizzati: (stima circa 2% - 3% degli Studenti disabili).

Creazione di postazioni informatiche con periferiche e software specifici (tastiere, mouse o altri dispositivi specifici, videoscrittura ed altro con accessi specifici) nelle maggiori biblioteche e aule studio dell’Ateneo, e nell’ufficio che si occupa di disabilità.Disabilità in generale: garantire l’accesso gratuito ad internet, alle reti di Ateneo, alle banche dati bibliografici.

Supporto didattico specifico

Si tratta in pratica di tutte quelle attività di supporto allo studio, che vanno sotto il nome di tutorato specifico, che aiutano lo Studente disabile nell’apprendimento e nella formazione universitaria.Negli ultimi 4 anni abbiamo fornito a Padova un servizio di supporto allo studio per Studenti disabili, attività che è stata particolarmente richiesta e giudicata molto utile soprattutto per alcune categorie di disabilità. E’ un servizio che va a nostro avviso considerato realmente come una delle attività più importanti e prioritarie anche se a volte si è prestato a interpretazioni e significati (da parte sia del corpo docente che degli Studenti) non del tutto condivisibili: siamo convinti perciò che la sua erogazione debba rispettare regole e principî accettati e condivisi da Studenti e docenti. In particolare siamo arrivati alla conclusione che le attività di supporto allo studio nell’ambito della disabilità fornite dall’Università dovrebbero:

Le attività di supporto allo studio sono organizzate nell’Università di Padova attraverso tre strutture:

Disabilità uditive con comunicazione LIS (stima circa 2%-5% degli Studenti disabili) sono la categoria di Studenti disabili che maggiormente necessitano di un supporto allo studio continuativo, in particolare al I° e II° anno di immatricolazione.

Disabilità di altro tipo, in particolare visive e motorie gravi hanno di solito necessità di ausili tecnologici specifici per il tipo di disabilità, anche individuali che l’Università dovrebbe mettere a disposizione dello Studente. Possono avere necessità anche di supporti specifici allo studio che però di solito sono limitati a un determinato esame o disciplina per periodi limitati.prevedere la disponibilità nel caso delle disabilità uditive, oltre che dell’interprete LIS per le attività collettive, di un tutor specifico di supporto allo studio per le discipline seguite dallo Studente e oggetto di esame. Il personale può essere reperito dall’Università attraverso volontariato o con personale pagato:

Nella nostra esperienza il volontariato Studentesco è una soluzione raramente disponibile per attività continuative, che necessitano di un monte orario non trascurabile e di competenze specialistiche. Il volontariato tra i docenti è ugualmente molto raro, anche se ovviamente sarebbe la soluzione ottimale; verosimilmente può essere potenziato attraverso la sensibilizzazione dei servizi di tutorato istituzionali delle Facoltà. Gli Studenti con contratto a 150 ore nella nostra esperienza non si sono dimostrati un mezzo efficiente per una attività così particolare e complessa per cui attualmente limitiamo l’utilizzo di questa risorsa per servizi più semplici e ripetitivi come il servizio di scanner, la registrazione delle lezioni, la stampa braille ecc.Il personale a contratto sembra la soluzione più efficiente, nonostante i costi, anche perché attraverso le creazione di una graduatoria di selezione dove sono indicate le singole competenze è possibile reperire persone che non solo hanno prima di tutto le competenze della materia ma anche esperienza nel settore di specifiche disabilità.

In questa ottica potrebbe inserirsi la figura del tutor specifico previsto dall’ultima legge e cioè una persona competente nel campo degli ausili, delle barriere e degli handicap specifici che potrebbe fare da consulente nella Università a tutte le attività di supporto allo studio a favore degli Studenti disabili e che dovrebbe afferire all’Ufficio Disabilità, fermo restando che le attività di tutorato devono essere a nostro avviso riferite ad un docente con l’utilizzo quando necessario, di tecnologia e personale di supporto.

Accertamenti
Vi sono già diversi strumenti legislativi che impongono ai docenti metodiche di accertamento per gli Studenti disabili che tengano conto delle diverse situazioni di handicap determinate dall’esame. Compito delle strutture dell’Università che si occupano dei servizi e del supporto agli Studenti disabili è di garantire che queste procedure vengano rispettate dai singoli docenti e di fornire tutti i supporti tecnologici e di personale perché ciò possa realizzarsi.Per quanto riguarda invece le prove di ammissione alle Facoltà o ai Corsi a numero chiuso o ai test di orientamento previsti a volte anche per le Facoltà a libero accesso è necessario prevedere modifiche delle procedure che garantiscano criteri valutativi corretti ed equi per gli Studenti disabili. La necessità di procedere a forme personalizzate di accertamento delle capacità e delle conoscenze possedute dagli Studenti disabili è oggi sottolineata da tutta la letteratura scientifica internazionale che si occupa di questo particolare tipo di argomento, e deriva principalmente dalle seguenti constatazioni:
Pur in presenza di una medesima menomazione (visiva, udita, motoria, ecc.) persone disabili diverse possono presentare la necessità di eterogenei supporti in grado di ridurre le situazione di svantaggio tanto che, da questo punto di vista, si ritiene generalmente ingenuo e scorretto ipotizzare situazioni testing standard per le persone "non vendenti", "non udenti" e così via.
La medesima menomazione può comportare "tempi di reazione" (particolarmente importanti e parte stessa della maggioranza dei test utilizzati) caratterizzati da notevole variabilità inter-individuale a causa dei diversi valori invalidanti che possono essere riconosciuti anche a menomazioni apparentemente simili: ne deriva che non si ridurrebbero equamente gli svantaggi limitandosi a consentire unicamente tempi di reazione diversi in confronto a quelli previsti per gli Studenti non disabili, da un lato, o per quelli con questa o quella diversa disabilità. Non è quindi corretto limitarsi nelle prove di esame non orali o nei test a allungare il tempo di esecuzione della prova.
Il considerare in sede di valutazione le menomazioni specifiche degli Studenti disabili significa anche richiedere loro prestazioni qualitativamente diverse che sarebbero, da un punto di vista teorico e metodologico solo scorrettamente confrontabili. Non avrebbe senso, ad esempio, confrontare l'abilità di rievocazione di stimoli, visivamente presentati ad uno Studente non udente, con quella manifestata da un collega al quale, a causa di sue menomazioni visive, si sia ritenuto opportuno presentare le "stesse" parole in modo "tattilmente" o "uditivamente" percepibili. I processi di memoria visiva, infatti, sono, da un lato, molto diversi da quelli di tipo uditivo o tattile e, soprattutto, non avrebbe molto senso confrontare, tra l'altro, la memoria visiva di uno Studente con quella uditiva di un altro al fine di determinare quale fra i due avrebbe maggiori requisiti di idoneità alla frequenza di questo o quel Corso di Laurea.
L'accertamento delle disabilità, pertanto, richiede forme personalizzate di analisi e di valutazione: al variare della persona disabile, solo dopo la stima della tipologia di disabilità e della capacità invalidante delle sue menomazioni, permetterà di scegliere le condizioni necessarie per una adeguata valutazione delle sue capacità e possibilità. Ne deriva che anche in presenza di Studenti disabili appartenenti alla stessa tipologia si dovrà procedere utilizzando prove di accertamento che potranno risultare anche marcatamente diverse. Non a caso tra gli esperti della quantificazione delle disabilità vi è accordo nell'affermare che ogni situazione richiede modalità personalizzate di valutazione.
Sulla scorta di queste premesse il Senato Accademico dell’Università di Padova, su proposta della Commissione Disabilità e Handicap nel 1997 ha previsto per gli Studenti disabili che ne facciano richiesta un colloquio di orientamento e la possibilità di "una valutazione personalizzata, da condursi in sedi e con prove apposite in relazione al tipo di disabilità, da parte di due membri della Commissione del corso di studio (laurea o diploma) cui afferisce la prova d'accesso, integrata da un membro designato dalla Commissione Disabilità ed Handicap".L’applicazione di questa procedura è stata nettamente positiva, permettendo l’accesso agli Studenti disabili a tutte le Facoltà dell’Ateneo garantendo procedure di valutazone più eque e corrette.Quindi, in breve:
Disabilità sensoriali e motorie gravi accedono a valutazioni personalizzate per l’accesso alle Facoltà o Corsi di Laurea.La procedura su richiesta dello Studente all’atto della pre-iscrizione prevede un colloquio di orientamento da parte della Commissione e successivamente, se necessario, l’individualizzazione della prova di ammissione e la valutazione da parte della commissione integrata da un Docente, membro della Commissione Disabilità e Handicap.

Riassumendo quindi, le attività complessive per l’inserimento di uno Studente disabile nella vita accademica ed in particolare il servizio di tutorato specifico e di supporto allo studio presso l’Università di Padova prevedono:

Auto segnalazione da parte dello Studente disabile all’atto della pre-iscrizione o iscrizione
Colloquio di orientamento per la scelta del Corso e per la individuazione delle disabilità.
Prova di accesso alle Facoltà individualizzata.
Preparazione di un piano di studi, che può essere individuale, sotto la guida del Referente di Facoltà e sua approvazione da parte del Consiglio di Corso di Laurea.
Accesso individuale, se possibile nelle strutture di Facoltà, ai supporti tecnologici e informatici necessari.
Individuazione, sulla scorta del piano di studi, di supporti di personale per le attività collettive (traduzione LIS, scrittura di appunti ecc.).
Individuazione semestrale, sulla scorta del piano di studi, delle attività di tutorato specifico e di supporto allo studio necessarie. Agli Studenti con disabilità uditiva, se ne fanno richiesta, è fornito di norma per tutti i corsi del I° anno e per il 50% di quelli del secondo anno. Per qualsiasi disabilità e anche dopo il II°anno di corso, viene fornito su richiesta specifica e previa valutazione da parte della Commissione Disabilità e Handicap.
Valutazione semestrale da parte della Commissione del reale utilizzo da parte dello Studente delle risorse messe a disposizione.

