MimesisLab
Laboratorio di Pedagogia dell'Espressione
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Cineteca

Riflessioni allo schermo



Scheda

Good Bye Lenin

Regia di Wolfgang Becker. Con Katrin Sass, Daniel Brühl, Chulpan Khamatova, Jürgen Vogel. Durata 118 min. Germania 2003.
European Film Awards 2003: miglior film, miglior attore, migliore sceneggiatura.
Premio César 2004 come miglior film dell' Unione europea.

Sinossi

1989. Christiane vive nella D.D.R. ed è una convinta socialista. Poco prima della caduta del muro di Berlino, la donna entra in coma; al suo risveglio, otto mesi dopo, il figlio Alex tenta di evitarle il contraccolpo e fa di tutto affinchè la madre non scopra che il paese è "caduto nelle mani dei capitalisti".

Oltre lo schermo

Quel giorno, mentre fissavo le nuvole, mi resi conto che la verità era qualcosa di estremamente vago, che potevo facilmente adattare all'abituale percezione del mondo che aveva mia madre.

Due possibilità, due chiavi di lettura complementari, due modi d'intendere la comunicazione artistica, due sensibilità a confronto, due piani paralleli che ad un tratto convergono in un unico punto: quello che intreccia l'immagine e la musica, grazie al quale diversi stati d'animo cominciano a manifestarsi, prendono forma, divengono reali. Anche questo contribuisce a trasformare una serie di "immagini in sequenza" in un film, in una storia, cioè, capace di essere raccontata e di coinvolgere l'animo dello spettatore.
Queste due modalità – la trama e la colonna sonora – conducono all'interno di una pellicola che se da un lato si presenta piena di humour, dall'altro mostra il suo volto amaro, intenso e commovente sino alle lacrime.
Le note del compositore Yann Tiersen, riescono a leggere nell'animo di Alex, il giovane protagonista, donandoci uno squarcio oltre l'immagine: c'è la storia evidente, la caduta del muro, il rivolgimento storico, il coma della madre e tutto ciò che di "leggero" ne consegue. Ma anche, il dramma interiore del ragazzo che vede in quel cambiamento la fine della sua giovinezza, della sua famiglia, dei suoi sogni, di sua madre. Non potrà più sentirsi un cosmonauta, giocare con Sabbiolino, immedesimarsi con il suo idolo, Sigmund Jähn, costruire razzi per visitare lo spazio.
La vita sta prendendo una piega diversa, è il momento di diventare grandi, c'è una famiglia a cui badare ed un'altra, forse, in arrivo. Se la mamma muore, non è soltanto la fine della Germania Est.
Alex, ha bisogno di tempo, di fermarlo, anzi di più, di farlo tornare indietro.
Per anni ha creduto alla fuga del padre, per questo, ricostruire la camera da letto della madre, di modo che tutto sembri come sempre, non è solo un modo per preservare la salute della donna, ma anche la sua: è necessario che quel "rifugio" condiviso non svanisca improvvisamente per colpa della storia. Quello spazio ammobiliato in modo austero e spartano, dove si scrivono parole e "correggono" pensieri, un giorno dovrà irrimediabilmente sparire...ma non ora. Grazie a questa messa in scena, Alex ha l'opportunità di conservare il suo "album dei ricordi", quel passato ancora vivo in un mondo nel quale tutti cambiano, dove la storia cambia, il mondo cambia, l'umanità cambia ed anche lui, in qualche modo, non sarà più lo stesso.

Venti di cambiamento soffiavano sulle polverose rovine della Repubblica Democratica; venne la primavera, che fece di Berlino il posto più bello dell'universo. Ci sentivamo al centro del mondo, dove tutto era sul punto di accadere e ci abbandonammo alla corrente...

Cercare i famosi cetriolini ormai fuori produzione e ricostruirne la confezione, istruire gli ex alunni della madre-professoressa, ri-trasmettere programmi e telegiornali di repertorio, attribuire la formula della Coca-cola al regime socialista, non sono soltanto espedienti, invenzioni geniali, ma dichiarazioni d'amore nei confronti di una madre che ha saputo coltivare ed arricchire quel mondo di sensibilità e fantasia al quale ora lui deve ricorrere, per divenire adulto senza perdere tutto in un attimo.
Le tracce malinconiche di Tiersen – sin dai titoli di testa – si confondono con le riprese amatoriali del papà di Alex, pescando in quel passato così tanto agognato dal giovane: il loro rifugio nella dacia nel bosco, i momenti di felicità condivisi con sua sorella, la maglietta mostrata con orgoglio col lo stemma dell'amata navicella spaziale. Quell'occhio vigile ed amoroso, verso il quale Alex si mostra sempre sorridente, è il suo schermo protettivo, il suo punto di riferimento, la sua barriera contro le ingiustizie del mondo ed il trampolino verso la vita che verrà.
Queste immagini nostalgiche mischiano, da subito, pubblico e privato: la città di Berlino con i suoi monumenti ed attrattive e l'intimità della famiglia Kerner, il volto dell'Alex bambino e quello severo di Lenin, i francobolli commemorativi della Repubblica Federale e le camicie a quadri del piccolo. Come se i destini del nucleo familiare e della città dipendessero gli uni dagli altri. Non a caso proprio mentre Sigmund Jähn, primo cosmonauta della DDR, vola nello spazio, la sua famiglia sprofonda nel baratro.
Il principale percorso sonoro del film, Summer 78, oltre a fungere da memoria storica nella vita di Alex, richiama l'aspetto emotivo-sentimentale anche degli altri personaggi. Oltre ad accompagnare il ragazzo nelle sue varie visite alla madre in ospedale, accoglie il ritorno di Christiane nella propria casa; conforta Ariane ancora scossa dall'incontro col padre e partecipa all'arrivo del primo figlio della riunificazione; è sulla Trabant, naturalmente celeste, nel grande giorno della gita familiare e nel frangente in cui Alex apprende la verità sul padre. Funge da spettatore quando l'eroe, nelle vesti di un tassista, conduce il giovane nel bel mezzo del proprio passato. E questo cerchio di empatica comunicazione si chiude quando lo sguardo carico di riconoscenza ed amore di Christiane coglie il figlio all'improvviso ed alle spalle, Non ho parole, dice sinceramente incredula.
Strani segni del destino collegano le vite dei "nostri" protagonisti: Alex incontra Lara e la madre va in coma; i due giovani si baciano per la prima volta e la donna si sveglia dopo otto mesi; Christiane rivede il marito dopo tanti anni e qualche giorno dopo muore.
Nel frattempo, tutto è cambiato.

G. Fassari

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Riflessioni allo schermo by Giuseppe Fassari is licensed under a:
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Ultimo aggiornamento: 11 / 06 / 10 - 17:39:07