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Federico Roncoroni. Sillabario della memoria

sillabario della memoria Federico Roncoroni, Sillabario della memoria. Viaggio sentimentale tra le parole amate, Milano, Salani, 2010

Tra le parole che conosciamo, tutti ne abbiamo alcune che sentiamo più nostre di altre. Parole che non scorderemo mai: sono la nostra memoria, e al solo dirsele tra cuore e mente rievocano ricordi a cascata o scatenano sensazioni e sentimenti profondi. Sono suoni, odori, colori, sono immagini, foto. Da queste parole nascono le storie della nostra vita.
Tra cultura, ironia, malizia e oltranza, un abbraccio di vero amore alla lingua italiana nella 'vita privata' delle parole di Federico Roncoroni, grande autore storico di libri scolastici, il linguista più 'adottato', letto e studiato d'Italia.

«Molte sono parole che non esistono più: descrivono un mondo che non c'è più, e sono tumulate per sempre in vecchi dizionari o nelle urne in cui riposano le ceneri dei miei nonni e dei miei genitori. Molte, mi rendo conto, rientrano nel novero di quelle che un tempo, quando il comune senso del pudore toccava livelli altissimi, erano chiuse nella prigione delle cosiddette "brutte parole", parole che, da bambino, i miei genitori mi proibivano di usare. Molte sono parole strane o difficili in cui mi sono imbattuto, spesso per caso, in una rivista, in un quotidiano o in un saggio e delle quali, nei dizionari, andavo in caccia, oltre che del significato, dell'origine. Molte sono parole che mi hanno sorpreso e preso leggendo libri di poesia, romanzi, racconti o carteggi di personaggi famosi, e che mi hanno regalato, e continuano a regalarmi, istanti di intensa gioia. Molte sono parole qualsiasi. Tutte sono parole che mi hanno fatto e mi fanno diverso dagli altri uomini e dalle altre donne, che amano o odiano altre parole, ma, nello stesso tempo, mi rendono uguale o simile a tanti altri uomini e a tante altre donne, cui, in modo misterioso, quasi sensuale, mi legano con il sottile filo di seta dei loro significanti e dei loro significati...
Sono convinto che le parole, se non possono salvarti la vita tout court, ti salvano senz'altro la vita che hai mentre sei vivo: la vita che hai vissuto e che ami, la vita dei ricordi che hai coltivato con tanta passione. E che a partire da un certo momento diventa, se non la tua unica vita, la tua vita vera». (da www.salani.it)

Leggi la recensione di Irene D'Intino sul n. 3/2010, p. 64

responsabile informazioni: Ufficio Orientamento 11/5/2011