La risposta è esatta.
Nella concezione esposta da Breton, e nella realizzazione dell'arte surrealista, emerge l'idea che gli oggetti possiedano, al di là della funzione utilitaristica, una vita latente, che è in rapporto con la vita tellurica della nostra psiche e che si può esprimere attraverso una riorganizzazione dei rapporti tra le cose. Essa li introduce in una nuova dimensione e li rende segni, simboli, di significati nascosti. Breton esprime questa idea attraverso il commento dell'opera di René Magritte, uno dei maggiori rappresentanti del movimento surrealista.

(Le surréalisme, cit., pp. 269-270, traduzione a cura di Teodoro Katinis)
"(...) al giorno d'oggi non c'è opera più esemplare di quella di René Magritte. " I miei quadri, egli dice, sono delle immagini. La valida descrizione di un'immagine non può essere fatta senza il dirigersi del pensiero verso la propria libertà." Si faccia attenzione: coloro che parlano in malo modo dell'"iconografia" di Magritte, coloro che gli rimproverano il suo andare contro corrente rispetto alle " ricerche " plastiche attuali, non fanno altro che denunciare i confini del loro stesso intelletto. L'aspetto figurativo di Magritte è molto più ampio di quanto non se ne dica: infatti si applica a due livelli di cui solo il più modesto è di facile comprensione. Si tratta, sicuramente in un primo momento, partendo dagli oggetti, dai luoghi, e dagli esseri che costituiscono la quotidianità del nostro mondo, di restituirci con assoluta fedeltà le apparenze, ma molto più lontano - ed è qui che si situa l'intervento totalmente originale e capitale di Magritte - di ridestarci alla loro vita latente attraverso il richiamo al fluttuare dei rapporti che intrattengono tra di loro. Deformare, se necessario fino a violarli, questi rapporti di grandezza, di posizione, di illuminazione, di alternanza, di sostanza, di reciproca tolleranza, di mutamento, consiste nell'introdurci nel cuore di una seconda dimensione, che trascende la prima attraverso tutti gli strumenti che la retorica possiede come " figure del pensiero ". Se la dimensione concreta, nel senso descrittivo reclamato da Magritte, non fosse anche scrupolosa, non si raggiungerebbe quell'ampio ponte semantico che permette di passare dal senso proprio al senso figurato e di coniugare con un solo sguardo questi due sensi in vista di un " pensiero perfetto ", ovvero pervenuto alla completa emancipazione di se stesso. Qui si afferma con priorità assoluta il grande genio di René Magritte. Il surrealismo gli deve una delle sue prime - ed ultime - dimensioni."

Il terapeuta (1937)


(Le surréalisme, cit., pp. 269-270).
"(…) il n'est pas aujourd'hui d'oeuvre plus exemplaire que celle de René Magritte. " Mes tableaux, dit-il, sont des images. La description valable d'une image ne peut être faite sans l'orientation de la pensée vers sa liberté. " Qu'on y prenne garde: ceux qui parlent en mauvaise part de l'" imagerie " de Magritte, qui lui reprochent sa démarche à contre-courant des " recherches " plastiques actuelles, n'accusent par là que les bornes de leur propre entendement. La partie pris figuratif de Magritte est bien plus grand qu'on ne dit: il s'applique, en effet, à deux niveaux dont seul le plus humble est d'appréhension courante. Il s'agit, certes, d'abord, partant des objets, des site et des êtres qui agencent notre monde de tous les jours, de nous en restituer en toute fidélité les apparences, mais, bien plus loin –et c'est là que se place l'intervention totalement originale et capitale de Magritte- de nous éveiller à leur vie latente par l'appel à la fluctuation des rapports qu'ils entretiennent entre eux. Distendre, au besoin jusqu'à les violer, ces rapports de grandeur, de position, d'éclairage, d'alternance, de substance, de mutuelle tolérance, de devenir, c'est nous introduir au coeur d'une figuration seconde, qui transcende la première par tous le moyens que la rhétorique énumère comme les " figures de pensée ". Si la figuration concrète, au sens descriptif que réclame Magritte, n'était aussi scrupuleuse, c'en serait fait du grand pont sémantique qui permet de passer du sens propre au sens figuré et de conjuguer d'un même regard ces deux sens en vue d'une " pensée parfaite ", c'est-à-dire parvenue à sa complète émancipation. Là s'affirme en toute priorité, en toute continuité le génie de René Magritte. Le surréalisme lui doit une de ses premières –et dernières- dimensions. (1961)"

Domande

Quali tra i seguenti elementi del surrealismo è quello più vicino alla filosofia di Henry Bergson? Scegliere il "Si" corrispondente alla risposta ritenuta esatta
L'importanza attribuita all'immagineSi
Una particolare attenzione alla realtà interioreSi
La grande sensibilità per l'arte pittoricaSi