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COME ERRIAMO

In questa sezione diamo conto degli interventi che l'errabondo gruppo LTA pubblica qua e là su riviste, atti di convegni, testi miscellanei e in varie aree del web.

Collocare il sapere scolastico

Autore: Roberto Maragliano
Data: novembre 2011
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Testo contenuto nel volume ASTRID "Istruzione bene comune. Idee per la scuola di domani" (a cura di Vittorio Campione e Franco Bassanini), Passigli Editori, Bagno a Ripoli (Firenze), 2011.

Abstract:
Per far fronte al cambiamento occorre ridefinire la mappa dei saperi scolastici, ma prima ancora stabilire le coordinate di questa mappa. Il tema, paradossalmente, è più all'ordine del giorno fuori che dentro la scuola, e si riflette in discussioni in atto sui giornali.

 

 

McLuhan dopo McLuhan

Autore: Mario Pireddu
Data: gennaio 2010
Fonte: Caffeina Magazine

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È stato già detto: il 2011 è l’anno di Marshall McLuhan. Tra i numerosi convegni e libri che quest’anno vengono dedicati in varie parti del mondo allo studioso canadese per il centenario della sua nascita, c’è un testo recente dal titolo Marshall McLuhan: You Know Nothing of My Work!, scritto da Douglas Coupland e più rivolto verso la pop-culture più che verso l’accademia. L’autore riprende esplicitamente la frase che McLuhan pronuncia durante il noto cameo nel film “Annie Hall” di Woody Allen del 1977, alla quale nella pellicola segue un improbabile “lei sta dicendo che tutti i miei errori sono sbagliati” (tradotto in italiano in modo più creativo con “lei sostiene che ogni mia topica è utopica”). McLuhan, si ricorderà, oltre che per la sua scrittura “a mosaico” e quindi poco lineare e per niente accademica, è noto anche per il suo spiazzante amore del paradosso e della contraddizione: un’altra sua citazione celebre, infatti, è quella che potremmo tradurre con “non sono necessariamente d’accordo con tutto quello che dico”.

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McLuhan e il “pensiero figurale”

Autore: Roberto Maragliano
Data: dicembre 2010
Fonte: Technology Review (speciale McLuhan)

Intervento al convegno 1911-2011: il secolo McLuhan (Università IULM, Milano, 20 e 21 dicembre 2010).


Se un giorno si volesse tracciare una storia del “pensiero figurale” è certo che, accanto a quelli occupati da un Nietzsche o da un Merleau-Ponty, per dire, un posto di rilievo andrebbe riconosciuto a Marshall McLuhan. Questo per quanto riguarda lo stile di scrittura, figurale come pochi altri del suo tempo, e che mantiene tuttora un carattere eccentrico, nei riguardi dei codici ancora dominanti in area scientifico-accademica: eccentrico in quanto “artistico” e orientato a essere perennemente “in contropelo” rispetto ai discorsi correnti; eccentrico in quanto non esclusivamente e non totalmente scrittorio, bensì figural-scrittorio, se vogliamo.

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