MimesisLab
Laboratorio di Pedagogia dell'Espressione
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Cineteca

Riflessioni allo schermo



Scheda

Codice 46

Regia di Michael Winterbottom. Con Tim Robbins, Samantha Morton, Om Puri, Jeanne Balibar. Fantascienza, durata 92 min. USA 2003.
Presentato in concorso alla 60ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.
Méliès d'oro 2004/05

Sinossi

In un futuro non meglio specificato. William è stato mandato a Shangai per indagare su una frode assicurativa, Maria lavora per la compagnia truffata e si occupa della sicurezza dei viaggiatori. L'uomo ha la capacità di leggere nella mente delle persone e non ci mette molto a scoprire che è Marta a raggirare l'assicurazione, ma anziché denunciarla se ne innamora.

Oltre lo schermo

Si avverte la mancanza di qualcuno che non si ricorda?
Possono un momento, un'esperienza, sparire completamente?
Oppure esistono, da qualche parte, in attesa di essere scoperti?


Due elementi ci riportano "all'inizio della storia", là dove tutto è iniziato, in antica Grecia: la Sfinge, depositaria della verità e arbitra della sorte degli uomini – o per meglio dire dei nuovi arrivati – e la tragedia di Edipo, inconsapevole assassino del padre e marito della madre.
Dopo Cose di questo mondo l'eclettico regista inglese Micheal Winterbottom, delinea il ritratto "di un altro mondo", o almeno così sembra, nel quale i raggi del sole sono ormai insopportabili per l'uomo, ci si muove solo "sotto copertura valida", si parla una strano esperanto nutrito di vocaboli a protezione di una palabra, tutto è controllato in modo che anche il ricordo più intimo sia custodito in un microchip ed il destino di ognuno è legato a papel contraffatti e virus dell'empatia.
Su questa piattaforma dove "si vive solo al buio" una falsa copertura è un biglietto per una sofferenza evitabile. Una mistura tra l'utopia negativa di Aldous Huxley e George Orwell ed i nonluoghi di Marc Augé.
Come fa la gente a vivere qui fuori?
Non è vivere, solo esistere.

In un futuro senza patria né tempo, la società ricorre ancora una volta alla Sfinge quale miglior giudice e, per evitare contaminazioni genetiche ed unioni incestuose, ha introdotto il Codice 46, ultima di una serie di restrizioni che portano l'essere umano ad essere fuera dal mondo.
Qui – lontano dai grattacieli e dagli hotel a cinque stelle e nonostante un sole artificiale ad augurarle buon compleanno – una donna concepisce un'idea diversa della vita e spera, attraverso un sogno, di ultimare il suo viaggio sotterraneo ed incontrare l'amore o, almeno, di riconoscerlo. Maria considera la lettura del pensiero non un dono ma soltanto un trucco, non sente le note ma si fida dell'uomo "giusto", avverte le sue pulsioni erotiche, non ha bisogno di antivirus per corromperlo o metterlo in difficoltà e crede nel destino piuttosto che nella fortuna.
Mantiene la necessaria sensibilità per leggere lo sguardo degli altri, la felicità nei loro volti, è catturata dai particolari che rendono unico l'essere umano, dalle sue tracce più che dalle "impronte": ogni persona un segreto, ogni segreto una storia, ogni storia un mistero, ogni mistero un incontro. Un pensiero troppo ribelle per la sola memoria di un software.
Chissà cosa ci fa una donna in un mondo di comunissimi adulti...
Guarda i loro occhi, hanno un'espressione che noialtri non abbiamo. Tu assomigli a loro un pochito.

E' dormendo che Maria arriva all'ultima carrozza, dell'ultimo convoglio, dell'ultima stazione, dell'ultimo compleanno: William è lì riflesso nella sua pupilla con il caffè caldo di moka. Entrambi hanno scoperto quello che cercavano: lui è l'uomo dei sogni, lei la donna dei papeles contraffatti. Sembra un'indagine risolta, invece il "programma" di William subisce una battuta d'arresto, il suo virus dell'empatia entra in contrasto con una sorgente di calore infinitamente più enigmatica e complessa: un sentimento che abbraccia la solidarietà, l'uguaglianza, l'amicizia, il rispetto, il coraggio. In una parola l'amore.
Per Maria certo, ma anche per Nabib che ora, forse, potrà smettere di tagliare i capelli al casello autostradale; qualche ora prima era stato tentato di prendere il posto dell'ambulante, di correre quel rischio, di andare incontro al destino. Ora è pronto...
Se avessimo sufficienti informazioni, potremmo prevedere le conseguenze delle nostre azioni. Vorresti saperle? Se baci quella ragazza, se parli con quell'uomo, se accetti quel lavoro, o sposi quella donna, o rubi quel papel...Se sapessimo come andrebbe a finire, saremmo in grado di fare il primo passo, la prima mossa?
William l'investigatore, il cavaliere medievale al quale bastava un qualunque indizio per entrare nelle vite degli altri, adesso è di fronte al caso più complicato che gli sia mai capitato: scoprire la sua "vera natura". Ha imparato a mentire, o ad inseguire un sogno? Non lo scoprirà mai.
Quel sistema, che col suo lavoro contribuisce a rendere più stabile e sicuro, ora gli intima di tornare indietro senza passare dal via. La manipolazione genetica ha costruito un mondo dove non c'è spazio per la gratuità, per il libero arbitrio, l'amore ed il concepimento naturale: tutto deve essere previsto, precauzionalmente analizzato, sottoposto a controllo, autorizzato. Non è prevista la scelta del singolo, né la libera iniziativa. A meno che non si disponga di un sogno, l'unico antidoto in grado di mettere in crisi l'intero ingranaggio e trasformare in hackers due comunissimi mortali; non è bastato resettare una parte di memoria nella vita di Maria, non è servito cancellare l'uomo - l'atto sessuale - la gravidanza. Le cause di quella relazione così naturale – e perciò così altamente rischiosa – vanno ricercate altrove, in un'altra parte del corpo, più in profondità, sconosciuta ai più. Bisogna essere degli esperti per inoltrarsi all'interno di questa cavità sotterranea, l'unica in grado di ospitare fantasie e speranze mai rivelate: William è custodito proprio lì, in una zona protetta ed inaccessibile troppo umana sia per la genetica che per la Sfinge.
Maria e William si riconoscono e finalmente senza copertura volano fuori da "questo mondo". Ma fuori non è mai abbastanza e mentre la libertà interiore della donna è "incomprensibile" per il grande vertice, William non è un sognatore ed immediatamente viene rimesso sulla retta via.
Maria viene relegata al fuera – in mezzo a quel detestato deserto dove tutto è arido e desolatamente piatto – sola con i suoi ricordi.
Tutti abbiamo dei problemi, come li affrontiamo è la misura del nostro valore.
Impossibile sfuggire al supremo volere della Sfinge.
Chi vuole scoprire il proprio destino?
Chi vuole correre un rischio simile?

Ognuno di noi, prima o poi, deve fare i conti con i propri sogni.
Cosa si nasconde dietro quelle pause di felicità?
Lo siento signore, ma ho paura che questa sia una questione riservata.

G. Fassari

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Riflessioni allo schermo by Giuseppe Fassari is licensed under a:
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Ultimo aggiornamento: 11 / 06 / 10 - 17:39:08