Creare un nuovo essere: Vampiri e performance di genere nei racconti di Saint-German di Chelsea Quinn Yarbro di Candace Benefiel


Perhaps instead the vampire should be viewed as a pangendered construct, in which traditional male and female genders are combined to form a new whole.  After all, although the fangs of the vampire possess the penetrative function and power of the phallus, the life-giving fluid is received into the body through the vagina-like oral cavity.  The vampire gives immortality through blood being sucked from it, an image paralleling maternal nursing.  Vampires in modern vampire fiction do not seem to differentiate between male or female lovers/victims; they lie down with women and men as the occasion provides.  Most can be characterized, if anything, as bisexual.  Homosexual or heterosexual seem irrelevant to the nature of vampirism, and unduly limiting.  Vampires as they appear in fiction today transcend the bonds of gender as surely as they have transcended the bonds of mortality.  (Benefiel, pag.268)


In quanto figura di finzione, il vampiro si offre all’autore contemporaneo come una impareggiabile opportunità per creare una nuova mitologia e una nuova versione dell’idea di famiglia. Come ho avuto modo di affermare altrove, la figura del vampiro trascende la dicotomia maschile/femminile esibendo caratteristiche di entrambi i generi; in alcuni casi presenta anche un’altra dicotomia, quella tra umano e vampiro.

Il vampiro può essere rappresentato anatomicamente come maschile o femminile, così come l’aspetto esterno dell’abbigliamento può essere associato ad un genere specifico, ma questi elementi non risultano indicativi per affermarsi decisamente come appartenenti ad un genere piuttosto che a più generi.

La letteratura contemporanea sul genere, che conta centinaia di racconti che hanno ispirato numerosi film e serie tv, inizia nel 1976 con Intervista col Vampiro di Anne Rice. Nel 1977, un’altra autrice, Chelsea Quinn Yarbro, comincia a pubblicare una lunga serie di racconti storici sui vampiri che vedono protagonista un vampiro di 4.000 anni, Franciscus Ragoczy, Conte di Saint-Germain, e le vicissitudini della sua lunga vita.

Attraverso i 21 racconti (e due volumi con raccolte di brevi storie), il Conte è una presenza costante.* E’ un vampiro anche se uno piuttosto simpatico e umanizzato, che interagisce con donne e uomini. Il ricevere e dare sangue è il suo modo di riprodursi. Come spiega a Madelaine, la sua manate in Hôtel Transylvania “se bevo troppo profondamente o troppo spesso, diventerai come me quando sarai morta” (pag.67). L’atto sessuale/nutrizionale del bere sangue è, per il vampiro, anche un atto di trasformazione. Porta non solo nutrimento ma soddisfazione, e perpetua la specie.

Alcuni studiosi utilizzano la metafora vampiro-omosessualità, in particolare Christopher Craft nel suo importante studio del 1984 Kiss Me with Those Red Lips: Gender and Inversion in Bram Stoker's Dracula, nel quale afferma come nel libro di Stoker si metta in evidenza la paura per l’altro omosessuale, e che la scrittura Gotica offre una narrativa spesso incentrata sull’idea di espulsione di questo pericolo per l’ordine sociale. Mentre questo può essere vero per Dracula, non prende in considerazione le tante sfaccettature proposte dalla Rice, la Yarbro e gli altri.

Il vampiro della Yarbro è un perpetuo outsider grazie al suo punto di vista privilegiato come osservatore di altre culture nelle quali il concetto di “Altro” assume tanti significati anche di intermediazione tra il lettore contemporaneo e le spesso esotiche e poco familiari località del passato citate nei libri. Descrive la sua situazione come “immonda e sconsacrata”, e come “cacciato da gente male informata e rigettato dal mondo” (Yarbro, Hôtel Transylvania, pag.67).

E’ ovunque uno straniero, costantemente “pieno…..di memorie di terre smarrite, posizioni, amici, tesori, amori” (Yarbro, Tempting Fate, pag.263). In ogni caso, non c’è paura dell’altro nel lettore di Saint-Germain. E’ sempre molto civilizzato, compassionevole, umano rispetto agli uomini che incontra, e più sensibile e delicato delle donne. La sua partenza da ogni luogo dove agisce non è mai un rigetto ma un malinconico ricordo di tutte le società che hanno bisogno di crescere attraverso il superamento dei propri limiti e confini della libertà umana e della possibilità di esprimersi liberamente.

