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Andrea Camilleri. Tra storia, memoria e letteratura

di Valentina Cavalletti

Quali sono i punti fermi della nostra identità dapprima culturale e soltanto in un secondo momento territoriale?
Di certo la grande tradizione letteraria. L'idea di identità in letteratura c'è anche in Dante. I punti fermi sono i punti culturali, indirizzati di certo a pochi. Poi questo patrimonio di pochi è stato piano piano passato a molti. L'aspirazione ad essere popolo è continuata in tutta la letteratura preunitaria da Dante a Petrarca. Solo poi l'identità culturale diventa politica ma questo accade con l'Unità. È stata una lingua a fare la Nazione, e poi è importante rilevare che contestualmente si è sviluppata una letteratura dialettale altissima che ha concorso a rinforzare la base dell'albero della lingua italiana.

Nei suoi romanzi storici dà voce alle persone che hanno partecipato alla nascita di questa nazione e che spesso non compaiono sui libri di storia. Qual è il rapporto tra la storia, la sua memoria e la letteratura?
Il rapporto tra storia, memoria e letteratura è alla base del mio lavoro. Per me il momento preunitario è assai importante ed è fondamentale per tutta la mia scrittura. È da là che nascono la maggior parte degli spunti con cui ho scritto i miei romanzi storici. In Sicilia soprattutto il periodo preunitario e quello immediatamente dopo l'Unità ha rappresentato un momento fondamentale per la crescita e per lo sviluppo del Meridione. Nel bene e nel male. Ma questa è una storia lunga, lunghissima...

I suoi libri vengono tradotti in più di trenta paesi ma noi che abbiamo la fortuna di leggere i suoi romanzi nella versione originale, possiamo cogliere al meglio i sapori, i colori, gli odori e la mentalità della sua terra. Perché ha scelto di scrivere in dialetto?
Perché come ho spiegato molte volte è l'unico modo in cui mi è permesso scrivere. Sono cresciuto in questa mescolanza di lingue, e quando ho deciso di scrivere mi è venuto spontaneo farlo così, come ho sempre pensato.

Montalbano indaga all'Università degli studi di Vigata. Cosa scopre?
Non credo che a Vigata ci sia un'Università. Casomai ci potrebbe essere una sede distaccata dell'Università di Montelusa. Inoltre è difficile che Montalbano possa indagare sull'andamento dell'Università piuttosto su un omicidio che potrebbe accadere lì. Ma devo dire la verità non ci ho mai pensato...

dal n.2/2011, p.56

responsabile informazioni: Ufficio Orientamento 2/3/2015