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Sala A

INTRODUZIONE ALLA SALA A

In questa sala inizia il percorso nel Museo, pensato come un viaggio immaginario a ritroso nel tempo effettuato per passi successivi.
Nel primo salto temporale, i pannelli, i plastici ed un globo permettono di avere un'idea dell'attuale fisionomia del Lazio e dei cambiamenti che si sono verificati negli ultimi 100.000 anni. Va sottolineato in particolar modo il ruolo del clima come motore di gran parte di queste variazioni. Si introducono, inoltre, alcuni metodi della geologia, come ad esempio l'uso dei colori per contraddistinguere sulla carta diversi tipi di rocce o di ambienti del passato. O come le cosiddette "colonne stratigrafiche", che si possono vedere al centro della sala e che rappresentano schematicamente la stratificazione profonda delle rocce presenti in una determinata area geografica, in questo caso accompagnate dagli stessi campioni di roccia. In questo modo si possono riassumere molte informazioni sulla geologia di un territorio, dagli antichi ambienti, alle età delle rocce, agli organismi che in quegli ambienti vivevano e che ora ritroviamo come fossili.

LA MORFOLOGIA DEL LAZIO

Nel punto A1 sulla destra vediamo il pannello intitolato La nostra regione vista dallo spazio, che offre una visione completa delle diverse forme che compongono l'Italia centrale. Accanto, la grande diapositiva retroilluminata mostra una visione satellitare del Lazio ripresa dalla quota di 300 chilometri. E'così possibile distinguere la fascia costiera, le aree pianeggianti e collinari che si estendono principalmente attorno al corso del Tevere e, da Nord a Sud, una sequenza di antichi complessi vulcanici ai quali oggi sono associati dei laghi. Verso le zone più interne osserviamo gli Appennini con i rilievi più alti.
Nel punto A2 si trova un plastico "a strati" che evidenzia la morfologia del Lazio. I colori dei diversi strati indicano le fasce altitudinali in cui è suddiviso il territorio.

LE CARTE GEOLOGICHE

Nel pannello A3 si possono osservare alcune carte geologiche, che sono i risultati più importanti delle analisi compiute dai geologi sul territorio. La nostra regione è contraddistinta da rocce di tipo molto diverso, sia per ambiente di formazione che per età. Queste informazioni sono riassunte nei simboli e nei colori utilizzati nelle carte, e ulteriormente dettagliate nelle legende, che spiegano a quali rocce o fenomeni è associato ciascun colore o simbolo. Rocca di Cave è colorata di verde e questo indica, come vedremo oltre, che le rocce del suo territorio si sono formate in un antico ambiente di mare poco profondo popolato da diversi organismi.

LA MACCHINA DEL CLIMA

Nel punto A4 il pannello intitolato La macchina del clima, il plastico a strati e il globo descrivono i grandi cambiamenti, a scala globale o locale, che si sono verificati sulla superficie terrestre a causa delle glaciazioni. Il plastico mostra l'aspetto del Lazio durante l'ultimo periodo glaciale, che durò da 100.000 anni fa fino a circa 15.000 anni fa. In bianco sono rappresentate le coltri glaciali che ricoprivano i rilievi appenninici al di sopra dei 1300 metri. Nel globo si può osservare l'estesa coltre glaciale che ricopriva i due emisferi per circa il 30% delle terre emerse.

LE COLONNE STRATIGRAFICHE

Al centro della sala vi sono le "colonne stratigrafiche". Utili per descrivere la geologia di un'area, rappresentano graficamente una successione di rocce diverse impilate le une sulle altre, ciascuna caratterizzata da un'età e da un contenuto in fossili particolare.
Analogamente ad una grande barriera corallina attuale, l'area dell'antica piattaforma carbonatica era suddivisa in alcuni ambienti di deposizione: la laguna interna, la scogliera, la piattaforma esterna.
A seconda del particolare ambiente di deposizione e dell'età di formazione, nella roccia possono essere presenti diversi tipi di organismi: il loro ritrovamento come fossili è quindi molto importante.