Tra scuola e museo: concorsi dei ragazzi su un antico concorso in mostra

Cristina Bussolati
(Musei Civici di Arte Antica di Bologna)

Presento esperienze didattiche nate da un rapporto di feconda collaborazione tra la scuola e il museo, che hanno assunto come proprio tema di lavoro una mostra ospitata alle Collezioni Comunali d’Arte con sede a palazzo d’Accursio (il palazzo Comunale di Bologna), uno dei nostri tre Musei Civici d’Arte Antica (gli altri sono il Museo Civico Medievale e il Davia Bargellini).Si tratta di una mostra che ha riscoperto una serie di dipinti del ‘600, rivelatisi quasi tutti bolognesi, che per molteplici motivi poteva essere utilizzata da parte della scuola, perché offriva un inedito spaccato problematico appena riemerso dagli studi dell’antica cultura storico-artistica cittadina, e, per le sue caratteristiche peculiari il contesto del passato si prestava ad essere riattualizzato nel presente, nonostante il tema si presentasse assai difficile e raro. Ma é proprio questo il nostro lavoro di operatori museali, professionalmente ancora in larga parte non adeguatamente riconosciuto, un lavoro di mediazione culturale, del rendere facile il difficile, esplicito l’implicito, tarando quasi artigianalmente i contenuti culturali sui diversi livelli di pubblico. Proponendo alla scuola questa mostra come laboratorio didattico sperimentale ne abbiamo stimolato le capacità di produzione culturale, mirando a costruire un rapporto col museo più approfondito e continuo, teso a superare il tradizionale carattere della sola visita guidata, che pur gradita e molto richiesta, rimane ancora troppo spesso un fatto episodico e superficiale.Non è questo l’unico tentativo che facciamo come Musei Civici d’Arte Antica di rendere sempre più diramata e approfondita la fruizione pubblica del museo con l’ attività didattica ormai più che decennale, rivolta ad inventare percorsi formativi tesi a comporre globalità culturali, a costruire nuove chiavi di lettura di singole opere, ad individuare fra esse e la città nuovi rapporti. Il piano di intervento del nostro lavoro partito inizialmente solo dalla scuola, ha riguardato altre volte mostre promosse od ospitate dai Musei con la produzione di materiali divulgativi, si allarga spesso al pubblico adulto, e negli ultimi anni anche ai ragazzi e alle famiglie.Credo che ora si debba pensare alla scuola sempre più oltre la scuola, come potenziale pubblico futuro del domani; inventare nuove occasioni formative di frequentazione valorizza a pieno il nostro patrimonio culturale, è problema di fondo per la vita delle due istituzioni, traenti entrambe linfa vitale da questo rapporto: il museo diventa davvero socialmente (e anche economicamente ) utile offrendo nuovi motivi di interesse formativo, la scuola ha nuove possibilità di aprirsi e rinnovarsi. Lo scambio aperto delle due istituzioni in reciproca autonomia, si è rivelato in questa occasione particolarmente felice sul versante delle produzioni culturali dei ragazzi, che hanno trovato a loro volta momenti pubblici di diffusione delle esperienze anche mettendosi in rete (con ipertesti, uno spettacolo per le famiglie della scuola media, l’ esposizione delle produzioni artistiche al museo della scuola superiore).La mostra Giuseppe Maria Crespi e altri maestri bolognesi nelle Collezioni di Castel Thun. Il ciclo di Ercole nella quadreria di Francesco Ghisilieri ( tenutasi al museo dal 21 novembre 1998 al 31 gennaio 1999, con catalogo a cura di Elvio Mich e introduzione di Eugenio Riccomini, direttore dei Musei Civici d’Arte Antica) ha riportato a Bologna nuovamente esposte al pubblico cittadino dopo tre secoli , le sei tele con raffigurazioni delle storie mitologiche di Ercole realizzate per il collezionista e mecenate bolognese Francesco Ghisilieri, forse il nucleo più importante della sua quadreria andata dispersa fra ‘700 e ‘800, acquistate nel secolo scorso dalla famiglia Thun (nella cui collezione andavano sotto vecchie attribuzioni), ora dalla Provincia autonoma di Trento (1992), restaurate ed esposte per la prima volta nel Castello del Buonconsiglio a Trento (1998). Si tratta dunque di una mostra importata dal nostro museo, ma particolarmente radicata nella cultura artistica locale, nella storia delle committenze e accademie cittadine, la più famosa delle quali fu quella dei Carracci, che a partire dal ‘500 si basarono sui metodi formativi del disegno, del modellato, sullo studio dell’anatomia e delle storie letterarie, con particolare vocazione a verificare direttamente il dato naturale tramite consumata padronanza del segno e delle tecniche. Il