Anno II - n. 4, aprile 1997
Editoriale
Il governo e la ricerca
Ricerca
Tavola rotonda con: Bernardini, Di Castro, Guerra, Melchiorri
Intervento di: Cioni
Note e discussioni
interventi di: Procaccia, Continenza, Giangrande, Mortola, Gliubich
Osservatorio
L'osservatorio di "Tor Vergata" - Iniziative scientifiche e culturali a Roma
Area bio-medica
Area scientifica e tecnico-progettuale
Area economico-giuridico-sociale
Area umanistica
Editoriale
Il governo e la ricerca
Il governo ha messo in cantiere una serie di provvedimenti riguardanti l'università e la ricerca, in parte già definiti nelle indicazioni di principio - pensiamo alle norme contenute nei collegati alla finanziaria per il 1997 e nel cosiddetto Bassanini uno, recentemente approvato dalle Camere. I prossimi quattro mesi, che ci separano dalle vacanze parlamentari e dall'inizio di una nuova difficile sessione di bilancio per il 1998, saranno decisivi per comprendere l'effettiva direzione di marcia del governo su questioni impegnative e verificare la sua capacità di avviare a soluzione i problemi aperti. Un elenco sicuramente incompleto di tali questioni potrebbe spaziare dalla programmazione degli accessi ai mega-atenei, dalla riforma dei concorsi alla riapertura di canali di reclutamento per le giovani leve, dal riassetto dello stato giuridico del personale universitario alla revisione del dottorato di ricerca, dalla ricostituzione del Consiglio Universitario Nazionale a una maggiore flessibilità degli ordinamenti didattici, dal recupero di una seria funzione programmatoria alla riforma degli enti di ricerca; senza parlare delle interconnessioni con i provvedimenti riguardanti la scuola secondaria e la formazione degli insegnanti. È forse prematuro affermare che ci troviamo alla vigilia di una stagione innovativa per il mondo dell'università e della ricerca come quella segnata dal ministro Ruberti o, in precedenza, dalla fase di attuazione della 382. Certo non si può dire che il governo non abbia accettato la sfida di misurarsi contemporaneamente su una molteplicità di terreni, di risanare mali antichi, tentando di riassorbire spinte contraddittorie all'interno di una strategia coerente. Ma il cammino appare tutt'altro che agevole, non solo per le incertezze e le divisioni all'interno della maggioranza parlamentare, ma per la debolezza degli interlocutori istituzionali (o para-istituzionali, come le associazioni di docenti) che di fatto si limitano alla pur attiva ed autorevole Conferenza dei Rettori. Circostanza che se apparentemente rende più flessibili gli spazi di manovra del ministro Berlinguer, già profondo conoscitore delle toghe di ermellino, in realtà lo priva delle utili verifiche che potrebbero derivare da un confronto con le istanze più rappresentative dell'università e della ricerca.
In questo fascicolo si dedica ampio spazio ad una prima riflessione sui problemi dell'organizzazione della ricerca. Nell'affrontare il nodo del riordinamento degli enti pubblici di ricerca, attraverso l'ampia delega concessa dal Parlamento, il governo non potrà non partire proprio dalla considerazione della necessità di realizzare una riforma strutturale capace di mettere ordine in un sistema cresciuto in modo disordinato, tagliando rami secchi e scarsamente produttivi, chiarendo i confini tra attività di ricerca e mere prestazioni di servizi - sia pure avanzati e qualificati - fissando precisi criteri di trasparenza, pubblicità e valutazione delle attività gestionali nonché di verifica dei risultati prodotti che valgano anche a ridurre un livello in molti casi abnorme assunto dai costi generali di gestione. Un processo non indolore ma che può far tesoro di alcune esperienze positive che sono maturate nel tempo e rappresentano un patrimonio importante della ricerca italiana.
Rimane poi del tutto aperta la questione dei fondi destinati alla ricerca. L'auspicata maggiore interazione con il mondo produttivo non può rappresentare una soluzione credibile su questo terreno; va garantita l'autonomia del settore pubblico e suscita qualche preoccupazione la previsione dell'inserimento di rappresentanze del "mondo della produzione e dei servizi" negli organi consultivi degli enti. I finanziamenti per molti settori sono ormai al di sotto del minimo vitale, e si continua ad operare tagli. In definitiva manca un progetto, fosse anche quello di una terza estrazione del lotto.
Ricerca
Le grandi aree di ricerca / 1 La Fisica
Con la pubblicazione di questa tavola rotonda apriamo una discussione intorno ai problemi della ricerca che proseguirà per aree tematiche nei prossimi fascicoli. Alla tavola rotonda con i colleghi del Dipartimento di Fisica dell'Università di Roma 'La Sapienza' hanno partecipato: Carlo Bernardini, ordinario di Metodi Matematici della Fisica; Carlo Di Castro, ordinario di Meccanica Statistica; Francesco Guerra, ordinario di Meccanica Statistica e direttore del Dipartimento di Fisica; Francesco Melchiorri, ordinario di Astrofisica.Travaglini: Come redazione della rivista abbiamo progettato alcuni incontri per discutere della ricerca che si svolge nelle grandi istituzioni culturali romane, con un'attenzione agli aspetti organizzativi e funzionali nonché ai vincoli ed alle opportunità poste a livello istituzionale, in particolare nei rapporti con altre strutture universitarie ed enti pubblici e privati. Potremmo affrontare il problema dei vincoli istituzionali e della loro influenza sulla organizzazione e sulla struttura della ricerca. Alcune importanti scuole romane hanno storicamente offerto un contributo rilevante allo sviluppo della scienza e ancora oggi svolgono un ruolo di primo piano a livello nazionale ed internazionale. È venuto quasi spontaneo iniziare questo ciclo di incontri con i colleghi fisici, intorno alle scrivanie che furono di Enrico Fermi e Edoardo Amaldi.
Guerra: Sarebbe opportuno parlare della dinamica dei settori di ricerca, di quali siano le strutture coinvolte a livello nazionale e locale, di quali possano essere le interrelazioni tra i vari settori. Il Dipartimento di Fisica, visto come struttura organizzata, potrebbe costituire un modello interessante anche per altre strutture dipartimentali. Presso il Dipartimento operano una cinquantina di professori ordinari, altrettanti professori associati, una quarantina di ricercatori, e circa ottanta unità di personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Il ventaglio delle ricerche svolte è piuttosto vasto. Si va dalla fisica delle particelle elementari e la fisica nucleare, alla struttura della materia, l'astrofisica e la cosmologia, la fisica dei biosistemi, la fisica matematica e la fisica statistica, la geofisica, la didattica e la storia della fisica, fino alle metodologie fisiche per i beni culturali. Si tratta in prevalenza di ricerche sperimentali, che si avvalgono di attrezzature altamente specializzate, o comunque di ricerche che richiedono una complessa elaborazione dei dati, ed estese simulazioni numeriche su calcolatori. Di conseguenza i servizi del Dipartimento assumono un'articolazione molto vasta e complessa. Oltre alla Segreteria Amministrativa, la Segreteria Didattica, e gli Uffici di Direzione, del Consiglio di Corso di Laurea in Fisica, dei Dottorati e Scuole di Specializzazione, e del Personale, e oltre alla Biblioteca, sono attivi anche i servizi di fotostampa, di falegnameria, di magazzino, di radioprotezione, di sistemi e reti di calcolo, un ufficio progetti, un laboratorio chimico e alcune officine meccaniche. Inoltre il servizio di portineria deve provvedere alla sorveglianza dei due edifici principali, G. Marconi (vecchio edificio) ed E. Fermi (nuovo edificio).
Occorre inoltre tener presente che le esperienze di fisica delle alte energie si svolgono in collaborazione con altre sedi, per esperimenti sui grandi acceleratori di particelle a Frascati, al CERN di Ginevra, e a DESY in Amburgo. Queste esperienze di alte energie richiedono mezzi considerevoli, che sono in parte forniti dalla locale sezione dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). L'INFN può disporre di circa ottanta unità di personale amministrativo e tecnico, e di una trentina di ricercatori.
Come si vede il Dipartimento di Fisica è una struttura piuttosto complessa, e la sua gestione può avvenire solo attraverso un sistema di commissioni, che lavorano su argomenti specifici.
Di Castro: Il Dipartimento di Fisica è in effetti un esempio di struttura organizzativa che permette, pur nel rispetto del singolo ricercatore, di favorire la aggregazione necessaria alla formazione di scuole per la ricerca e per la didattica.
È importante ricordare, soprattutto in questo momento in cui si parla di "disaggregazione" delle grandi università, che per la struttura organizzativa dell'attività di ricerca occorre garantire una soglia minima che permetta l'aggregazione dei ricercatori per favorire la formazione di scuole ed essere competitivi a livello internazionale. In questo contesto si può porre l'interrogativo se l'organizzazione del Dipartimento di Fisica possa fungere da modello di struttura complessa, ma atta allo scopo sopra indicato. Qui si pone un altro problema importante: il dottorato, che dovrebbe costituire la scuola per eccellenza e l'occasione di trasmissione delle competenze per la ricerca, è invece ancora legato, nonostante anni di discussioni, alle norme istitutive che ne hanno limitato la possibilità di essere una struttura agile di formazione. Inoltre, il dottorato, che dovrebbe essere considerato anche come centro di formazione dei quadri, in Italia serve solo come ricambio della docenza universitaria, con l'esclusione di ogni ulteriore implicazione per il Paese.
