Massimo Marraffa

Università Roma Tre

Department of Philosophy

Via Ostiense 234

00144 - Rome (Italy)

Telephone: 39-06-57338409

E-mail: marraffa@uniroma3.it

 

A philosopher of science with a focus on cognitive psychology, Massimo was educated at the Università degli Studi di Roma “La Sapienza” (Laurea in Philosophy and Laurea in Psychology) and the Università Roma Tre (PhD in Philosophy). Since 2011 he is Associate Professor in Logic and Philosophy of Science at the Università Roma Tre.

Over the last 30 years, the philosophy of science has become increasingly “local”. Its focus has shifted from the general features of scientific enterprise to the concepts, theories, and practices of particular disciplines. Philosophy of neuroscience, philosophy of psychology, and philosophy of cognitive science are three results of this growing specialization. My research focuses primarily on issues in these three areas, on which I have published books, articles and book chapters.

 

PERSONAL DETAILS

RESEARCH INTERESTS

Here is my CV (in Italian or in English).

Fino ad oggi la mia attività di ricerca si è imperniata prevalentemente su questioni metodologiche e fondative proprie della psicologia scientifica in stretta relazione con il suo sviluppo storico.

Lo sfondo di questa ricerca è stata una riflessione abbastanza sistematica sulle connessioni esistenti tra ricerca filosofica e conoscenza scientifica. Il mio primo articolo A.C. Genova sulle argomentazioni trascendentaliIl Cannocchiale», n. 2, 1990, pp. 152-63) si occupava delle prospettive del progetto neokantiano di una metafisica descrittiva basata su argomenti trascendentali proposto da Peter F. Strawson. Successivamente ho esaminato i differenti modi con cui la metafilosofia dell’equilibrio riflessivo e quella del naturalismo quineano cercano di far interagire la filosofia della mente (o psicologia filosofica) e le scienze della cognizione: cfr. Filosofia e scienza cognitiva: un’interazione necessaria («Sistemi Intelligenti», vol. XVII, n. 2, 2005, pp. 279-88); Prefazione a Cartographies of the Mind (con M. De Caro e F. Ferretti, Springer, Berlino 2007); Introduzione, in Il soggetto. Scienze della mente e natura dell’io (con M. Di Francesco, Bruno Mondadori, Milano 2009); Filosofia e scienze cognitive («Sistemi intelligenti», vol. XXII, n. 2, 2011). Un altro tema metafilosofico a cui ho dedicato una certa attenzione è il ruolo delle intuizioni negli esperimenti mentali filosofici: cfr. Lo studio empirico delle intuizioni – ovvero perché la filosofia ha bisogno della scienza (e in particolare della psicologia sociale) («Sistemi intelligenti», 2, 2009, pp. 313-29); Le intuizioni di chi? Per un’epistemologia degli esperimenti di pensiero (Iride, 22, 57, 2009, pp. 409-17); La neuroetica: due perplessità («Giornale Italiano di Psicologia», 4, 2010); Esperimenti in filosofia («Paradigmi», 1, 2011).

Nel quadro di questa riflessione metafilosofica, ho approfondito alcuni temi situati nelle zone di intersezione tra la filosofia della scienza (generale), la filosofia della scienza applicata alle scienze psicologiche e la filosofia della mente più tradizionale. Questi temi sono rubricabili sotto tre voci.

 

1. Fondamenti concettuali delle scienze della cognizione

Le mie ricerche sui fondamenti concettuali delle scienze della cognizione si appuntano sulla nascita della scienza cognitiva e sulle trasformazioni subite da quest’ultima negli ultimi trent’anni. In questo arco di tempo, la scienza cognitiva da un lato si è espansa verticalmente, verso il cervello, portando la neuroscienza in una posizione di forte centralità (psicologia connessionista e neuroscienza computazionale sono due frutti di questa espansione); dall’altro lato, si è estesa orizzontalmente, verso il corpo e l’ambiente. Il motore di questa seconda espansione è stata l’esigenza di «reincorporare» e «situare» la cognizione avanzata dalla robotica situata, dalla modellistica cognitiva basata sulla matematica dei sistemi dinamici e da altri filoni di ricerca rubricabili insieme sotto l’etichetta di «scienza cognitiva postclassica» o «nuova scienza cognitiva». In questo quadro, il mio lavoro è consistito principalmente nel valutare gli effetti che queste trasformazioni hanno prodotto sul paesaggio concettuale della scienza cognitiva.