Conte Ghisilieri rilanciò con sede nel suo palazzo varie volte "l’Accademia degli Ottenebrati del Nudo e del Disegno" con la direzione dello storico bolognese Conte Carlo Cesare Malvasia (1585), offrendo la possibilità a "studiosi giovani" di esercitarsi nella copia del modello nudo rilanciando la sperimentale tradizione carraccesca. Nel 1690 l’ accademia bandì un "disegno di concorso" sul tema di Ercole fra alcuni dei migliori pittori della vecchia e nuova generazione operanti a Bologna; tra questi era il giovane Giuseppe Maria Crespi, che vinse la gara con Ercole e Anteo , dipinto riemerso in questa mostra come uno dei suoi primi capolavori giovanili, opera che ebbe "grandissimo plauso, e non è meraviglia, perch’è egli è un quadro molto forte, e disegnato con molto ardire, e vivacità" (G.P. Zanotti, Storia dell’Accademia Clementina di Bologna, Bologna 1739). Il Crespi è uno dei più influenti capiscuola della pittura bolognese ed europea della prima metà del ‘700, esponente della linea figurativa del ‘naturale’ compresente all’altra linea ‘classicizzante’ della cultura bolognese, della quale fu grande protagonista il suo contemporaneo Donato Creti, come si può vedere nel dipinto Mercurio e Giunone , parte di un cospicuo nucleo collezionistico anche questo di provenienza nobiliare privata donato al senato di Bologna nel 1744, allora posto nelle stanze di rappresentanza del Comune funzionanti anche come rassegna delle creazioni artistiche cittadine, e nel 1936 all’ apertura del museo definitivamente collocato nella secentesca Galleria Vidoniana. Il nucleo di questi dipinti è stato a sua volta per la prima volta esposto a New York e a Los Angeles (dall’ottobre ‘98 all’aprile dell’ 99) valendo come invito alle numerose manifestazioni che si terranno nel 2000 a Bologna, capitale europea della cultura, fornendo la possibilità di ospitare la mostra del Crespi negli stessi spazi resisi dunque disponibili della galleria, ambiente centrale del museo di suggestivo impatto scenografico. Il confronto fra i due pittori esemplifica a livelli di alta qualità le due tendenze stilistiche della cultura artistica cittadina, variamente verificabili anche nei dipinti fatti per il concorso dell’accademia Ghisilieri; fra i quali Ercole e Esione di Girolamo Donnini personale interprete del classicismo neoreniano (si era registrata un’altra ipotesi attributiva al bolognese Marcantonio Franceschini, dal Donnini preso a modello), ed Ercole e l’Idra di Paolo de’ Matteis (pittore napoletano in sintonia di temperie classicista, prima dato al bolognese Giovan Gioseffo Dal Sole attivo col de’ Matteis), sono opere che si collocano sulla linea di quel particolare classicismo naturalizzato che sulle tracce di Annibale Carracci a Roma e di Guido Reni avrà fortuna cosmopolita in Europa.La possibilità di osservare nette differenziazioni stilistiche tali da poter far cogliere attraverso i confronti le differenze, il comporsi della serie come vero e proprio laboratorio di critica in atto, si presentavano particolarmente interessanti per la scuola superiore: i dipinti ritrovati "esposti al pubblico in occasione di certa festa", sicuri anche sulle fonti per il concorso del 1690, sono quelli sulla linea drammatica ’naturale’ del Crespi e del velocissimo Burrini, suo compagno di "stanza" e "concorrente" appena un po’ più anziano (un'altra tela del Dal Sole indicata dalle fonti non è ancora sicuramente identificata); gli altri, prima ipotizzati per la stessa occasione (Trento 1998), successivamente (a Bologna 1998-‘99) si sono supposti eseguiti per un suo completamento, con slittamenti cronologici ed attributivi (registrati nella seconda edizione del catalogo). Anche la possibilità di approcci interdisciplinari, insieme all’occasione di non scarso interesse di simulazione ludica di caratteristiche della cultura artistica della città, quali l’organizzazione per accademie, antenate delle settecentesche e delle attuali, con la frequente presenza di gare fra gli artisti, ci hanno spinto a sottoporne l’uso sperimentale alla scuola.La proposta didattica, nata in collaborazione fra l’operatore e gli insegnanti, per la parte museale si è articolata a diversi livelli di complessità sul piano disciplinare storico-artistico, puntando all’analisi degli aspetti formali e iconografici, storico letterari e storico antropologici (il mito e i cicli mitografici di Ercole). Essa si è attuata con iniziali incontri al museo per la osservazione diretta delle opere, e il proseguimento a scuola tramite attività di studio e ricerca dei ragazzi (con gli strumenti del catalogo scientifico, recensioni, specifica