Bernardini: È importante premettere che il Dipartimento di Fisica si trova in condizioni atipiche: l'esistenza, al suo interno, dell'Istituto Nazionale per la Fisica Nucleare (INFN) costituisce sicuramente una grande e positiva anomalia rispetto alla struttura di altri dipartimenti. La scelta fatta dall'INFN è una scelta legata all'università. Mentre l'INFN lavora dentro l'università, ed è quindi a contatto diretto con il "vivaio", con i giovani, ed offre loro delle opportunità, strutture come il CNR o l' ENEA hanno perso questo rapporto diretto, ed hanno per questo dei ricambi molto più difficili di quanto non abbiano gli Istituti della fisica che in qualche modo fanno capo all'INFN. L'INFN ha delle convenzioni forti con l'università, per cui partecipa direttamente alla struttura dei servizi, all'immissione di risorse - sia di personale che finanziarie - che sono poi bene o male disponibili per tutti; questa è una delle condizioni che rendono la situazione diversa.
Travaglini: Questo tipo di rapporto i dipartimenti di fisica lo hanno solo con l'INFN o anche con altre strutture ed istituzioni?
Di Castro: Posso citare un esempio a tale proposito: quando negli anni '70 si tentava di riorganizzare le strutture per la ricerca nelle varie Commissioni di Ateneo, avevamo considerato i centri interuniversitari e interdipartimentali come quelle forme di aggregazione tra i vari gruppi di ricerca che avrebbero permesso di costituire delle strutture intermedie di trasmissione della ricerca e di legame con la ricerca finalizzata e quindi con la società. Ci fu un ramo della fisica, quello della struttura della materia, che tentò di organizzarsi secondo questa linea e costituì il Centro interuniversitario di struttura della materia, ma la inadeguatezza legislativa per i centri interuniversitari impediva di avere una struttura agile come quella dell'INFN; ci fu un lunghissimo processo che invece di premere per sollecitare modifiche delle leggi istitutive dei centri interuniversitari portò alla formazione di un ulteriore istituto, l'Istituto nazionale di fisica della materia (INFM). Attualmente questo istituto, creato sul modello dell'INFN, coinvolge e organizza a livello nazionale le unità di ricerca di fisica della materia. Vorrei sottolineare il fatto che la fisica tenta sempre di organizzarsi a livello nazionale per trasferire le proprie competenze a livello internazionale e quindi entrare nel contesto della ricerca mondiale. La formazione di questi istituti può quindi servire anche come esempio di organizzazione della ricerca in modo che possa avere un impatto sulla società a livello nazionale. Quando si organizza la ricerca universitaria e si tenta di introdurre i progetti finalizzati come rilevanti di per sé per stabilire un contatto diretto con la società si commette un errore, perché non si può ribaltare l'equilibrio tra ricerca fondamentale e ricerca applicata nell'ambito dell'università. Quando si formano questi gruppi a livello nazionale, i progetti finalizzati ed il contatto con la società produttiva possono essere parte del risultato di questo coordinamento, pur mantenendo, come giustamente Bernardini poneva in risalto, tutte le competenze e le capacità di formazione proprie dell'università. Senza l'apporto universitario questi gruppi non potebbero nascere e viceversa; tuttavia l'università in qualche modo è sempre assente in quanto attrice generale, sono i singoli settori che si organizzano per creare nuove istituzioni: INFN, INFM, che poi coordinano e quindi rendono dinamico un campo di ricerca; stiamo attenti tuttavia a non favorire mai la formazione di strutture organizzative della ricerca che non facciano specifico riferimento a competenze già esistenti: creare ex novo degli enti, per qualche fine che viene codificato dall'esterno, è un fatto negativo.
Bernardini: C'è inoltre da tener conto del fatto che tutto questo non si realizza semplicemente creando delle norme o delle leggi istitutive, ci sono caratteristiche comportamentali che hanno avuto una lunga e paziente stratificazione, c'è una tradizione di collaborazioni interne, di trattamento del personale, di modalità con cui si affrontano i problemi burocratico-amministrativi che è nata lentamente ed ha fatto sì che le strutture dell'INFN fossero particolarmente agili rispetto a quelle di qualunque altro sistema di ricerca in Italia. L'INFN è uno dei pochi enti italiani che non ha un consiglio di amministrazione nè un consiglio scientifico, ma una sola struttura, il consiglio direttivo, formato da fisici e da alcuni amministratori, che insieme hanno capacità decisionali notevoli, perché possono occuparsi di questioni di ogni genere: dall'imposizione del cartellino - come è avvenuto, purtroppo, recentemente al CNR - fino alla definizione dei grossi programmi di ricerca. Questa è una modalità di lavoro in cui tutti vengono coinvolti su tutto, la trasparenza è totale, perché tutti i programmi vengono portati in pubblica discussione, c'è una approvazione dopo una discussione scientifica, di merito o di sostanza. Si crea, inoltre, una corporazione molto forte di persone che hanno degli interessi estremamente precisi, li sanno difendere e sfidano chiunque abbia voglia di tagliare i finanziamenti a trovare buoni motivi per farlo. Quasi tutti sono preparati a difendere un certo tipo di programmi. C'è anche una forte disponibilità ad accettare sollecitazioni di tipo diverso; all'epoca del ministro Podestà, ad esempio, c'è stata una sollecitazione a destinare una parte dei bilanci all'attività di promozione tecnologica, ma poi, e meno male, si è fatto in modo che gli interessi dell'ente non fossero lesi, perché l'ente aveva un certo numero di interessi nel settore, per esempio, dei magneti super conduttori, di attività nel settore degli acceleratori per usi sanitari. Erano nati dei programmi comuni che si potevano portare avanti con le industrie. Questo funziona abbastanza bene dal punto di vista organizzativo ma credo che non sia il solo esempio perché qui abbiamo il caso del Melchiorri che ha sviluppato un'esperienza assai interessante con una piccola industria. In definitiva si è orientato un grosso numero di giovani su programmi che non riguardavano necessariamente attività di ricerca di base da svolgersi all'interno dell'INFN per sottolinearne una certa rilevanza tecnologica, e che potevano polarizzare l'attenzione del settore produttivo su cose che venivano fatte in ambito universitario. Quindi c'è una certa capacità che è dovuta a questa lunga tradizione che porta a caratteristiche comportamentali molto specifiche; è gente che si sa muovere e che ha imparato a muoversi grazie all'insegnamento di maestri. Edoardo Amaldi era certamente uno dei più straordinari organizzatori di attività altrui oltre che un ricercatore di primo piano, e così molti altri.
Guerra: Credo utile riflettere sull'importante esperienza dell'INFN. Innanzitutto sul valore della scelta di lavorare all'interno dell'università. A parte, ovviamente, i laboratori nazionali, che richiedono una grande concentrazione di mezzi, tutte le sezioni INFN sono all'interno delle università con uno scambio di servizi e di esperienze nell'attività didattica e di ricerca. La scelta di lavorare all'interno delle università e di avere contemporaneamente questo coordinamento nazionale, secondo me, è stata una scelta vincente. Io sono convinto che alcune università, attualmente molto importanti per quanto riguarda la ricerca fisica, sarebbero state delle università di secondo piano se non ci fosse stato questo tipo di esperienza alla fine degli anni Cinquanta. Ho vissuto direttamente il caso di Napoli, in cui la locale sezione INFN ha avuto un enorme ruolo propulsivo, fin dalla fine degli anni '50. È positivo che anche l'INFM abbia scelto di lavorare all'interno delle Università.
Melchiorri: Sicuramente son d'accordo con i metodi dell'INFN; il merito principale dell'INFN è stato quello di raccogliere le prime generazioni di giovani fisici, di costituire una serie di gruppi di persone dalle notevoli capacità. Questo è probabilmente un elemento di importanza centrale, perché sono convinto che la struttura e l'organizzazione sono importanti ma crollano se incominciano ad entrarci persone non qualificate. Si trattava di persone in gamba, erano aperte un po' a tutte le esperienze, basti pensare alle onde gravitazionali: cogliere una associazione tra la fisica delle alte energie e le onde gravitazionali è estremamente difficile, ma è una cosa interessante ed estremamente importante. L'INFN ha dato un contributo enorme allo sviluppo di questo settore e probabilmente adesso si sta aprendo ad altri settori, come l'astrofisica, questo è certamente interessante. Qualcuno dei miei colleghi è forse preoccupato perché l'"invasione di campo" è sempre una cosa che spaventa ma io penso invece che sia un fatto positivo.
Vorrei accennare ad altri tipi di organizzazione, come quelli nell'ambito dell'astrofisica e dell'astronomia; in questo settore abbiamo una situazione veramente un po' anomala. I fondi che astronomi e astrofisici riescono a raccogliere anno per anno, costituiscono una cifra confrontabile con quella a disposizione dell'INFN, confrontabile, ma sicuramente superiore, con il CNR, ma peggio gestita, perché ci sono una serie di organizzazioni che non riescono a comunicare tra di loro.
Bernardini: Quando ero preside di facoltà, vent'anni fa, feci il conto di quante erano le strutture che si occupavano di astrofisica: erano sette, indipendenti, e continuano ad esserlo.
