MimesisLab
Laboratorio di Pedagogia dell'Espressione
Dipartimento di Progettazione Educativa e Didattica
Università degli Studi Roma Tre

Vai al sito ufficiale dell'Università Roma Tre

Home page >> Ricerca >> Attività realizzate >> Corso di comunicazione efficace Hand Off – Introduzione della nuova cartella assistenziale

English versionEnglish version


Registrati alla newsletter


Cerca nel sito

Ricerca

Attività realizzate

Corso di comunicazione efficace Hand Off – Introduzione della nuova cartella assistenziale

A cura di Federica Arlotti


Icona

Sede: Ospedale Sandro Pertini - Roma
Curatrici: Federica Arlotti, Elisa Muscillo, Manuela Badino
Periodo: Aprile – Giugno 2014



Il percorso di formazione rivolto al personale infermieristico dell'Ospedale Sandro Pertini ha previsto la partecipazione di circa 150 infermieri afferenti ai reparti di Medicina, Chirurgia, OBI, Ortopedia, Nefrologia, Cardiologia, Cardiologia d'Urgenza ed ha avuto come obiettivo principale quello di fornire alcuni strumenti comunicativi per l'utilizzo della nuova procedura Hand Off.
In stretta collaborazione con l'Unità Operativa Complessa Dipartimentale PSAIO (Professioni Sanitarie Assistenza Infermieristica e Ostetrica) è stato ideato un lavoro per favorire la comprensione della nuova cartella assistenziale attraverso la Pedagogia dell'Espressione e il metodo di comunicazione efficace ISBAR (Identification - Situation - Background - Assessment - Recommendation).
Il corso, che si è svolto in un'unica soluzione, ripetuta per gruppi di circa 15 infermieri, è stato articolato in due fasi. La prima, di circa 2 ore, a cura dello PSAIO, è stata incentrata sulla esplicitazione da parte delle Coordinatrici Infermieristiche dei Dipartimenti delle Specialità Chirurgiche e di Medicina della struttura e dei contenuti della nuova cartella assistenziale unificata per tutti i reparti. La seconda, di circa 4 ore e mezzo, a cura delle collaboratrici del MimesisLab, Laboratorio di Pedagogia dell'Espressione (Università di RomaTre), è stata suddivisa in tre parti: la prima ha previsto la presentazione di un caso clinico (fornito dallo PSAIO) che doveva essere riportato dagli infermieri nella cartella; la seconda parte è stata dedicata alla lettura e revisione collettiva del caso clinico, con particolare attenzione alla condivisione di gruppo relativa alle proposte e soluzioni del compito. È stato un momento incentrato sulla riflessione del proprio importante e delicato ruolo professionale. Gli strumenti di conduzione utilizzati sono stati indirizzati verso lo stimolo della sinergia e della consapevolezza dell'appartenenza ad un gruppo di lavoro. E' stato osservato come la coesione dei partecipanti, l'ascolto reciproco, l'attenzione, il rispetto dell'altro e del suo punto di vista abbiano aiutato nella comprensione del nuovo strumento di lavoro. E' stata scelta una disposizione semicircolare dei partecipanti che ha consentito una attiva possibilità relazionale. La terza e ultima parte del lavoro proposto, ha avuto l'obiettivo di una riflessione critica da parte degli infermieri sulle proprie abitudini relazionali e comunicative, con l'ausilio della Pedagogia dell'Espressione, e della mimesis (ovvero, un particolare tipo di esercitazione introspettiva che richiede ai partecipanti di rendersi simile nel corpo e nella voce a qualcuno o a qualcosa) e di simulazioni di role playng (ovvero, un particolare tipo di 2 esercitazione improvvisata che richiede ai partecipanti di svolgere il ruolo di "attori" in interazione tra loro, mentre altri partecipanti fungono da "osservatori" dei contenuti e dei processi che la rappresentazione "mette in scena"), in cui ognuno ha potuto sperimentarsi in diversi ruoli professionali e nelle diverse figure che appartengono all'ambito lavorativo ospedaliero. Un'attenzione particolare è stata rivolta alla dimensione della coralità, con l'intento di stimolare all'interno del proprio contesto professionale la risoluzione dei conflitti e la compartecipazione nel rispetto dell'altro senza prevaricare o nascondersi nel gruppo. Fin da subito, si è reso evidente come l'analisi della comunicazione e delle nuove regole abbia creato un dibattito aperto e sincero da parte degli operatori, che hanno desiderato condividere i loro dubbi, ma anche le loro proposte. La prima consapevolezza emersa è stata quella di considerare in prima persona quanto il proprio ruolo sia complesso dal punto di vista comunicativo nella relazione d'aiuto con i pazienti, ma anche con i colleghi e con le altre equipe di lavoro. Un incontro chiaramente non può esaurire o risolvere il compito comunicativo, ma può gettare il seme per continuare ad approfondire una tematica così importante in un contesto lavorativo come quello nosocomiale, in cui gli infermieri devono essere capaci di mantenere la loro comunicazione efficace, essenziale, diretta ed empatica allo stesso tempo, seppur costantemente caricati della responsabilità di non commettere errori e di lavorare spesso in emergenza. Qui si è evidenziata la fatica fisica e psicologica di questo complesso lavoro, ma anche la volontà di provarci, di mettersi in gioco, unite alla richiesta di collaborazione da parte sia dei colleghi, sia del gruppo dirigente. Ci sembra la partecipazione degli infermieri al corso un buon punto di partenza per riattivare quella comunicazione efficace, che senza l'apporto di tutti gli "attori" non si può sviluppare e non conduce all'obiettivo finale, la presa in carico efficace del paziente, sia dal punto di vista clinico, che emotivo, e la salute psicofisica degli operatori, che ogni giorno si prendono cura dei pazienti e spesso dei relativi familiari, in situazioni di disagio e sofferenza, con le conseguenze emotive che una relazione d'aiuto così delicata comporta.




Home page  |  Stampa  |  Credits  |  Roma Tre  |  Torna su

Ultimo aggiornamento: 02 / 09 / 15 - 09:38:46