bibliografia…), che hanno prodotto materiali attinenti ai curricoli di carattere storico artistico e storico letterario dei tre ordini di scuola elementare, media e superiore (educazione all’immagine, lingua italiana, educazione artistica e musicale, lettere, storia dell’arte, discipline plastiche e pittoriche). Le produzioni della scuola sono state finalizzate all’organizzazione di concorsi dei ragazzi con finali premiazioni e mostre che hanno simulato lo svolgersi dell’antico concorso.Passo ora ad una rapida rassegna dei lavori visivi (potendo in questa occasione documentare soprattutto questi), tentando di mantenere per quanto possibile il confronto con i dipinti. La scuola elementare (una classe seconda delle Morandi) lavorando sul mito come unità didattica ha elaborato drammatizzazioni, semplici testi, e disegni in leggera matita acquarellata che testimoniano l’alta capacità di elaborazione espressiva dei bambini: il disegno con Ercole e l’Idra trasforma la serenità classica del dipinto prima presentato raffigurando il momento della lotta col mostro, trasportandovi qualche atmosfera degli altri dipinti di maggiore forza drammatica; un altro esempio, Ercole e Esione , riesce a tradurre semplicemente con occhi di bambino la dolcezza di forme di colori del dipinto di stampo classico.Le produzioni della scuola media (Testoni Fioravanti) si sono articolate su un piano più complesso utilizzando un progetto, approvato dal Ministero della Pubblica Istruzione in rapporto con l’ I.R.R.S.A.E., che ha realizzato i laboratori di potenziamento linguistico, composti da ragazzi provenienti da varie classi, condotti a livello interdisciplinare dai docenti di educazione artistica, lettere, educazione musicale all’interno della sperimentazione di tempo flessibile (il progetto attivo da alcuni anni si è attuato in collaborazione con il museo anche su altri itinerari didattici documentati da ipertesti). Il lavoro sulla mostra è stato condotto dal laboratorio delle prime classi: è iniziato al museo con l’osservazione partecipata dei dipinti, e la redazione a gruppo di schede dirette all’individuazione dell’opera, alla sua iconografia, all’analisi degli elementi strutturali del linguaggio visuale (forma, colore, luce, movimento), all’espressione di sensazioni ed emozioni personali. A scuola i ragazzi approfondendo l’argomento hanno prodotto testi narrativi, elaborati pittorici rappresentativi (disegni a tempera), commenti sonori e musicali (uso della voce, suoni d’ambiente, elaborazione in funzione espressiva del concerto La notte di Vivaldi) raccolti nell’ ipertesto da loro intitolato Ercole, una vita spericolata (che lascio in copia al Centro di Didattica Museale) composto con la seguente struttura: il racconto mitologico, le gallerie (delle opere dei pittori e dei ragazzi), le schede dei personaggi con la definizione psicologico-emotiva. La base dell’ipertesto è servita per la messa in scena di uno spettacolo (con proiezione di diapositive e colonna sonoro-musicale), eseguito a fine d’anno in sala pubblica per le famiglie seguito dalla premiazione del concorso dei disegni in mostra a scuola (è ancora in fase di montaggio un video dell’esperienza; altri due spettacoli per le famiglie, realizzati dagli stessi laboratori su altri percorsi museali si erano tenuti nelle sedi dei musei).Vi mostro in rapida successione alcuni esempi degli elaborati visivi: ancora il tema di Ercole e l’Idra ha calamitato l’attenzione dei ragazzi che lo hanno rivissuto in chiave di drammatica trasposizione espressiva evidentemente più vicino alla loro sensibilità, con qualche ricordo del dipinto classico in questi due disegni, primo e secondo premio del loro concorso: un esempio in chiave di copia fedele dell’avvinghiato gruppo di Ercole e Anteo , qui immersi in un ampio chiaro paesaggio. Il premio per l’opera più espressiva ha travestito fantasticamente il classico Ercole e Esione in chiave di sogno quasi surrealista; il drammatico Ercole e Deianira del mobile Giovan Antonio Burrini, è stato rivissuto in toni solari, e le sue linee curve tardobarocche, tradotte nelle ripetute sottili nervature del fiume, si allargano all’ampio paesaggio.L’esperienza della scuola superiore è stata prodotta dal liceo artistico intitolato allo storico dell’arte bolognese Francesco Arcangeli, la scuola che ancora oggi prepara i giovani alla pittura , al disegno, al modellato. L’intenzione dell’operatore didattico e degli insegnanti che hanno operato a fianco coinvolgendo la direzione dei musei civici, è stata mirata a superare la fruizione passiva del museo da parte dei ragazzi, a