MimesisLab
Laboratorio di Pedagogia dell'Espressione
Dipartimento di Progettazione Educativa e Didattica
Università degli Studi Roma Tre

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Attività realizzate

EXPRIMERE: Laboratorio teatro-mimesis in lingua italiana a Berlino

A cura di Federica Arlotti


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Sede: EiKiTa (Asilo nido e scuola dell'Infanzia) - Girotondo e.V. - deutsch-italienischer Kinderladen Berlino, Germania
Curatrice: Valentina Tinelli
Collaboratrici: Alessia Basiglio e Filomena Oliva
Periodo: Marzo-Luglio 2015


Promotore del progetto: Associazione Bocconcini di cultura e. V. di Ilaria Bucchioni, Berlino. L'associazione ONLUS "Bocconcini di Cultura" opera al fine di mantenere, sostenere e sviluppare la conoscenza della lingua e cultura italiana di bambini e ragazzi in Germania.

Il Laboratorio ha fornito spazio di conoscenza, esplorazione e approfondimento del movimento corporeo, del processo immaginativo e dell'emozione per gli alunni attraverso l'attivazione della capacità mimesica umana.
Contemporaneamente ha fornito al corpo insegnante strumenti vivi e dinamici per lo sviluppo della capacità espressiva e dialogica con il proprio gruppo di alunni.
I bambini a cui il lavoro si è rivolto vivono quotidianamente nella Kita (asilo) e in famiglia esperienza di bilinguismo italo-tedesco.
Il suddetto percorso era rivolto all'approfondimento della sola lingua italiana con l'intento di rafforzare l'apprendimento, la sonorità, la costruzione grammaticale di essa che si colloca come seconda lingua nel territorio germanico.

"Maturità dell'uomo significa aver ritrovato la serietà che da fanciulli si metteva nei giochi". Friedrich Wilhelm Nietzsche, Così parlò Zaratustra, Adelphi, Milano, 1973.

"Alla scuola di mimica che cosa imparo? Che cosa imparo facendomi fuoco, aria, pioggia, onda, albero, sasso, fiore, uccello, fulmine, tuono? Imparo l'infinità delle strutture, dei pesi, dei ritmi, delle tensioni, e l'imparo a tutti i fini immaginabili, nella loro essenza analogica come schemi disponibili di pensieri, di macchine, di leggi, di poesie, di preghiere... .Imparo l'infinità dei modi di nascere, di vivere e di rinascere, di far parte della realtà e di contenerla, di dare ad ogni attività l'infinita probabilità d'ogni colore e d'ogni timbro mediante una o più altre...Imparo il moto, il gesto, la voce, il silenzio di tutto...Imparo sentimenti, affetti, passioni, a tutti i livelli che voglio propormi, dal soffio di una piuma al cataclisma vulcanico...Imparo infine che se è matematicamente impossibile imparare tutto e se nonostante l'incremento degli esponenti che sospingono verso l'innumerevole, quel poco che so, infinitissime cose che restano fuori dal mio dominio, tuttavia delle cose che restano fuori, basta l'evocazione di una immagine pregnante, il soccorso combinatorio di un'analogia, perché al momento della loro necessità, nascano grazie all'umana macchina mimica, consumatasi a rivivere tante altre..." Orazio Costa (Lettera al nipote Nicola, quaderno XVI, 29/8/66).

"...Dall'imitare si passa allora al mimare. Dalla pura e semplice ripetizione si passa ad una funzione che è nello stesso tempo interpretativa e creativa. Interpretativa perché non potendo riprodurre traduce, creativa perché la scelta degli arti espressivi non è meccanicamente automatica, ma è affidata alla natura dell'individuo, ai suoi movimenti spontanei e originali, che dicono della propria unicità." Orazio Costa. (Quaderno XVI,29/8/1966).


CORO MIMESICO DI PEZZETTINO di Leo Lionni

Progetto eXprimere del Mimesislab nella kita Girotondo e. V. italo-tedesca di Berlino
Con regia dinamica di Valentina Tinelli
La rappresentazione di questa breve storia che narra ma non svela, che apre senza forzare all'esserci, che racconta degli altri restando nella propria unicità, vuole essere la rappresentazione di quello che i bambini hanno vissuto, assaggiato, giocato con corpo e gioia durante tutto il percorso del laboratorio.
Nella messa in scena ci sono tutti gli incontri avvenuti tra i bambini e il proprio corpo, tra i bambini e lo spazio, tra gli uni e gli altri, e tra la gioia dell'esprimersi e l'importanza di essere visti.
"E guarda io come lo faccio!!! E io, guarda!!!"... l'importanza di essere visti forse sta proprio ad indicarci la via per riconoscere l'altro nel suo modo di intendere la vita.
Per chi conduce (ma anche per l'educatore e direi proprio anche per un genitore) è compito arduo. Perché quando un bambino si mostra nel suo nucleo originale, poter guardare è sostenere, accogliere, nutrire ed allevare.
Il gruppo dei grandi (4-6 anni) dell'asilo italo-tedesco Girotondo mi ha concesso di poter vedere la sua energia, donandosi all' espressione con tanta intensità. In alcuni momenti ho avvertito lo sviluppo di una forza creativa, che mi ha regalato una regia dinamica armoniosa: non ho fatto altro che cucire tutti i fili espressivi che sono nati da tanto ricco, serio e generoso lavoro.
Veramente interessante per chi lavora con i laboratori negli istituti scolastici, è stata l'importanza di avere la possibilità di costruire uno luogo fisico in cui le esperienze espressive sono divenute un nuovo linguaggio e una nuova forma di relazione, sia rispetto alla lingua italiana sia rispetto alle dinamiche di gruppo e a quelle del gruppo legate alle proprie educatrici che hanno partecipato attivamente con sostegno e accoglienza.
Vivo e curioso il senso di riscoperta di linguaggi corporei ed approcci nuovi con la fiaba, la poesia, il disegno, e senz'altro approcci fantasiosi e creativi nel gruppo e tra se stessi e l'altro da sé.
In un appuntamento di una sola ora durante la settimana, la scelta di utilizzare una sala solo per quella attività, sistemata e attrezzata in maniera semplice per sperimentare l'incontro con la parola in lingua italiana per mezzo del movimento del corpo, ha generato uno spazio fisico che via via è divenuto spazio interiore.
Dal linguaggio del gioco amato dai bambini di diventare le cose, si è potuti con grande armonia arrivare a toccare forme d'arte: teatro, danza, vocalizzazione, ritmo e relazione sentita con l'altro: realizzare mimesis.
Il piacere ha creato fiducia verso chi ha condotto il lavoro, e la fiducia ha creato espressioni nuove di parola e movimento.
Il giocare ha aperto gioia nel ri-giocare: ripetere per verificare, ritornare per assaporare, ricominciare una sequenza per scoprire e approfondire una ricerca espressiva.

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Ultimo aggiornamento: 02 / 09 / 15 - 09:59:54