 

Intervento della prof.ssa Maura Gelati
Docente di Pedagogia Speciale dell'Università di Parma

Composizione del gruppo
Il gruppo era formato da 12 persone con ruoli e con professionalità ben distribuite, che hanno permesso un dibattito sfaccettato e molto intenso.
Erano presenti: 2 Delegati del Rettore, 2 Interpreti della comunicazione, 3 Funzionari amministrativi, 1 studente universitario disabile, 1 Psicologo in servizio presso un'università per rispondere ai bisogni degli studenti disabili, 1 Rappresentante dell'associazione ENS, 2 membri del Gruppo nazionale di Pedagogia Speciale

Punti discussi e condivisi
Tutti i membri del gruppo hanno condiviso le seguenti conclusioni:
E' importante, perciò urgente, sensibilizzare a tutti i livelli studenti, docenti e personale amministrativo, sul significato dell'integrazione degli studenti con handicap nell’Università, perché cerchino di capire i loro bisogni, di individuare e mettere in atto risorse adeguate per rispondere ai bisogni stessi, ma soprattutto perché facciano pienamente vivere a ciascun disabile l'esperienza universitaria in tutte le sue sfaccettature e potenzialità. Questa sensibilizzazione può far emergere volontari che vanno coordinati.E’ indispensabile che ogni Università si doti di un ufficio disabili con personale universitario e con un coordinatore.Si rifiuta l’idea dell’appalto dei servizi che rischia di portare fuori dall’Università il problema dei disabili. Un servizio esterno, se può rispondere a bisogni specifici, non avrà certo la forza di fare integrazioni, ne di mettere in sinergia le risorse dell’ufficio con quelle del diritto allo studio ecc…Si è ritenuto importante un dialogo continuo tra i delegati delle varie Università. Potrebbe essere costituita una conferenza nazionale dei delegati, con incontri a cadenza trimestrale o semestrale, che li metta a confronto, per scambiare esperienze e progetti. Questo sarebbe anche un modo per stimolare le Università meno attente alla presenza dei disabili.E’ stato proposto che in un sito (potrebbe essere del MURST, magari chiedendo la collaborazione della dott.ssa Roberta Cacciamani che si è dimostrata attenta alla problematica) fosse disponibile l’elenco dei materiali esistenti presso le singole Università e che possano essere copiati. (testi in braille, testi su nastro.)

Sui punti sottostanti non c’è stata una visione univoca da parte dei membri del gruppo:E’ stato preso in considerazione l’apporto che il volontariato può offrire all’integrazione nell’Università. Pur vedendolo come una grande ricchezza, alcuni hanno notato che non si può demandare a lui compiti che si protraggono nel tempo con forte impegno.In una Università (Torino), all’interno dell’area disabili, è stata introdotta la figura dello psicologo dei disabili con attività per richieste d’aiuto su problemi universitari (ansie, esami, difficoltà con i docenti). Non tutti hanno condiviso che fosse un servizio per i soli disabili.I problema del tutorato è stato affrontato facendo riferimento al fatto che la legge 17/99 parla di un servizio di tutorato e non di un tutor inteso come persona. E’ stato rilevato da più parti che il tutor voluto dalla legge deve essere un docente. E’ comprensibile che nelle Università molto affollate sia difficile trovare docenti disponibili a fare i tutor per tanti disabili, ma la sensibilizzazione deve andare in questa direzione. Il tutor-docente non si farà carico però dei bisogni assistenziali, che dovranno essere affrontati, da un punto di vista organizzativo, dal coordinatore del servizio disabili.Tra i bisogni assistenziali si è rilevato che risultano fondamentali quelli di studio, che, da soggetto a soggetto, in base al tipo di disabilità, possono richiedere figure diverse, delle quali ne sono state individuate tre:

Tutor di studio, per affrontare le nuove terminologie, i nuovi contenuti disciplinari ecc.;
Interpreti dei segni.
Ripetitore labiale.

Si è detto, inoltre, che è importante:
-- pensare a corsi di lettura, scrittura e studio, per i disabili (questi corsi sarebbero necessari anche per tanti studenti non disabili);
-- istituire corsi propedeutici di matematica per chi si iscrive alle Facoltà Scientifiche:

I tutor di studio sono visti dalle interpreti della comunicazione, presenti nel gruppo, come figure con una professionalità molto consolidata, con competenze di insegnamento ai sordi (ad esempio), con titoli "classici", ecc.. Da altri del gruppo i tutor di studio sono pensati come giovani neo laureati o laureandi, dello stesso Corso di Laurea dello studente da assistere, con una formazione nell’ambito della Pedagogia Speciale e sui metodi di studio connessi alla disabilità. Non professionisti, dunque, ma in un ruolo a contratto su progetti di esami che lo studente disabile s'impegna a sostenere (modello Padova). Si ritiene che questa figura dovrebbe aiutare il giovane ad integrarsi nell’Università, perché quasi coetaneo dell’handicappato.Si dovrebbe pensare ad una formazione di base per volontari, per obiettori e per giovani delle 150 ore che s'impegnano nelle attività per favorire l'integrazione dei disabili. Sarebbe una formazione di base su problematiche psicologiche e di pedagogia speciale.

Quadro finale dei lavori di gruppo
A molti membri del gruppo è sembrato difficile prescindere dalla propria esperienza per analizzare punti di vista diversi dai propri.
Da tutti si pensava ad un’Università che doveva cambiare e non solo per gli handicappati.Il rischio d'introdurre nell'università figure che non sono a favore dell’integrazione dei disabili blocca molti.È convinzione di molti che sia opportuno, per favorire l'integrazione degli studenti universitari disabili, far ricorso alle nuove tecnologie, in grado di avviare ciascuno al più alto grado di autonomia, compatibilmente con le sue potenzialità.

 

Intervento del Prof. Davide Petrini
Delegato del Rettore dell'Università di Torino

Il nostro gruppo aveva una composizione molto simile a quella precedente, devo dire che alcune considerazioni, soprattutto quelle più importanti, sono parzialmente identiche. Le ripeterò rapidamente, quindi, tentando di mettere in rilievo proprio le coincidenze e l’insistenza su alcuni punti, che costituiscono, con ogni probabilità, gli aspetti più interessanti del nostro convegno.Il nostro punto di partenza è stata un enorme difficoltà, già emersa in molti interventi di ieri mattina, di individuare con chiarezza i contorni di una figura di tutor specializzato. Anche noi abbiamo molto insistito sul fatto che la legge parli di servizi di tutorato specializzato, proprio nella prospettiva di prevedere un insieme di interventi, persone, uffici, sussidi, strumenti tecnici e così via che svolgano servizio di tutorato per gli studenti disabili. All’interno di questo servizio ci possono essere molte situazioni dove è indispensabile la figura di un tutor specializzato, cioè di un soggetto titolare di un contratto, di una convenzione, per interventi particolari, ma sempre all’interno di questa realtà.Abbiamo dato anche delle definizioni in negativo del tutor. Abbiamo, cioè, cercato di capire cosa non deve essere. Una prima perplessità, piuttosto condivisa, concerne il ruolo del volontariato. Per motivazioni diverse, è sembrato a tutti difficile ipotizzare il ricorso a tale forma di intervento: sembra infatti opportuno incentivare anche l’aiuto che proviene dai compagni di studi, nella prospettiva di rendere più serio il rapporto. Altra perplessità sul volontariato è la formazione e specializzazione necessaria a chi interviene in questo ambito, difficilmente compatibile con il volontariato.Abbiamo poi riflettuto sugli interventi necessari per gli studenti sordi. Ci sembra che vi siano tre figure di sostegno che possono rientrare nella figura del tutor:

Interprete nella lingua dei segni, con professionalità non solo sul linguaggio ma anche di conoscenza delle materie.
Tutor didattico, più utile al pomeriggio per rivedere in modo più approfonditola lezione già fatta.
Aiuto degli appunti in aula (stenotipia).
Altro aspetto sul quale abbiamo insistito, concerne la necessità di anticipare gli interventi, di insistere molto sull’orientamento, che possa essere arricchito dalle risorse che possono essere attivate per gli studenti disabili; anticipare il momento dell’iscrizione, perché i ragazzi già devono sapere cosa possono aspettarsi, cosa possono chiedere; arrivare in tempo a quelli che sono i bisogni.Come linea di intervento complessiva, come modello politico da proporre, ci sembra importate arrivare a suscitare, ma più ancora a scatenare le richieste degli studenti.