costruire una situazione che lo rendesse luogo di esperienza attiva, dove si ritorna con piacere a vedere cose nuove, per non sentirli più dire "ci sono già stato… ", tentando di modificare il difficile atteggiamento di diffidenza degli adolescenti.Si è pensato di accostare i ragazzi alla mostra evitando la visita guidata, invitandoli all’osservazione autonoma e conducendo lo studio a scuola con partecipato metodo seminariale, completando la visione delle opere con indagini sulle provenienze, sugli artisti, sui cicli mitologici e le loro iconografie, sulle accademie cittadine e il loro sviluppo, ritrovando così le radici storiche della loro stessa scuola e dell’attuale Accademia di Belle Arti che molti di loro si accingono a frequentare. Si è proposto infine ai ragazzi di realizzare con tecniche tradizionali (carboncino, gessetto, matita, china, olio su tela, modellato) o moderne (video-elaborazione, fotomontaggio, collage…) loro opere ispirate o rielaborate dalle tele della mostra, partendo da composizioni fatte dal vero a scuola in atelier con i tradizionali modelli posti in posa, in una serie di tableaux vivants riproducenti le stesse posture dei soggetti delle opere esposte. Le realizzazioni artistiche dei ragazzi sono state valutate da una giuria composta dalla direzione dei musei ed esposte nella mostra Il concorso sul concorso (con locandina e testi esplicativi), tenutasi contemporaneamente alla mostra dei dipinti seicenteschi nei locali attigui al museo dell’ex-caffetteria Morandi, con originali contributi in particolare nella esecuzione di un rilievo plastico e nella composizione di tecniche miste. Il direttore del museo Eugenio Riccòmini sulla falsariga del concorso Ghisilieri ha assegnato i premi a tre lavori di decisa abilità segnalati ex-aequo: due dei quali ispirati ad Ercole ed Acheloo di Aureliano Milani, ammiratore del Crespi interprete di un ‘naturale’ neocarraccesco molto controllato, questo concentrato bozzetto modellato in creta e un morbido disegno di tecnica mista (particolare, a matita e carboncino) entrambi eseguiti come copia fedele dell’opera originale; il terzo è una rielaborazione di Ercole al bivio del classicista Ercole Graziani allievo del Creti (prima assegnato a Lorenzo Pasinelli, maestro dell’ Accademia Ghisilieri, base del Creti e del Graziani ), che riesce a catturare l’emozione psicologica del dipinto e a trasmetterla evidenziata tramite moderno collage fotografico.Per chiudere la breve rassegna, due ultimi esempi di riusciti disegni in morbide sanguigne tratti da Ercole e Anteo, il dipinto del Crespi che vinse l’antico concorso, fedeli interpretazioni dell’ originale seicentesco realizzati in aperto mobilissimo segno.Concludendo, vorrei dare l’ultima informazione su una ripresa del lavoro quest’anno: il liceo ha composto testi sugli artisti e sulla complessa vicenda storico critica delle varie attribuzioni della mostra con ricerche e confronti visivi raccolti in un ipertesto (ormai quasi ultimato), che sarà presentato dalla scuola entro novembre al festival multimediale The European Netd Days organizzato dalla Commissione Europea di Bruxelles. 
AL MUSEO: Collezioni Comunali d’Arte -Musei Civici d’Arte Antica-La proposta didattica rivolta alla scuola superiore è partita dall’operatrice museale Cristina Bussolati e dalla professoressa Maria Grazia Diana (storia dell’arte- Liceo Arcangeli) con l’apporto di Beatrice Buscaroli coordinatrice della sezione didattica ora responsabile di Bologna dei Musei (Assessorato alla Cultura), di Carla Bernardini conservatrice delle Collezioni Comunali d’Arte, e con la generosa disponibilità di Eugenio Riccòmini, direttore dei musei civici d’Arte Antica. Ha collaborato all’ allestimento della mostra del liceo Angelo Zanotti.L’esperienza didattica organizzata sui tre livelli di scuola in collaborazione con gli insegnanti, è stata condotta e coordinata al museo da Cristina Bussolati, operatrice della Sezione Didattica dei Musei Civici d’Arte Antica, V. Manzoni 4, 40121 Bologna, tel. 051/203935, fax 232312
e-mail: MCAADidattica@comune.bologna.it
Collezioni Comunali d’Arte , Palazzo del Comune, piazza Maggiore 6, tel. 051/ 203629 - http://www.comune.bologna.it/Cultura/MuseiCivici/
e-mail: MuseiCivici@comune.bologna.it
A SCUOLA: Hanno sostenuto le esperienze le varie direzioni didattiche


Scuola Elementare Giorgio Morandi
L’esperienza didattica è stata condotta dalla classe seconda e dall’insegnante Roberta Vandini.Scuola Media Fioravanti Testoni
L’esperienza didattica è stata condotta dai laboratori di Potenziamento

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