I testi Funzioni, livelli e meccanismi: la spiegazione in scienza cognitiva e i suoi problemi (in M. Marraffa e A. Paternoster, a cura di, Scienze cognitive. Un’introduzione filosofica, Carocci, Roma 2011, cap. 1) e Functions, Levels, and Mechanisms: The Explanation in Cognitive science and its ProblemsJournal of Theoretical and Philosophical Psychology», 2011), ambedue scritti in collaborazione con A. Paternoster, descrivono il più recente punto di approdo della mia riflessione sui fondamenti filosofici della scienza cognitiva.

Questa ricerca si era avviata con i saggi Ancoraggio dei simboli mediante reti neurali: un esame criticoIl Cannocchiale», 2, 1999, pp. 23-48); Cognitive science and its discontents Psyche», 5, 27, 1999); Struttura, funzione e dinamica. Aspetti della spiegazione in scienza cognitivaSistemi Intelligenti», XII, 1, 2000, pp. 143-63); Computazione in stile neuraleSistemi Intelligenti», XIV, 1, 2002, pp. 129-37); I fondamenti teorici della scienza cognitiva (in C. Castelfranchi, F. Mancini e M. Miceli, a cura di, Fondamenti di cognitivismo clinico, Bollati Boringhieri, Torino 2002, pp. 17-44); Mutamenti nei fondamenti della scienza cognitiva: una prospettiva riformistaGiornale Italiano di Psicologia», 29, 2, 2002, pp. 247-73); Ancora sui fondamenti della scienza cognitiva (risposte ai commenti)Giornale Italiano di Psicologia», 30, 3, 2003, pp. 653-61). Questi lavori hanno costituito la base del mio primo libro: Scienza cognitiva. Un’introduzione filosofica (CLEUP, Padova 2002).

Dopo questo libro ho proseguito la mia indagine sulle basi concettuali delle scienze della cognizione nei saggi Scienza cognitiva post-classica: rivoluzione o riforma? (Postfazione in W. Bechtel, A. Abrahamsen e G. Graham, Menti, cervelli, calcolatori. Storia della scienza cognitiva, Laterza, Roma-Bari 2004, pp. 161-89); (con G. Piredda) La mente estesaNuove tendenze della psicologia», 2, 1, 2004, pp. 1-16); La mente incorporata e situataFilosofia e Questioni Pubbliche», 1, 2004, pp. 135-44); (con F. Ferretti) Modularità: una guida per il lettore (in F. Ferretti e M. Marraffa, a cura di, L’architettura della mente. Saggi sulla teoria della modularità, Abramo, Catanzaro 2006, pp. 5-37); Setting the stage: Persons, Minds, and Brains (in M. Marraffa, M. De Caro e F. Ferretti, eds., Cartographies of the Mind. Philosophy and Psychology in Intersection, Springer, Berlin 2007, pp. 3-22); Funzioni, meccanismi e livelli (in A. Pagnini, a cura di, Filosofia della medicina, Carocci, Roma 2010, pp. 203-18); e la traduzione e cura del volume Menti, cervelli, calcolatori. Storia della scienza cognitiva di W. Bechtel, A. Abrahamsen e G. Graham (Laterza, Roma-Bari 2004), edizione italiana di The Life of Cognitive Science (in W. Bechtel e G. Graham, eds., A Companion to Cognitive Science, Blackwell, Oxford 1998).

Questa produzione ha avuto come principali momenti di sintesi e bilancio due libri: Filosofia della psicologia (Laterza, Roma-Bari 2003) e La mente in bilico. Le basi filosofiche della scienza cognitiva (Carocci, Roma 2008); tre volumi collettanei: (con P. Cherubini, D. Giaretta e A. Paternoster) Cognizione e computazione (Cleup, Padova 2006); (con M. De Caro e F. Ferretti) Cartographies of the Mind (Springer, Berlino 2007); (con A. Paternoster) Scienze cognitive. Un’introduzione filosofica (Carocci, Roma 2011); e un fascicolo monografico su Filosofia e scienze cognitive («Sistemi Intelligenti», vol. XXII, n. 1, 2011).

 

(2) Architettura cognitiva, cognizione sociale e pragmatica cognitiva

Nel volume scritto insieme a C. Meini, La mente sociale. Le basi cognitive della comunicazione (Laterza, Roma-Bari 2005), ho cercato di comporre in un quadro unitario una serie di idee e risultati provenienti da tre settori di ricerca in scienza cognitiva.

