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Lucio Caracciolo. L'Europa Ŕ un bluff

di Indra Galbo

Dato che questo numero Ŕ incentrato fondamentalmente sul tema del multiculturalismo ci terrei ad iniziare questa intervista con una domanda sull'assenza di una vera cultura multiculturale in Italia: quali sono secondo lei le cause di questo deficit di conoscenza dell'altro? E sono cause recenti o hanno radici storiche?
Non esiste una cultura multiculturalista, esistono tante culture diverse tra loro o anche simili verso le quali si pu˛ mostrare interesse, paura... In Italia i sentimenti dominanti sono fondamentalmente quelli di indifferenza e intolleranza, ma non di razzismo. Certo, Ŕ vero che siamo un paese che ha avuto le leggi razziali, ma oggi il sentimento che prevale Ŕ ben diverso.

Forse per˛ questo deficit di apertura a diverse realtÓ potrebbe essere causato proprio da una globalizzazione sempre pi¨ economica e sempre meno culturale?
Esiste sicuramente un gap tra interdipendenza economica e culturale che volendo si pu˛ ridurre rispetto alla situazione odierna, ma bisogna capire che l'aspetto economico prevale sempre sugli altri, anche su quello culturale.

La paura verso lo straniero, verso l'altro pu˛ portare a un rallentamento del processo di integrazione europea e all'istituzione di leggi europee restrittive?
Diciamo che l'integrazione europea non sta solo rallentando, ma sta facendo addirittura passi indietro per varie cause tra le quali ci sono gli eccessivi personalismi dei singoli paesi. Ci pu˛ essere la possibilitÓ che vengano approvate leggi restrittive, ma non necessariamente causerebbero un rallentamento dell'integrazione.

Il 30 maggio scorso, il Consiglio dei Ministri ha approvato all'unanimitÓ il D.d.L. di ratifica del Trattato di Lisbona. Questo sicuramente porterebbe ad un'ulteriore perdita di sovranitÓ nazionale da parte dei paesi membri soprattutto in materia di politica economica e difesa: secondo lei esiste un rischio di una trasformazione da un'Europa storicamente ponte e culla di culture diverse in una decisamente "atlantica" che rischia di essere solo una gigantesca base aerea per le operazioni in Medio Oriente?
Questo trattato oltre a contare meno di poco, non Ŕ nemmeno il riflesso di scelte geopolitiche strategiche. Diciamo che Ŕ un gioco al ribasso rispetto a quello che era il progetto di Costituzione europea, ma escluderei che possa togliere ulteriormente sovranitÓ agli stati membri.

Un altro paradosso di questo Trattato risiede nel fatto che la sua possibilitÓ di essere ratificato Ŕ dipesa fondamentalmente dal risultato del referendum in Irlanda: non pensa che ci sia una sorta di deficit democratico all'interno dei processi decisionali europei? Se le singole costituzioni dei paesi membri sono figlie di accordi, lotte anche sanguinose, guerre, prese di coscienza popolari, questi trattati (e la Costituzione che ne deriverÓ) non rischiano di essere figli di accordi poco condivisi?
L'Europa non Ŕ un soggetto democratico. Non esistono democrazie al di fuori degli stati nazionali. Diciamo piuttosto che Ŕ una tecnocrazia gestita fondamentalmente da funzionari, ma come vede non c'Ŕ nulla di democratico in questo.

Insomma, come titolava un numero di Limes nel 2006, l'Europa si conferma un bluff?
Certo l'Europa Ŕ un bluff.

Per quanto riguarda la situazione nel Mediterraneo per i prossimi anni, vede un aumento delle differenze tra nord e sud Europa o diversamente una maggiore omogeneitÓ tra paesi?
Dentro quella che chiamiamo Europa in realtÓ esistono molte "Europe": le differenze tra la parte nordicocaucasica e quella mediterranea sono sempre esistite ma, in futuro potrebbero sicuramente diventare pi¨ visibili.

Ultimamente sembra essere scemato il dibattito sull'ingresso della Turchia in Europa: pu˛ essere considerata una sorta di rinuncia oppure si continua a lavorare per questo?
I turchi hanno capito che gli europei hanno poco da condividere con loro e per questo hanno rinunciato a chiedere l'ingresso nell'Unione, ma a parte questo continuano ad avere importanti rapporti commerciali con molti dei paesi membri.

(dal n.2/2008, pp.44-45)

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responsabile informazioni: Ufficio Orientamento 2/3/2015