Infine, abbiamo evidenziato tre complessi nodi:

Modalità di scelta del tutor specializzato. Esistono due modelli: uno è il disabile che sceglie un suo amico, quindi l’Università lo paga. Modello più facile (non c’è bisogno di cercarlo è già li basta solo pagarlo). L’altro è burocratico: bando, concorso, selezione. Il rischio è di scegliere persone teoricamente preparate, ma poi, dal lato pratico, inadeguate e dal lato personale, non accettate dal disabile. I due modelli ripropongo le esperienze seguite, rispettivamente, a Firenze e Torino.
Necessità di individuare dei tutor/professori, uno per ogni Facoltà. Il disabile può incontrare grande difficoltà al momento dell’esame e spesso i docenti, anche se dotati di buona volontà, non riescono ad adattare convenientemente le modalità d’esame. Occorre individuare un docente dotato del necessario potere contrattuale con colleghi di facoltà
Il monitoraggio dell’intervento, monitoraggio che i delegati del Rettore sono tenuti a compiere per legge. C’è la possibilità che il disabile si chiuda in se stesso, non comunichi le proprie difficoltà e gli ostacoli che ha incontrato. Si può pensare a questionari anonimi, ma anche a momenti di monitoraggio esterno (per esempio, con compiuto da colleghi di altri atenei).
Concludo con due piccoli riferimenti un po’ sganciati dal resto del discorso, ma non per questo meno importanti. Innanzitutto, la necessità di evitare che i siti Web diventino un’ulteriore barriera per gli studenti disabili. Occorre che siano già pensati e strutturati come accessibili a tutti i tipi di disabilità.Da ultimo, il problema delle famiglie dei disabili, dei genitori che spesso trattano con noi, a nome loro. E’ ben vero che essi costituiscono, in molti casi, i primi tutor dello studente disabile, ma occorre arrivare presto a superare tale mediazione, per entrare direttamente a contatto con gli studenti.
















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Partecipazione al convegno di Grenoble

Sintesi presentata al M.P.I. - Lucia de Anna - Delegato Nazionale.
Marzo 1999

Le ricerche che da anni l’OCDE sta conducendo sulla problematica dell’integrazione delle persone in situazioni di handicap si stanno orientando in questi ultimi anni verso la continuità educativa sia nei percorsi di formazione professionale che nel percorso di proseguimento negli studi universitari. Nell’occasione della Conferenza di Grenoble l’attenzione si è fissata sugli studenti handicappati nell’insegnamento superiore. Le giornate sono state particolarmente intense nella partecipazione ai lavori di gruppo. Sulla base delle relazioni introduttive, la discussione si è concentrata su temi specifici come:
· il problema dei finanziamenti (organizzazione delle risorse, competenza e responsabilità),
· la formazione del personale (insegnanti amministrativi, tutori, collaboratori, accompagnatori),
· il raccordo con la formazione professionale e le attività di orientamento,
· l’educazione a distanza (l’utilizzazione delle tecnologie per favorire l’apprendimento negli studi universitari). La relazione introduttiva di Mme Van Acker del Belgio ha messo in evidenza un orientamento legato alla conoscenza delle esperienze dei paesi nordici come le uniche attività positive; segnalando la legislazione degli stati Uniti come la migliore in termini anti–discriminatori. Da queste considerazioni emerge l’importanza di rendere più diffusa la nostra presenza e partecipazione ai programmi internazionali e attività di ricerca a livello europeo. È stato fatto rilevare anche dai colleghi la scarsa conoscenza delle esperienze dei paesi del sud Europa come l’Italia e la Spagna, nonchè le esperienze della stessa Francia soprattutto nell’accoglienza degli studenti universitari in situazione di handicap. Anche la relazione sugli aiuti finanziari della collega Gayle Gagliano dell’Università di New Orleans risente della stessa impostazione sono nominati sedici paesi Europei salvo l’Italia. Abbiamo una notevole esperienza in tale settore ma è arrivato il momento di diffonderla anche all’esterno del nostro paese. Esiste indubbiamente la difficoltà di essere coerenti nel rappresentare il nostro modello d’intervento, pur in presenza di innumerevoli problemi di organizzazione. L’intervento del collega Svedese B. Danemark sui finanziamenti mette in luce ancora forme molto forti di segregazione con università dedicate esclusivamente a determinate tipologie di handicap come per esempio i non udenti. Inoltre, l’ipotesi che concentrando le risorse si assicura un intervento più efficace e qualificato assume un significato inquietante che anche in Italia è riemerso con la costituzione delle scuole potenziate. Il professor Danemark riporta una serie di statistiche nelle quali l’Italia non è presente. Questo è un altro aspetto che andrebbe curato non siamo mai in grado di fornire statistiche adeguate alle richieste, per tanto pur avendo attività in corso risultiamo non classificati. Sul problema dei finanziamenti sono stati rappresentati esempi efficaci come i contratti stipulati dalle università Francesi con il Ministero dell’Educazione Nazionale, gli interventi supplementari in Inghilterra per equilibrare le spese delle Università più attive. L’intervento delle Aziende del diritto allo studio e il contributo finanziario della nuova legge 17 del 28 Gennaio 1999 in Italia, nessun contributo nazionale in Belgio le università devono organizzarsi con i loro finanziamenti. Una gran parte dei finanziamenti deriva dall’assistenza sociale che sostiene gli interventi all’interno dell’università (ausili, personale di accompagnamento ecc.) Le risorse sono comunque sempre al di sotto delle esigenze rispetto ad una risposta adeguata dei bisogni. Soprattutto le spese per gli interpreti per i non udenti sono risultate costose e non adeguate soddisfano al 50% la qualità dell’intervento sono carenti e giungono in ritardo quando è già iniziato l’anno, occorre programmare interventi alternativi multimediali come avviene in Canada e in Inghilterra. Un dibattito molto interessante si è aperto nei gruppi di lavoro dopo la relazione del professor inglese Alan Hurst sulla formazione del personale nelle Università. Sono stati posti una serie di interrogativi sul problema di sensibilizzazione alle problematiche degli studenti in situazione di handicap:
· Chi deve essere prioritariamente sensibilizzato?
· Chi deve essere implicato nel processo di sensibilizzazione?
· Quando si deve operare la sensibilizzazione?
· Quali sono i metodi e le strategie da utilizzare?
· Che cosa comporta un processo di sensibilizzazione?
Il professor Hurst introduce l’esperienza di formazione svolta nella University of Central Lancashire (UCL). Nel progetto ci si è proposti di lavorare con colleghi già in contatto con studenti handicappati, infatti tra le priorità si ravvisa l'esigenza di:
· Lavorare con colleghi con una competenza specifica nel settore
· Lavorare con colleghi già implicati nei diversi aspetti della formazione e nello sviluppo del personale dell’Università · Lavorare con i "confrères" e con gli studenti aventi una esperienza diretta di handicap
· Lavorare con le Facoltà, i dipartimenti, i servizi all’elaborazione di programmi rispondenti ai bisogni · Elaborare un programma progressivo per la formulazione di un certificato di qualificazione.
Si è a lungo parlato dell'uso delle Tecnologie ed il collega tedesco Joachim Klauss dell'Universitat Karlsruhe ha illustrato anche avvalendosi di un video dell'attività di trasformazione di testi di carattere scientifico per l'utilizzazione da parte di studenti non vedenti.
La collega spagnola Anna Pagès Santacana ha presentato l'esperienza dell'Università a distanza dell'Universitat Oberta de Catalunya, evidenziando come nel campus virtuale si possano soddisfare i bisogni educativi individuali, fornendo risposte formative adeguate ed individualizzando l'insegnamento, destando tra i presenti non poche perplessità.

Relazioni e documenti sono stati presentati e discussi da parte dei rappresentanti delle Università svizzere, francesi, norvegesi e belghe.
















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Seminario del Ministero Pubblica Istruzione

Esame delle nuove norme in materia di occupazione e individuazione di itinerari praticabili dalla scuola al lavoro.
Dicembre 1998

Dalla discussione del gruppo sono emersi alcuni punti di riferimento per un approfondimento sulla specifica problematica dell'accoglienza degli studenti disabili all'Università.

In questi ultimi anni per effetto dei processi di integrazione attivati dopo la Sentenza della Corte Costituzionale 215 del 1987, che ha permesso la frequenza nella scuola secondaria di II grado degli alunni disabili, mettendo in atto strategie e percorsi diversificati , molti studenti in situazione di handicap hanno conseguito il diploma e si iscrivono sempre più frequentemente all'Università. Tale situazione ha trovato molto spesso le Università impreparate, non sempre organizzate e pronte a soddisfare i bisogni formativi di tali studenti e quindi non in grado di garantire il diritto costituzionale di accedere ai gradi più alti dell'istruzione.

Pertanto, un momento importante messo in evidenza prioritariamente dal gruppo è stato quello dell'Orientamento inteso come formazione durante tutto l'arco della vita.

In particolare, per quanto riguarda questo momento di transizione dalla scuola all'Università , la presenza di studenti in situazione di handicap deve indurre le scuole, alla stregua del comportamento rivolto nei confronti dei cosiddetti "normodotati", a prestare attenzione ad attività di orientamento, , che consentano allo studente in situazione di handicap di poter scegliere consapevolmente tra la prosecuzione degli studi a livello universitario o l'inserimento nel lavoro, attraverso le attività formative messe in evidenza dal gruppo.

Infatti , sulla base delle più recenti disposizioni, a seguito delle attività di orientamento, che istituzionalmente faranno parte integrante dello stesso processo educativo durante la sua durata, gli studenti fin dal IV anno della scuola secondaria superiore potranno ricevere informazioni di carattere generale, che la scuola fornirà avvalendosi dei rapporti che instaurerà con gli Enti, le imprese, il mondo del lavoro e le Università. Ciò permetterà agli iscritti del V anno, sulla base dell'interesse maturato e manifestato nel corso dei colloqui con i docenti, di ricevere una informazione mirata per la scelta del proprio futuro, finalizzata conseguentemente al lavoro o alla preiscrizione universitaria. In questa nuova dinamica quando la scuola riceverà gli elenchi degli studenti che hanno effettuato la preiscrizione universitaria dovrà prendere contatti con le Università indicate dai ragazzi, riferendosi per quanto riguarda gli studenti in situazione di handicap, al docente delegato dal rettore ad occuparsi di tale problematica, al fine di conoscere tutte le iniziative concernenti l'integrazione nell'Ateneo, le iniziative specifiche ed ogni altra forma di supporto che possa agevolare la sua piena accoglienza nell'Università.

