Insegnamenti II Anno

  • Economia della conoscenza e imprese - Valeria Termini

    La fine del secolo scorso ha visto una profonda trasformazione delle economie industrializzate attraverso il peso industriale assunto dalla "conoscenza" (tra il 1982 e il 1999 il peso degli "intangible assets" -ricerca e conoscenza-nel capitale delle imprese mondiali dell'indice S&P500 è cresciuto dal 38% all'84%.
    Le istituzioni sono intervenute nel processo, proteggendo e privatizzando l'uso industriale e commerciale dei risultati della ricerca scientifica, regolando cioè i diritti di proprietà intellettuale, sia a livello nazionale che globale (cfr. il Bay Dole Act negli USA,1980 e la risoluzione WTO e TRIPS, 1994). Le grandi imprese globali hanno beneficiato di un relativo monopolio della conoscenza in settori specifici, attivando politiche di R&D con un forte supporto governativo e importanti effetti di spillover (ad es in USA, Corea, oggi in Cina); le imprese di minori dimensioni si sono via via allontanate dalla frontiera tecnologica (ad es in Europa e in Italia).
    Il dibattito della letteratura economica sembra imbrigliato sul ruolo del mercato e dell'intervento pubblico per promuovere ricerca e innovazione, ma le risposte dei Governi a questi cambiamenti globali hanno pesato sul tessuto industriale. Due modelli positivi e diversi tra loro valgono approfondimento e studio. in America si è riattivato il modello centralizzato, sperimentato con successo nel dopoguerra dall'Agenzia per la Difesa (ARDA) con effetti di spillover che hanno concorso alla leadership industriale delle imprese americane. Oggi, scelto il settore energetico come strategico e parte della politica di difesa nazionale, il Congresso ha affidato alla nuova Agenzia governativa ARPA-E (attiva dal 2009) il focus sulla ricerca di base e applicata, finanziando grandi progetti strategici in collegamento con grandi imprese e Università. In Europa, dove le imprese sono di dimensione minore, l'industria dei paesi membri è in grande difficoltà la Germania ha risposto con un modello decentralizzato da studiare, quello del Fraunhofer e della sua rete di ricerca e industrializzazione dei risultati, attivata tra Istituti di ricerca scientifica nel mondo (69), Università e imprese dei settori strategici.
    L'Italia non sembra ancora aver trovato oggi la propria vocazione, né con una politica industriale orientata alla promozione di settori strategici, né con una imprenditorialità diffusa in grado di fare rete con altre realtà industriali innovative. Gli esempi di ricerca di eccellenza e di piccole imprese innovative richiedono una visione di sistema. Il corso si propone di offrire una visione più ampia e qualche esempio concreto. Il modulo comprenderà 4 interventi:
    - L'economia della conoscenza e la trasformazione del capitalismo moderno. Diritti di proprietà intellettuale e regolazione globale
    - Ricerca scientifica e attività di impresa.
    - Il modello americano e le reti di conoscenza del Fraunhofer: due risposte concrete
    - Intervento pubblico o mercato ? Germogli europei e italiani