La risposta è errata.
Questo è l'errore che, secondo Breton, viene perpetuato da alcuni artisti contemporanei. L'arte non deve concentrarsi sull'imitazione di oggetti esterni, bensì sull'"imitazione" di un modello interno, cioè sulla riproduzione della realtà nascosta nell'animo umano.

(Le surréalisme, cit., p. 4, traduzione a cura di Teodoro Katinis)
"Una concezione molto ristretta dell'imitazione, data come scopo dell'arte, è all'origine del grave malinteso che vediamo perpetuarsi fino ai nostri giorni. A proposito della fede che l'uomo sia capace di riprodurre, più o meno bene, solo l'immagine di ciò che lo tocca, i pittori si sono mostrati eccessivamente concordi nella scelta dei loro modelli. L'errore commesso è stato di pensare che il modello poteva essere preso solo dal mondo esterno, o meglio il fatto stesso che potesse essere preso. (...) Per rispondere alla necessità di una revisione assoluta dei valori reali, sulla quale oggi tutti gli spiriti concordano, l'opera plastica si rifarà dunque ad un modello puramente interiore, o non sarà affatto tale."
(Le surréalisme et la peinture, Paris, Édition Gallimard, 1965, p. 4).
"Une conception très etroite de l'imitation, donnée pour but de l'art, est à l'origine du grave malentendu que nous voyons se perpétuer iusqu'à nos jours. Sur la foi que l'homme n'est capable que de reproduire avec plus ou moins de bonheur l'image de ce qui le touche, les peintre se sont montrés par trop conciliants dans le choix de leurs modèles. L'erreur commise fut de penser que le modèle ne pouvait être pris que dans le monde extérieur, ou même seulement qu'il y pouvait être pris. (…) L'oeuvre plastique, pour répondre à la nécessité de révision absolue des valeurs réelles sur laquelle aujourd'hui tous les esprits s'accordent, se référera donc à un modèle purement intérieur, ou ne sera pas."