Peraltro il modulo delle preiscrizioni contiene la possibile indicazione della necessità di ausili personalizzati per gli studenti in situazione di handicap.

Questo consentirà di favorire gli interessati, perché le Università potranno far conoscere, ancor prima dell'iscrizione universitaria, tutti servizi e l'organizzazione della sede che lo studente intende scegliere.

Per quanto riguarda poi le attività di orientamento-insegnamento previste dal Regolamento 21 luglio 1997 n.245 recante norme in materia di accessi e di connesse attività di orientamento, all'inizio dell'anno accademico per combattere lo smarrimento iniziale tipico del passaggio dalla scuola all'Università, il gruppo propone che tali attività siano particolarmente organizzate, anche con l'utilizzazione di sussidi tecnici e didattici specifici, per i ragazzi in situazione di handicap, organizzate congiuntamente con il responsabile individuato dal Rettore.

Nell'ambito delle attività di orientamento suindicate occorrerà quindi stabilire rapporti continuativi e stabili tra Università e Provveditorati per garantire tale collaborazione con le scuole stesse e stabilire gli opportuni collegamenti.

Si ribadisce, come specificato nell'art.1 della Proposta di legge A.C. 4905 approvata dalla Camera dei Deputati il 29 luglio 1998 all'esame del Senato , la necessità di istituire ".. un docente delegato del rettore con funzioni di coordinamento, monitoraggio e supporto di tutte le iniziative concernenti l'integrazione nell'ambito dell'ateneo".

Si ravvisa, inoltre l'opportunità di:

--costituire una Commissione con la presenza di docenti delle diverse aree disciplinari, del responsabile amministrativo, di un rappresentante degli studenti disabili e di un rappresentante dell'ente per il diritto allo studio.
-- organizzare un servizio o un ufficio di coordinamento e di realizzazione degli aspetti operativi legati alla realizzazione del diritto allo studio e all'integrazione dello studente in situazione di handicap, in stretto collegamento con il delegato del Rettore; tale servizio potrà essere organizzato anche avvalendosi di convenzioni di cui alla lettera b) dell'art.13 della legge 104 del 5 febbraio 1992 con centri specializzati, aventi funzioni di consulenza pedagogica, di produzione e adattamento di specifico materiale didattico.

L'Università metterà in atto tutte quelle strategie e quelle misure necessarie al raggiungimento di una reale e piena opportunità formativa per gli studenti in situazione di handicap, sulla base di una attenta conoscenza e valutazione dei bisogni della persona e del percorso formativo individuale.

Si mettono in evidenza:

le agevolazioni riguardanti le misure economiche per le iscrizioni,
le modalità di accesso alle Facoltà a numero chiuso e programmato
l'organizzazione di alloggi adeguati e rispondenti alla soddisfazione dei bisogni dello studente
l'abbattimento delle barriere architettoniche e della comunicazione
gli interventi individualizzati, tendenti al raggiungimento di una maggiore autonomia e mobilità per un inserimento reale nel contesto universitario, favorendo i rapporti con gli altri studenti e con i docenti
valutazione di tempi e modalità di espressione e di comunicazione, senza peraltro modificare i contenuti degli apprendimenti.

A tal fine si devono prevedere in funzione delle singole esigenze:

personale specifico
personale di accompagnamento
ausili e strumentazioni tecniche adeguate e rispondenti alla soddisfazione degli specifici bisogni
sistemi multimediali o forme specifiche al fine di agevolare la continuità formativa di soggetti in situazione di particolare gravità o impedimento temporaneo dovuto a cure mediche o interventi
Si rileva inoltre l'importanza delle attività di tutorato da parte dei docenti, prevedendo forme di sensibilizzazione e di conoscenza dei problemi degli studenti in situazione di handicap e delle specifiche strategie di intervento.

Al fine di consentire la realizzazione di tali interventi occorre stabilire le necessarie sinergie tra Università, Enti locali,Servizi ASL per adulti disabili ed enti per il diritto allo studio per una razionalizzazione delle risorse, un coordinamento delle attività ed un'attenta focalizzazione degli obiettivi da raggiungere. Un'importanza particolare va attribuita anche al ruolo ed al sostegno da parte delle Associazioni dei disabili e delle Associazioni delle Famiglie e al rapporto continuativo con le Famiglie.

Si auspica, inoltre, che gli studenti in situazione di handicap possano accedere alla mobilità degli studenti ERASMUS -SOCRATES, nei quali programmi si prevedono specifiche agevolazioni e supporti messi a disposizione sia del MURST che dell'Unione europea e delle quali difficilmente usufruiscono

Si chiede, inoltre, l'accelerazione delle procedure di approvazione della proposta di legge AC 4905 su citata soprattutto in relazione alle risorse da destinare alle Università mirate a reali progettazioni nei confronti degli studenti disabili.
Si ravvisa, infine, la necessità di provvedere ad un censimento delle iniziative già in atto sul territorio nazionale da parte delle Università, partendo dai dati a suo tempo rilevati e resi pubblici nella ricerca effettuata dal MURST in collaborazione con l'università ROMA TRE e la costituzione di un gruppo di coordinamento a livello nazionale, istituito presso il MURST con la diretta partecipazione della CRUI in stretto collegamento con l'Osservatorio permanente sulle persone in situazione di handicap del Ministero della Pubblica Istruzione, per analizzare e riflettere sulle esperienze effettuate al fine di diffondere le informazioni in modo da consentire di trasferire su altre realtà universitarie la positività degli interventi con gli opportuni adeguamenti ai diversi contesti e situazioni.

Non dobbiamo trascurare il fatto che le iniziative adottate allo stato attuale sono state frutto di sperimentazioni e tentativi portati avanti dalle Università anche in una ottica di flessibilità e di ricerca delle soluzioni ritenute più idonee.

Nel censimento un elemento importante che dovrà essere previsto è la verifica dei percorsi , per accertare se gli studenti in situazione di handicap riescono a raggiungere l'obiettivo del conseguimento della laurea, con quali tempi e con quale profitto, come determinate strategie abbiano agevolato la realizzazione di tali percorsi, individuando eventualmente le cause di dispersione ed abbandono.
















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Organizzazione della visita di Grenoble

Missione Grenoble 19-21 novembre 97
Visita del MURST alle strutture di Accoglienza dei disabili dell'Università di Grenoble con la partecipazione dei direttori generali del Ministero dell'educazione francese e del Ministero dell'Università italiano

RELAZIONE Prof.ssa Lucia de Anna

La dott.ssa Roberta Cacciamani responsabile dei problemi riguardanti gli studenti universitari all'interno del Dipartimento istruzione universitaria del MURST è partita insieme alla sottoscritta. Il Direttore Civello ci ha raggiunti successivamente partendo da Bruxelles, poichè doveva accompagnare il Ministro al Consiglio CEE.
All'arrivo a Grenoble ci attendevano l'Ispettore Serge Averbouh del Ministero dell'educazione francese ed il Prof. Claude Charlon direttore del S.A.U.H. servizio di accoglienza degli studenti disabili dell'Università di Grenoble.
Durante questo primo incontro ci sono state illustrate le linee del programma di lavoro e l'ubicazione dei servizi che avremmo visitato.

Il giorno 20 novembre alle ore 8,30 ci siamo recate a visitare il CENTRE MEDICO UNIVERSITAIRE DANIEL DOUADY della Fondation Santé des Etudiants de France, nato nel 1923 da una decisione dell'unione nazionale degli studenti per far fronte ai problemi dei giovani tubercolotici che avevano difficoltà a continuare i loro studi.

Nell'evoluzione storica e con i moderni progressi della medicina la malattia della tubercolosi è regredita, il Centro pertanto si è riorganizzato prendendo in considerazione altre patologie: psichiche, traumatiche, somatiche.

Nell'attuale situazione il Centro si pone come uno dei punti di riferimento di un quadro sistemico di interventi a favore degli studenti universitari disabili, soprattutto con riferimento a quelli più gravi.

Infatti , vi sono studenti che rimangono nel centro a lungo e per i quali considerate le gravi condizioni vengono organizzate delle lezioni da parte dei professori universitari di Grenoble che si recano nel Centro. Lo studio è coadiuvato anche da gruppi di tutorato ed assistenza nonche gli studenti nel centro possono usufruire di una fornitissima Biblioteca aggiornatissima e nello stesso tempo possiede libri antichi soprattutto della fine dell'ottocento.
L'uso dei computer e della multimedialità, e l'adeguamento degli ausili in funzione delle disabilità, rende agevole lo studio di persone con handicap motori molto gravi.

Inoltre, esiste tutta una modularità di interventi collegata al servizio accoglienza dell'Università di Grenoble che consente agli studenti meno gravi di frequentare alcune lezioni nell'Università stessa con spostamenti organizzati a secondo delle esigenze degli studenti dal servizio stesso.

Vi sono inoltre studenti che hanno una breve permanenza nel centro per cure e riabilitazione e possono in tal modo continuare a studiare.