In termini di gender, Saint-Germain è ugualmente liminale. E’ biologicamente maschile, ma nel momento della sua transizione da umano a vampiro è diventato impotente. Da quel momento, ha trovato soddisfazione, sessuale e nutrizionale, nel soddisfare sessualmente le sue amanti, e bevendo una piccola quantità di sangue. Penetra i suoi amanti con i denti, riceve i loro fluidi vitali in sé.

E anche se la Yarbro non indugia in lunghe descrizioni, l’atto sessuale di Saint-Germain con le donne assomiglia molto ad una relazione lesbica. Bocche e mani sono molto importanti nella stimolazione della donna. Le sue attività con amanti maschili sono anche più delicate e comunque, ad esempio, ha abbastanza rapporti con il personaggio di Kozrozd in Blood Games da trasformarlo in un vampiro.

Judith Butler afferma che “il genere non è assolutamente una identità stabile o un luogo da cui partono determinate azioni; piuttosto, è una identità tenue costruita nel tempo – una identità costruita attraverso la stilizzata ripetizione di atti” (pag.519). In questa ottica, Saint-Germain non sta solo impersonando il genere vampiro ma, anche, quello maschile e umano, per mascherare la sua reale condizione.

Che questa performance sia necessaria per la sua sopravvivenza in ogni società e in ogni luogo è reso abbondantemente chiaro in molti racconti. E’ spesso non benvenuto nei luoghi ove si reca a causa della natura xenofoba di molte culture del passato; ed esso è ben cosciente di incarnare una diversità che lo potrebbe mettere in pericolo.

Si mantiene in apparenza come maschile, in parte perché mantiene la psicologia maschile, anche se per i suoi scopi evidenzia personalità diverse, e in parte perché le epoche in cui si muove presentavano una struttura oppressiva verso le donne, tema ricorrente in tutta la saga letteraria. Nina Auerbach, nel suo studio seminale del 1995 Our Vampires, Ourselves, commenta la saga affermando che quasi in ogni racconto Saint-Germain deve salvare una donna importante vittima di un opprimente sistema patriarcale, trasformandola in un vampiro.

A volte la salvifica trasformazione ha successo: Madelaine de Montalia in Hôtel Transylvania, una donna brillante intrappolata negli intrighi pre-rivoluzionari Francesi, e Olivia Clemens in Blood Games, il cui sadico marito Justus incarna gli abusi del potere nella Roma di Nerone, sono salvate da matrimoni letali per divenire scaltre, tenere, erotiche compagne vampire.  Più spesso, le donne sono uccise prima di potersi trasformare. Non importa in che epoca vivano, la civilizzazione offre loro solo la possibilità di trasformarsi o distruggersi.

In Tempting Fate, ad esempio, ambientato in Germani tra le due guerre, l’amante di Saint-Germain, Gudrun, intrappolata in un matrimonio con un invalido e afflitta dal bisogno di cure di un fratello buono a nulla e un castello in rovina, sceglie di essere trasformata dal suo amante vampiro che le offre la vita eterna e una discreta relazione lesbica con la sua cuoca.

Inoltre, la Yarbro scrive una trilogia che segue la vita di Atta Olivia Clemens, la giovane donna salvata da terribili abusi grazie alla trasformazione di Saint-Germain in Blood Games.   In ognuno di questi racconti, A Flame in Byzantium, Crusader’s Torch, e A Candle for D’Artagnan, la Yarbro esplora il tema dell’oppressione legale, sessuale e sociale  che le donne hanno storicamente dovuto affrontare.

Curiosamente, per Saint-Germain il successo nella trasformazione di un amante corrisponde con la fine della loro relazione. Il vampiro in questa iterazione del mito non può nutrirsi con un altro vampiro. In quanto “non morti”, non hanno la scintilla vitale da scambiarsi attraverso il sangue. Devono cercare altrove il sangue vitale. La natura intima della dipendenza dal sangue, comunque, va oltre il semplice nutrimento.

Periodicamente Saint-Germain è costretto a nutrirsi di animali ma questo sangue non è ugualmente nutriente come quello umano scambiato nell’atto sessuale. In altre parole, il vampiro entra nei sogni di donne sessualmente non disponibili, dando loro piacere e prendendo da loro nutrimento dai loro corpi dormienti.

I vampiri mantengono un forte legame di sangue che va oltre la dicotomia genitore/figlio. Il vampiro qui non è capace di incarnare il lato omosessuale, tema esplorato in Tempting Fate, dove Saint-Germain e Madelaine, il cui amore non è mai sfumato nei due secoli di vampirismo dopo la sua trasformazione, mantengono viva la speranza di riaccendere la passione fisica di una volta.

