pagina stampabile

Marcella Delle Donne. Cuore di Zingara

cuore di zingara Marcella Delle Donne, Cuore di zingara, (prefazione di Maja Bova), Roma, Ediesse, 2014

Recensione di Giovanna Grenga

Il sociologo tedesco F. Tönnies, in Comunità e società (Gemeinschaft und Gesellschaft, 1887) individua due forme diverse di organizzazione sociale: la comunità (Gemeinschaft), fondata sul sentimento di appartenenza e sulla partecipazione spontanea e la società (Gesellschaft) basata sulla razionalità e sullo scambio. In epoca pre-industriale sarebbe prevalsa la forma comunitaria mentre la forma societaria dominerebbe nella moderna società industriale. Questi due tipi (Normaltypen) di organizzazione sociale, contrapposti, sono la cornice interpretativa che Marcella delle Donne propone in Cuore di Zingara, racconto di relazioni affettive e ricerca professionale, tra le comunità di Rom che l'autrice ha incontrato.
Nella dialettica: comunità dei Rom (tessuto di rapporti reciproci, convivenza durevole, intima ed esclusiva) e vita societaria (legami convenzionali, temporanei, solo pubblici) l'autrice ricostruisce storie individuali di abbandono o devianza nella ricerca, comunque perseguita di un equilibrio tra mondo dei Rom e mondo dei Gagi (Zingari e non Zingari). Intento dell'autrice è di rappresentare il punto di vista interno al mondo dei Rom; le inaudite gerarchie tra i membri delle comunità, la presenza del Mulò, gli spiriti dei morti, i conflitti della ex Jugoslavia, la storia del Porrajmos. Si rappresentano come inadeguati gli strumenti interpretativi del mondo esterno alla "comunità" che producono, per alcune strazianti vicende personali, impossibilità di cambiamento. Nelle storie di Roberta, Renato, Rossana, Nazif, Dajgor, Rabje, Elisabetta la "società" fallisce sempre; che sia carcere, ente di accoglienza per minori, scuola, assistenti sociali, istituzione amministrativa..., rivelandosi un'associazione meccanica e artificiale, una terra sempre straniera dal punto di vista del Rom.
I percorsi migratori dei Rom (jugoslavi, ex jugoslavi e balcanici) si sarebbero verificati mentre la loro condizione sociale radicalmente mutava. I Rom arrivati in Italia sarebbero ora assimilabili ai proletari marginali della società industriale mentre nei villaggi balcanici potevano ancora vivere secondo le tradizioni, gli usi e la mentalità del passato, non priva di lotte tra clan, violenza, ignoranza. Nel libro Cuore di Zingara protagoniste collettive sono le donne, che l'autrice presenta come sottomesse, ma protagoniste della sopravvivenza culturale; tra le pagine del libro, anche una puntigliosa indagine e denuncia di stereotipi e pregiudizi, come emergono dalla stampa quotidiana.
Quale il destino futuro dei cittadini Rom? Quale il destino dei minori, dei giovani adulti delle giovanissime madri e padri di cui apprendiamo le vicende; sono fragili e incapaci di autentica tutela verso se stessi e i loro figli che, se accolti nel sistema di giustizia minorile, vengono strappati al mondo di provenienza salvo rare ma felici eccezioni. Nel libro quasi autobiografico Voce donna. Femmina dell'uomo (Albatros, 2013) l'autrice si era già misurata con un percorso di scrittura poetica legata all'attività scientifica e all'impegno civile, trasmettendo "ricordi e di esperienze di lunga durata" (in prefazione A. Broccolini); con il libro, Cuore di zingara l'autrice sceglie la forma di un diario lirico, per un racconto/testimonianza. Nel titolo, che rimanda ad un capitolo centrale del libro, sta una delle chiavi interpretative. «I' mi son un che, quando Amor mi spira, noto, e a quel modo ch'è ditta dentro vo significando» (D. Alighieri, Purgatorio, canto XXIV); Marcella delle Donne legge la sua esperienza tra i Rom, che questo libro ricostruisce, come di chi scrive, e dà un significato a quello che l'amore detta da dentro.

Marcella Delle Donne insegna Sociologia delle relazioni etniche presso la Facoltà di Sociologia dell'Università di Roma «La Sapienza». Già membro dell'Executive Committee dell'European Association for Refugees Research, collabora con il Berlin Institute for Comparative Social Research. Esperta di legislazione europea in tema di diritto d'asilo, e di politiche di accoglienza, tra le sue pubblicazioni: La strada dell'oblio. Rifugiati e richiedenti asilo in Italia (Roma, 1995); Avenue to Integration. Refugees and Asylum Seekers in Europe (Los Angeles, 1996, a sua cura); Convivenza civile e xenofobia (Milano, 2000); con Umberto Melotti, Immigrazione in Europa. Strategie di inclusione/esclusione (Roma, 2004).

responsabile informazioni: Ufficio Orientamento 18/3/2015