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Notizie

Il pirata e l'editore


di Andrea Patassini

Immaginate di acquistare su un qualche negozio online l'eBook che desiderate, procedete nel percorso di acquisto ed eccolo, poco dopo, sul vostro reader pronto per essere letto. Vi mettete comodi sul divano e iniziate a gustarvi l'eBook. Dopo poche pagine individuate un errore tipografico, un accento sbagliato, storcete un po' il naso, ma in fin dei conti vi rendete conto che un errore può capitare. Insomma, siete realisti e comprensivi, ma soprattutto il desiderio di leggere quel libro continua ad avere la meglio su un piccolo e comprensibile errore. Poi però notate che quell'errore si ripete un'altra volta, ecco infatti un altro accento errato.

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Titoli al portatore

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di Roberto Maragliano

Traduttore/traditore. Va be', è un luogo comune. Cui aggiungerei il fatto che, molto spesso, il traditore lo fa per interesse. E questo complica le cose. Fatto sta che buona parte dei volumi di matrice americana su cui studio e faccio studiare i miei studenti, occupandomi e occupandoli di questioni relative ai rapporti fra media e formazione, bene: quei volumi recano, nelle edizioni italiane, dei titoli traditori, e, quel ch'è più grave, fuorvianti. Perché lo fanno è legittimo che uno se lo chieda. Io me lo chiedo e mi do due risposte. 
La seconda articolata con gli esempi e i ragionamenti che verrano qui di seguito. 
La prima concentrata nell'accostamento delle due copertine riprodotte in testa a questo mio intervento, che appartengono allo stesso volume, versione americana e versione italiana; chi mai lo sospetterebbe?

 

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Cosa e come pensano americani e italiani



di Roberto Maragliano

Confesso, non ne sapevo nulla, fino a che non me ne ha parlato l’interessato. E sì che mi occupo di queste cose, ma evidentemente o mi sono distratto o comincio a subire l’effetto dell’overlapping di info rumorose, e non riesco più a percepire quelle sussurrate, che poi rischiano di essere le più interessanti. 
Parto dunque dal chiamare in causa l’interessato, nome e cognome.  

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Chi vuole la scuola digitale e come

Riceviamo da Silvano Tagliagambe, direttore scientifico del progetto "Scuola digitale" della Regione Sardegna, il seguente importante documento su un tema di scottante attualità.
Lo pubblichiamo integralmente condividendolo in pieno e chiediamo a tutti quanti sono interessati al tema, nella scuola e fuori, a diffonderlo in ogni forma.
(Roberto Maragliano)

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La posta in gioco sul progetto Scuola digitale

 

Sono costretto a cercare di riassumere qui il significato del mutamento di rotta che si sta cercando di imporre al progetto Scuola digitale in Sardegna in quanto, pur essendo il direttore scientifico del progetto, mi è stata negata la possibilità di farlo in occasione dell’incontro con la delegazione del MIUR, avvenuto il 16 e 17 luglio e concluso dalla visita del ministro Profumo, e degli eventi pubblici connessi.

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"Storia e pedagogia nei media", il booktrailer



Vi presentiamo il booktrailer dedicato all'eBook Storia e pedagogia nei media di Roberto Maragliano e Mario Pireddu, edito da Garamond. Il video è stato realizzato interamente da noi, registrando in diretta le illustrazioni che accompagnano l'introduzione al libro. Per saperne di più sull'eBook e sulla collana "Studio digitale" qui trovate tutto quello che vi serve. Buona visione (e buona lettura).
 

Che significa studiare in digitale

di Roberto Maragliano

Storia e pedagogia nei media è un ebook destinato allo studio universitario e all'aggiornamento professionale. Ha visto la luce a metà marzo 2012 e da allora viaggia in due versioni, epub e AZW Kindle. Chi se lo vuole procurare trova qui tutte le indicazioni utili. In tutte e due le versioni è inibita la stampa. Perché? Da dove nasce questa cattiveria? Dall'interesse, davvero pedagogico (se credete alla parola e se ci credete sulla parola), di far provare che cosa di diverso la lettura in digitale ha rispetto alla lettura su carta. Non solo quello che le manca, ma anche e soprattutto quel che ha in più, ciò che sarebbe impossibile anche soltanto pensare in relazione alla lettura cartacea. E questo quid in più non è solo un fatto economico, che comunque non sarebbe cosa giusta sottovalutare: per esempio, la riduzione del prezzo (il nostro ebook ti costa 5 euro, se fosse su carta dovrebbe essere quattro volte tante), la facilità di procurarselo (ce l'hai un minuto dopo l'acquisto in rete, e comunque in tutte le due versioni, prima di decidere puoi averne un saggio da consultare con calma), la portabilità (te lo carichi sul computer, sul tablet, sullo smartphone, sul reader).