Attraverso la serie di racconti, il vampiro reinventa il suo ruolo e il suo genere più e più volte. Se per vivere si deve trasformare in un incubus, effettua questa trasformazione. Se deve mantenere una facciata umana maschile, questo è il ruolo che interpreta. Per il vampiro, la cui psicologia umana di genere è stata soppiantata al momento della trasformazione, il genere, come suggerisce la Butler, è una trasformazione continua (pag.526). Poichè il vampirismo ha un genere che va oltre la canonica idea di sessualità, nelle sue performance trasformative si può vedere un riflesso dell’idea della Butler di un atto ripetuto “per attualizzare e riprodurre la sua realtà” (pag.526).

Il vampiro che non si riflette nello specchio, serve comunque a riflettere l’immagine mortale di coloro che lo circondano e, a parte il lettore che conosce la sua vera natura, ribalta questo riflesso in quello del suo stato unico in quanto a genere.


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* Dato il gran numero di racconti, e la consistenza dei personaggi, mi limiterò a prendere spunto da alcuni dei titoli più vecchi della serie, in particolare Hôtel Transylvania, Blood Games, e Tempting Fate. Una lista completa dei titoli della serie è messa in appendice.


Bibliografia

N.Auerbach,  Our Vampires, Ourselves,  Chicago, London, U. of Chicago Press, 1995.

C.R.Benefiel, “Blood Relations:  The Gothic Perversion of the Nuclear Family in Anne Rice’s Interview with the Vampire” in “The Journal of Popular Culture”  38.2 (2004), pagg.261-273.

J.Butler, "Performative Acts and Gender Constitution: An Essay in Phenomenology and Feminist Theory" in “Theatre Journal”, n.40.4. (1988):  pagg.519-531.

C.Craft, “'Kiss Me with Those Red Lips': Gender and Inversion in Bram Stoker's Dracula” in “Representations”, n.8 (1984), pagg.107-133.


Appendice

I racconti di Saint-Germain e quelli relativi ai Vampiri di Chelsea Quinn Yarbro


Saint-Germain

Better in the Dark, TOR, New York, 1993 

Blood Games A Novel of Historical Horror, Third in the Count De Saint-Germain Series, St. Martin's Press, New York, 1979

Blood Roses A Novel of Saint-Germain, Tor, New York,1998

Borne in Blood A Novel of the Count Saint-Germain, Tom Doherty Associates, New York, 2007

Come Twilight A Novel of Saint-Germain, New York, Tor, 2000

Communion Blood A Novel of Saint-Germain,Tor, New York, 1999

Dark of the Sun A Novel of Saint-Germain, Tor Books, New York, 2004

Darker Jewels, TOR, New York, 1993

A Feast in Exile A Novel of Saint-Germain, Tor, New York, 2001

Hotel Transylvania A Novel of Forbidden Love, St. Martin's Press, New York, 1978

Mansions of Darkness A Novel of Saint-Germain, Tor, New York, 1996

Midnight Harvest, Aspect, New York, 2003

Night Blooming, Aspect, New York, 2002

Out of the House of Life, Tor Books, New York, 1990

The Palace An Historical Horror Novel, St. Martin's Press, New York, 1978

Path of the Eclipse A Historical Horror Novel, Fourth in the Count De Saint-Germain Series, St. Martin's Press, New York, 1981

Roman Dusk A Novel of the Count Saint-Germain, Tor, New York, 2006

The Saint-Germain Chronicles, Pocket Books, New York, 1983

Saint-Germain Memoirs, Elder Signs Press, New York, 2008

States of Grace A Novel of Saint-Germain, Tor, New York, 2005

Tempting Fate, St. Martin's Press, New York, 1982

Writ in Blood A Novel of Saint-Germain, Tor, New York, 1997


La trilogia di Atta Olivia Clemens

Crusader's Torch, T.Doherty Associates, New York, 1988

A Flame in Byzantium, Tor, New York, 1987

A Candle for D'Artagnan: An Historical Horror Novel, Third in the Atta Olivia Clemens Series, Tor Horror, New York, 1989


Madelaine de Montalia

In the Face of Death. An Historical Horror Novel, BenBella Books, Dallas, 2001


Bios

Candace R. Benefie è Associate Professor, Humanities Reference Librarian e English Subject Specialist alla Texas A&M University Libraries.  Attualmente sta conseguendo un Dottorato in Inglese alla Texas A&M University, studiando la letteratura sui vampiri


 

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