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Walter Mauro. La letteratura è un cortile

la letteratura è un cortile Walter Mauro, La letteratura è un cortile, Roma, Giulio Perrone Editore, 2010 (a cura di Michela Monferrini)

«Sarà perché ho vissuto ogni esperienza come occasione di incontro che amo così tanto ricordare? E tuttavia devo dire non mi sento né ideologicamente, né caratterialmente un celebratore dei tempi antichi, un laudator temporis acti, e "nostalgia è una parola che non mi appartiene».

Walter Mauro porta con sé quasi un'aria di leggenda. Critico, scrittore, musicista jazz, appassionato di calcio, professore eccentrico e memorabile. «Attaccava la giacca di velluto su un angolo della lavagna - ha scritto Marco Lodoli - e restava in camicia, anche se era inverno. Poi si girava verso di noi e apriva quel suo sorriso bellissimo». Qui, forse per la prima volta, si guarda indietro. Sceglie i ricordi. Cerca i segni del proprio destino, del come si diventa ciò che si è. Con un padre ufficiale pilota innamorato di Wagner, una madre pianista, Ungaretti per professore, non può che entrare nella vita in modo tutto suo. Va in carcere nel '43 per una retata fascista, si iscrive al Partito d'Azione, incontra Croce. Negli anni Cinquanta, a Roma, di mattina è professore a scuola e di notte viveur: la sua doppia vita diventa un film con Walter Chiari. Negli anni Sessanta c'è una Parigi scintillante, sospesa tra le note di Miles Davis e le parole di Sartre. Suona nella "Tampax Jazz Band", colleziona migliaia di dischi e altrettanti libri, scrive sui giornali. Incontra persone. Questo libro è il cortile dove finalmente raduna tutti gli amici di una vita. Anche, soprattutto quelli che adesso gli mancano. Poeti con le tasche colme di fogli, scrittori. Calvino armato di forbici, Moravia e la sua impazienza, Pasolini spericolato, Sciascia taciturno. Rafael Alberti ripensa a García Lorca, Carlo Levi chiede notizie di Neruda, Montale lascia in eredità un cappotto, Marquez ha paura di volare. Gli entusiasmi e le sconfitte; la musica, tantissima musica - la partitura di un'esistenza irripetibile che è un lungo tratto di storia del Novecento. Percorsa a ritroso con il passo allegro, mai nostalgico, «da marinaio appena sceso dalla nave che ha circumnavigato il mondo». (dal risvolto di copertina) www.giulioperroneditore.it

responsabile informazioni: Ufficio Orientamento 12/5/2011