Il SAUH su nominato diventa un punto centrale di riferimento degli interventi necessari per l'accoglienza degli studenti disabili nell'Università, è diretto da un professore dell'Università sollevato quasi totalmente dall'insegnamento, con la collaborazione di personale reclutato in funzione anche delle disponibilità finanziarie mese a disposizione dal Ministero nel contratto stipulato sullo specifico problema dell'accoglienza degli studenti disabili e attraverso le sinergie che si costituiscono con gli altri servizi. Con il Centro RISORSE DI AIUTO ( CROUS) possono essere messe a disposizione delle borse e stipulati dei contratti con personale di assistenza ed operatori sociali. Il SAUH ha una funzione interuniversitaria e offre il servizio alle 4 Università presenti a Grenoble, gli obiettivi sono:
favorire l'accoglienza degli studenti handicappati (informazioni e servizi)
divenire un punto di riferimento (mediatore, interfaccia) tra gli studenti ed i servizi universitari per tutto quello che riguarda la scolarità e la vita sociale nel campus: adattamento degli orari, dei luoghi di lavoro , rispetto della regolamentazione relativa agli esami.
Fornire un aiuto materiale e tecnico: organizzazione della trascrizione di note, riproduzione dei materiali di studio, aiuti di documentazione ecc….Promuovere le azioni possibili al miglioramento dell'accessibilità dei locali, dei luoghi di studio e di vita degli studenti (residenze ristoranti, sale , atrii ecc…..)Organizzare forme di tutorato e sostegno pedagogico in connessione con le Unità di ricerca e formazione UFR
Per attuare tali obiettivi sono state messe in atto alcune strategie d'intervento:
informazione e orientamento
informazione degli studenti e dei loro diritti e delle disposizioni delle quali possono beneficiare
sensibilizzazione del personale insegnante e tecnico ai problemi degli studenti disabili
orientamento e consulenza: scelta dei corsi, indirizzi, orari adattati ecc.
mediazione e coordinamento
ricerca in comune di soluzioni
funzionamento in complementarietà e in stretta relazione con i servizi esistenti (CIO, CROUS, ecc….)razionalizzazione delle risposte fornite
coordinamento delle azioni nelle differenti Università
In connessione al SAUH esistono altri servizi, che abbiamo visitato:

PRELUDE - Residenza universitaria adattata per gli studenti disabili con possibilità dell'aiuto di una persona, un accompagnamento di tipo istituzionale ( le spese sono a carico dell'assistenza sociale).

SCAPH - Un servizio di consulenza all'autonomia per le persone handicappate , in grado di soddisfare la scelta del domicilio, la conoscenza delle risorse finanziarie a disposizione, la situazione del lavoro, l'assistenza a domicilio, i trasporti, le vacanze ecc….
La connessione naturalmente come suaccennato viene fatta anche con il Centro medico.

Le visite hanno impegnato tutta la giornata del 20 novembre fino alle 19 .
Abbiamo potuto parlare con gli operatori dei vari servizi, con gli studenti disabili e conoscere la loro situazione e verificare l'attuazione delle disposizioni normative.
In serata è stata organizzata una cena di lavoro con la presenza dei direttori generali del Ministero francese e del Ministero italiano, con il Recteur del Dipartimento dell'educazione francese , con i Presidenti delle Università di Grenoble e con il rappresentante della Municipalità allo scopo di evidenziare l'aspetto sistemico dell'azione congiunta degli interventi sul territorio e non solo nell'Università. E' stato manifestato un forte interesse a mettere in atto scambi tra i due paesi.

Il 21 novembre con inizio dei lavori alle ore 9 si è tenuta una tavola rotonda per una riflessione comune sui problemi dell'accoglienza dei disabili, dopo una panoramica generale dell'Ispettore Averbouh sulle disposizioni relative al problema , in parte già a nostra conoscenza per i contatti presi negli anni dalla sottoscritta con il Ministero francese e per aver organizzato nel '95 il I° Seminario internazionale presso la nostra Università con la partecipazione del Rettore, sono stati espressi in maniera dettagliata gli interventi, soprattutto quelli relativi agli aspetti di agibilità dei percorsi nelle Università e negli ambienti circostanti e quelli relativi agli aspetti pedagogici didattici in connessione con i sistemi multimediali.

La sottoscritta è intervenuta nel dibattito della tavola rotonda, su richiesta anche del Direttore Generale Civello, sia per rappresentare in qualità di esperto i problemi nazionali sull'accoglienza dei disabili nell'Università e fornire informazioni sulle attività svolte dalle Università italiane, sia per illustrare la situazione dell'Università ROMA TRE che ha recentemente costituito il servizio ed ha presentato la prima relazione al Rettore sulla valutazione dei bisogni e sulle prospettive di intervento. E' stata anche sottolineata, da parte del Ministero francese, l'importanza di intervenire nell'organizzazione del servizio e delle attività anche laddove non sono ancora presenti studenti disabili.
Il direttore Civello e la dott.ssa Cacciamani , intervenendo attivamente nel dibattito, si sono impegnati sulla spinta delle motivazioni e delle considerazioni sviluppate durante queste giornate a realizzare indagini più approfondite sulla situazione italiana e trovare possibili soluzioni per stimolare le Università ad attivarsi nella predisposizione di servizi di accoglienza per gli studenti disabili.
A conclusione dei lavori si è convenuto di continuare questo dialogo di collaborazione e di scambio delle esperienze tra i due paesi.
















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Collaborazione al Workshop "Università e Bisogni educativi speciali"
organizzato dall'Università di Siena - OCDE - Fondazione Europea della Scienza

12 - 15 Aprile 1997

Il ruolo delle Università

Bruno Civello - Direttore Generale . MURST

Il problema dell’integrazione dei disabili nel processo educativo, formativo, lavorativo e sociale ha acquistato in questi ultimi anni una rilevanza non solo nazionale ma anche internazionale. Programmi specifici sono stati varati dalla Comunità Europea, le Nazioni Unite hanno proclamato le esigenze ed i problemi di tale categoria, l’OCDE ha sviluppato programmi sull'integrazione scolastica e sulla transizione dalla scuola alla vita attiva dei disabili con il contributo degli Stati Uniti d’America, programmi sono in corso con l’est-europeo. Tale ampiezza di orizzonti ha motivato il MURST a porsi come momento di tramite e coordinamento tra gli organismi internazionali e le singole amministrazioni universitarie, al fine di conoscere nella sua effettiva entità il fenomeno dell’accoglienza dei disabili nelle Università e poter così armonizzare le possibili iniziative che rendano effettivo il loro inserimento nella comunità studentesca. Questa esigenza ha reso necessaria una prima rilevazione di dati che ci ha permesso di conoscere meglio lo stato della situazione e di verificare che esistono importanti iniziative al riguardo in Italia, ne parlerà la prof.ssa de Anna nel presentare i dati della ricerca nella seduta del 14 aprile.
La nostra legislazione sull’argomento è considerata a livello internazionale all’avanguardia , ma spesso, sappiamo, difetta nella fase applicativa, ciò è avvenuto anche per quanto riguarda l’intervento e l’impegno delle Università. Dovremo insieme avviare un lavoro più capillare e cercare di sensibilizzare e stimolare le Università che ancora non si sono impegnate in tale azione.


L’intervento comunitario, tra l’altro ci può molto aiutare a potenziare iniziative nel settore. Dai primi interventi della CEE degli anni settanta sul Fondo Sociale ci troviamo oggi ad aver sviluppato una più consolidata azione tra i paesi membri a favore dei disabili, non solo in termini di assistenza e riabilitazione ma anche formativi e culturali. E’ ormai penetrata la convinzione che il disabile costituisce anche una risorsa economica, nel momento in cui viene sostenuto a superare le numerose difficoltà derivanti dalla situazione di handicap ed a inserirsi a pieno titolo nella società. La sua formazione quindi costituisce un momento importante per raggiungere tale obiettivo. Nel Comitato della CEE del 23 giugno 1995 è stato messo particolarmente in evidenza il settore dell’insegnamento superiore per gli studenti disabili che si iscrivono sempre più numerosi nelle Università europee, grazie all’intervento della Presidenza francese, sono state prese in considerazione le difficoltà di tali studenti in relazione ai problemi dell’informazione, del trasporto, dell’accoglienza e della pedagogia. E’ stata infatti ravvisata l’opportunità di prendere in esame tale problema nel programma SOCRATES sia per sottolineare una migliore conoscenza e diffusione dei diritti degli handicappati nel sistema educativo, sia per creare centri di risorse che mettano in condizione gli studenti disabili di accedere ai programmi di mobilità studentesca. Per quanto riguarda i programmi di ricerca dell’Unione europea, alla luce delle esigenze rappresentate nel libro Bianco sulle nuove emergenze sociali, il settore dell’handicap potrebbe essere sviluppato nell’ambito dei vari programmi dalle applicazioni telematiche al programma socio-economico, e a quelli Occupazione del Fondo Sociale Europeo. La prof.ssa de Anna promotrice dell’iniziativa, che ci trova qui riuniti ,ha già avviato in questi settori specifici attività di ricerca e di scambio con le altre Università dell’Unione Europea e degli altri Stati. Questo workshop nasce proprio allo scopo di far convergere le iniziative internazionali in corso e le attività che gli esperti svolgono nelle singole Università, per creare gruppi di lavoro congiunti e non disperdere le molteplici iniziative.

