Michela Malpangotto: Roma nella rivoluzione scientifica : cultura, scienza, religione

Nel 1543 Niccolò Copernico scaglia la Terra nella quarta sfera celeste e la mette in movimento. Nel 1572 Tycho Brahe scopre una "nuova stella" apparsa nella costellazione di Cassiopea. Nel 1609 Galileo Galilei osserva per la prima volta il cielo con un cannocchiale e rivela cose mai viste[LINK]. Come reagiscono gli ambienti romani a queste novità che mettono in crisi la visione tradizionale del mondo e il ruolo del'uomo in esso Nel periodo della Rivoluzione scientifica Roma è un centro nevralgico da cui si irraggiano a livello europeo le reazioni - culturali, scientifiche, religiose - agli impulsi di novità che animano la rivoluzione astronomica. Si esamineranno le questioni legate alla prima 'condanna' dell'eliocentrismo del 1616 per portare l'attenzione sul 'caso Baranzano': un giovane padre barnabita che ha insegnato (ad Annecy) il sistema di copernico - dopo la messa all'indice del De revolutionibus e interdizione di insegnarlo- e ha dovuto ritrattare. Un analisi storica più approfondita delle fonti - ad esempio la corrispondenza di Baranzano con i padri della casa madre in Italia - mostra che egli sosteneva un suo sistema del mondo e ne traeva la conferma proprio dalle sacre scritture.

Michela Malpangotto [syrte.obspm.fr], laureata in matematica (Università di Genova, 2002) e dottore di ricerca in storia della scienza (Università di Bari, 2006), è ricercatore del CNRS presso l'Observatoire de Paris. Si occupa di astronomia e matematica e della tradizione umanistica nel periodo della Rivoluzione Scientifica (XV-XVII secc). Numerose le conferenze in vari paesi e i convegni e iniziative di ricerca che ha organizzato. Fra i suoi contributi Giovanni Regiomontano e il rinnovamento del sapere matematico e astronomico nel Quattrocento (Bari, 2008) e Les Theoricae novae planetarum de Georg Peurbach : èdition critique, traduction française et commentaire (Parigi, in corso di stampa per Le Belles Lettres).