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Eccitazioni


NONSTUDENTI E NONDOCENTI

di Roberto Maragliano

 

"Non c'è due senza tre" diceva sempre mia madre. E questa è la terza volta. Mi tocca intervenire.
Il fatto, anzi il misfatto risale al 1997. In un'intervista telefonica concessa al quotidiano "L'Unità" dico esattamente quanto segue: "Il videogioco è la più grande rivoluzione epistemologica di questo secolo [ovviamente non l'attuale ma il precedente]. Ti dà una scioltezza, una densità, una percezione delle situazioni e delle operazioni che puoi fare al loro interno che permette di esaltare dimensioni dell'intelligenza e dello stare al mondo finora trascurate dalla cultura astratta".  E poi, alle obiezioni dell'intervistatore, reagisco con la domanda:"Lei preferisce che un pilota d'aereo abbia fatto videogiochi o abbia letto la Divina Commedia?".  A distanza di tanti anni non ho motivo di pentirmi di quelle affermazioni. Al contrario. Lungi da me dire che vanno contestualizzate, direi invece che vanno fortemente ribadite.

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Quarant'anni dopo, dal progresso al regresso

 

Saperi e non saperi di una cittadinanza pedagogica

 

intervento di Roberto Maragliano
al convegno

Bruno Ciari
e la controriforma della scuola
Riflessioni in occasione del
40° della morte


Firenze, 22 gennaio 2011

 

 

Sono entrato in “Riforma della Scuola” nell’autunno del 1970,  dunque a pochi mesi dalla scomparsa di Ciari, e ci sono rimasto, svolgendo vari ruoli in redazione e direzione, fino alla fine del 1992, fino a quando, cioè, il mensile di intellettuali e professionisti che facevano riferimento al PCI ha interrotto le pubblicazioni.
Ho potuto così non solo assistere ma anche prendere parte ad un’elaborazione e ad un confronto sui vari temi della riforma scolastica (politico- istituzionali, pedagogico-didattici, cultural-professionali) che si sono prolungati per più di vent’anni e che sovente hanno fatto riferimento non solo alle idee ma anche alla testimonianza di vita del “maestro” Bruno Ciari. Ho potuto anche seguire la parabola di quella elaborazione, sia la fase ascendente sia quella discendente.

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McLuhan e le immagini

Appunti su Understanding Media e le tecnologie dell’immagine

(per il convegno 1911-2011: il secolo McLuhan)

di Roberto Maragliano

 

 

Se un giorno si volesse tracciare una storia del “pensiero figurale” è certo che, accanto a quelli occupati da un Nietzsche o da un Merleau-Ponty, per dire, un posto di rilievo andrebbe riconosciuto a Marshall McLuhan.
Questo per quanto riguarda lo stile di scrittura, figurale come pochi altri del suo tempo, e che mantiene tuttora un carattere eccentrico, nei riguardi dei codici ancora dominanti in area scientifico/accademica: eccentrico in quanto “artistico” e orientato ad essere perennemente “in contropelo” rispetto ai discorsi correnti, eccentrico in quanto non esclusivamente e non totalmente scrittorio, bensì figural-scrittorio, se vogliamo.

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