Melchiorri: Nell'area romana, abbiamo fatto un calcolo, ci sono qualcosa come 250 ricercatori che si occupano di astrofisica, in strutture diverse: ci sono 3 laboratori del CNR, l'osservatorio astronomico, l'istituto astronomico, i dipartimenti delle tre università, etc.. C'è poi la grande questione della ricerca spaziale, che finora ha avuto problemi per l'organizzazione. L'agenzia spaziale italiana è chiaramente una organizzazione mal disegnata, vi si intrecciano interessi industriali fortissimi con interessi di ricerca che, per quanto possano essere importanti, cedono le armi di fronte ai primi; nonostante la legge istitutiva prescriva che una frazione ben precisa delle risorse deve essere riservata alla ricerca, quando l'altra frazione è esaurita le industrie hanno la forza di entrare prepotentemente anche nella piccola percentuale dedicata alla ricerca. Da questo punto di vista, devo dire che molti astrofisici guardano con grande interesse all'INFN, proprio come strumento di collegamento, perché rappresenta comunque un punto di riferimento. Certo che da un lato è difficile, dall'altro fa anche rabbia, perché è chiaro che si vorrebbe disporre di un istituto analogo con analoghe capacità di gestione. Un punto interessante è che circa un terzo degli studenti di fisica si laurea in astrofisica; si tratta di un numero elevatissimo che non è giustificato dalle condizioni reali del paese. Una volta laureati le possibilità che gli studenti hanno sono decisamente inferiori agli altri settori, p.e. le borse di studio, le borse di dottorato in astronomia sono 3, a Roma, quando si hanno tra i 50 e i 60 laureati in astrofisica ogni anno. Naturalmente le borse di dottorato dovrebbero essere commisurate a quello che viene dopo, ma se si guarda a quello che viene dopo le aspettative sono ancora più deludenti, quindi a questo punto la situazione è drammatica. Quella del settore astrofisico è una situazione difficile che però, riferendosi ad un esempio tipo INFN, può avere possibilità di sviluppo. L'ultimo tentativo che è stato fatto è quello di costituire un consorzio delle università Italiane per la fisica spaziale, che cercherà di trasformarsi in un istituto, tipo l'Istituto nazionale di fisica della materia, e di viaggiare in quella direzione, che però è una direzione difficile.
Di Castro: Così come è avvenuto per struttura della materia, che iniziò come gruppo nazionale di struttura della materia del CNR, poi si formò l'analogo universitario come consorzio o centro interuniversitario, infine si passò all'Istituto nazionale di fisica della materia, che è la struttura attuale, rappresentativa di tutti. L'INFM comincia ad operare abbastanza bene, ha un comitato scientifico che funziona e in qualche modo i frutti si vedono.
Melchiorri: Noi stiamo muovendo i primi passi, stiamo andando piano piano dietro agli altri, rifacendo tutti gli errori degli altri.
Di Castro: Vorrei tornare sulla questione organizzativa che ci interessa come dipartimento e, secondo me, è importante per il dibattito che si sta svolgendo sulla università italiana; ci sono vari aspetti nel discorso sia di Francesco Guerra che di Carlo Bernardini che voglio riprendere, partendo dall'INFN e dal metodo sempre seguito di avere dibattiti aperti sui programmi scientifici. La discussione sulla organizzazione, sulla progettualità della ricerca e sul livello che si deve tenere per fare un progetto di ricerca, dovrebbe essere lo scopo precipuo di qualunque dipartimento, sia umanistico che tecnico-scientifico. Il consiglio di dipartimento dovrebbe perdere quella natura pseudoburocratica, che si sovrappone al consiglio di corso di laurea ed alle facoltà, per acquistare sempre più il ruolo di coordinamento della ricerca, coordinamento da attuare nel rispetto delle libertà del singolo ricercatore, senza sopraffazione ma semplicemente fornendo una occasione di dibattito culturale che aggreghi e non disaggreghi, ed insisto, favorisca la formazione di scuole. L'altro elemento caratterizzante delle modalità di funzionamento dell'INFN è costituito dalle norme di comportamento che sono maturate negli anni, e comprendono vari aspetti a partire dall'impegno personale, impegno che significa venire la mattina al posto di lavoro e andar via la sera. Questa è sempre stata la tradizione dei fisici che veniva appunto dalla dedizione degli organizzatori, come Amaldi, e che noi continuiamo a praticare. Si tratta di un elemento essenziale specie oggi che è andata fuori moda l'idea che serva il tempo pieno nelle strutture universitarie; secondo me le strutture universitarie senza il tempo pieno non possono funzionare per l'assenza, all'interno dei vari istituti, del personale docente. Dove non c'è il personale docente che guida e controlla, le strutture vanno in disfacimento. Il problema non è di riforma della codificazione legislativa, io credo che all'interno del sistema universitario ci sia la necessità soprattutto di un cambiamento di atteggiamento dei docenti e dei ricercatori nei confronti del posto di lavoro e all'esterno di un cambiamento nel modo di recepire quelli che sono i prodotti della formazione (ad esempio dottorato) e della ricerca per il loro utilizzo nella società. Quindi tempo pieno e responsabilità a tutti i livelli. Modelli comportamentali, formazione dei quadri dei tecnici e degli amministrativi devono essere parte integrante dell'organizzazione del dipartimento.
Travaglini: Adesso all'interno del dipartimento c'è qualche cambiamento?
Guerra: Le persone di maggiore esperienza che lavorano all'interno del dipartimento svolgono un ruolo professionale elevatissimo e un ruolo direttivo di tutto rispetto nell'analisi delle varie situazioni, e nella scelta delle diverse soluzioni. Tendono ad identificarsi con l'istituzione e ad esserne parte dirigente tramite la loro professionalità e la loro esperienza. Il problema della formazione del personale non docente è uno dei più importanti. Vi sono difficoltà nel ricambio: ogni volta che un elemento di grande esperienza nei vari settori va in pensione si crea un vuoto notevole. Naturalmente io penso che in questo momento dovrebbe essere necessario anche uno sforzo sia da parte dell'Ateneo sia da parte di tutta la struttura universitaria per adeguare la situazione generale a quelle che sono le nuove esigenze. Un altro problema è quello dei post-doc, delle posizioni dopo il dottorato. Certamente non è possibile conservare il mito del posto stabile immediato come ricercatore perché i posti sono pochi, mentre invece avere dei contratti di durata conveniente - e dignitosi naturalmente - più o meno come le borse date dalla Comunità Europea, ci permetterebbe di poter conservare delle forze giovani che stiamo perdendo.
Di Castro: Questo è un aspetto importante, e non so se tutti utilizzano questo canale che noi stiamo recuperando. C'è venuto l'input dalla CEE con la formazione di progetti di ricerca in cui era contemplata la possibilità di offrire contratti di ricerca a termine per la durata del progetto.
Travaglini: Sono possibilità aperte fondamentalmente solo nel settore della fisica: INFN, INFM e CEE.
Di Castro: L'INFN e l'INFM stanno seguendo questo esempio: ci sono progetti di ricerca che prevedono posti post-doc alla base del progetto. Il nostro presidente della Camera ha segnalato come questioni di primo piano il numero chiuso e il reclutamento docenti. Io penso che parte dei problemi della università di massa si possano superare con un ottimo coordinamento nella didattica, con la formazione di scuole per la ricerca e la didattica ed infine eliminando la pregiudiziale che il personale docente-ricercatore debba essere ripartito in ugual numero nei tre livelli dei professori ordinari, dei professori associati e dei ricercatori. Questa ultima restrizione non permette un rinnovo adeguato, una dinamica nella ricerca. È pur giusto che ci siano dei professori universitari stabili che diano continuità e coordinamento alla struttura, ma ritengo necessaria una continua evoluzione nella parte giovane, con contratti a termine, dal dottorato al post-dottorato, in grandissimo numero rispetto sia agli associati che ai professori ordinari. Questo è un punto essenziale. Non riesco a capire come si faccia ricerca in altri settori. Ho parlato con storici, umanisti, che stimo profondamente come persone e come professori, e che non comprendono la nostra esigenza di post-doc e dottorandi. Per loro è un peso avere queste persone accanto. Non le considerano il mezzo necessario e propulsivo per fare ricerca. La collaborazione e l'interazione non sembrano essere rilevanti in altri settori.
Bernardini: Era lo slogan dell'INFN. Amaldi era di una determinazione estrema sulla necessità della collaborazione.
Di Castro: Fino a che non trasferiremo questo messaggio in qualche modo ci troveremo di fronte all'impossibilità di far capire agli altri la necessità delle borse post-dottorato e della modifica del dottorato di ricerca. Le borse post-doc, dal momento che dipendono solo dalle università, potrebbero essere regolarizzate immediatamente. Invece sono spesso inadeguate e vengono bandite in modo completamente saltuario e quindi i ragazzi non possono farci affidamento. Un altro problema connesso con i precedenti è la durata dei corsi di laurea dopo l'istituzione dei corsi di dottorato. Non possiamo andare avanti con i corsi di laurea che durano sei-sette anni più tre anni di dottorato, per un totale di dieci-undici anni. I nostri dottori di ricerca si immettono nel lavoro a trenta anni ed oltre.
Melchiorri: La nostra situazione per quanto riguarda le tesi di laurea è abbastanza unica rispetto agli altri paesi. Abbiamo delle tesi di laurea che sono paragonabili a tesi di dottorato.
Di Castro: Questo dipende anche dal fatto che in Italia i laureandi sono spesso forza-lavoro per la ricerca; se si svincolasse il dottorato, sia dalle norme istitutive sia dal fatto che debba servire solo come ricambio del sistema universitario, avremmo più dottorandi e le lauree potrebbero essere ricondotte al loro livello naturale.
Bernardini: Della necessità di afflusso di giovani si è parlato molto perché c'è il problema di come utilizzare la quota disponibile di posti sul budget del dipartimento a seguito delle regole dell'autonomia. Questo dipartimento ha preso una decisione unanime: quella di destinare tutti i fondi disponibili alla creazione di nuovi posti di ricercatore.
Guerra: Le richieste sono state di zero posti per professori ordinari, due per professori associati, però solo su corsi di servizio, dove c'è la necessità di insegnamento della fisica per i corsi con grande numero di studenti, tipo biologia o scienze naturali.
Travaglini: Come è avvenuta questa conversione del vostro budget?
Guerra: Esistevano all'interno delle facoltà alcuni posti disponibili per trasferimenti o per pensionamenti. È stato quindi valutato il budget delle varie facoltà. È stata una grande impresa per l'università perché al trasferimento dell'autonomia non era poi seguita una effettiva capacità di fare una rapida ricognizione di quanti fossero effettivamente i posti disponibili. Le disponibilità accertate a livello di Facoltà sono state distribuite tra i vari gruppi. Il gruppo di fisica, in seguito alla discussione avuta nel consiglio di dipartimento, ha adottato delle delibere molto generali e orientate verso il futuro. Si è quindi deciso di investire sui ricercatori.
