Il Museo storico della didattica dell'Università degli Studi Roma Tre.

Dopo anni di silenzio, si deve a Mauro Laeng il progetto di una rifondazione del Museo.
Negli anni in cui maturava il progetto, l'obiettivo fondamentale che animava la coraggiosa iniziativa, oltre al recupero della documentazione dispersa in varie sedi, era soprattutto di costruire un luogo della memoria, per studenti, docenti e studiosi interessati alla ricostruzione della storia della scuola e dell'educazione. Con la definizione di "Museo Storico della Didattica", il Museo venne istituito presso l'allora Facoltà di Magistero dell'Università degli Studi "La Sapienza" con una delibera del Consiglio di Amministrazione e del Senato Accademico del 1986, diventando poi, dal 1996, struttura della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi Roma Tre.
La documentazione conservata presso il "Museo storico della didattica" si caratterizza, a differenza di altre istituzioni analoghe, per la sua eterogeneità legata all'identità originaria e al contenuto delle nuove acquisizioni via via realizzate e legate, nel tempo, a finalità e scopi diversi.
Il patrimonio del "Museo storico della didattica" comprende una consistente parte libraria, un ampio settore archivistico ed una ricca raccolta oggettistica ed iconografica. Il patrimonio archivistico è legato alla presenza di due preziosi Archivi, l'Archivio Giuseppe Lombardo Radice ( o almeno una parte di esso) recentemente riordinato ed inventariato per la parte dei carteggi ma non per quella dei lavori didattici e l'Archivio dell'Ente scuole per i contadini dell'Agro romano, che raccoglie importanti testimonianze relative all'attività di diffusione dell'alfabetizzazione e di lotta contro la malaria avviata nel primo Novecento da Sibilla Aleramo, Angelo Celli, Giovanni Cena, Duilio Cambellotti e Alessandro Marcucci. Questa documentazione è arricchita da un vasto patrimonio fotografico (circa un migliaio di immagini) e da una consistente parte libraria sull'attività igienica, pedagogica e didattica nell'Agro romano e pontino.
Il patrimonio più specificamente museale comprende un'ampia raccolta di oggetti e materiale didattico relativi alla scuola italiana a partire dagli ultimi decenni dell'Ottocento, fra i quali si segnalano:

- un vasto materiale documentario dell'Ente Scuole per i contadini dell'agro romano: Giovanni Cena, Sibilla Aleramo, Angelo Celli (medico), Alessandro Marcucci, Duilio Cambellotti, documenti, protocolli, schedari, partitari, verbali, due disegni di Duilio Cambellotti;

- sei grandi tavole di legno di soggetto agricolo dipinte da Duilio Cambellotti per la scuola di Colle di Fuori;

- materiali e documenti delle prime scuole Montessori, compresi alcuni pezzi originali realizzati su disegno della stessa Montessori per le prime Case dei bambini di San Lorenzo;

- manoscritti ed opere di Luigi Volpicelli;

- sussidi per l'insegnamento infantile e sussidi per l'insegnamento tecnico;

- una sezione storica di informatica didattica;

- suppellettili, oggetti e strumenti ad uso didattico antecedenti alla prima guerra mondiale;

- giocattoli, bambole, burattini.

Fra le acquisizioni più recenti si segnalano:

la scultura lignea di Ferdinando Codognotto L'albero di Pinocchio del 1986, affidata al Museo dal Comune di Roma;

