Progetto Europeo Leonardo PRAXIS

Il progetto

Sample ImageNella progettazione formativa tradizionale si continua a proporre  un modello di  didattica  orientato  a curvare l’utilizzo delle tecnologie e di un sistema aperto quale è il web, a  strutture e procedimenti conoscitivi di tipo  lineare, non sempre efficaci a sviluppare le competenze necessarie ai “giovani di domani” e a supportarne la motivazione e la capacità di “apprendere ad apprendere. Risulterebbe , invece, sicuramente più  incisivo invertire il processo in atto  e mettere  in campo procedure, esempi, tracce di intervento, che importino nei percorsi formativi tradizionali, modelli di apprendimento non formali sviluppati, ogni giorno, spontaneamente, in rete dai  suoi utilizzatori.  Modelli determinati dalle logiche di funzionamento proprie delle tecnologie e della rete  e decisivi per permettere di  acquisire quegli standard di competenza in uscita richiesti in un mercato del lavoro globalizzato.
Il progetto Praxis è nato per mettere a disposizione delle istituzioni educative e formative un modello che considera l’apprendimento un continuum in tutto l’arco della vita, indipendentemente dal contesto in cui questo ha luogo. In altre parole Praxis offre ai sistemi educativi e formativi un “ponte” di collegamento tra il formale, il non formale e l’informale, supportando, attraverso nuove metodologie educative, il riconoscimento delle competetene e la valorizzazione degli individui. In questa direzione il Consiglio UE di Lisbona ha indicato quale una delle quattro priorità dei sistemi formativi da qui al  2010 la validazione e l’integrazione nei sistemi formativi degli apprendimenti acquisiti in maniera non formale ed informale.

Il progetto europeo Leonardo Praxis,  rivolto a sviluppare opportunità formative innovative per insegnanti e formatori (priorità 4), realizza i seguenti obiettivi specifici:

a)
studiare e modellizzare pratiche di apprendimento e linguaggi sviluppati, spontaneamente e informalmente, in rete dai  suoi utilizzatori  in vista di una loro integrazione all’interno del sistema educativo

b) partire dalla ricerca per produrre un modello teorico di innovazione didattica e formativa ed un modello tecnologico che permetta il transito di questa innovazione metodologica al maggior numero di utilizzatori e a livello transnazionale.

Il progetto, dunque,  ripensa e ridefinisce la metodologia ed il linguaggio di trasferimento delle conoscenze e competenze in ambito didattico e formativo. E lo fa Interrogando la rete, classificando le comunità che la abitano, descrivendo  la tipologia di saperi al centro dei loro interessi e le pratiche generate per trasformarli  in proprietà comune. Questo mondo virtuale e parallelo, globalizzato,  ricco di fisionomie e pratiche,  è il grande universo della società della conoscenza. E’ l’orizzonte reticolare dentro il quale sono proprio i sistemi educativi  a dover “apprendere ad apprendere” come conoscerlo e come esserne parte, per  costituirsi, in un futuro  più prossimo possibile,  come  guida e riferimento  per una nuova generazione di ragazzi in formazione.  L’intento di Praxis  è perciò quello di innovarne linguaggi  e metodologie di intervento mediante  un utilizzo  delle tecnologie e della rete  che integra   procedimenti conoscitivi , linguaggi e metodologie reticolari, mutuati  direttamente da pratiche sviluppate in rete,  informalmente, dai suoi utilizzatori.
Il progetto intende  avviare un più profondo circuito di scambio tra formatori e formati, tra il  formale e l’informale per:
  • innovare le competenze di comunicazione dei docenti, in vista di una riorganizzazione del lavoro in aula/rete che punti a rendere più vivo ed efficace il processo di insegnamento e apprendimento
  • fornire strumenti di intervento metodologico per  rendere più esplicite allo studente il complesso di attività cognitive ( strategie di navigazione, natura delle relazione tra gli argomenti che costituiscono i contenuti,  comprensione e apprendimento dei contenuti ) collegate alla gestione consapevole di sistemi di contenuti che richiedono interazione strategica
  • proporre un sistema di didattica che pratichi, in sede formativa, una visione dei media come portatori di contenuti pedagogici non formali, riconnessi a quelli formali trasmessi dai sistemi educativi tradizionali. Una visione che  permetta alle persone in formazione  di  riconoscere i loro  saperi (quelli elaborati nella vita quotidiana, in famiglia, con gli amici, sulla Rete, in TV) come saperi connessi a quelli scolastici/formativi, recuperando integrità cognitiva ed equilibrio personale.