“It was hateful and yet overpowering”: La paura del desiderio femminile omosessuale in Carmilla di Le Fanu di Brigitte Boudreau


Il racconto Carmilla di Joseph Sheridan Le Fanu del 1872, è il secondo più famoso racconto Vittoriano a tema vampiresco dopo il Dracula di Bram Stoker, ed è sicuramente uno dei più espliciti dal punto di vista della sessualità tra le opere del Diciannovesimo secolo.

Anche se il racconto precede il processo del 1895 contro Oscar Wilde, che segna l’avvio del discorso pubblico sull’omosessualità, il lavoro di Le Fanu è comunque relativo all’argomento. I riferimenti tra sesso e paura emergono spesso nel testo e si manifestano, ad esempio, nel discorso di Laura, combattuta tra paura e desiderio verso la sua “strana e bellissima” amica Carmilla. Infatti, Carmilla è capace di spostare le sue vittime lontano dai confini delle norme eterosessuali e farle orbitare nella sfera proibita e appagante della omosessualità. Al contempo, la forza della sessualità femminile così unica di Carmilla è temuta dal potere patriarcale che non riesce a sottometterla. Per ciò, il potere perverso della sua sessualità deve essere eliminato. Anche se questo essere è sconfitto alla fine del racconto, Le Fanu lascia intendere che la sua sessualità resta ancora nell’aria; e ciò sta a rappresentare il fatto che l’Altro non può essere del tutto annichilito quanto spinto ad esprimersi in altre forme.

Utilizzando la teoria della “paura Gotica” presentata da Claire Kahane come lente per esplorare il testo, questo saggio esamina il rapporto tra desiderio e paura verso lo stesso sesso in Carmilla. Questa sessualità è manifestata in particolare nel rapporto tra Laura e Carmilla.

In The Gothic Mirror, Claire Kahane descrive la nozione di “paura gotica” intesa come “la paura della stessa femminilità, percepita come un pericolo per la propria interezza, sfocando i confini del sé”. L’autrice nota anche che la rappresentazione della paura in un contesto Gotico è spesso collegata con l’idea di un desiderio represso. La nozione di paura di Kahane può quindi essere collegata con l’idea di repressione della sessualità femminile, quindi mostrando una certa rilevanza nel lavoro di Le Fanu. Infatti, questa paura può essere esaminata alla luce della relazione tra Laura e Carmilla. La personale paura di Laura verso Carmilla rivela il suo sentimento di attrazione/repulsione verso il mondo proibito dell’omosessualità, che entrambe desiderano ma al contempo temono. Questo è chiaro all’inizio del racconto quando Laura ricorda quando bambina incontra Carmilla, in uno stato onirico. Il “sogno” è particolarmente significativo da una prospettiva psicoanalitica poiché riguarda il concetto Freudiano di sessualità infantile in un contesto di scena primaria, e sembra dare una spiegazione al comportamento anormale del personaggio nell’età adulta.

Ned Lukacher nota ancora che la scena primaria diviene “un evento originale che va oltre la sfera della memoria il quale stato cronologico non può essere determinato”, e che, in un contesto letterario, serve da catalizzatore della narrazione.


Quindi, pur se questa scena primaria è chiaramente fissata nella mente di Laura, essa cerca di spostarla nell’ambito della fantasia. Da bambina, il sogno di Laura produce una visione fantasmatica – che successivamente viene rilevata come Carmilla – che produce una “terribile impressione” su di lei, una che non verrà “mai dimenticata” e che rappresenta uno dei “primi incidenti” della sua vita. Spaventata e sola nella sua stanza, un “volto solenne ma molto carino” appare di fronte a Laura e la conforta inginocchiandosi accanto a lei e “mettendo la mano sotto le coperte”.

Laura racconta la deliziosa esperienza del tocco della sconosciuta: “La guardavo con una piacevole meraviglia e smisi di lamentarmi. Mi carezzò le mani e si stese accanto a me nel letto, e mi sporsi verso di lei, sorridendo. Mi sentii subito rilassata e mi addormentai nuovamente”.

Le implicazioni sono chiare sulla natura sensuale di queste carezze e sul risveglio della sessualità infantile, come Nina Auerbach suggerisce in From Christabel to Carmilla: Friends and Lovers: “...Carmilla si esibisce: eccita, pervade, si offre per una condivisione”. Ancora, Carmilla consente a Laura di rompere con il suo legame eteronormativo ed entra nel mondo Gotico “dove i confini sono esplorati e la trasgressione è consentita”, per citare ancora Kahane.