Bernardini: Per quanto riguarda il personale non docente vi sono problemi di ricambio. Mentre i ricercatori vengono scelti il personale non docente non può essere scelto, viene mandato dagli Uffici Centrali. Il problema della impossibilità di scegliere il personale universitario non docente così come si fa per il personale docente è una spina nel fianco, ci viene mandato il pacco-uomo; questo per una struttura come l'INFN sarebbe intollerabile.
Guerra: Il completamento dell'organizzazione di tipo dipartimentale non può prescindere dal problema del personale. Al momento attuale si possono prefigurare delle soluzioni possibili secondo le norme legislative, e che sono altamente auspicabili. Una è quella dei posti a contratto su tempi determinati con un rinnovo. La persona può essere messa in contatto con la struttura e può vedere se può dare un contributo e trarne soddisfazione. L'attività che si svolge deve offrire anche una soddisfazione di tipo professionale. Sapendo quanti posti a contratto abbiamo a disposizione per un certo periodo, come dipartimento, si potrebbe fare un'adeguata pianificazione. Un'altra possibilità è quella di metterli a carico dei fondi di ricerca.
Melchiorri: Vorrei ora introdurre un altro tema di discussione: il rapporto tra università e industria nel campo della ricerca. In base alla nostra esperienza posso affermare che con le grandi industrie è estremamente difficile colloquiare. Alcune piccole invece vogliono aumentare le loro competenze ed allora si possono fare dei discorsi di interesse reciproco. Posso citare l'esempio di una piccola ditta che faceva strutture in fibra di carbonio, quelle strutture che si usano per le auto da corsa. A noi interessava utilizzare la fibra di carbonio per un esperimento su un pallone stratosferico, per cui l'oggetto doveva essere particolarmente leggero, e nello stesso tempo resistere alla caduta, la fibra di carbonio è molto leggera ma ha resistenze in direzioni particolari. Il problema è stato studiato insieme, sono state progettate delle strutture tubolari che servivano al nostro scopo. Questa piccola ditta ha scoperto che con queste strutture tubolari leggerissime si potevano fare gli alberi delle barche a vela da regata, ha brevettato la cosa ottenendo grandi guadagni, mentre la nostra struttura è stata fatta gratuitamente. Un altro esempio riguarda una collaborazione con l'INFN e con l'Ufficio Progetti abbiamo disegnato uno specchio di tre metri di diametro in lega leggera d'alluminio con le costolature; in pari tempo abbiamo chiesto un'offerta ad una ditta tedesca che produce specchi per scopi spaziali. L'offerta è stata troppo alta. Un artigiano che produceva dei telescopi di piccole dimensioni, 20 o 30 centimetri, e li vendeva ad amatori, ha costruito lo specchio. Avevamo anche una collaborazione con l'università di Berckley, che ha chiesto quanto avessimo pagato l'artigiano e, quando ha sentito il prezzo, ne ha ordinati venti. Altri ordini sono poi arrivati dall'ESA, Commissione Europea. Questo piccolo artigiano ha ora attivato un'azienda avanzata. Credo che le università si possano appoggiare sul lavoro di piccoli artigiani, che sono capaci di specializzarsi, credo che questa sia una funzione importante che l'università debba svolgere, piuttosto che il raccordo con la grande industria che ha il suo centro di ricerca, con programmi di ampio respiro.
Bernardini: Nell'industria italiana manca una tradizione e una vera capacità sul terreno dell'innovazione del prodotto.
Melchiorri: Un caso che mi ha fatto rabbrividire riguarda il laboratorio di una importante industria che produceva componenti di altissima tecnologia ed ora sta chiudendo. Per sopravvivere produce bambole. Hanno intervistato in televisione un ingegnere elettronico che ha dovuto adattare la sua professionalità. Questa sembrava una grande soluzione. Se le persone che hanno in mano una tecnologia di alto livello vengono messe a fare bambole e pupazzi, mi vengono i brividi. Perché in Italia ci sono piccoli gruppi che hanno questa volontà di fare; vengono fuori da ditte che sono in una situazione difficile. Gli ingegneri sono costretti ad andarsene, e creano delle piccole ditte che potrebbero funzionare bene se ci fosse un colloquio con le università.
Bernardini: Un ruolo importante di promozione lo potrebbe avere l'ENEA che mostra notevoli limiti in questo campo.
Travaglini: In definitiva l'INFN rappresenta un caso abbastanza particolare tra gli enti di ricerca pubblici; questo è dovuto anche al fatto che il consiglio direttivo lo elegge la corporazione dei fisici insieme con i dipendenti dell'Istituto?
Bernardini: Vorrei ricordare il documento della Commissione Giannini, quello che fece dire a Sabino Cassese a suo tempo che ci sono solo due cose che in Italia funzionano: l'INFN e l'Ufficio Studi della Banca d'Italia. Era un documento in cui gli enti erano distinti in strumentali e non strumentali ed in cui si spiegava la differenza e il vantaggio dell'autogestione.
Di Castro: Forse dovremmo spendere due parole su un altro aspetto: la ricerca come è organizzata nell'INFN imperniata sull'uso di grandi macchine, su esperimenti di vaste proporzioni che richiedono ampia collaborazione in confronto con l'astrofisica e la struttura della materia, che usufruiscono di laboratori con strumentazione e personale limitati e quindi ancora su dimensioni umane.
Bernardini: L'idea delle grosse dotazioni strumentali come elemento aggregante è stata abbastanza precoce, perché l'idea di costruire il laboratorio di Frascati e di metterci dentro una grossa macchina che aggregasse almeno i gruppi nazionali è del 1952. Da quel momento in poi queste strutture aggreganti nazionali e internazionali non si sono fermate più. Poi ci sono stati anche sviluppi originali italiani, il primo prototipo di anello di accumulazione è nato a Frascati. Si tratta di un esempio particolarmente significativo: quando decidemmo di costruirlo - era il marzo del 1960 - ci fu un seminario di Touschek a Frascati; Salvini era il direttore del laboratorio, Amaldi era il presidente dell'INFN. Il seminario impressionò molto perché si prospettava uno sviluppo assai rischioso, c'era questo gusto del rischio. Comunque servivano subito dei soldi per ordinare un magnete. Il tempo necessario per raccogliere la cifra per il magnete fu solo di una settimana. Amaldi andò a parlare con Felice Ippolito, a quei tempi segretario generale del CNEN, che si fidava ciecamente di lui. L'anello meno di un anno dopo produsse i primi dati. Se si volesse fare la stessa cosa ora, anche con l'INFN, e non parliamo poi con il CNR, sarebbe impossibile. Era importante la rapidità con cui le strutture amministrative erano capaci di intervenire.
Di Castro: Vale però anche la pena di indicare la differenza di "gusto" di ricerca in questi due campi. La ricerca teorica in qualche modo impronta la ricerca sperimentale e vice versa ma, poiché la "verifica" nel campo delle particelle elementari implica apparecchiature megagalattiche, si è sviluppata talvolta una propensione all'astrazione. Ricordando la mia esperienza vissuta a contatto con i fisici delle particelle elementari, ma lavorando in struttura della materia, ho sempre avuto la sensazione che la struttura della materia potesse essere considerata come un laboratorio di produzione di idee, verificabile più direttamente e per questo più concreto ed intuitivo allo stesso tempo. Spesso poi si è verificata un'osmosi di concetti da un campo all'altro, cosa che ora sta avvenendo anche con l'astrofisica.
Melchiorri: Questo contatto si è trasferito in astrofisica ed è uno dei problemi: l'INFN sta entrando pesantemente nella fisica spaziale. Questo non è un male, ma chi lavora in fisica spaziale si domanda che cosa stia succedendo. Perché ci sono vari modi, anche in questo settore di alta tecnologia, di operare, c'è ancora chi ha il gusto di fare l'esperimento con l'intervento personale.
Travaglini: Il dipartimento ha coinciso con una crescita del numero di professori e ricercatori, ma cosa è cambiato oltre agli aspetti quantitativi? Mi veniva in mente questa riflessione rispetto ai ricordi di Carlo Di Castro sugli anni '70, su una certa maggiore flessibilità oggi abbiamo molte più forze impegnate sul fronte della ricerca, ma forse si è perso in flessibilità ...
Guerra: Certo si è avuto uno sviluppo quantitativo notevole, quando si è formato il Dipartimento di Fisica si è avuta una aggregazione anche con i gruppi di Ingegneria, che erano organizzati in un istituto di fisica della facoltà di Ingegneria. I fisici di ingegneria hanno compiuto scelte diversificate: alcuni sono entrati nel Dipartimento di Fisica ed altri sono entrati nel Dipartimento di Energetica. La costituzione a Roma di nuove università statali ha portato ad un certo travaso di fisici da La Sapienza verso Tor Vergata e, più di recente, verso Roma Tre. Il trasferimento dei fisici di Roma Tre è avvenuto proprio l'anno scorso.
Travaglini: Dopo questi trasferimenti verso Tor Vergata e Roma Tre come si sono mantenuti i rapporti?
Guerra: È difficile a dirsi. Penso che con Tor Vergata i rapporti non siano molto stretti.
Travaglini: In questo senso l'INFN ha funzionato più secondo un modello nazionale e verticale che di tipo orizzontale e territoriale. Forse la questione delle scuole ha pesato...
Di Castro: Ci sono stati dei forti rientri.