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Guardare le figure

di Andrea Patassini

Quando ero piccolo mi immergevo nei libri illustrati che popolavano, qua e là, la stanza dove giocavo. Non ci giro intorno, ad attrarmi erano le immagini, quei disegni che non solo accompagnavano il testo, ma che assumevano una loro indipendenza e importanza nel contesto del libro. Per dirla tutta, ero interessato esclusivamente a quei disegni. Mi piaceva sfogliare i cartonati della Disney, dove erano illustrate le scene salienti dei cartoni animati che più amavo. Sfogliarle era come rivivere il film. Del testo non è che mi importasse poi tanto. In quegli anni, a casa, ancora non c'era il videoregistratore, quindi i libri illustrati erano un'ottima soluzione per rivivere più e più volte le storie animate. Le videocassette arrivarono qualche anno dopo. Non sfogliavo solamente libri targati Disney, avevo altri libri illustrati di diverso genere e, ovviamente, non mancavano i fumetti, o meglio, non mancava Topolino. Lì il testo era accettato. Era contenuto nei baloon, aveva un ruolo importante, ma non essenziale. Prima che imparassi a leggere mi piacevano comunque quei disegni ordinati con una certa logica, nonostante non capissi le parole racchiuse nelle nuvolette riuscivo a dare un senso a quello che guardavo. Insomma, guardavo le figure.

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DALLEPICARUSO

 

1993. Un gruppo di pionieri di questo Laboratorio progetta e realizza un'ipotesi folle, come tante che sono passate tra di noi.
Folle per la materia e folle per il modo.

Pensate allo stato delle tecnologie allora, a quanto era difficile reperire materiale video, trattarlo, montarlo, mixarlo, soprattutto se, come era il nostro caso, non si disponeva di apparecchiature professionali.

Pensate allo stato dei software di animazione, titolazione, ecc.

Bene. Il risultato è quello che vedete.

Una cosa folle, che accosta Lucio Dalla a Omero e che a Lucio Dalla, quando gliela mostrammo a Bologna, l'anno successivo, piacque molto.

Saremmo felici se potesse piacere un po' anche a voi.

Sta qui

 

Il libro domani?



di Silvia Innocenzi

Saluti dall'inviata, che si appresta al resoconto del dibattito di lunedì 6 Febbraio. Titolo: "Il libro domani, in Italia e nel mondo". In realtà lo sguardo è rimasto molto provinciale, di mondo si è parlato ben poco nonostante la presenza del "signor Amazon.it". Comunque, principio dal principio.

La bella notizia è che del dibattito non ho perso una parola, sarà durato al massimo un paio d'ore. La brutta notizia è che effettivamente la fine la conoscevamo già, ma direi anche l'inizio e la parte centrale. Insomma il succo del dibattito si riduce a cosa spicciola, quindi mi dilungo in resoconto libero. Segue dibattito!

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Fare rete



Questo primo semestre ci vede impegnati come laboratorio in diverse attività didattiche. Tra queste il corso di Comunicazione di rete per il corso di laurea in Scienze della Comunicazione. Nello spazio on line dedicato al corso ci confrontiamo con una certa dose di scoraggiamento nei confronti della rete, alcuni degli interventi proposti dagli studenti tendono ad evidenziare le criticità del web prima di cogliere e approfondire le opportunità. Siamo dell'idea che un ambiente mediatico meriti di essere prima di tutto scoperto, approfondito, praticato proprio per far sì che l'impianto critico sia solido e non pregiudiziale. Così vale anche per la comunicazione. Qui sotto trovate un nostro intervento, pubblicato oggi, che intende ancora ribadire tutto ciò, o quantomeno provarci.

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