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27 Gennaio 2007 Intervento dell'ambasciatore di Israele Sua Eccellenza Sig. Gideon Meir alla cerimonia di inaugurazione del master internazionale di II livello in didattica della Shoah - Palazzo del Campidoglio Gentili presenti, signore e signori, sono molto orgoglioso di essere qui oggi, in qualità di Ambasciatore di Israele, in occasione dell’inaugurazione del Master di secondo livello sulla didattica dell’Olocausto presso l’università di Roma Tre. So che nell’ultimo anno sono state svolte molte attività nel contesto del Master e queste attività sono state un grande contributo alla memoria della Shoah in Italia. Perciò desidero ringraziare e congratularmi, prima di tutto con il professor David Meghnagi, promotore del Master, per la sua importante opera e la sua profonda passione e devozione per questo tema. E vorrei ringraziare anche l’Università di Roma Tre che ospita il Master e in Comune di Roma che ci ospita qui oggi. Come voi tutti sapete, questi sono i miei primi mesi qui a Roma nelle vesti di rappresentante di Israele, ed è per me motivo di speranza, vedere che qui in Italia si fanno così tante cose per lottare contro la banalizzazione e la negazione dell’Olocausto. Ovviamente questi non bastano da soli, ma sono un ottimo e valido inizio. Come purtroppo abbiamo visto negli ultimi mesi, il Presidente iraniano Ahmadinejad, ha tentato in maniera violenta e pericolosa, di minare la coscienza della Shoah in Europa e nel mondo, negandola e mettendola in ridicolo, e offendendo la memoria di sei milioni di vittime e i sentimenti di migliaia di sopravissuti. Abbiamo assistito a un grottesco e riprovevole concorso internazionale di caricature e vignette sull’Olocausto, promosso proprio dal presidente iraniano, e anche a una cosiddetta “conferenza” internazionale dei negazionisti della Shoah. A parte ciò, è triste vedere come non solo tra i musulmani estremisti e radicali, dove l’antisemitismo è purtroppo presente ormai da anni, ma anche in Europa e in altri paesi del mondo libero occidentale, molte persone pensano ancora di poter ignorare o persino negare l’Olocausto, perpetrando in tal modo un antisemitismo più o meno volontariamente, e nascondendosi dietro un presunto anti-sionismo e dietro argomentazioni politiche. Oggi, dopo oltre 60 anni, sentiamo ancora delle voci che invocano la distruzione dello Stato ebraico, dello Stato di Israele. Il fatto che la Comunità Internazionale non riesca a trovare un accordo per imporre all’Iran sanzioni più severe ed efficaci, e il fatto che il suo ambasciatore sia accolto dovunque, con tutti gli onori e strette di mano, come se non fosse successo nulla, come se il suo governo, uno stato membro dell’Onu, non avesse invocato la distruzione di un altro stato membro dell’Onu; tutto ciò mi disturba e mi preoccupa più di tutto. Per queste ragioni dobbiamo tenere gli occhi bene aperti, e non permettere a nessuno di ripetere una tragedia simile al genocidio di sei milioni di ebrei. Per fare ciò non possiamo permetterci di attendere, con le mani conserte, sperando che le cose si aggiustino da sole. La voce dell’Europa deve farsi sentire. L’Olocausto è stata una tragedia unica e innegabile. Perpetrando la memoria della Shoah noi continuiamo a stare in guardia contro nuovi fenomeni di antisemitismo e altri tipi di intolleranza. Ognuno di noi può dare un contributo, anche nel suo piccolo. Per questo un Master come questo offre ai giovani uno strumento importante ed efficace, per comprendere la Storia, leggere il presente, e affrontare le insidie del futuro. In bocca al lupo per l’anno accademico in corso e buon lavoro. Grazie |