Guerra: Nicola Cabibbo era all'università di Tor Vergata e poi è tornato alla Sapienza. Ed anche Giorgio Parisi. Si tratta di personalità molto forti che a Tor Vergata avrebbero potuto continuare a dare un grande contributo. L'Università di Roma Tre è partita bene, perché sono state fatte delle scelte precise da parte di alcuni gruppi con dei settori sviluppati abbastanza bene. Certo è stato significativo il ritardo del trasferimento. Roma Tre ancora non ha il dottorato. Quattro anni fa, quando partì Roma Tre, all'interno del Dipartimento di Fisica ci si accordò per conservare l'ospitalità per docenti e strutture fino al quarto, quinto anno dopo l'inizio dei corsi. I loro esperimenti sono proseguiti fino a poco tempo fa in questi edifici.
Bernardini: Il discorso è molto complicato perché in queste gemmazioni alcune compatibilità personali finiscono con l'avere un peso dominante. Quindi devono passare degli anni e ci vuole un po' di ricambio delle persone che sono all'interno. Comunque, specie per Roma Tre, non mi sembra che sia un fenomeno particolarmente vistoso. Quando è nata Tor Vergata io ero nel consiglio di amministrazione. Nel 1982 il consiglio di amministrazione era caratterizzato da un marchio politico molto forte. C'era un fastidiosissimo contrasto di colore politico fra La Sapienza e Tor Vergata.
Travaglini: E per Roma Tre si è elaborato un progetto comune?
Bernardini: Per la parte che riguarda l'INFN il rapporto è abbastanza stretto.
Melchiorri: Per l'astrofisica il fatto di dividere il settore in tre è stato un danno enorme, una vera follia. Parigi ha nove università e l'astrofisica è in una. Mentre a Roma è in tre. Si è ridotto l'impatto. Noi collaboriamo, ma è una fatica enorme.
Bernardini: Nel momento in cui avveniva la gemmazione la discussione era abbastanza precisa, l'idea era di fare un dipartimento in cui fosse concentrata tutta l'attività nel campo delle particelle elementari, un altro in cui fosse concentrato un altro tipo di attività, diciamo, un modello di tipo giapponese. In realtà ci si divise sulla base di altri criteri, che poi erano quelli dei rapporti fra le persone, senza che questi rapporti venissero mai fuori chiaramente.
Di Castro: Questi aspetti ci dovrebbero ammaestrare sulle idee di disaggregazione delle grosse università, queste devono essere fatte in modo tale che siano mantenute sempre le soglie di operatività e di efficienza nei singoli settori, altrimenti si perde un bagaglio di conoscenze.
Melchiorri: È uno spreco pauroso dal punto di vista economico. Noi abbiamo la replica del nostro laboratorio a Roma Tre. Questo significa miliardi che vengono spesi per replicare, il contribuente si potrebbe chiedere il perché.
Travaglini: Credo sia abbastanza importante il controllo scientifico reciproco.
Di Castro: Lo si potrebbe ottenere con un coordinamento scientifico a livello nazionale.
Travaglini: Non sempre ci si riesce, e poi con l'autonomia dell'università...
Melchiorri: Il prodotto scientifico può essere anche buono. Il problema è il moltiplicarsi dei laboratori, non lo spostamento delle persone.
Di Castro: A livello organizzativo questa università ha chiaramente grossi problemi, però a livello culturale sarebbe un peccato smembrarla, bisognerebbe responsabilizzare tutte le strutture per renderla più efficiente e governabile.
Melchiorri: È una questione organizzativa e c'è l'esempio dell'università di Seattle che ha esattamente lo stesso numero di studenti dell'università di Roma - Seattle e Roma sono le due più grandi università al mondo - e funziona come un orologio.
Guerra: Per far funzionare bene Roma basterebbero pochissime cose.
Di Castro: Come ho già detto non è questione di cambiamento di norme, il problema vero è quello di una assunzione di responsabilità a tutti i livelli, non solo al livello direttivo. Ritorniamo al modello che dicevamo prima: far parte di una organizzazione significa sentirsene responsabile e partecipare alla sua vita, alla sua gestione, tentare di migliorarla sempre. Ad esempio, nella valutazione della produzione scientifica non può essere altro che la comunità scientifica stessa ad autocontrollarsi e a prendersi cura del mantenimento di un livello scientifico adeguato se è ben inserita in una dinamica nazionale o internazionale; invece un controllo sulla base di qualunque codificazione secondo me permette delle scappatoie e può portare ad accettare qualunque anomalia e qualunque livello di inefficienza.
Bernardini: Le norme funzionano come i cartellini ...
Di Castro: Non servono assolutamente. È proprio una questione di autocontrollo della comunità.
Bernardini: Lo si vede anche indirettamente dal fatto che in un posto in cui la gente ha veramente da fare e sa come impiegare il suo tempo le strutture organizzative sono costruite e seguite in modo da togliere tutto quello che intralcia.
Melchiorri: La cosa micidiale è quando mescoli gente che vuol lavorare con gente che ha meno interesse a lavorare.
Travaglini: Per quanto riguarda le questioni del finanziamento alla ricerca ricordo che, anni fa, a proposito di un problema molto diffuso di insufficienza dei fondi per la ricerca, Carlo Di Castro affermava che tutto sommato erano altri i problemi. La situazione, per quanto riguarda il volume degli investimenti, è cambiata negli ultimi anni per la fisica, anche con riferimento alle discussioni che si sono avute nel Paese riguardo all'utilizzazione dell'energia nucleare?
Guerra: Non mi pare di riscontrare difficoltà, anzi, ci sono disponibilità notevoli. Credo che le ricerche del dipartimento siano finanziate bene. Il vero problema riguarda i giovani; in questo campo la situazione è veramente disastrosa: i nostri migliori studenti e dottorandi sono in giro per il mondo.
Bernardini: Non solo quello del reclutamento dei giovani, ma anche il problema delle strutture materiali è importante.
Guerra: Per esempio la manutenzione straordinaria degli edifici è un problema colossale. L'ufficio tecnico dell'Università andrebbe rinforzato.
Di Castro: Un problema che va emergendo è quello dei tecnici dei gruppi di ricerca.
Melchiorri: Quello è uno degli aspetti in cui l'INFN non va tanto bene.
Di Castro: Ora l'apparato INFN tende forse a gestire solo i gruppi di ricerca INFN, mentre prima ogni servizio era dipartimentale.
Guerra: Io direi che la situazione è abbastanza soddisfacente dal punto di vista dei finanziamenti. Per quanto riguarda il personale non docente e i giovani invece la situazione è diversa. Prepariamo per il resto del mondo giovani studenti, laureati e dottorandi.
Bernardini: Alcune delle preocupazioni le vedi nelle modalità di produzione della ricerca, io per esempio sono stato nella commissione che si occupava della stamperia dell'università e con mio sbalordimento ho scoperto che tutti i dipartimenti delle facoltà umanistiche hanno una propria rivista su cui le persone che sono nel dipartimento pubblicano le cose che producono. A noi non passerebbe nemmeno per la testa, non si capisce quale funzione culturale abbiano, eppure sono andato lì in questa commissione e la prima cosa che ho scoperto è che c'erano 80 riviste.
Di Castro: Carlo Travaglini si ricorderà che nelle varie discussioni che abbiamo fatto nel tentativo di riorganizzare la struttura della Sapienza nel passaggio dagli istituti ai dipartimenti si è posta anche la questione dei centri di servizi, ed io mi opposi al progetto di un centro di pubblicazioni di Ateneo.
Travaglini: Sì, ricordo, ma credo che occorra considerare le esigenze diverse dei vari settori scientifici e penso che la questione delle pubblicazioni di dipartimento e della creazione e funzionamento del centro stampa o, addirittura, di una casa editrice dell'università meriterebbe una discussione ad hoc.
Di Castro: Tuttavia un problema ben più rilevante per l'organizzazione universitaria riguarda le facoltà professionali e la distinzione tra quello che attiene alla produzione scientifica universitaria e quello che è il prodotto professionale. Non nego che si debbano considerare gli aspetti professionali, ma critico che alcune attività tecnico-applicative vengano gabellate come prodotti della ricerca scientifica universitaria. Nelle facoltà professionali non si può ovviamente prescindere dalla attività professionale, ma questa penso debba essere svolta nell'ambito dei dipartimenti e su temi di livello adeguato ad una attività universitaria. Questo punto di vista ovviamente si scontra con tanti e tali situazioni stratificate che sarà molto difficile renderlo operativo.
Melchiorri: Per il buon funzionamento dell'Università ci sono anche delle difficoltà pratiche. Un giorno, ad esempio, volevo fare un brevetto perché avevo trovato qualcosa di interessante; ho domandato se ci fosse un ufficio brevetti in questa università e mi hanno chiesto se stessi scherzando. Una domanda simile fatta in una università straniera avrebbe immediatamente avuto la sua risposta.
Di Castro: Le cose vanno così perché una parte dei docenti non è concretamente impegnata affinché l'istituzione funzioni. Sono due modi di vedere l'università. Con il mondo umanistico, che ci dovrebbe essere vicino nell'affrontare queste problematiche universitarie, ci troviamo in disaccordo sul modo di concepire le strutture della ricerca. La coalizione dei due gruppi, scientifico ed umanistico, potrebbe invece portare a un cambiamento positivo della struttura universitaria.
Guerra: In effetti, tutto il futuro dell'istituzione universitaria si gioca sulla capacità di stabilire un efficace collegamento tra le varie componenti culturali.
Enti ed Organi pubblici di ricerca dell'area romana
Gianna Cioni - CNRRoma, in quanto capitale, ospita nella sua area metropolitana un gran numero di enti di ricerca sia pubblici che privati. Tutti gli Enti a carattere nazionale hanno, infatti, la loro sede centrale e molti organi a Roma e ciò ha una notevole rilevanza sia in termini di impatto sulla realtà cittadina sia sul piano dell'occupazione.
Gli Enti pubblici di ricerca, chiamati normalmente EPR, sono generalmente identificati dall'essere unificati dal contratto di lavoro del loro personale. Più interessante è però l'individuazione del loro ruolo e delle loro funzioni.