Primo, la teoria della modularità, la concezione secondo la quale la mente è non già un intelligenza generale omogenea bensì un insieme eterogeneo di meccanismi (moduli) mentali distinti, che eseguono funzioni in relativa autonomia gli uni dagli altri. Cfr. il volume curato con F. Ferretti, L’architettura della mente. Saggi sulla modularità (Abramo, Catanzaro 2006); e Atteggiamenti proposizionali e modularità della mente (in C. Amoretti, a cura di, Natura umana, natura artificiale, Franco Angeli, Milano 2010, pp. 43-62).

Secondo, il campo di indagine denominato Theory of Mind, lo studio delle basi cognitive del mindreading, vale a dire, la nostra capacità spontanea di interpretare il comportamento in virtù dell’attribuzione di stati e processi mentali. Cfr. i fascicoli monografici La teoria della menteSistemi Intelligenti», 13, 1, 2001) e Psicopatologia e scienza cognitivaSistemi Intelligenti», 16, 2, 2004, curato con C. Meini); (con L. Surian) Teoria della mente e architettura cognitiva (in F. Ferretti, a cura di, La mente dell’altro. Prospettive sull’autismo, Editori Riuniti, Roma 2003, pp. 107-26); Teoria della Mente: dai modelli teorici alla psicopatologia cognitivaSistemi Intelligenti», 13, 1, 2001, pp. 3-15); Teoria della Mente, modularità massiva e psicopatologia cognitivaGiornale Italiano di Psicologia», 28, 3, 2001, pp. 485-90); (con C. Meini) Verso una psichiatria cognitiva («Sistemi Intelligenti», 16, 2, 2004, pp. 159-83); (con F. Ferretti) È necessario il linguaggio per avere credenze? Iride», 2, 2004, pp. 337-46); Theory of Mind (in J. Fieser, ed., The Internet Encyclopedia of Philosophy, <http://www.iep.utm.edu/>, aprile 2011).

Terzo, il tentativo di sviluppare una pragmatica cognitiva – ovvero una teoria dei meccanismi mentali soggiacenti la comunicazione – compiuto dall’antropologo Dan Sperber e dalla linguista Deirdre Wilson con la teoria della relevance. Cfr. Meccanismi della comunicazione (in F. Ferretti e D. Gambarara, a cura di, Comunicazione e scienza cognitiva, Laterza, Roma-Bari 2005, pp. 111-52).

 

 

3. Conseguenze filosofiche delle scienze della cognizione

 

Ho ricostruito lo sviluppo storico della filosofia della mente (o psicologia filosofica) contemporanea in Che cos’è la filosofia analitica della mente?Paradigmi», vol. XVII, 1999, pp. 385-410) e Filosofia della mente (N. Vassallo e F. D’Agostini, a cura di, Storia della filosofia analitica, Einaudi, Torino 2002, pp. 194-222). E anche indagato le conseguenze delle scienze della cognizione (soprattutto la psicologia cognitiva) per vari settori della filosofia della mente.

La natura dei disturbi mentali: Psicopatologia, scienza cognitiva e filosofia della mente Sistemi Intelligenti», vol. X, n. 2, 1998, pp. 320-27); Teoria della Mente: dai modelli teorici alla psicopatologia cognitiva («Sistemi Intelligenti», vol. XIII, n. 1, 2001, pp. 3-15); Teoria della Mente, modularità massiva e psicopatologia cognitivaGiornale Italiano di Psicologia», vol. XXVIII, n. 3, 2001, pp. 485-90); (con G. Dimaggio, N. Carcione, A. Semerari, M. Falcone, G. Nicolò e M. Procacci) Modelos de mantenimiento de los trastornos de personalidadRevista de Psicoterapia», n. 45, 2001, pp. 5-20); (con A. Carcione, M. Falcone) Metarappresentazione e psicopatologia (in A. Semerari e G. Dimaggio, a cura di, Psicoterapia cognitiva del paziente grave, Laterza, Roma-Bari 2003, pp. 43-76); (con C. Meini) Verso una psichiatria cognitivaSistemi Intelligenti», 16, 2, 2004, pp. 159-83).

Il materialismo eliminazionista: Materialismo eliminativo: sviluppi del dibattitoSistemi Intelligenti», 10, 3, 1998, pp. 391-407); Atteggiamenti proposizionali e modularità della mente (in C. Amoretti, a cura di, Natura umana, natura artificiale, Franco Angeli, Milano 2010, pp. 43-62). 

La natura delle emozioni: L’eterogeneità delle emozioniScuola Democratica», 22, 3-4, 1999, pp. 99-110).