L’approfondimento di tali tematiche potrà permettere di riflettere sulla costruzione di progetti unitari rivolti al miglioramento non solo dell’accoglienza dei disabili nelle Università, ma anche a sviluppare temi di ricerca e di riflessione sulla complessa situazione dell’integrazione sociale dei disabili. Molte speranze si nutrono anche nell’attuazione del SOCRATES, il miglioramento dell’accoglienza degli studenti nelle Università, in particolare di quelli stranieri, viene presa in considerazione con riferimento sia ai problemi di alloggio che ai problemi di orientamento e tutorato. Nella realizzazione di tali misure devono essere presi in considerazione gli accorgimenti relativi alle difficoltà dei disabili nei programmi di mobilità. Un’Europa che si proclama aperta al mondo del sociale deve essere in grado di abbattere le barriere che impediscono la circolazione dei gruppi meno favoriti, quest’aspetto del miglioramento delle strutture e della circolazione non può che agevolare tutta la popolazione studentesca. Occorre creare nuove sinergie sul territorio tra le Università e gli Enti che si occupano dei servizi sociali e di assistenza, con le Associazioni, con le altre amministrazioni pubbliche.

L’Università da sola non può sostenere il carico di un problema di così vasta portata, può bensì svolgere un’azione di stimolo e di coordinamento delle iniziative rivolte a tali soggetti, ma gli impegni devono essere assunti a livello istituzionale anche dalle altre amministrazioni. Il ruolo delle Università assume una rilevanza particolare per sostenere la ricerca scientifica in quei programmi che a livello internazionale investono sia il mondo della scuola sia il mondo produttivo.

I nuovi bacini d’impiego descritti nel libro Bianco di Delors mettono in evidenza l’importanza del ruolo della formazione di nuove figure professionali. Le Università possono e debbono prepararsi a sperimentare nuovi modelli formativi, confrontandosi con le esperienze straniere, i nuovi ordinamenti didattici del 1990 in Italia aprono nuove opportunità con i diplomi universitari, che ancora non sono state ampiamente sperimentate, soprattutto in un ottica di formazione professionale internazionale. I fondi strutturali, i programmi Occupazione *, e LEONARDO mirano a costituire attraverso il carattere della transnazionalità reti transeuropee nel campo della formazione, dello sviluppo delle nuove tecnologie, della diffusione delle informazioni e delle conoscenze mediante sistemi multimediali, tenendo in particolare considerazione le persone disabili.
Spesso tali risorse non vengono opportunamente utilizzate, le Università in un clima di forte disoccupazione giovanile hanno il dovere di prestare attenzione anche alle nuove professionalità non strettamente collegate al mondo della produzione .
Indubbiamente, non è facile colloquiare con le istituzioni, che spesso hanno dimostrato di essere inadempienti di fronte a questi importanti appuntamenti Internazionali. Me ne rendo conto io stesso assumendomi le relative responsabilità.

I programmi che si stanno sviluppando nei vari organismi internazionali sono numerosi, e le Università hanno potenzialità e risorse in termini scientifici non sempre canalizzate a questi tipi di intervento. In particolare sulla problematica che oggi in questo workshop stiamo trattando, le sinergie con le altre amministrazioni non sono state sufficientemente attivate emerge l’esigenza di una continuità anche in termini educativi e formativi tra la Scuola e Università, il raccordo con gli Enti locali e le regioni è risultato fondamentale per garantire il diritto allo studio dei disabili, la partecipazione ai programmi di formazione e inserimento lavorativo da parte delle Università è divenuta una necessità imprescindibile, per realizzare il pieno inserimento sociale del disabile. Infine la costituzione di banche dati e di reti telematiche transeuropee e lo sviluppo delle nuove tecnologie, può divenire uno degli obiettivi prioritari per porre le basi di una corretta presa di posizione del problema. E’ con particolare attenzione che sia il Ministro che la mia Direzione desideriamo essere partecipi dei risultati delle sessioni di lavoro di questo workshop e chiediamo alla prof.ssa de Anna che è riuscita a coinvolgere esperti e delegati dei Governi dei vari paesi in questo impegnativo incontro, nella splendida cornice della Certosa di Pontignano, di creare un punto di riferimento comune, tale che possa divenire un punto di riferimento per la stessa Amministrazione che io rappresento al fine di attingere informazioni e suggerimenti utili e di sviluppare azioni future.
















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Lettera dell'On. Sottosegretario Guerzoni

Con nota n. 2367 dell’11.6.1997, indirizzata alla Conferenza dei Rettori, è stata già affrontata la problematica relativa agli studenti in situazione di handicap.

E’ infatti indispensabile, nell’ambito delle iniziative di riforma riguardanti l’istruzione, avviate dall’On.le Ministro, condurre detti studenti al più compiuto esercizio del proprio diritto allo studio.

Del resto, la necessità di integrare gli studenti in situazione di handicap nelle Università e sempre più affermata. Le disposizioni legislative esistono, alcune rilevanti iniziative per favorire l’integrazione sono state realizzate da parte di non poche Università, ma gli ostacoli restano. Tutti gli studenti handicappati iscritti alle Università dovrebbero, al contrario, poter trovare un aiuto adeguato. Il MURST, già presente ed attivo nell’Osservatorio istituito presso il Ministero della Pubblica Istruzione per le problematiche inerenti all’integrazione scolastica e sociale degli alunni handicappati, in attuazione della Legge - quadro n. 104/92, vuole rendersi interprete presso le Università di questa pressante esigenza. Com’è noto, gli aspetti più rilevanti previsti dalla citata legge, nonchè dal D.P.C.M. 30-4-1997, riguardante l’uniformità di trattamento negli studi universitari, attengono anche ad alcuni obiettivi quali: la predisposizione di attrezzature tecniche e sussidi didattici idonei; la diversificazione degli ausilii necessari a seconda della tipologia dell’handicap; l’inserimento di interpreti per studenti non udenti e di insegnanti-anche a contratto - con formazione specialistica; la concessione di esonero totale o parziale dalle tasse di iscrizione e dei contributi universitari, per il caso di determinate condizioni di invalidità. Pur nel rispetto delle autonome decisioni di ciascun Ateneo, sembra utile sottolineare alcune iniziative la cui promozione appare di notevole efficacia per il raggiungimento degli esiti previsti.

E’ auspicabile, ad esempio, che presso ciascun Ateneo, ove già non esista, venga preliminarmente costituita una commissione che si occupi della rilevazione dei disabili o dell’individuazione delle loro esigenze. Tale analisi offrirebbe l’obiettiva situazione di partenza per individuare le connesse e necessarie attività di orientamento, di sostegno e di tutorato. Sarebbe opportuno altresì, come avviene in alcune esperienze di Università europee, provvedere alla nomina di un responsabile o delegato del Rettore che, accordandosi con i responsabili delle singole strutture, verifichi continuamente l’andamento delle iniziative e delle realizzazioni. Non meno incisiva appare la creazione di accordi istituzionali ed operativi con altre Amministrazioni interessate, per evitare inutili frammentazioni delle responsabilità e delle risorse messe a disposizione dei disabili dalle leggi vigenti.

Inoltre, l’attivazione di ambiti di ricerca anche interdisciplinari nello specifico settore, consentirebbe di rappresentare proposte a livello nazionale e di stimolare la partecipazione ai programmi comunitari in materia. In particolare, per raggiungere gli obiettivi sopra indicati, si ritiene auspicabile:

E’ noto a questa Amministrazione - a seguito anche di segnalazioni dirette, di interventi della stampa e di interrogazioni parlamentari - che, per cause varie, in alcune Università gli studenti svantaggiati sono impossibilitati a seguire le lezioni; non possono utilizzare i mezzi di trasporto ad essi destinati; vivono presso pensionati non adeguatamente dotati di minime strumentazioni necessarie per alcuni tipi di handicap. Poiché, sicuramente, presso ogni singola sede sono stati realizzati interventi o sono in corso iniziative, si reputa utile acquisirne la conoscenza, anche per utilizzarla in occasione della campagna informativa che, ai sensi dell’art. 2,comma 3 del Regolamento n. 245 del 21 luglio 1997, verrà realizzata presso gli istituti e le scuole di istruzione secondaria superiore. Del pari utile sarebbe ricevere in merito proposte che consentono di tradurre attraverso una cooperazione costruttiva ed organica, anche economica, l’apporto teorico in azioni comuni ed univoche mirate al miglioramento dell’integrazione degli studenti. Quanto sopra, in attesa della formulazione di un insieme organico di proposte e di iniziative-anche sotto il profilo finanziario- la cui messa a punto sarà demandata ad un apposito gruppo di lavoro ministeriale, in corso di costituzione in conformità a specifici impegni assunti dal Governo in sede parlamentare.


Si ringraziano fin da ora le SS.LL per l’attenzione che vorranno prestare ad argomento tanto delicato e significativo, nonchè per la collaborazione che vorranno fornire."














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1° Seminario Internazionale
sull'Accoglienza degli studenti disabili nell'Università

LUCIA DE ANNA: L'accoglienza degli studenti disabili nelle Università

Con nota n. 2367 dell’11.6.1997, indirizzata alla Conferenza dei Rettori, è stata già affrontata la problematica relativa

Introduzione

In Italia le scelte di politica sociale hanno favorito l'integrazione dei disabili soprattutto nella scuola che, pur tra innumerevoli problemi , è riuscita a realizzare il processo di insegnamento -apprendimento in un ambiente normale.

I problemi spesso sono di carattere strutturale e di assistenza personale. Ancora si discute sul ruolo dell'insegnante di sostegno e sulla sua professionalità. La cultura della diversità è diffusa, ma penetra con difficoltà.