Quasi tutti gli EPR hanno, allo stato attuale, un duplice ruolo: quello di svolgere direttamente attività di ricerca nei diversi settori di loro competenza e quello di essere organi di consulenza per il governo. Il CNR, che è il più grande di tali enti e l'unico a carattere multidisciplinare, ha anche la funzione di agenzia di finanziamento delle altre realtà della ricerca italiana ed, in particolare, dell'università.
È opinione comune che la ricerca scientifica e tecnologica di qualunque paese sviluppato debba essere organizzata attraverso tre diverse reti, ciascuna con compiti specifici: - la rete universitaria, fondamentalmente diretta alla didattica ed alla ricerca libera, orientata verso qualsiasi tematica e settore perché finalizzata alla crescita delle conoscenze e, quindi, ad un insegnamento sempre nuovo ed attuale;
- la rete degli EPR, dedicata alla realizzazione di ricerche strategiche, rivolte cioè al soddisfacimento dei bisogni della società, individuate sulla base di quanto viene definito a livello di politica nazionale della ricerca. Gli obiettivi prefissi vengono raggiunti mediante la concentrazione di ingenti risorse;
- la rete delle imprese, che si dedica fondamentalmente allo sviluppo tecnologico in base a ciò che viene richiesto dal mercato sia a breve che a medio termine.
Questa è l'organizzazione del mondo della ricerca in quei paesi dove esiste la consapevolezza che senza un forte impegno nel campo della ricerca scientifica e tecnologica non è possibile né un reale sviluppo economico, né un effettivo miglioramento della qualità della vita. Molto meno chiara e definita è, invece, purtroppo, la situazione italiana.
I mali che affliggono oggi il mondo della ricerca sono svariati, ma possono essere a grandi linee identificati, da un lato nell'assenza di una reale programmazione a livello politico capace di definire gli obiettivi principali da perseguire e dall'altro nella mancanza di una seria valutazione sia dei progetti di ricerca che vengono proposti sia dei risultati che vengono ottenuti dagli attori della ricerca. Se a ciò si aggiunge la quasi totale assenza di ricerca nell'ambito delle imprese e l'intreccio, sia a livello di gestione che finanziario, dei ruoli effettivi delle tre reti che, invece di collaborare nella distinzione delle rispettive funzioni, si spartiscono le già ridotte risorse economiche, appare chiaro come il mondo della ricerca necessiti oggi di una sostanziale opera di riforma. È ciò che i ricercatori di tutti gli EPR chiedono da tempo.
Malgrado questa situazione esistono allo stato attuale in tutto il paese e, forse particolarmente a livello romano, dei centri che si collocano a livelli di eccellenza non inferiori a quelli dei migliori centri di ricerca europei. È questo certamente il caso, nel campo della fisica, dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, ampiamente presente nell'area romana.
Anche il CNR, con i suoi 19 istituti di ricerca in settori diversi, quali ad esempio la matematica, la fisica, la chimica e l'ingegneria, occupa un importante posto nel mondo della ricerca ed offre alla città di Roma una realtà variegata e di buon livello.
La scheda che segue presenta succintamente l'intero panorama della ricerca pubblica romana. Nei numeri successivi verranno approfonditi specifici aspetti che appaiono particolarmente rilevanti. In questa sede ci limitiamo a dare alcune informazioni a livello numerico.
Per il cittadino gli EPR si presentano prima di tutto come poli di competenze, ma anche come luoghi dove è possibile trovare biblioteche e laboratori specializzati, seguire seminari e corsi. Inoltre gli EPR offrono borse di studio di diversa tipologia e durata e costituiscono il punto di partenza di iniziative culturali anche nei confronti della città, come il prossimo Giubileo sembra finalmente mostrare. Una realtà quindi sempre più aperta e, si spera, con l'aiuto di una reale opera di riforma, sempre più valida ed incisiva.
Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)
Ente a carattere multidisciplinare, sia in settori scientifici che umanistici, che spazia dalla matematica all'archeologia, coprendo la globalità delle aree di ricerca. È organizzato per Comitati che fanno in prevalenza riferimento a grandi aree disciplinari. È presente a Roma con più di 20 istituti e numerosi Centri (organi, cioè, a cui fa capo sia personale CNR che universitario). Il numero totale del personale addetto alla ricerca è di circa 7500 unità di cui 2000 nell'area romana, tra cui figurano 700 ricercatori.Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN)
Ente che effettua ricerche nei settori della fisica sub-nucleare, della fisica dei nuclei, della fisica teorica e delle ricerche tecniche, ed è presente a Roma sia con i Laboratori Nazionali di Frascati che con un gruppo presso l'Università "La Sapienza". Il numero totale del personale addetto alla ricerca è di circa 1200 unità, tra cui 400 nell'area romana.Ente Nazionale Energie Alternative (ENEA)
Ente che si occupa, con circa 2000 dipendenti, di un ampio spettro di attività, quali lo sviluppo di tecnologie e prodotti avanzati, i servizi tecnico-scientifici per la qualificazione di prodotti, la diffusione dell'innovazione, le agrobiotecnologie, lo sviluppo delle fonti rinnovabili, il risparmio energetico, l'impiantistica energetica, le ricerche sul nucleare da fusione, il monitoraggio ambientale.
Il numero totale del personale addetto alla ricerca è di circa 5000 unità, tra cui 2500 nell'area romana.Istituto Nazionale di Geofisica (ING)
Svolge studi e ricerche nel campo della sismologia, del geomagnetismo e della aeronomia, oltre a gestire la rete sismica nazionale. Il numero totale del personale addetto alla ricerca presente solo nell'area romana è di circa 200 unità.Istituto Nazionale della Nutrizione (INN)
Compie ricerche biologiche sulla nutrizione umana, nonché indagini ed esperimenti sulla composizione e sul valore nutritivo degli alimenti, oltre ad essere organo di consulenza del Ministero dell'Agricoltura. Il numero totale del personale addetto alla ricerca presente solo nell'area romana è di circa 200 unità.Istituto Superiore Sanità
Svolge ricerca scientifica nel campo della sanità e dell'igiene pubblica, oltre ad essere organo di consulenza del Ministero della Sanità ed a collaborare con le USL. Il numero totale del personale addetto alla ricerca presente solo nell'area romana è di circa 1500 unità.Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori (ISFOL)
Appronta studi per la programmazione nazionale ed il coordinamento del settore, sulla destinazione e collocazione professionale del personale, sui meccanismi di regolazione e incontro tra domanda ed offerte. È organo di consulenza del Ministero del Lavoro. Il numero totale del personale addetto alla ricerca presente solo nell'area romana è di circa 200 unità.Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (ISPESL)
Svolge ricerca, sperimentazione ed elaborazione dei criteri e delle metodologie per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. Il numero totale del personale addetto alla ricerca è di circa 1200 unità, tra cui 900 nell'area romana.Istituto Nazionale per lo Studio della Congiuntura (ISCO)
Svolge ricerche e studi sull'analisi congiunturale e le previsioni a breve termine, analizzando le serie storiche e facendo inchieste congiunturali sia con l'approccio di tipo globale non formalizzato che econometrico. Il numero totale del personale addetto alla ricerca presente solo nell'area romana è di circa 150 unità.Istituto di Studi per la Programmazione Economica (ISPE)
Svolge indagini e ricerche inerenti alla programmazione economica ai fini della preparazione dei documenti programmatici, secondo le direttive del Ministero del Bilancio e della Programmazione Economica. Il numero totale del personale addetto alla ricerca presente solo nell'area romana è di circa 130 unità. Istituto Centrale di Statistica (ISTAT)
Oltre a svolgere il ruolo di organo dello Stato di esecuzione, compilazione e pubblicazione delle statistiche generali e speciali, promuove e favorisce studi statistici anche con iniziative autonome. Il numero totale del personale addetto alla ricerca è di circa 2000 unità, tra cui 1500 nell'area romana.Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (ANPRA)
Il numero totale del personale addetto alla ricerca è di circa 300 unità.Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura
Istituto Sperimentale per la Frutticultura
Istituto Sperimentale per la Meccanizzazione Agricola
Istituto Sperimentale per la Nutrizione delle Piante
Istituto Sperimentale per la Patologia VegetaleIstituto Sperimentale per la Zootecnia
Il numero totale del personale addetto alla ricerca è di circa 1200 unità, tra cui 400 nell'area romana.Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA)
Il numero totale del personale addetto alla ricerca è di circa 100 unità.Istituto Centrale per le Ricerche applicate alla pesca Marittima (ICRAM)
Il numero totale del personale addetto alla ricerca è di circa 100 unità.Tutti questi istituti svolgono ricerche nei diversi settori secondo le loro denominazioni.
Agenzia Spaziale Italiana (ASI)
L'Agenzia spaziale, nata nel 1988, ha il compito di coordinare e gestire i programmi spaziali e controllare la loro esecuzione. Il numero totale del personale addetto alla ricerca è di circa 150 unità.Nel complesso il numero totale del personale addetto alla ricerca nell'area romana supera le 11.000 unità.
Note e discussioni
Il centro bibliografico dell'unione delle comunità ebraiche italiane
Micaela Procaccia - Ufficio Centrale Beni ArchivisticiNell'ultimo decennio fra i problemi più urgenti che l'ebraismo italiano si è trovato ad affrontare è apparso di grandissimo rilievo quello costituito dal considerevole patrimonio di beni culturali sedimentato da più di duemila anni di ininterrotta presenza di insediamenti ebraici in Italia. Si tratta di un patrimonio straordinariamente ricco e diversificato che annovera, tra l'altro, gli unici siti archeologici ebraici fuori dai territori del Medio Oriente e del Nord Africa.