La relazione fra razionalità naturale e razionalità normativa: Razionalità e ipotesi della modularità massiva (in R. Egidi, a cura di, Normatività, fatti, valori, Quodlibet, Macerata 2002, pp. 217-26).

L’antropologia e la psicologia culturale: Apprendimento organizzativo e teoria cognitiva della culturaSistemi e Impresa», 44, 6, 1998, pp. 55-65); Una prospettiva cognitiva sulla cultura Filosofia e Questioni Pubbliche», 2, 2005, pp. 175-83); Evoluzione, cognizione e cultura (in G. Sartori e A. Lavazza, a cura di, Neuroetica. La scienze del cervello cambiano la visione dell’uomo? Il Mulino, Bologna 2011).

L’etica descrittiva: La cognizione morale (in M. Marraffa e A. Paternoster, a cura di, Scienze cognitive. Un’introduzione filosofica, Carocci, Roma 2011).

Libertà e responsabilità: (con M. De Caro) Libertà, responsabilità e retributivismo («Sistemi intelligenti», 21, 2, 2010, pp. 357-73); (con M. De Caro) Determinism, moral responsibility and punishment in the age of cognitive sciences (in M. De Caro e R. Egidi, eds., Architecture of Theoretical and Practical Knowledge. Epistemology, Agency and Sciences, Carocci, Roma 2010, pp. 149-63).

Il realismo intenzionale: Atteggiamenti proposizionali e modularità della mente (in C. Amoretti, a cura di, Natura umana, natura artificiale, Angeli, Milano 2010, pp. 43-62).

La fenomenologia: Funzione ed esperienza (in M. Lombardo, a cura di, Una logica per la psicologia. Dilthey e la sua scuola, Il Poligrafo, Verona 2003, pp. 225-51). 

La causazione mentale: (con M. De Caro) Causazione mentale e pluralismo («Iride», 46, 3, 2005, pp. 623-29). 

Il rapporto fra intenzionalità e coscienza: La teoria della coscienza di Daniel C. Dennett (in D.C. Dennett, Coscienza. Che cos’è, Laterza, Roma-Bari 2009, pp. 573-86); Prima l’intenzionalità, poi la coscienza (in C. Portioli, a cura di, Natura e libertà. Filosofia, scienza ed etica, Morlacchi, Perugia 2009, pp. 49-65).

La coscienza introspettiva: The remains of (introspective) consciousnessParadoxa», 4, 2009, pp. 13-24); Mindreading e metacognizione: che cosa viene prima? («Discipline Filosofiche», 1, 2011); La conoscenza di sé (in M. Marraffa e A. Paternoster, a cura di, Scienze cognitive. Un’introduzione filosofica, Carocci, Roma 2011).

Io, self, persona: (con M. Di Francesco) Il soggetto e l’ordine del mondo (Introduzione a M. Di Francesco e M. Marraffa, a cura di, Il soggetto. Scienze della mente e natura dell’io, Bruno Mondadori, Milano 2009); L’io opaco a se stesso (in M. Di Francesco e M. Marraffa, a cura di, Il soggetto. Scienze della mente e natura dell’io, Bruno Mondadori, Milano 2009). 

L’autoinganno: Il problema dell’autoinganno: una guida per il lettoreSistemi Intelligenti», 11, 3, 1999, pp. 373-403); L’autoinganno dopo Freud e Sartre («Bollettino di studi sartriani», 6, 2010); Self-deception: From Freud to Cognitive Science («Humana.Mente - A Journal of Philosophical Studies», 20, 2012).

Il contributo di Giovanni Jervis alla filosofia della psicologia: Jervis sul naturalismo darwiniano, la psicologia dinamica e i giochi di ultimatum («Psicoterapia e scienze umane», 3, 2010, pp. 335-44); Precariousness and bad faith. Jervis on the illusions of self-conscious subjectivity («Iris. European Journal of Philosophy and Public Debate», 2, 5, 2010); Jervis, De Martino e il mito dell’interiorità («Rivista di Filosofia», 1, 2011); Self-consciousness and self-deception («Medicina nei secoli», 1, 2011); Jervis e la genealogia nascosta della coscienza umana (Introduzione a G. Jervis, Il mito della coscienza. Scritti di psicologia e filosofia, a cura di G. Corbellini e M. Marraffa, Bollati Boringhieri, Torino 2011).

DESCRIZIONE DELL’ATTIVITÀ DI RICERCA (1998-2011)