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Effimero
di Paolo Martegani e Maria Grazia Rossetti

Gli edifici, i monumenti e gli spazi della città fanno cornice ad esposizioni o divengono essi stessi oggetto di trasformazione effimera.

L'AaPS, L'Architettura alla Piccola Scala è connotata prevalentemente da due caratteristiche, talvolta compresenti, la dimensione contenuta e la durata effimera. Gli eventi espositivi, non legati a processi di musealizzazione, sono effimeri e rientrano nel più ampio ambito della comunicazione.
Una improbabile struttura di tubi "innocenti" parzialmente rivestita in pannelli di fibra di legno tinteggiata in grigio cielo si arrampica sulla parete del Colosseo, riecheggiandone le caratteristiche arcate, ne travalica l'altezza e deborda all'interno in una lingua scalettata che conduce alla piattaforma posta al di sopra dei ruderi. Una costruzione che vagamente richiama le torri d'assedio consente di arrampicarsi con esercizi di free climbing e, anche per altra via, raggiungere l'inizio di una pista da sci rivestita in materiale plastico di colore azzurro che domina l'area centrale del Foro Italico. Una nave di cartapesta, il mitico transatlantico Rex, si infila nel portico del Palazzo della Civiltà del Lavoro all'EUR. Sono solo alcuni degli eventi che hanno utilizzato temporaneamente i monumenti e gli spazi della città per la realizzazione di manifestazioni di vario genere ma caratterizzate comunque da intenti esibizionistici.
Il Colosseo, che nel 1984, è stato utilizzato per la mostra della produzione industriale degli anni Venti, pur avendo scatenato allora un acceso dibattito sull'opportunità o addirittura sulla legittimità di un uso così disinvolto delle icone del passato, non costituisce certo un caso limite. Infatti la scalinata di Piazza di Spagna e l'invaso di Piazza Navona vengono frequentemente utilizzati per sfilate di moda e non solo.
Evidentemente è il fine commerciale che fa nascere il disaccordo: infatti quando nel mese di maggio la Scalinata di Trinità dei Monti esplode nei colori accesi delle azalee nessuna voce si leva contro. Del resto lo straordinario richiamo che alcuni monumenti riescono ad esercitare finisce per attribuire ad essi un grande valore in termini di immagine e di comunicazione. Delle manifestazioni che in passato hanno coinvolto monumenti o spazi della città rimane la curiosa documentazione iconografica e sicuramente il vantaggio dei risultati della sperimentazione qualunque ne sia il giudizio, perché costituiscono testimonianza reali e analizzabili criticamente. Del resto, quando sia possibile escludere qualunque rischio di deterioramento, appare difficile che il coinvolgimento per un tempo assolutamente breve rispetto alla lunghezza della loro vita, in eventi effimeri, possa realmente portare detrimento a spazi monumentali, in eventi che per contro ne consentono una rivisitazione visiva e psicologica.
Altro aspetto di carattere espositivo in questo caso dotato di forte connotazione promozionale e pubblicitaria è costituito dalla ”mitigazione d'impatto", una suggestiva categoria della comunicazione urbana. Questa prassi recentemente ha vissuto una stagione di positivo sviluppo grazie al contributo crescente degli sponsor che abbinano al recupero dell’opera, la promozione della propria immagine. Il restauro di un edificio, specie se di pregio, o addirittura di un monumento o di un sito archeologico, consente sicuramente il coinvolgimento di sponsor. Ma anche quando la costruzione non ha altro pregio di quello di trovarsi in un'area centrale o fortemente interessata da flussi di traffico è possibile durante la sua ristrutturazione utilizzare l'involucro di protezione per anticipare i risultati del restauro e contemporaneamente veicolare messaggi pubblicitari. Si attua in questo modo un ciclo virtuoso che favorisce il decoro urbano in corso d'opera, crea una suggestione visiva dovuta al cambiamento temporaneo dei luoghi rinnovandone l'interesse e consente di abbattere i costi del rifacimento delle facciate aumentandone di conseguenza il numero e la frequenza.
Infine l'effimero si manifesta nella sua forma più estrema creando inusitati punti di vista con una città vista dall'alto e per pochi costosi minuti dall'Ottavo Colle. Nome dell'aereostato, il pallone frenato che da Villa Borghese, in prossimità di Porta Pinciana, consente un panorama dell'urbano da un punto fisso e mobile, reale ma contemporaneamente transitorio.
L'esigenza di comunicare in modo rapido, accattivante ed incisivo un evento, sia esso in corso o in programmazione, trasforma spesso gli spazi urbani e ancor più visibilmente gli spazi della città storica, in modo radicale. La trasformazione modifica lo spazio cambiando le relazioni sia tra le quinte e i differenti piani di calpestio, sia le quinte stesse con allestimenti differenti per proporzioni, dimensioni, forme e colori. Strani oggetti e segni compaiono tra le facciate e nello spazio cittadino che catturano l’attenzione. Essi rappresentano il nostro "spirito del tempo" spesso con pari massività e immediatezza dell'architettura stessa. Suggeriscono comportamenti e ci spingono ad una interpretazione diversa dei luoghi antichi, ma anche di quelli contemporanei consolidati.
Si individuano nuove possibilità di interpretare la città, che al pari di tutte le altre manifestazioni dell’uomo, è viva, in continua mutazione e risulta refrattaria ad ogni tentativo di sclerotizzazione.


Le fotografie che illustrano l’articolo sono tratte quasi esclusivamente dall’archivio digitale degli autori.

1993 “La nave va”, durante la mostra su Fellini, il transatlatico Rex infilza il portico del Colosseo Quadrato.
Immagine e progetto esecutivo Maurizio Di Puolo - Studio Metaimago.

2003, aereostato Aerophile 5500, il più grande pallone frenato del mondo. Effettua esclusivamente voli vincolati innalzandosi da una base fissa e rimanendo sempre vincolato al terreno mediante un cavo d’acciaio. Può portare fino a 30 passeggeri ad una quota di 150 mt.
L’obelisco dell’EUR durante i lavori di manutenzione straordinaria, 2003.
Allestimenti per la “2° Settimana dello Sport” 28 set. - 7 ott. 1984, Foro Italico
2003, il rivestimento a protezione dei ponteggi del cantiere per il rifacimento della facciata del grande edificio che si affaccia su Piazzale Flaminio
1989 “Romaimpresa” all’EUR, l’allestimento espositivo di Piero Sartogo si espande sul piazzale antistante ed anticipa le aree tematiche.
Durante la pulizia delle statue del Campidoglio in occasione del Giubileo 2000, il cantiere è stato schermato con il contributo dello sponsor Laura Biagiotti.
1984, intervento temporaneo sul Colosseo effettuato in occasione della mostra ”L’economia italiana tra le due guerre 1919/1932”.
La struttura, percorribile dal pubblico fino all’ultimo livello, consentiva scorci visivi inusitati del monumento e dell’area circostante.

        Pubblicato su AR52/04 di marzo-aprile 2004.