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Storia del Pensiero Economico (V.O.)

Obiettivi del Corso: Il corso intende esporre alcuni caratteri fondamentali dello sviluppo del pensiero economico. I contributi degli autori che verranno qui considerati saranno collocati nel rispettivo momento storico, al fine di meglio spiegare alcuni aspetti di quei contributi alla luce dei fenomeni economico-sociali che erano allora in corso. Particolare attenzione verrà data, in questo rispetto, al drastico cambiamento di impostazione avviatosi nella teoria economica nel periodo immediatamente successivo a Ricardo, e per il quale appare difficile trovare una giustificazione sul terreno esclusivamente analitico. In questo modo si intende tra l’altro mettere in evidenza il carattere di scienza sociale dell’economia politica, che solo in parte è possibile far emergere nei corsi di base di economia, dove l'attenzione si concentra anzitutto sugli aspetti logico-formali delle teorie economiche.

Articolazione del Corso: Il corso ha valenza annuale.


Programma del corso

I Modulo (6 Crediti)
Dall’impostazione classica a quella neoclassica: interpretazione del cambiamento del paradigma teorico dominante

1. Sovrappiù, distribuzione e valore nell’impostazione classica

Schema generale della teoria classica della distribuzione; la spiegazione del saggio del salario reale propria di questa teoria. Confronto con l’impostazione marginalista, o ‘neoclassica’.

Quesnay: sovrappiù, circolazione delle merci e riproduzione delle classi sociali; identificazione del prodotto sociale con il prodotto agricolo; la ‘generosità della Natura’ quale causa del sovrappiù.

Smith: prezzo naturale delle merci e generalizzazione delle nozioni di prodotto sociale e di sovrappiù; prezzo di mercato e prezzo naturale; il ‘lavoro comandato’ quale misura reale del valore; difficoltà connesse alla interdipendenza tra valore del prodotto e valore dei profitti; ricchezza della nazione e accumulazione del capitale; livello dei salari, accumulazione e popolazione.

Ricardo. profitti e rendite nel Saggio sui profitti; teoria del valore-lavoro e distribuzione nei Principi di economia politica; limiti della teoria del valore di Ricardo; sussistenza, salario naturale e popolazione.

Marx: distinzione tra capitale variabile e capitale costante; determinazione del saggio del profitto; uniformità del saggio del profitto e prezzi di produzione; limiti delle equazioni di prezzo di Marx.

Sraffa: la moderna ripresa dell’impostazione teorica classica; equazioni di prezzo e determinazione simultanea di prezzi relativi e saggio del profitto.

2. L’economia politica dopo Ricardo
I "socialisti ricardiani". I critici della teoria del valore e della distribuzione di Ricardo. Elementi anticipatori delle successive teorie marginaliste. I discepoli di Ricardo: J. Mill e J.R. McCulloch. La teoria del "fondo-salari". John.Stuart Mill: tentativo di ‘compromesso’ tra la teoria ricardiana del valore e della distribuzione e l’introduzione di forze di domanda e offerta

3. Nascita del marginalismo: Jevons, Menger, Walras
Elementi centrali dei contributi di Jevons e di Menger in tema di valore e distribuzione; l’utilità quale fondamento del valore delle merci. Walras: il sistema di equilibrio economico generale.

4. Alfred Marshall
Aspetti specifici della teoria del valore nei Principi di economia di Marshall: metodo dell’equilibrio parziale, distinzione dell’equilibrio rispetto al tempo, pretesa continuità con la teoria di Ricardo. La teoria della distribuzione di Marshall e sua pretesa relazione con la teoria di Ricardo.

5. Diffusione del marginalismo e linee di pensiero alternative (cenno)
Principali autori che hanno sviluppato l’impostazione marginalista tra la fine dell’800 e la prima parte del ‘900. Elementi comuni ed elementi distintivi di questi contributi.. Due fondamentali punti di "rottura" della prevalenza del marginalismo: Keynes e Sraffa.

II Modulo (3 CFU)
(N.B.: questo modulo può esser preso esclusivamente in congiunzione con il I Modulo)

Approfondimenti ed estensioni, 1

6. Nascita e oggetto dell’economia politica
Fenomeni economici, rapporti economici, modi di produzione. L’economia politica come scienza dei fenomeni economici del modo di produzione capitalistico.

7. La ‘macroeconomia’ di Ricardo
Livello del prodotto sociale e legge di Say; teoria quantitativa della moneta; teoria dei costi comparati; debito pubblico e tassazione

8. Marx e l’analisi economica del suo tempo
Limiti dell’influenza di Marx sulla teoria economica del tempo. Uso del valore-lavoro nel Libro I del Capitale e relazione con la teoria dei prezzi di produzione contenuta nel Libro III (postumo). Critica alla legge di Say. Marx su "astinenza" e fondo-salari.

9. Equilibrio generale e capitale in Walras
La concezione del capitale come complesso di beni fisicamente specificati; difficoltà che questa concezione del capitale incontra all’interno della teoria marginalista; la concezione del capitale come quantità di valore in altri autori marginalisti.

10. Concezioni politico-sociali di Walras
Equità distributiva e giustizia sociale; la nazionalizzazione della terra. La critica di Walras alla teoria del valore di Marx.

III Modulo

Approfondimenti ed estensioni, 2

11. La moderna ripresa dell’impostazione teorica classica
La spiegazione della distribuzione in termini di fattori sociali e istituzionale; saggio del salario o saggio dell’interesse quale variabile ‘indipendente’; livelli di attività e domanda effettiva; accumulazione e politiche economiche.


Docenti: Roberto Ciccone (docente titolare)

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Numero moduli: 1

Testi

1. Appunti sulla teoria della distribuzione e del valore negli economisti classici (limitatamente ai capp. 2-6, pp. 7-62); disponibili presso la libreria "Galileo Galilei", Roma, Via Segre.

2. Materiale distribuito a cura del docente.

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