Accanto agli edifici, agli arredi sinagogali, ai cimiteri, un posto particolare merita il patrimonio archivistico e bibliografico ancora posseduto dalle istituzioni comunitarie ebraiche, molto spesso unica traccia rimasta di precedenti insediamenti oggi scomparsi.
Per lungo tempo questo patrimonio (anche in seguito alle drammatiche vicende della seconda guerra mondiale) ha subito dispersioni e depauperamenti, o ha preso la via dell'esportazione, attraverso un mercato antiquario particolarmente interessato alle antiche pergamene ebraiche miniate e alle rare edizioni di testi. Nella metà degli anni '80, proprio allo scopo di istituire un centro di raccolta per quanto si andava disperdendo, soprattutto a causa della progressiva estinzione delle piccole comunità ebraiche, l'Unione delle Comunità Ebraiche costituiva il Centro Bibliografico, destinato alla conservazione dei propri archivi, dell'antica e ricca biblioteca del Collegio Rabbinico di Roma e di tutti quegli archivi e quelle raccolte librarie che, per motivi diversi, non potevano più essere conservati nelle loro sedi storiche. I locali destinati ai depositi, alla sala di studio, alla sala delle conferenze e agli uffici furono acquistati e ristrutturati con il concorso di finanziamenti di enti locali (Regione, Provincia) e con generoso contributo di alcuni privati, fra i quali, in particolare, Rita Levi Montalcini.
Nel corso di questi anni il Centro Bibliografico ha raccolto e in parte restaurato e ordinato (grazie anche a contributi statali) un patrimonio archivistico e bibliografico di tutto rispetto. In particolare tra le fonti indispensabili per l'ebraismo italiano (e non solo) tra Ottocento e Novecento sono da segnalare l'archivio storico dell'Unione delle Comunità Israelitiche Italiane (1911-1960, ma fino al 1931 l'ente fu denominato Consorzio delle Comunità Israelitiche), il fondo Samuele David Luzzato, costituito dalla carte personali di un personaggio chiave della vita culturale ebraica europea del XIX secolo, il fondo fotografico comprendente immagini della vita di comunità ebraiche italiane degli anni '30. Ad essi devono aggiungersi i fondi archivistici delle piccole comunità ormai estinte di Pitigliano e Senigallia (secc. XVII-XIX), le raccolte di contratti matrimoniali su pergamena miniata provenienti da diverse comunità (secc. XVIII-XIX), i volumi della biblioteca della Comunità ebraica di Firenze, gravemente danneggiati dall'alluvione del 1966 e ora in parte restaurati (alcuni sono stati esposti nella recente mostra per i trent'anni dall'alluvione).
Il Centro Bibliografico si è rivelato anche uno strumento di salvaguardia per gli archivi di personalità dell'ebraismo italiano, posti poi a disposizione degli studiosi; fra le ultime aquisizioni, accanto all'archivio di Augusto Segre e a quello dello storico olandese Sam Waagenar, autore di ricerche sugli ebrei di Roma, è di grande importanza il deposito dell'archivio di Isacco Artom, segretario di Cavour, poi Segretario Generale del Ministero degli Esteri. Si tratta di carte fondamentali per la ricostruzione della storia del Risorgimento e dei primi anni dell'Italia unita. Un cenno a parte merita la raccolta delle musiche tradizionali dell'ebraismo italiano, allo stato attuale ancora su supporti di difficile utilizzazione e non schedata, ma per la quale è in fase di progettazione un programma di riversamento e catalogazione.
Negli ultimi anni le attività del Centro Bibliografico hanno usufruito dei contributi finanziari messi a disposizione dalla Fondazione per i beni culturali ebraici in Italia, con la quale il Centro ha stipulato una apposita convenzione. È grazie a questo rapporto privilegiato che il Centro, oltre che un istituto di conservazione, è diventato anche il promotore di iniziative di ricerca. È in corso una approfondita indagine (che si avvale di fonti archivistiche pubbliche e testimonianze orali) sulla vita ebraica a Roma fra il 1938 e il 1943. È inoltre stata curata una sezione della mostra Affaire Dreyfus tenutasi a Roma nel 1995 e sono stati promossi incontri e convegni, l'ultimo dei quali, prendendo spunto dalle carte di Isacco Artom, sulle Minoranze religiose nel Risorgimento.
Tor Vergata e l'etica dell'embrione
Alessandra Continenza - studentessa della Facoltà di Lettere Università di Roma Tor VergataIl 16 dicembre 1996 si è svolto nell'Aula Magna "P. Gismondi" dell'Università di Roma Tor Vergata un forum su Problemi etici e scientifici dell'embrione congelato, organizzato dagli studenti del gruppo Aurora-PDS dello stesso ateneo, cui hanno preso parte esperti di diritto e di antropologia, medici, scienziati e farmacologi. Il termine di riferimento cui tutti gli interventi si sono richiamati nel corso del dibattito è stato lo Statuto dell'embrione umano, documento approvato il 26 giugno 1996 dalla Commissione del Comitato Nazionale per la Bioetica.
Ha aperto il dibattito Laura Palazzani, "inviata speciale" di Francesco D'Agostino, presidente del Comitato Nazionale per la Bioetica e titolare della cattedra di Filosofia del Diritto dell'ateneo di Tor Vergata. La ricercatrice ha riferito il contenuto del documento rivelando l'arcaica linea di pensiero che lo sottende. Partendo dal presupposto secondo il quale la persona è "individua substantia rationalis naturae" si afferma che l'embrione è oggetto di protezione e di rispetto perchè simile all'uomo.
Un invito a riflettere sull'embrione in termini etici è stato fornito dal filosofo Emilio Baccarini che ha proposto di interrogarsi sulle motivazioni che inducono l'uomo a considerare l'embrione come problema e a preocuparsi del significato del suo congelamento e scongelamento.
Sensibile alle problematiche etiche che suscita la sperimentazione sul vivente il docente di Patologia molecolare Vittorio Colizzi ha proposto di non limitarsi a considerare solo l'embrione umano, ricordando che nella pratica zootecnica e nelle biotecnologie vegetali, l'embrione è diventato uno strumento che consente di potenziare quel restringimento della biodiversità che sta causando la scomparsa di intere nicchie ecologiche. In questo senso affermare che ogni vivente va rispettato e tutelato significa mettere in atto un comportamento etico nella sperimentazione, anche cercando sistemi di ricerca alternativi alla sperimentazione sul vivente.
Un interessante scontro di idee si è quindi verificato tra il farmacologo Bruno Silvestrini, attuale membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, ed il medico Giovanni Berlinguer, ex-membro del Comitato. È noto che l'imporsi nel Comitato della "etica della chiusura della scienza in nome di un umanismo metafisico-teologico propinato come valore indiscutibile" ha causato la sua uscita insieme a quella del Premio Nobel Rita Levi Montalcini e del filosofo Eugenio Lecaldano. Bruno Silvestrini ha esordito ricordando ai presenti: "Mentre noi parliamo di crio-conservazione, ci sono in tutto il mondo centinaia di migliaia di bambini che muoiono di fame". Le considerazioni umanitarie di Silvestrini sembrano porsi nella linea in cui si è mossa la gerarchia ecclesiastica nella storia: guardare le persone del Terzo Mondo e non quegli embrioni che, vissuti in frigoriferi per vari anni, sono stati annientati, senza appellarsi alla tutela e al rispetto che pure riteniamo (secondo quanto espresso nel documento sull'embrione) richiedano come esseri umani.
Il dibattito si è chiuso con l'intervento di Giovanni Berlinguer che ha proposto di tener conto, nell'elaborare documenti su temi di carattere bioetico, di tutte le prospettive ideologiche esistenti confrontandole in modo dialogico. Per Berlinguer la conoscenza è indispensabile, va perseguita fino in fondo, ma ci deve essere un controllo sociale e morale dei modi e delle tecniche in cui è perseguita.
Il forum ha mostrato l'emergenza di molteplici argomenti di confronto.
Perchè gli studenti delle due università non discutono insieme sul tema La donna tra senso di maternità e l'aborto? Chi fosse interessato ad organizzare un incontro potrebbe inviarmi un messaggio tramite posta elettronica (E-mail: eurobiopark@utovrm.it).
I Laboratori Municipali di quartiere del Comune di Roma e l'Università Roma Tre
Alessandro Giangrande ed Elena Mortola - Università di Roma TreVerso la fine del 1994, l'Università di Roma Tre nell'ambito di una ricerca nazionale finanziata dal MURST e dal CNR, abbiamo fondato il Laboratorio territoriale per lo sviluppo locale autosostenibile del quartiere Marconi-Ostiense. Nell'aprile del 1996 il Comune di Roma, con deliberazione della Giunta, ha fatto propria questa esperienza istituendo sei Laboratori Municipali di quartiere: Casilino, Esquilino, Pietralata-Tiburtino, Tor Bella Monaca, Piana del Sole e Marconi-Ostiense (la sede di quest'ultimo coincide con quella del Laboratorio territoriale per lo sviluppo locale autosostenibile preesistente).
La storia successiva alla creazione dei suddetti laboratori ha visto impegnati diversi attori. In primo luogo l'amministrazione Comunale che:
- ha stipulato un'apposita convenzione quadro con il Dipartimento di Progettazione e Scienze dell'Architettura;
- ha insediato presso l'Uffico Periferie una Struttura Operativa Centrale con il compito di individuare i responsabili dei singoli Laboratori, programmare le spese gestionali e attivare la collaborazione tra i Laboratori e i vari Dipartimenti del Comune;
- ha creato un Comitato di Coordinamento con il compito di indirizzo e di coordinamento dei programmi elaborati dalla Struttura Operativa Centrale con i Dipartimenti;
- ha selezionato i funzionari che svolgeranno una parte della loro attività nei Laboratori.