Nonostante il fatto che Carmilla provveda ad una relazione fisica e spirituale soddisfacente, Laura teme il suo stesso desiderio e presto impara che dopo il piacere segue la paura.

Carmilla ama profondamente, e i suoi baci sono ugualmente sentiti, e mostra come paradossalmente l’amore vampirico è contemporaneamente temuto e desiderato da Laura. Anche se grida di dolore dopo che da bambina è stata morsa sul petto, accoglie questa strana visione notturna che le appare da adulta. Laura infatti ricorda alcuni strani sentimenti provati nel sonno, mostrando che solo nello stato di incoscienza consente al suo desiderio di prevalere sulla paura.


Certain vague and strange sensations visited me in my sleep. The prevailing one was of that pleasant, peculiar cold thrill which we feel in bathing […] My heart beat faster, my breathing rose and fell rapidly and full drawn; a sobbing, that rose into a sense of strangulation, supervented, and turned into a dreadful convulsion, in which my senses left me, and I became unconscious. (Le Fanu pag.282)


Qui sembra quasi che Laura si trovi in un'estasi orgasmica, anche se il suo amore è codificato dalla presenza del vampiro su di lei; come spiega Tammis Elise Thomas in Masquerade Liberties and Female Power in Le Fanu’s Carmilla, “anche se l’atto sessuale non è mai nominato esplicitamente, è chiaro che ci sia questo scambio sessuale tra Laura e Carmilla è  […] la sessualità del vampiro consiste nel bere sangue, cosa che drammatizza l’atto sessuale senza esporre corpi nudi”.

Anche se queste esperienze costano un alto prezzo per ogni avventura notturna, essa continua comunque ad abbracciare le sue paure rivolgendosi verso l’omosessualità. Nonostante ciò, questa lesbica non dichiarata resiste alle avances di Carmilla. Spesso è a disagio e disgustata dalla troppa confidenza di Carmilla come quando è vista “arrossire delicatamente, guardarmi con occhi languidi e ardenti, e respirando così veloce che il suo vestito saliva e scendeva per il tumulto del respiro”.

Essendo comunque una figura eteronormativa, Laura sperimenta
un senso di confusione e di avversione per questo desiderio vampirico: “Era come l’ardore di un amante, mi imbarazzava. Era odioso eppure potente; e con i suoi occhi mi attirava a se, e le sue calde labbra viaggiavano sulle mie guance baciandomi; e mi sussurrava, quasi piangendo: “Tu sei mia, sarai mia, io e te saremo una per sempre”.

Laura è al contempo affascinata e disgustata dalla sua compagna, mostrando ancora una volta questo duplice gioco tra paura e fervore.

Nel doppio ruolo di amante e, più importante, di mentore della libertà della sua giovane allieva Laura, Carmilla apre un mondo di possibilità, dove il femminile può essere liberato dai confinamenti e repressioni maschili.

In un episodio, Carmilla informa Laura che “le ragazze sono bruchi mentre vivono nel mondo per poi diventare farfalle all’arrivo dell’estate; ma nel frattempo sono larve, non lo vedi.... […]. La “chiamata alle armi” del vampiro sembra essere mirata a mostrare alle donne il loro potenziale e la possibilità di cambiare, di volare via dal potere patriarcale. Questa immagine può essere associata al concetto di paura Gotica di Kahane, dove le donne devono “trovare questa paura drammaticamente piazzata al centro della struttura Gotica, dove i confini sono crollati, dove la vita e la morte diventano confuse, dove le immagini della nascita e della sessualità prolificano in un complesso scambio”.

Per essere sicura, Carmilla mostra come le donne possano fuggire da questo ciclo di paura e repressione al quale gli uomini le hanno sottomesse, ed aspirare ad una vera libertà.

Forse, ad un certo livello, Laura comprende che la sua paura è la chiave per una scoperta di se, come sottolinea Valdine Clemens in The Return of the Repressed: “Sperimentare la paura, la calamità, la ferocia umana, anche se dolorosamente, porta una visione della realtà”.

