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UNIVERSITÁ DEGLI STUDI ROMA TRE DIPARTIMENTO STUDI STORICO-ARTISTICI, ARCHEOLOGICI E SULLA CONSERVAZIONE

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La storia del dipartimento comincia nel 1961 con la fondazione dell’Istituto di Storia dell’arte Medioevale e Moderna presso la facoltà di Magistero dell’Università di Roma “La Sapienza” per merito di Luigi Grassi. L’illustre studioso diresse questa struttura fino all’aprile del 1983, quando l’Istituto, insieme con quello di Storia moderna e quello di Scienze storiche, fu disattivato per rinascere, il 1 maggio dello stesso anno, come afferente del “Dipartimento di studi storici dal Medioevo all’Età contemporanea”.
Il Dipartimento di studi storici, dipartimento n. 44, era stato istituito in base al decreto Ruberti del 30 dicembre 1982. Il decreto aveva infatti dato inizio, presso alcune facoltà dell’università “La Sapienza”, a quel processo di suddivisione dipartimentale che sembrava appropriato allo spirito della legge che aveva riformato la docenza universitaria. Alla riuscita del nuovo organismo, diretto dal 1983 al 1984 da Francesco Gaeta, il corpo docente dell’ex Istituto di Storia dell’Arte, costituito allora dai professori Liliana Barroero, Enzo Borsellino, Maria Vera Cresti, Giuliano Briganti, Vittorio Casale, Giorgio Falcidia, Luigi Grassi, ormai fuori ruolo, Paola Lavezzari, Maria Vittoria Brugnoli Pace, Fiorella Pansecchi, Bianca Saletti, Giovanna Sapori e Bruno Toscano, diede un notevole contributo, sia per la determinazione delle scelte metodologiche, istituzionali e operative, sia per la realizzazione del vasto programma scientifico che la nuova realtà universitaria si proponeva. Obbiettivo del dipartimento fu quello dell’applicazione del metodo storico come “metodo volto a cogliere, in prima istanza, sia la specificità sia la tipicità dei fenomeni, siano essi politico-sociali o ideologico-culturali, nel loro contesto e nel loro concreto divenire”. Questa scelta aprì la strada a nuove forme di sperimentazioni sia nel campo della didattica, che assunse un taglio di interdipartimentale, sia nel campo della ricerca che si contraddistinse sempre di più per il carattere interdisciplinare. In questi anni, in cui la presidenza del dipartimento passava da Francesco Gaeta a Giuseppe Talamo, da Alberto Caracciolo a Franco Pitocco a Rosario Villari, coordinatore delle discipline storico-artistiche fu Giorgio Falcidia che, insieme a Luigi Grassi, Liliana Barroero, Vittorio Casale, Fiorella Pansecchi, Giovanna Sapori e Bruno Toscano, avviò quella importante ricerca sulla “Pittura del ‘600 e del 700 in Umbria", destinata a sfociare, negli anni successivi, nella pubblicazione dei quattro noti volumi di “Ricerche in Umbria”, che costituiscono un indispensabile strumento per la conoscenza del patrimonio storico-artistico umbro del XVII e XVIII secolo.
Nel 1989 la “Commissione di Ateneo per la sperimentazione organizzativa e didattica” dell’Università, presa visione delle proposte di sperimentazione dipartimentali giunte da parte di docenti dell’Ateneo romano, deliberava l’istituzione del “Dipartimento di Storia dell’Arte”. Il nuovo organismo, a carattere disciplinare, si proponeva di promuovere ricerche e studi, con ampia articolazione metodologica, nel campo della storia dell’arte medioevale, moderna e contemporanea nell’area italiana, europea e del continente americano; di svolgere indagini connesse ai problemi inerenti la conservazione, il restauro, la museologia, la catalogazione e la divulgazione e di coordinare l’attività didattica dei Corsi di laurea della Facoltà di Lettere e Filosofia, di Magistero e di Architettura implicanti discipline afferenti ai beni culturali.
Nel 1992, in coincidenza con la costituzione del terzo ateneo romano, il Dipartimento di Storia dell’Arte si è trasformato nell’attuale Dipartimento di Studi Storico-artistici, Archeologici e sulla Conservazione di Roma Tre. Il primo a dirigere la nuova struttura fu Bruno Toscano al quale si legano molte delle iniziative che, nell’arco del suo doppio mandato (1992-1998), hanno contribuito alla crescita scientifica e culturale della nuova istituzione. In questi anni non solo il dipartimento è riuscito a dotarsi di una serie di attrezzature scientifiche indispensabili per lo svolgimento dell’attività istituzionale (ricerca e didattica) - possiede infatti l’archivio di microfiches della Witt Library di Londra (2 milione di immagini ca.) con il relativo lettore stampatore Canon NP Printer 980 per la consultazione, una fototeca, una diateca di circa 45.000 soggetti di pittura, scultura e architettura, un laboratorio informatico e un laboratorio fotografico - ma ha anche acquisito la biblioteca personale di Luigi Grassi e attivato il dottorato di ricerca in “Storia e conservazione dell’oggetto d’arte e d’architettura”, oggi giunto al suo XXV ciclo.
Nel 1998 la carica di direttore è stata assunta dal prof. Vittorio Casale e dal 1° ottobre 2008 dalla prof. Liliana Barroero. In questi ultimi anni il Dipartimento è ulteriormente cresciuto. Dal punto di vista logistico si è ampliato grazie all’assegnazione di nuove stanze che hanno permesso di spostare la segreteria amministrativa al piano terra destinando il primo piano al corpo docente; sotto il profilo didattico è stata ampliata l'offerta formativa grazie all'aumento del numero dei docenti e degli insegnamenti.

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data ultima modifica: 22 luglio 2009
Responsabile Laboratorio Informatico: Dott. Fabrizio Musetti