Sveva Corrado
Università degli Studi Roma Tre

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India nord orientale sutura indoasiatica

LINEE DI RICERCA

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1- Studio dei processi tettono-sedimentari attraverso tecniche di analisi della maturità termica dei sedimenti

Questa linea rappresenta l'attività principale e caratterizzante svolta dal gruppo di lavoro che prevede un approccio multi-disciplinare mediante l'integrazione di procedure analitiche sviluppate in sede (analisi ottica di maturità della materia organica dispersa nei sedimenti, analisi in diffrazione a Raggi X delle argille, modellazione termico-strutturale) con tecniche analitiche adottate da altre Università italiane (analisi delle inclusioni fluide, tracce di fissione in apatite e zircone) e con le tradizionali metodologie geologico-strutturali.
L'attività nel quinquennio si è sviluppata nell'ambito di alcuni progetti di ricerca nazionali e internazionali, collaborazioni con Istituti di Ricerca e Società petrolifere e contratti di ricerca con Società petrolifere e sta riguardando:

  • tematiche relative a processi di strutturazione di alcune catene orogeniche del sistema alpino-himalayano (orogene appenninico-maghrebide; Pirenei occidentali, Monti Alborz) con particolare riguardo alle relazioni tra i processi di seppellimento sedimentario e/o tettonico e di esumazione negli orogeni e più in generale, all'evoluzione geodinamica delle stesse.
  • tematiche relative ai processi termici agenti su successioni sedimentarie sviluppatesi in diversi contesti geodinamici e regioni del mondo (off-shore atlantico del Brasile; Appennino settentrionale e meridionale; Mare di Ross Antartide), attraverso l'analisi di pozzi profondi, anche a scopi esplorativi.

Questa linea di ricerca è stata oggetto di pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali di Scienze della Terra con impact factor, di comunicazioni a convegni nazionali e internazionali, di report a diffusione interna. Inoltre si avvale della collaborazione di numerose università ed enti di ricerca italiani e stranieri. I principali filoni di attività verranno descritti nei seguenti paragrafi.

Appennino

A questo filone di ricerca appartengono la maggior parte dei progetti nazionali a cui ha partecipato il gruppo di ricerca. Gli studi effettuati negli ultimi anni hanno riguardato l'Appennino settentrionale (settore modenese-bolognese, settore tosco-umbro); l'Appennino centrale; (settore abruzzese); Appennino meridionale (settore lucano; confine calabro-lucano); la Sicilia orientale. I risultati ottenuti hanno consentito di definire le paleotemperature massime sperimentate da unità di catena costituite da successioni sedimentarie e da unità metamorfiche di HP-BT, le modalità di acquisizione dell'impronta termica principale, le età e i meccanismi di esumazione delle stesse e la loro relazione con l'evoluzione geodinamica dell'orogeno con particolare riferimento ai processi di accrezione e subduzione. Nell'ambito di questo filone di ricerca sono state attivate numerose collaborazioni con istituti e università italiane e estere.

Pirenei occidentali

La metodologia multidisciplinare brevemente descritta nella linea di ricerca è stata adottata per ricostruire l'entità dei carichi tettonici prodotti dall'ispessimento orogenico e dei carichi sedimentari che si accumulano in ambienti di avanfossa nell'ambito dello studio avviato nel settore occidentale della catena pirenaica in collaborazione con il gruppo di geologia strutturale dell'Università di Saragozza. Il progetto ha previsto due campagne di rilevamento e raccolta campioni negli anni 2003 e 2005 lungo tre transetti regionali trasversali alla catena sedimentaria sul versante spagnolo. Le analisi sinora eseguite (soprattutto di maturità della materia organica e di mineralogia delle argille) hanno permesso di suddividere il bacino di sedimentazione del Gruppo dell'Hecho in diverse unità strutturali a vergenza meridionale che si distinguono per storia termica e talora per stile deformativi, nonché di riconoscere una storiatermica differente e legataescluivamente all'azione dei carichi litostaticiper il bacino della Molassa limitato a suddalle strutturedelle Sierras exteriores. Si intende proseguire queste indagini nell'ambito di una tesi di Dottorato di cui la scrivente sarà co-tutore in collaborazione con il Dip. Di Scienze della Terra dell'Università di Camerino con l'obiettivo finale di ricostruire le relazioni tra esumazione della zona assiale e delle Sierras exteriores ed evoluzione tettono-sedimentaria del Gruppo dell'Hecho e dell'unità della Molassa.

Monti Alborz Iran

Questo filone di ricerca si è sviluppato, nell'ambito del consorzio MEBE, attraverso la partecipazione a un progetto di ricerca. Gli studi effettuati hanno riguardato l'evoluzione termica della materia organica dispersa nei sedimenti di alcune successioni sedimentarie paleo-mesozoiche affioranti in catena e recentemente ridatate attraverso analisi biostratgrafiche su molluschi. I risultati ottenuti in collaborazione con alcuni ricercatori dell'Università di Milano Bicocca sono stati oggetto di report interni e i primi risultati sono stati presentati nell'ambito del convegno GEO 2008 tenutosi nel gennaio 2008.