I nuovi modelli pedagogici centrati sull'alunno, sullo sviluppo della sua personalità e sulla capacità di comunicare e relazionare con gli altri hanno dimostrato l'efficacia di un percorso formativo integrato anche con gli alunni disabili.

Le attuali strategie di insegnamento-apprendimento, pur partendo da un'ipotesi individualizzata dell'azione educativa, mirano a raggiungere obiettivi comuni, attraverso azioni didattiche differenziate sostenute da ausili e tecnologie educative sempre più avanzate.

E stato dimostrato che la presenza in classe dell'alunno disabile comporta un maggiore impegno ad attivare percorsi metodologicamente più adeguati alle esigenze di tutti, non limitando il processo di apprendimento bensì stimolando ed innovando la didattica.

Indubbiamente tale processo di integrazione richiede una organizzazione scolastica più flessibile ed un maggiore impegno e collaborazione tra gli operatori della scuola e dei servizi socio-sanitari presenti sul territorio. delle famiglie nonché delle Associazioni e del volontariato.

La scuola non deve modificare la sua azione prettamente educativa e culturale. ma deve poter interagire con la più vasta comunità sociale.

Pertanto. al fine di raggiungere una reale e piena integrazione degli alunni disabili nella società, occorre predisporre non solo una programmazione educativa ma un vero e proprio "progetto di vita".

L'integrazione nella scuola deve consentire all'alunno, attraverso l'azione educativa, di raggiungere l'obiettivo della piena autonomia e sviluppo della sua personalità. nonché delle sue capacità cognitive.

Il modello educativo italiano per gli studenti disabili non si focalizza esclusivamente sul concetto di normalizzazione che presuppone il passaggio da un grado d'istruzione all'altro solo dopo aver raggiunto i traguardi fissati nei programmi nazionali, ma si pone come obiettivo la continuità del processo educativo e formativo dell'allievo a qualsiasi livello si trovi. L'allievo seguirà il curriculum normale fin quando è possibile anche con interventi individualizzati. Nel caso contrario, verranno organizzati itinerari didattici differenziati in funzione della natura dell' handicap, del tipo di risposta alle attività svolte ed in considerazione delle potenzialità residue da sviluppare.

Una concezione così avanzata ha permesso negli ultimi anni. in virtù dell'applicazione della Sentenza della Corte Costituzionale 215 del 1987, una maggiore frequenza dei disabili nella scuola secondaria superiore ed una attenzione particolare di sostegno pedagogico e tecnologico.

I principi fin qui esposti riguardano essenzialmente il processo di integrazione nella scuola, ma tale azione non può rimanere isolata se ci riferiamo ad un "progetto di vita" che prevede l'integrazione nella società.

Inoltre, la stessa normativa sull'integrazione scolastica, contenuta nella legge quadro 104/1992, menziona nell'art. 13 sia la scuola che l'Università, evidenziando il significato di continuità educativa.

Alla luce delle norme su indicate il termine "accoglienza" deve essere analizzato nel suo significato più profondo.

Il problema dell'accoglienza degli studenti disabili nell'Università deve essere affrontato tenendo presente quelle scelte politiche e sociali che l'Italia ha fatto negli ultimi venti anni a favore dell'integrazione dei disabili nella scuola e nella società.

Tali scelte impongono, infatti, di prendere in considerazione, anche con una visione più a lungo termine, gli aspetti riguardanti la prosecuzione degli studi dei disabili ai gradi più elevati dell' istruzione.

La sentenza della Corte Costituzionale 215/1987, introducendo un nuovo concetto di continuità educativa ha agevolato e permesso di sostenere l'accesso alla scuola secondaria superiore ai disabili più gravi: ciò ha consentito anche maggiori opportunità educative per coloro che avrebbero conseguito il diploma e quindi la possibilità di proseguire negli studi universitari.

Infatti, nell'ultimo censimento del Ministero della pubblica istruzione dell'anno scolastico 1992/93 si rileva che gli alunni disabili frequentanti la scuola secondaria superiore sono 5640 di cui 369 i minorati della vista e 848 quelli dell'udito.

Un cospicuo numero inoltre non usufruisce più del sostegno e quindi non è quantificabile.

Non tutti arrivano a conseguire il diploma; per gli handicappati psichici in particolare è stato seguito, un percorso alternativo che conduce al conseguimento di un attestato di frequenza.

La maggior parte dei disabili fisici, sensoriali e motori, invece, consegue il diploma e si iscrive sempre più frequentemente all'Università. Quindi il problema dell'accoglienza dei disabili nelle Università non solo esiste attualmente, ma si presenta in prospettiva di dimensioni più rilevanti.

Il legislatore italiano ha già cercato di fissare alcune norme nella legge quadro 104 del 1992 "Legge-quadro per 1' assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate".

In base a tale normativa le Università devono:

Inoltre. con decreto del Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica devono essere destinati interpreti agli studenti non udenti per facilitare la frequenza e l'apprendimento (norma trasformata dalla nuova disciplina sull' autonomia).

La legge 390/91 "Norme sul diritto agli studi Universitari prevede altresì. al Capo III - Interventi delle regioni, art. 7 comma 1 lettera e: "disposizioni particolari per l'accesso degli studenti portatori di handicap ai benefici ed ai servizi regolati dalle leggi in materia nonché la possibilità, in relazione a condizioni di particolare disagio socioeconomico e fisico, di maggiorazione dei benefici".

Infine, nel campo dell' handicap l'Università è chiamata in causa per attivare ricerche e studi nei vari settori di intervento: medico, psicopedagogico e sociale, solo per citarne alcuni, senza parlare del problema della formazione degli insegnanti specializzati che la legge quadro 104/92 all'art. 14 attribuisce alle Università.

Il D.P.C.M. del 13 Aprile 1994 "Uniformità di trattamento per il diritto allo Studio Universitario" precisa all'art. 4 comma 8 che "nel caso degli studenti portatori di handicap le regioni e le Università provvedono a determinare particolari criteri di valutazione delle condizioni economiche, intesi a favorire il loro accesso ai benefici, che possono in questo caso essere maggiorati".

All'art. 6 comma 3 per l'esonero totale o parziale dalle tasse di iscrizione e dai contributi "Le Università possono stabilire vincoli finanziari relativi alla perdita del gettito derivante dagli esoneri e quindi esonerare anche solamente una parte (i migliori o i più bisognosi) tra i potenziali beneficiari individuati nell'elenco stabilito al l° comma" tra i quali alla lettera c) sono previsti gli studenti portatori di handicap.

Tali criteri sono stati stabiliti sia per dare un significato di uniformità agli interventi regionali per il diritto allo studio sia per moderare gli effetti delle disposizioni sull' autonomia Universitaria (legge 24.12.1993 n. 537).

Dalle rilevazioni dei dati della ricerca svolta dalla Terza Università di Roma in collaborazione con il MURST e dalle informazioni sui servizi ai disabili contenute nella Guida ai servizi per gli studenti universitari del MURST, edita dal CIMEA Fondazione Rui, possiamo rilevare le diverse applicazioni di tale normativa: dall'esonero parziale dalle tasse e dai contributi, di alcune Università si passa all'esonero totale, indipendentemente da reddito e merito, deliberato dall'Università di Parma: si prevedono maggiorazioni delle borse di studio addirittura raddoppiate come nel caso di Milano.

La preoccupazione principale delle Università in generale è quella di fornire informazioni sull'organizzazione degli studi, sugli eventuali sbocchi professionali che comportano determinate scelte. Si dedica particolare attenzione ad agevolare e favorire questo passaggio dalla scuola all'università.

L'autonomia con la quale lo studente decide i corsi da frequentare, gli esami da sostenere, le modalità ed i tempi, fa comprendere come questo nuovo ambiente sia diverso dalla solita routine scolastica.

L'accoglienza è il momento più delicato per uno studente, tanto più se si tratta di una persona con particolari bisogni e difficoltà. Tale momento è antecedente alle scelte da operare e consente anche di prendere decisioni riguardo ad una possibile rinuncia all'iscrizione all' Università .

L'accoglienza è un discorso che va preparato e deve iniziare fin dalla scuola secondaria.

Il termine accoglienza vuole significare fiducia nelle istituzioni e allo stesso tempo in se stessi.

L'Università ha un ruolo importante nel campo della ricerca scientifica, gli studi sull' handicap hanno consentito di rivedere i concetti che sottendono la classificazione, di eliminare determinate paure nei confronti di soggetti di cui non si capivano i comportamenti.

Il passaggio da una mera medicalizzazione del disabile alla sua educabilità, si e' fortemente avvalso dell'intervento delle discipline "nuove" come la psicologia e la sociologia.

Il problema dell'handicap va affrontato in termini interdisciplinari perché solo attraverso un lavoro di gruppo si superano certe difficoltà, come è stato ribadito nel Convegno del 1992.*

La ricerca interdisciplinare deve divenire un costume, non può essere un fatto occasionale. Quindi l'università come ricerca, l'università come momento anche di transizione tra la scuola ed il mondo del lavoro.

Esistono in altri paesi esperienze molto interessanti che permettono agli studenti disabili di frequentare l'università e nello stesso tempo partecipare a visite o stage in azienda per conoscere eventuali altri percorsi formativi e opportunità lavorative.

Un altro elemento di supporto al disabile è lo sviluppo delle nuove tecnologie. L'introduzione della telematica agevola processi di studio anche a distanza. Tali iniziative andrebbero potenziate non per lasciare lo studente a casa e somministrargli le lezioni, in quanto finirebbe il processo di integrazione, ma per consentire possibilità di recupero o di rinforzo o addirittura momenti di maggiore riflessione.