Infatti, questo gioco tra paura e desiderio porta Laura a vivere uno stato di crescita e di realizzazione, che realmente abbraccia, anche a costo della sua incolumità. La scoperta della sua vera essenza – che vede riflessa nell’immagine di Carmilla – la porta a maggiori ambizioni di vita, come nota Adrienne Antrim Major in Other Love: Le Fanu’s Carmilla as Lesbian Gothic: “il dolore che [Laura] sperimenta […] segna la sua caduta verso la coscienza, dal sonno in cui la sua madre/amante la carezzava e dentro la comprensione di essere un essere senziente. Come tale, Carmilla incarna la paura verso l’omosessualità che Laura deve affrontare. L’”altro” vampirico si trasforma quindi in un “fantasma delle problematiche che l’eroina femminile deve affrontare”, come afferma Kahane.

In breve, la personale paura di Laura verso la sua compagna vampira diviene simbolo delle sue ansie – che veramente teme nel confrontarsi con se stessa. Di tutti i testi del Diciannovesimo Secolo sui vampiri, i più rilevanti quello di John William Polidori The Vampyre e il Dracula di Bram Stoker, il racconto di Le Fanu su questo amore distruttivo è quello più sessualmente esplicito. L’identità omosessuale di Carmilla è fluida e intercambiabile, e serve a rompere le regole stabilite dalla società Vittoriana. Il racconto rivela le diverse forme in cui la paura funziona in un contesto
Vittoriano Gotico, rivelando che “negare le tenebre è divenirne vittima”, per citare Geary. Ad un livello primario, il vampiro e la paura della morte hanno lo scopo di far rabbrividire i lettori dei Diciannovesimo Secolo. In un altro modo, comunque, questa creatura delle tenebre minaccia di rovesciare l’ordine sociale attraverso l’illecito sessuale e l’emancipazione femminile. In questo modo, l’”altro” marginalizzato rappresentato da Carmilla è temuto proprio perché “infetta” l’eteronormatività dell’ordine sociale che stava cominciando a sbriciolarsi verso la fine del secolo. L’idea di paura Gotica di Claire Kahane aiuta a contestualizzare il racconto alla luce di una irresistibile attrazione e repulsione che Laura sperimenta ad un livello intimo con Carmilla.

Il capolavoro di Le Fanu infine rivela come una donna sottomessa ai suoi desideri verso un vampiro “odioso eppure potente” possa, anzi debba, abbracciare la sua vera essenza.


Bibliografia

N.Auerbach, “From Christabel to Carmilla: Friends and Lovers”, in Our Vampires, Ourselves, University of Chicago Press, Chicago,1995, pagg.38-52

V.Clemens, The Return of the Repressed: Gothic Horror from the Castle of Otranto to Alien, State University of  New York Press, New York 1999

R.F.Geary, “‘Carmilla’ and the Gothic Legacy: Victorian Transformations of Supernatural Horror” in The Blood is the Life:  Vampires in Literature, a cura di Leonard G. Heldreth e Mary Pharr, Bowling Green State University Popular Press, Bowling Green, OH 1999, pagg.19-30

C.Kahane, “The Gothic Mirror” in The (M)other Tongue: Essays in Feminist Psychoanalytic Interpretation, a cura di Shirley Nelson  Garner, Claire Kahane e Madelon Sprengnether, Cornell University Press, Ithaca e London 2007, pagg.334-51

J.S.Le Fanu, “Carmilla.” In a Glass Darkly, a cura di Robert Tracy, Oxford University Press, Oxford e New York 1993., pagg.243-319

N.Lukacher, Primal Scenes: Literature, Philosophy, Psychoanalysis, Cornell University Press, Ithaca 1986

A.A.Major, “Other Love: Le Fanu’s Carmilla as Lesbian Gothic” in Horrifying Sex: Essays on Sexual Difference in Gothic Literature, McFarland & Co., Jefferson, NC e London 2007, pagg.151-66

T.E.Thomas, “Masquerade Liberties and Female Power in Le Fanu’s Carmilla” in The Haunted Mind: The Supernatural in Victorian Literature, The Scarecrow Press, Lanham, MD & London 1999, pagg.39-65


Bios

Brigitte Boudreau sta concludendo un PhD presso il Dipartimento di Studi Inglesi dell’università di Montréal sotto la supervisione del Dr.Michael Eberle-Sinatra. La sua tesi magistrale è stata su “The Elusive Vampire: An Examination of Unfixed Sexuality in Bram Stoker’s Dracula”. Al momento sta lavorando sulla nozione del mostruoso femminile nel lavoro di Bram Stoker.

  

 

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