Analisi termica di successioni sedimentarie in sondaggi profondi

Lo studio attraverso l'approccio multidisciplinare descritto di successioni perforate a scopi esplorativi è stato sinora applicato a due sondaggi profondi: il primo, attraverso alcune sequenze sedimentarie sviluppate lungo il margine passivo brasiliano nell'ambito di un ben noto campo esplorativo Il secondo attraverso ben note successioni sinorogeniche neogeniche in Appennino settentrionale (pozzo Suviana-1). Su entrambi è stata effettuata l'analisi integrata della maturità della materia organica dispersa e delle tracce di fissione in apatite che ha permesso una modellazione mono-dimensionale atta a definire le relazioni tra il regime termico attuale e quello di sviluppo delle principali sequenze sedimentarie perforate. Questi lavori, eseguiti in collaborazione con l'Università di Bologna hanno sinora portato alla redazione di report riservati nell'ambito di un Contratto di Ricerca dell'Università di Bologna con la compagnia Petrobrass e alla realizzazione di due tesi di Laurea del Corso triennale in Scienze della Terra dell'Università di Bologna. Nel 2008 ci si dedicherà all'analisi integrata di materia organica e mineralogia delle argille di altri due sondaggi uno a scopo esplorativo in Appennino meridionale e l'altro nel Mare di Ross in Antartide con finalità di ricerca di base.


2- Calibrazione tra indicatori termici inorganici ed organici in diagenesi

Questa linea rappresenta un ulteriore attività caratterizzante il gruppo di lavoro che prevede l'integrazione di parametri termici inorganici ed organici in diagenesi e subordinatamente in achizona ed epizona.
L'attività nel quinquennio si è sviluppata nell'ambito di collaborazioni con Istituti di Ricerca nazionali ed internazionali ed Università italiane e sta riguardando:

  • tematiche relative a processi di crescita dei cristalli di illite con particolare riguardo alle relazioni tra gli interstratificati a strati misti (illite-smectite) e l'illite.
  • tematiche relative alla identificazione di fasi minerali autigene e detritiche in sedimenti silicoclastici in diversi contesti geodinamici e regioni del mondo (Appennino settentrionale e meridionale; Victoria Land Antartide), attraverso la modellazione di tracciati diffrattometrici).
  • tematiche relative alla realizzazione di una basin maturity chart di indicatori palo-termici organici e inorganici in diagenesi (e subordinatamente anchizona-epizona).

Questa linea di ricerca è stata oggetto di pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali di Scienze della Terra e di Mineralogia con impact factor, di comunicazioni a convegni nazionali e internazionali, di report a diffusione interna. Inoltre si avvale della collaborazione di numerose università ed enti di ricerca italiani e stranieri. I principali filoni di attività verranno descritti nei seguenti paragrafi.

Studio dei meccanismi di crescita dell'illite

A questo filone di ricerca appartengono alcune collaborazioni internazionali cui ha partecipato il gruppo di ricerca. Gli studi effettuati negli ultimi anni hanno riguardato lo studio dei meccanismi di crescita dei cristalli di illite, dalla enucleazione alle successive fasi di crescita, sia per quanto riguarda i sedimenti della successione lagonegrese affiorante in Appennino meridionale che per i sedimenti silicoclastici del Dominio Toscano. In questo ambito sono stati sviluppati software per la modellazione di tracciati diffrattometrici e lo studio delle distribuzioni delle dimensioni dei cristalli di illite ed un importante collaborazione l'USGS di Boulder. Questi software hanno permesso di discriminare le fasi minerali autigene e le fasi detritiche in sedimenti silicoclastici in diversi contesti geodinamici. I risultati ottenuti, pubblicati su riviste nazionali ed internazionali, hanno consentito di identificare i politipi di illite che partecipano al processo di interstratificazione nonché di definire le modalità di formazione ed evoluzione degli interstratificati stessi.

Basin Maturity Chart

Questo filone di ricerca si è sviluppato, nell'ambito di numerosi progetti e collaborazioni con istituti di ricerca italiani e stranieri ed Università italiane. Gli studi effettuati hanno riguardato la correlazione di parametri termici inorganici provenienti dalla microtermometria delle inclusioni fluide, dall'analisi diffrattometrica di argille e dall'analisi delle tracce di fissione con parametri organici derivanti dall'analisi ottica della materia organica e dalla pirolisi in diagenesi e subordinatamente in achizona ed epizona. I risultati ottenuti sono stati pubblicati sulle principali riviste internazionali di Scienze della Terra, su un volume speciale nazionale (Atti Ticinensi di Scienze della Terra) di cui parte del gruppo di ricerca è l'editore e su i proceeding di convegni nazionali ed internazionali.


3- Cartografia geologica in Appennino

Lo studio della geologia dell'Appennino rappresenta una delle linee di ricerca sviluppate negli ultimi anni. La ricerca su questa tematica si è sviluppata soprattutto attraverso la direzione dei nuovi rilevamenti geologici per la realizzazione della Carta Geologica d'Italia in scala 1:50.000, con particolare riguardo a successioni meso-cenozoiche di transizione tra piattaforma carbonatica e bacini pelagici deformate nel corso della strutturazione neogenico-quaternaria.


4- Stili strutturali compressivi a confronto in Appennino

La ri-analisi di ben note strutture affioranti in Appennino alla luce dell'integrazione con recenti dati sulla struttura profonda ha rappresentato una linea di ricerca sviluppata negli ultimi anni in collaborazione con l'University of Leeds e l'Università di Napoli anche attraverso lo sviluppo di una tesi di dottorato di Leeds di cui la scrivente è stata tutore esterno. Queste collaborazioni hanno portato alla validazione del modello deformativo pellicolare in confronto con la tettonica caratterizzata dal coinvolgimento del basamento ed eventuale inversione positiva di strutture estensionali pre-esistenti che ha portato a varie pubblicazioni su riviste internazionali di rilievo relative ad ampi settori (transetti regionali) o a strutture rilevanti dell'Appennino (Matese, Montagna dei Fiori).