Il progetto di ricerca

Alla luce dei presupposti teorici e normativi esposti si è avvertita l'esigenza di fare una analisi del problema dell'accoglienza dei disabili nell'università a livello nazionale.

La ricerca svolta dall'Università Roma TRE, con la collaborazione del MURST si è posta come obiettivi quelli di:

Tale decisione e stata, inoltre, motivata dalla sollecitazione dei colleghi francesi ad entrare nel programma HELIOS.

A Roma due anni fa, durante un incontro con la delegazione del Ministero dell'Educazione francese per l'attuazione dell'accordo di cooperazione stipulato con il Provveditorato agli Studi di Roma e con l'ANMIC, fu rappresentata la mancanza della partecipazione delle università italiane nel programma Helios. L'ispettore Averbouh parlò con il Rettore Tedeschini Lalli della Terza Università di Roma e fu chiesto l'intervento del MURST.

Il Ministro Umberto Colombo dispose di provvedere immediatamente alla soluzione del problema della partecipazione italiana a livello europeo e nel contempo decise di avviare una indagine per rappresentare l'Italia nell'Unione Europea con una situazione più chiara. Inoltre attraverso tale ricerca sarebbe stato possibile sapere quali potevano essere le università interessate a lavorare sull' argomento.

Il Dipartimento Programmazione del MURST ha collaborato nella fase di elaborazione e diffusione del questionario, formulato dalla Terza Università di Roma.

Il questionario inviato a tutte le Università italiane prevede 8 voci: accoglienza, accessibilità dei locali universitari, aiuti e ausili tecnici, orientamento e tutorato, attività di ricerca, dotazioni didattiche e tecniche, altre attività, tipologie e numero degli studenti disabili.

La rilevazione ha consentito di elaborare alcune statistiche numeriche par Università rispetto alle 64 esistenti.

Spesso il questionario è rimasto bloccato a livello burocratico per la mancanza di interlocutori incaricati di occuparsi del problema dell'accoglienza dei disabili nelle Università.

E necessario, quindi, mettere in evidenza che le risposte non pervenute da parte delle altre sedi universitarie, non presenti nel campione, costituiscono nell'ambito della ricerca un elemento da prendere in considerazione. Il dato testimonia, infatti, quanto la problematica sia vissuta in modo marginale, poiché legata all' apparente esiguità numerica del fenomeno, e quanto ancora non sia chiara la definizione degli interventi rivolti ai disabili nelle Università. Gli interventi probabilmente sono suscitati dalla emergenza o rivolti più ai problemi dell'assistenza che ad un modello di intervento sperimentale a beneficio di un miglioramento qualitativo e quantitativo dell'intervento formativo universitario.

La diffusione di alcune importanti esperienze permetterà agli studenti disabili di continuare quel percorso di integrazione così faticosamente avviato in Italia e che non deve rimanere chiuso nel mondo della scuola.

L'azione del MURST si pone come un importante momento di mediazione e di riflessione comune sull'attuazione di una normativa nazionale.

Il campione dell'indagine offre comunque una visione di come le università affrontano il problema dell'accoglienza dei disabili. I contatti ed i rapporti intercorsi hanno permesso di aprire un dialogo importante su questo argomento; sono state messe in luce alcune esperienze significative, consentendo di richiamare l'attenzione sull' impegno che ciascuna università dovrebbe assumere.

La lettura dei dati è una prima base per iniziare un cammino che in Italia non era stato ancora esplorato a livello nazionale. Si è ritenuto opportuno approfondire il rilevamento attraverso una conoscenza più diretta delle esperienze ed aprire con l'organizzazione del 1° Seminario Internazionale sull'Accoglienza degli studenti disabili nelle Università un confronto con altri paesi europei.

I Rettori hanno nominato dei delegati per rappresentare le iniziative e le istanze ed hanno manifestato direttamente il loro interesse ed impegno ad occuparsi ditale problema.

Una prima riunione è stata svolta alla vigilia del Seminario, dalla quale sono emersi alcuni punti fondamentali:

Durante il dibattito nella Tavola rotonda del Seminario si è a lungo discusso su tali punti e successivamente alla conferenza si è riunito un gruppo di lavoro per continuare tale attività e 1ichiamare l'attenzione del MURST al fine di creare un polo di coordinamento nazionale e di confronto internazionale.

Il Dipartimento delle Relazioni internazionali si è mostrato disponibile a sostenere tali ipotesi di lavoro, soprattutto per proporre ipotesi di ricerca nell'ambito dei programmi dell'Unione Europea.

Analisi dei dati

a) Metodologie d'intervento

Per l'elaborazione dei dati si è considerata come variabile di stratificazione la collocazione territoriale delle università; a tale scopo il territorio nazionale è stato diviso in quattro Aree Geografiche così definite:

b) Risultati dell' indagine

Tra le 35 risposte al questionario date dalle università e dagli istituti universitari, si rileva una distribuzione uniforme su tutto il territorio nazionale: la quota più elevata è quella relativa agli atenei dell'area Nord-Est (28.6%) seguono il Centro e Sud-lsole presenti nella misura del 25.7 % ed il Nord-Ovest con il 20.0%.

GRAFICO 1 Esiste un responsabile per l'accoglienza?

Dalla tavola emerge con chiarezza una situazione di equilibrio: nel 50% circa dei casi, infatti, le Università italiane hanno provveduto a nominare, o stanno per definire, un responsabile dell'accoglienza per gli studenti portatori di handicap.

GRAFICO 2 Accessibilità dei locali universitari

Ad eccezione di un caso, tutte le Università intervistate hanno adottato misure particolari per rendere più agevoli e "vivibili" i locali universitari agli studenti disabili.

A questo scopo le misure più diffuse risultano gli ascensori (91%) e le rampe (88%), seguono i parcheggi (58.8%), la segnaletica (55.9%) e le altre misure (35.3%). Una notazione particolare riguarda i servizi igienici presenti solo nel 26.5% dei casi e le sale attrezzate che oltre a collocarsi in fondo alla graduatoria generale (20.6%) risultano del tutto assenti nelle Università dell 'area Sud-isole.

L'ultimo dato sull'accessibilità dei locali universitari è abbastanza confortante: circa l'81 % degli Atenei ha previsto o sta progettando programmi per 1 'abbattimento delle barriere architettoniche, soprattutto riferito agli edifici di nuova costruzione ciò in funzione anche dell'attuazione della normativa vigente che ne fa obbligo.

GRAFICO 3 Aiuti ed ausili tecnici

Solo il 50% degli atenei dichiara di possedere Aiuti ed Ausili tecnici a disposizione degli studenti disabili. Analizzando le risposte sul tipo di ausili emerge che lo strumento più diffuso è senz'altro il Computer (75.0%) mentre gli interpreti del linguaggio dei segni vengono utilizzati nella metà circa dei casi (47.1 %); tutti gli altri ausili sono scarsamente presenti con percentuali che mediamente non raggiungono il 30%.

GRAFICI 4 e 4.1 Attività di Orientamento e Tutorato

Attività di Orientamento e Tutorato si svolgono nel 45% circa dalle università; se però a queste realtà si aggiungono tutti quegli Atenei in cui tali attività sono in fase di progettazione tale percentuale sale al 63%. Le tipologie delle attività svolte sono evidenziate nel grafico 4.1

GRAFICO 5 Attività di studio e di ricerca interdisciplinare

Un po' meno sentita appare invece l'esigenza di svolgere attività di ricerca e di studio interdisciplinare che complessivamente non raggiunge il 45%. Tali attività laddove sono presenti, sono quasi esclusivamente "concentrate" nell'ambito Psicopedagogico (50%); tutte le altre tematiche rivestono un ruolo decisamente marginale con percentuali che mediamente non superano il 25%.

GRAFICO 6 Dotazioni didattiche e tecniche

La presenza di dotazioni didattiche e tecniche che appare direttamente correlata a quella degli aiuti ed ausili tecnici.

Infatti il numero di Atenei che dichiarano di essere attrezzati in tal senso coincide con il corrispondente valore del Grafico 3 ed il relativo valore percentuale non raggiunge il 50% (45,7%).

Discorso analogo può essere fatto per la tipologia di dotazioni presenti: infatti l'unica che supera il 35% (37,5%) è quella relativa ai Linguaggi specializzati ; scarsissima la presenza di Programmi e Gruppi di lavoro (12,5%)

GRAFICO 7Altre Iniziative/Attività

Molti degli Atenei intervistati dichiarano di svolgere Altre Iniziative/Attività (62.9%): fra queste

le più diffuse risultano senz'altro le Agevolazioni di carattere economico (77.3% dei casi) seguite dalle Borse di studio (45.5%) e dagli Alloggi (31.8%). Del tutto insignificante la presenza di Centri ricreativi, di Attività sportive e di Inserimento professionale e Stages lavorativi

GRAFICO 8: Numero di studenti portatori di handicap iscritti
Nei 24 Atenei che hanno risposto al quesito , risultano complessivamente iscritti 571 studenti portatori di handicap con un valore medio di 24 alunni per università.

Inoltre non tutti i 24 Atenei sono stati in grado di precisare la tipologia dell' handicap, facendo così confluire il relativo valore nella categoria Altre, che risulta pertanto molto alta percentualmente (30.0%).

Il tipo di handicap maggiormente presente risulta senz'altro quello Motorio con il 38,2% modesta la presenza di Non vedenti (17.2%) scarsa quella di Non Udenti (9,6%) e Psicofisici (4.2%).














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