Prin 2006

La ricerca

Sample Image“Sviluppo delle funzionalità didattiche in piattaforme open source per l'e-learning”: questo è il titolo del Programma di Ricerca Scientifica di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) di durata biennale e cofinanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (prot. 2006111870, 2006), programma di cui Roberto Maragliano è stato coordinatore scientifico e al quale hanno preso parte, assieme all’Unità dell’Università Roma Tre, le Unità dell’Università di Perugia (prof.ssa Floriana Falcinelli), dell’Università di Trento (prof.ssa Patrizia Ghislandi), dell’Università Politecnica delle Marche (prof. Tommaso Leo).

Volendo riassumere in una formula l’intento che ha spinto le quattro Unità a promuovere questo impegno di indagine si potrebbe affermare che era sentito e ancora è sentito come impellente (anche in ragione dei risultati acquisiti, che incrementano la “fame di esperienza e conoscenza”) il bisogno di mettere a fuoco, nel complesso dei problemi sollevati dalle pratiche dell’e-learning, quelli che più direttamente possono essere ricondotti all’area della didattica: quell’area dentro la quale ci si confronta con modelli, sia teorici sia pratici, di definizione e organizzazione delle attività  per l’insegnamento e l’apprendimento intenzionali.

Gli obiettivi del programma di ricerca erano stati così fissati:
1. Individuazione delle variabili che caratterizzano il processo didattico in piattaforme del tipo LCMS open source, con particolare attenzione alla formazione universitaria ai vari livelli e nei diversi domini;
2. analisi delle discussioni in atto nelle comunità open source, al fine di individuare il livello di consapevolezza relativo alle variabili didattiche e ai problemi connessi;
3. caratteristiche comuni e differenze, relativamente alle prestazioni didattiche degli ambienti open source per la formazione on line di livello universitario;
4. identificazione e specificazione funzionale di interventi finalizzati all'integrazione di funzionalità didattiche, dentro ambienti open source, secondo logiche di sistema;
5. messa in opera del piano di integrazione delle funzionalità didattiche, dentro un ambiente open source prescelto;
6. comunicazione dei risultati degli interventi indicati nei punti precedenti dentro la comunità open source, e relativo confronto
Le quattro unità, ciascuna delle quali era da tempo impegnata in attività di servizio e di ricerca nell’ambito dell’e-learning, hanno convenuto di utilizzare per la parte più sostanziosa delle loro ricerche la piattaforma open source Moodle, in base a due motivazioni: l’una di carattere più generale riguardante il fatto che tale piattaforma è la più diffusa in ambito internazionale a livello di formazione universitaria o corrispondente; l’altra di carattere più specificamente legato alla natura della ricerca, riguardante la versatilità didattica della piattaforma stessa.

A questo va aggiunto che le quattro unità sono state concordi nella scelta di compiere le attività di osservazione, concettualizzazione, intervento, raccolta dati e analisi tenendo conto della diversità dei pubblici di riferimento. Sono stati coinvolti infatti:
- studenti di corsi universitari curricolari di ambito umanistico (Unità Roma Tre e Trento)
- studenti di corsi universitari curricolari di ambito tecnologico (Unità UNIVPM)
- studenti di corsi per la formazione di docenti scolastici (Unità Perugia)

Parte dei risultati cui è approdata la ricerca è documentata nel volume Digital collaboration: some issues about teachers' functions (a cura di T. Leo, R. Maragliano, F. Falcinelli e P. Ghislandi), Scriptaweb, 2009.