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Il massimo genio del cinema mondiale, Charles Spencer Chaplin, nacque
a Londra il 15 aprilie 1889 da una coppia d'artisti, Charles Chaplin e
Hannah Hill. A dieci anni, dopo aver cantato con la madre sui
palcoscenici di Londra, viene ingaggiato dall'Hippodrome per diventare
il più giovane attore dei tempi, in Inghilterra. La vita familiare di
Chaplin adolescente è stata lugubre e penosa, quasi fosse una
prosecuzione dei tristissimi romanzi di Dickens: perse il padre
trentasettenne a dodici anni, per alcolismo, e la madre cadde in una
malattia psicotica, uscendo e rientrando dai manicomi, fino alla
completa follia.
Con il fratello Sidney fu costretto ad entrare in un orfanotrofio e
l'unica nota positiva fu la possibilità di ricevere un'istruzione
regolare, almeno per due anni, all'Hern Boy's College, per poi vivere,
da solo, per le strade. A quattordici anni si industriò a fare
parecchi lavori, fra cui il barbiere (l'esperienza gli servì per
interpretarlo alla perfezione nel suo primo capolavoro parlato
"Il grande dittatore"), l'operaio in una fabbrica di vetro,
il commesso e via dicendo.
Avendo il genio innato per il mimo e la pantomima, se ne serve nel
Vaudeville per parecchi anni, fino alla partenza per gli States, dove
inizia la carriera dell'uomo di spettacolo più geniale che la storia
ricordi. Nel 1907 entra nel Karno Pantomime Group, con un tour che lo
porta anche in Canada e resta con la compagnia fino al1913.
Avendo firmato un contratto per la Essanay Films, nel 1914, per fare
insieme quattordici film, nasce la figura di "The Tramp", il
vagabondo (presto in Francia lo 'battezzano' Charlot e il nome diviene
famoso insieme al personaggio) gentile, con i famosi baffi, senza
casa: una sorta di gentleman caduto in disgrazia, con
un'impressionante presenza scenica (ricordiamoci che siamo nell'era
del Muto), capace d'esprimere compassione, amore, dignità.
Visto il successo enorme, con l'aiuto di due star dell'epoca del
calibro di Douglas Fairbanks (miglior amico americano dell'epoca) e di
Mary Pickford e il sostegno del regista D.W. Griffith, venne fondata
la United Artists, in modo da poter produrre e distribuire i film in
modo indipendente. Siamo ai capolavori assoluti di Chaplin (ma aveva
già girato "Il monello" nel 1921 per la First National):
"La febbre dell'oro", del 1925, "Luci della città",
del 1931 (pellicola che difendeva a oltranza il Muto anche dopo
l'avvento del Sonoro), "Il grande dittatore", del 1940 fino
agli straordinari "Monsieur Verdoux", del 1947, uno dei film
più complessi e contraddittori del genio, cui seguì "Luci della
ribalta", del 1952, che non finirà mai di stupirci e di
emozionarci.
Dopo quarant'anni di successi, l'America gli girò le spalle durante
il maccartismo, tacciandolo di essere un comunista, e la sua vita
divenne un inferno: sempre braccato dagli agenti FBI - e Chaplin non
dimenticò mai, nemmeno quando fu scagionato da tutti i sospetti di
far parte di una rete anticapitalista, quanto l'America fosse stata
matrigna con un uomo che si era dato anima e corpo alla sua nuova
patria. Tornò in Europa, precisamente in Svizzera, con la sua quarta
moglie Oona O'Neil.
Nel 1972 Hollywood gli tributò l'Oscar per la prestigiosa carriera e
solo in quell'occasione tornò in America.
Morì nel sonno, il giorno di Natale del 1977, nella sua residenza
svizzera. Una vita ricca, chiacchierata, quattro mogli (Mildred Harris,
Lita Grey, Paulette Goddard e Oona), undici figli legittimi (dei quali
il primo morto pochi giorni dopo la nascita, con grande cordoglio dei
genitori), una passione per le fanciulle in fiore che sfiorava la
pedofilia (il romanzo "Lolita" di Nabokov si suppone fosse
la trasposizione letteraria della sua passione per la Grey), le
terribili accuse politiche (e dire che Hitler lo adorava...), le
terribili e suggestive contraddizioni di un genio, the little tramp,
il nostro Charlot.
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