la donazione dell'ISMA al Museo Storico della Didattica. Il Museo ha acquisito nel luglio 2002 una notevole raccolta di libri e oggetti scolastici appartenenti all'ISMA (Istituto di Santa Maria in Aquiro), ente educativo e di assistenza ai bisognosi che trae origine dalla fusione di varie Eredità e Opere Pie romane sorte tra il XVI e il XIX secolo. Il fondo librario (che nel tempo si è arricchito di volumi provenienti da altri istituti scolastici, come, ad esempio, dall'Istituto Magistrale "Eleonora Pimentel Fonseca") si compone di circa 1500 testi editi fra il XVIII e il XX secolo: libri di lettura, precettistica linguistica e di retorica, manuali di storia, di lettere, di filosofia, di stile, di scienze e di disegno, raccolte poetiche e catechismi, classici della letteratura italiana e del pensiero pedagogico, ecc. Si tratta di libri più o meno rari (molti risultano di particolare valore antiquario) che restituiscono fedelmente il profilo didattico-pedagogico dell'istituto d'origine, nonché l'evoluzione dell'editoria scolastica italiana attraverso i secoli.
La collezione di oggetti comprende vari strumenti scientifici già in uso nei laboratori didattici dell'Istituto: apparecchi per l'esecuzione di esperimenti di fisica, chimica, ottica, botanica, biologia ecc. Anche questi ultimi risalgono per lo più ai secoli XIX e XX;

la raccolta completa del periodico "Il Giornale dei bambini".
Recentemente, gran parte del patrimonio museale, ancora collocato in locali poco adeguati, è stato trasferito in una nuova sede appositamente ristrutturata e collocata al piano terra della sede della Facoltà di Scienze della Formazione in Via del Castro Pretorio 20. Questo trasloco ha consentito di allestire una Mostra permanente che è stata inaugurata nel settembre 2003. La Mostra si compone di cinque sale e consente un percorso tematico suddiviso in alcune sezioni: La vita scolastica fra Otto e Novecento; L'insegnamento scientifico: l'Istituto di Santa Maria in Aquiro; In aula nel primo Novecento: una classe della scuola di Colle di Fuori; L'educazione attraverso le immagini; L'armadio didattico di Maria Montessori.

Il Museo storico della didattica, inoltre, ha allestito, negli ultimi anni, numerose mostre documentarie in collaborazione con vari Enti ed istituzioni, dal MIUR al Comune d Roma, dalla Provincia di Roma alla Regione Lazio, delle quali si segnalano le più significative che hanno avuto i seguenti oggetti tematici:

A come alfabeto...Z come zanzara. Analfabetismo e malaria nella campagna romana in collaborazione con il Comune di Roma (Palazzo delle Esposizioni, 20 novembre 1998-6 gennaio 1999); nell'ambito della Mostra è stato organizzato un Convegno su Igiene, Educazione e Arte nell'Agro romano;
Trucci, trucci cavallucci...L'infanzia a Roma tra Otto e Novecento (Roma, Villa Torlonia, 2-20 ottobre 2002) ;

Dalle case dei bambini nel quartiere San Lorenzo alle scuole rurali nell'Agro romano in occasione del Convegno Sviluppi attuali della ricerca sulla pedagogia di Maria Montessori (aula Magna del Rettorato, Università degli Studi Roma Tre, 22 maggio 2003);

A passo di marcia. L'infanzia a Roma tra le due guerre (Museo di Roma in Trastevere, 4 marzo-25 aprile 2004) .
L'insieme di queste iniziative conferma le finalità individuate da Mauro Laeng al momento della rifondazione del Museo nel 1986. Il Museo, infatti, non si configura più come un luogo in cui attivare una didattica esemplare a livello nazionale, ma come occasione per costruire una "casa" della memoria destinato a studenti, docenti e studiosi interessati a svolgere ricerche nel campo della storia della scuola e dell'educazione. A questo proposito, va segnalata la recente pubblicazione, che è destinata soprattutto agli studiosi e che rappresenta l'esito di un decennale lavoro di ricerca, del catalogo dell'Archivio Lombardo Radice .
La finalità principale del Museo nella sua configurazione attuale, dunque, non è quella di raccogliere ed accantonare in forma indiscriminata una documentazione museale, archivistica e libraria,quanto di cercare costantemente un legame, come nelle iniziative finora realizzate ed in quelle in fase di progettazione, fra la ricchezza delle fonti e le nuove frontiere dell'indagine storiografica e della progettualità formativa.