MimesisLab
Laboratorio di Pedagogia dell'Espressione
Dipartimento di Progettazione Educativa e Didattica
Università degli Studi Roma Tre

Vai al sito ufficiale dell'Università Roma Tre

Home page >> Cineteca >> Riflessioni allo schermo >> Scheda film

Cineteca

Riflessioni allo schermo



Scheda

Le invasioni barbariche

Regia di Denys Arcand. Con Remy Girard, Stéphane Rousseau, Marie Josè Croze, Dorothée Berryman, Louise Portal. Commedia nera, durata 99 min. Canada, Francia 2003
Festival di Cannes 2003: miglior interprete femminile.
Premio Oscar 2004: miglior film straniero
3 Premi César 2004: miglior film, miglior regia, migliore sceneggiatura


Sinossi

Remy è all'ospedale per una malattia terminale. Ha una moglie, Louise, che gli è sempre rimasta vicino e un figlio, Sébastien, con cui non ha mai condiviso nulla.
Quest'ultimo, spronato dalla madre in pena, organizza al capezzale del padre una memorabile rimpatriata...

Oltre lo schermo

Adesso faccia silenzio, deve cercare di concentrarsi. La prima volta per tutti è sempre la migliore, quella che cercheremo di rivivere.

All'inizio quattro ambienti, quattro mondi a confronto, appartenenti a "luoghi" talmente diversi tra loro da risultare incompatibili, divisi persino dal fuso orario: una compagnia finanziaria, un'asta di quadri, una tranquilla abitazione borghese ed un ospedale pubblico.
Il tutto tra Londra e Montreal. Nella città della regina si corre sul filo dei byte, ritmi frenetici, open-space illuminati al neon all'interno dei quali analisti e monitor controllano i flussi oscillanti del mercato; oppure, con altrettanta solerzia, un gruppo di collezionisti si contendono il possesso di una serie di opere d'arte.
In Canada l'andamento è altrettanto instabile e nervoso, ma non per questioni di borsa né d'orologio: difficile trovare punti di contatto tra una casa ormai vuota – abitata soltanto dai ricordi (fotografie e pianoforte) di un passato remoto – ed una camera d'ospedale, altro "spazio aperto", ma di tutt'altro genere.
Qui si passa dal caos più totale – pazienti costantemente confusi, tremende riunioni familiari, schermi sempre accesi, qualcuno ad un volume insostenibile – al lento scorrere del tempo, scandito dal battito di un cuore o dal fiacco gocciolio di una flebo. Come in tutti i luoghi di cura, i secondi sembrano viaggiare secondo modalità proprie e fatalmente lontane dalla vita quotidiana. Scorgendo alcune espressioni di Remy e riconsiderando il suo ricovero, vien da pensare al grosso Gildo di Gaber...

Tra queste realtà pare esserci una distanza siderale, ma non è così. Un tempo, forse, ma non ora. Un padre, sta morendo; una madre ha bisogno d'aiuto; Sébastien, loro figlio, è l'unica persona in grado di aiutare entrambi.
Il "barbaro" decide in fretta – come suo solito – e torna a casa.
L'ospedale sarà il luogo deputato a mettere in relazione esistenze e temperamenti così diversi; prima però, i tre protagonisti insieme ad altri personaggi della vicenda, dovranno spogliarsi dei loro "abiti" sociali e tornare ad essere, o diventare, umani.
Questo passaggio preliminare e necessario viene reso visibile dal regista in una delle prime scene del film, sui titoli di testa, quando una suora-infermiera percorre i corridoi dell'ospedale per portare ai degenti "il corpo di Cristo". Quelle corsie sembrano cantieri a cielo aperto: persone in barella nell'attesa di essere visitate, parenti costretti al loro capezzale, infermieri quasi assenti ed impossibilitati persino a muoversi, neanche l'ombra di un medico. Il tutto "condito" da colpi di tosse e lamenti.
L'umanità del sottosuolo.
Ma dal soffitto, e non solo, scorgiamo piovere fili e cavi elettrici...qualcuno sta provvedendo a ristrutturare l'intera rete di comunicazione. Di li a poco, dall'Oceano Pacifico, baci pieni di brezza arriveranno direttamente sul viso di Remy e Louise, finalmente, troverà il coraggio di entrare nella casa del suo ex marito.
Il cuore dell'impero è stato toccato. In occasione dei conflitti precedenti la Corea, il Vietnam, la guerra del golfo, l'impero era sempre riuscito ad arginare i barbari ben al di là dei suoi confini, delle sue frontiere. Ne consegue in questo senso che ci si ricorderà forse, e sottolineo forse, dell'11 settembre come del giorno in cui ebbero inizio le grandi invasioni barbariche.
Anche Remy, sino ad allora, era riuscito a tenere i "barbari" a debita distanza, ma adesso il "professore" è un padre stanco e malato ed il "giovanotto", un manager alle prese con la durezza della vita. Il loro giro di ricognizione li porta a conoscere ambienti diversi, luoghi fisici e dall'anima, dai quali ri-partire e ri-conoscersi. Non a caso nella nuova ed accogliente stanza "al piano di sotto", Remy è in grado di accogliere tutti i suoi amici, sulle rive dell'amato lago consuma le ultime ore e nella sua casa – ormai vuota – trova accoglienza Nathalie, il suo angelo custode. Proprio quest'ultima e Sébastien – figli segnati dai fallimenti dei rispettivi genitori – ad un tratto iniziano una nuova fase della loro vita, una sorta di "terapia" verso l'altro: il figlio di Remy segue i consigli dell'infermiera religiosa, mentre il metadone diviene il "nuovo compagno" di Nathalie.
La giovane risulta essere il personaggio che più di ogni altro riesce a carpire i segreti, le delusioni e le frustrazioni di Remy; forse proprio avvertire la prossimità ed il rischio della morte li ha avvicinati così tanto. Lei, e non Sébastien, è sull'ambulanza nel viaggio verso la casa sul lago di Pierre, lei insegna a Remy a cavalcare il drago, lo ascolta per ore in quella camera d'ospedale, sempre lei lo "accompagna" per l'ultima volta. Alla fine di un lungo percorso e dopo aver incontrato quei libri tanto cari a Remy, la giovane – per la prima volta dall'inizio del film – riesce a sostenere lo sguardo di Sébastien, non ha paura di guardarlo negli occhi, non si vergogna di se stessa e delle sue bugie.
Alla fine, è il senso delle cose che si deve cercare.

G. Fassari

Creative Commons License
Riflessioni allo schermo by Giuseppe Fassari is licensed under a:
Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License

Home page  |  Stampa  |  Site Map  |  Credits  |  Roma Tre  |  Torna su

Ultimo aggiornamento: 31 / 05 / 10 - 23:28:13