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Il Dottorato di ricerca in
Storia e conservazione dell’oggetto d’arte e d’architettura è stato istituito nell’a.a. 1995/1996 dal nostro Dipartimento insieme al Dipartimento di Progettazione e Studio dell’architettura.
L’attività didattica del Dottorato, costituita da corsi, conferenze, seminari e sopralluoghi, viene affidata ai membri del Collegio, ai docenti afferenti al nostro Dipartimento e a numerosi studiosi - architetti, storici dell’arte ed archeologi - operanti presso altri enti di ricerca o altre strutture in qualità di soprintendenti, direttori di musei, restauratori, artisti.
Sin dalla istituzione del Dottorato, sotto la guida del primo Coordinatore, prof. Bruno Toscano, la rispondenza dei corsi agli obiettivi di formazione e specializzazione ha trovato conferma nella progressiva maturazione dei dottorandi e nell’affinamento delle loro qualità di ricercatori, com’è dimostrato dal rilievo scientifico delle tesi, molte delle quali pienamente meritevoli di pubblicazione, e dalla notevole percentuale dei dottori già approdati negli uffici statali di tutela e nella docenza universitaria.
Nella valutazione complessiva del 2004, emersa in seguito alla richiesta di attivazione del XX ciclo, il Dottorato in Storia e conservazione dell’oggetto d’arte e d’architettura ha ottenuto il punteggio complessivo più alto all’interno dell’area umanistica ed è entrato in seguito a far parte, insieme con le Sezioni dottorali
Politiche territoriali e progetto locale, Progetto urbano sostenibile e Il cinema nelle sue interrelazioni con il teatro e le altre arti, della Scuola dottorale in “Culture e Trasformazioni della Città e del Territorio”, aperta a decorrere dal 1° novembre 2005.
Nell’ambito della nuova Scuola la Sezione dottorale Storia e conservazione dell’oggetto d’arte e d’architettura si colloca come l’area in cui i campi disciplinari della storia dell’arte, dell’archeologia e dell’architettura si presentano, ciascuno con le proprie specificità, strettamente intrecciati nell’unità contestuale dell’oggetto d’indagine. L’ottica unificante della conservazione si pone in tal senso come momento critico d’incontro nel quale convergono le analisi di ricerca storica, le procedure teorico-pratiche della tutela e le riflessioni sulle forme della comunicazione.
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