Gli altri attori che hanno maggiormente contribuito alla realizzazione dei Laboratori Municipali e ne hanno sostenuto le attività sono:
- alcuni docenti e collaboratori del Dipartimento di Progettazione e Scienze dell'Architettura che svolgono un ruolo di supporto scientifico, tecnico e organizzativo alle attività dei Laboratori;
- Comitati, gruppi e associazioni locali;
- Singoli abitanti del quartiere desiderosi di collaborare su base volontaria alle attività dei Laboratori. In prospettiva si prevede la partecipazione alle attività dei Laboratori di altri attori, in particolare dei soggetti economici che operano sul territorio (agenzie pubbliche, imprenditori locali, terzo settore, ecc.)
Tra tutti gli attori si è instaurato un rapporto di cooperazione. Una volta chiarito che il Laboratorio non è il luogo deputato a dirimere le controversie tra cittadini e amministrazione, quanto piuttosto un luogo in cui lavorare insieme, secondo un'ottica propositiva e progettuale, nel rispetto dei singoli ruoli e sistemi di valore, l'ostilità manifestata inizialmente da parte di alcuni abitanti si è evoluta gradualmente verso forme di collaborazione o quantomeno di non opposizione pregiudiziale.
I docenti universitari che partecipano all'esperienza dei Laboratori Municipali hanno specifiche competenze nei campi della produzione sociale del piano, della progettazione partecipata (Planning for real, Microplanning, ecc.), della realizzazione di strumenti multimediali atti a facilitare la comunicazione di piani e progetti, della progettazione ambientale alla scala microurbanistica (strade residenziali, cortili e tetti verdi, spazi scolastici, ecc.), della valutazione ambientale.
Le competenze dei funzionari comunali riguardano tra l'altro gli ambiti dell'architettura, dell'urbanistica, delle scienze sociali e delle scienze giuridiche. Tra gli abitanti sono presenti competenze tecniche e professionali di tutti i tipi.
Gli obiettivi principali dei Laboratori sono: (i) rafforzare negli abitanti il senso di appartenenza a una comunità e accrescerne la sensibilità agli equilibri ambientali dei luoghi in cui vivono; (ii) migliorare la comunicazione tra amministrazione ed abitanti in merito ai programmi e ai progetti predisposti per il quartiere; (iii) identificare i problemi prioritari del quartiere, con particolare riferimento agli aspetti di sostenibilità ambientale; (iv) elaborare alcuni progetti finalizzati a risolverli, verificarne la fattibilità tecnica e finanziaria e valutarne la coerenza con le linee programmatiche generali adottate dal Comune; (v) trasmettere agli organismi competenti i progetti predisposti e promuoverne la realizzazione.
L'individuazione delle azioni e dei progetti viene attuata con la partecipazione diretta di tutti gli attori, abitanti inclusi, organizzati in gruppi di lavoro che affrontano i diversi aspetti del problema. Ogni gruppo è coordinato da un "facilitator" che ha il compito di organizzare il lavoro all'interno del gruppo e tenere i rapporti con gli altri gruppi di lavoro.
Gli strumenti conoscitivi vengono scelti in base al contesto e alla fase di elaborazione del progetto (piani vigenti, proposte di piano, progetti proposti o in corso di realizzazione; analisi di esperti; "ascolto" degli abitanti in relazione ai problemi locali e alle loro possibili soluzioni; sopralluoghi effettuati dagli abitanti; ecc.). Le conoscenze tecniche e scientifiche acquisite nel corso del lavoro vengono sempre "decodificate" per renderle utilizzabili nel processo progettuale anche dagli attori non esperti.
La consapevolezza degli attori nella trattazione dei problemi ambientali viene aumentata attraverso (i) i corsi di formazione - attualmente in corso di svolgimento - diretti ai funzionari comunali che svolgono la loro attività nei Laboratori, per un totale di 150 ore; (ii) alcuni seminari informali su problemi legati a specifiche situazioni del quartiere, aperti a tutti gli abitanti.
Sono previste forme di comunicazione dei risultati delle attività dei Laboratori a un pubblico più vasto di quello che partecipa in prima persona al lavoro progettuale (assemblee pubbliche, cartelli da sistemare in appositi spazi del quartiere, realizzazione di un sito internet accessibile sia dai Laboratori che dalle abitazioni dei singoli abitanti collegati in rete, ecc.).
Sono già valutabili positivamente alcuni risultati "non visibili" conseguiti in rapporto al coinvolgimento degli abitanti e all'accresciuta consapevolezza - in termini di sostenibilità ambientale e di identità locale - di quanti partecipano alle attività dei Laboratori, ai corsi di formazione e ai seminari.
I Laboratori hanno già avviato alcune iniziative progettuali, anche se a tutt'oggi nessuna è stata portata a compimento. A titolo di esempio si possono riportare alcuni progetti in corso presso il Laboratorio Marconi-Ostiense - quello più consolidato in termini di rapporti con gli abitanti - che riguardano diversi ambiti: proposte progettuali per il Parco Tevere-Sud; attuazione di misure di moderazione del traffico per una strada del quartiere; progettazione di alcuni spazi per la ricreazione e per lo sport nella scuola media "Einstein" che ospita il Laboratorio Municipale.
Iniziativa comunitaria "Occupazione e valorizzazione delle risorse umane"
Stefania Gliubich - Università di Roma TreIl 20 marzo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 66 il bando del Ministero del Lavoro relativo all'Iniziativa comunitaria Occupazione e valorizzazione delle risorse umane.
L'iniziativa comunitaria, diretta all'inserimento lavorativo di specifiche categorie della popolazione a rischio di esclusione dal mercato del lavoro, trae le sue risorse principalmente dal Fondo Sociale Europeo (F.S.E.) e si articola in quattro settori di intervento:
1. Iniziativa Occupazione-Now, per la promozione di pari opportunità di occupazione per le donne, in particolare attraverso azioni di formazione e misure per l'accesso a posti di lavoro della carriera direttiva o che offrano brillanti prospettive per il futuro;
2. Iniziativa Occupazione-Horizon, volto a migliorare le prospettive di occupazione dei portatori di handicap;
3. Iniziativa Occupazione-Youthstart, il cui obiettivo è promuovere l'integrazione dei giovani sul mercato del lavoro, in particolare di coloro che sono privi di qualifiche o di formazione di base;
4. Iniziativa Occupazione-Integra, programma diretto a promuovere misure per migliorare l'accesso al mercato del lavoro e le possibilità di occupazione dei gruppi vulnerabili.
La principale novità per il 1997 è rappresentata dalla scissione del Programma Horizon in due distinti settori: uno interamente destinato all'inserimento professionale dei portatori di handicap (il cui programma continuerà a chiamarsi Horizon) e l'altro, denominato Integra, che sarà rivolto a gruppi svantaggiati sul mercato del lavoro. Proprio a quest'ultimo Programma, di recentissima introduzione, è dedicata una scheda di approfondimento sulle finalità e le misure finanziabili.
La scadenza per la presentazione dei progetti è fissata a quarantacinque giorni dalla pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale. Per ogni ulteriore informazione si consiglia di contattare la Struttura Nazionale di Supporto all'Iniziativa comunitaria Occupazione e valorizzazione delle risorse umane presso l'ISFOL, Via G.B. Morgagni 33 00161 Roma (tel. 445901, fax 4884306). Inoltre, su Internet (http.www.europalavoro.it) è possibile consultare l'Avviso n. 2/97 del 10.03.97 del Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale su "Modalità e termini per la presentazione di progetti da finanziare nell'ambito dell'iniziativa comunitaria occupazione e valorizzazione delle risorse umane per il periodo 1997-1999".
Integra: obiettivi, beneficiari, priorità e misureIl programma Integra è diretto all'inserimento lavorativo dei gruppi vulnerabili. In particolare, tra i beneficiari finali degli interventi rientrano le seguenti categorie di svantaggiati: migranti, profughi, senza tetto, tossicodipendenti, ex tossicodipendenti, lavoratori itineranti, nuclei monoparentali, detenuti, ex detenuti, nomadi, disoccupati di lunga durata.
Le due priorità indicate dal programma riguardano:
- un approccio locale integrato per rivitalizzare i quartieri urbani e per sfruttare le nuove aree potenziali di occupazione create dallo sviluppo dei servizi (a tal proposito si segnala che questo Programma darà priorità alle azioni destinate alle aree urbane svantaggiate, incoraggiando, in particolare, il coordinamento e la complementarietà con il Programma Urban);
- l'inserimento professionale dei migranti e dei profughi.Sono ammissibili al finanziamento le seguenti 4 misure:
Misura A-Elaborazione di modelli per migliorare l'accessibilità e la qualità dei servizi pubblici al fine di sviluppare l'integrazione dei gruppi svantaggiati:
- Creazione o sviluppo a livello locale di strutture di servizio destinate ai gruppi più svantaggiati nelle comunità urbane (informazioni e consulenza su alloggio, salute, sicurezza sociale, problemi giuridici, educazione, formazione e lavoro)
- Azioni rivolte al personale dei servizi pubblici e delle parti sociali al fine di promuovere la tolleranza, etc..
- Azioni tese a coinvolgere nei processi decisionali i gruppi destinatari a livello locale. In particolare potranno essere finanziate azioni formative e di assistenza nei seguenti ambiti: sviluppo e gestione dei progetti, capacità gestionali e comunicative, etc..
- Cooperazione ed interazione tra scuole...Misura B-Sviluppo di sistemi di formazione, consulenza e lavoro per le persone svantaggiate, al fine di migliorarne la competenza di base:
- Formazione in settori con prospettive occupazionali
- Riqualificazione
- Consulenza e orientamento (in merito ai settori di assistenza sociale e del lavoro)
- Sviluppo si programmi di formazione per esperti..
- Formazione dei formatori...
Misura C-Creazione di posti di lavoro e sostegno all'avvio di imprese, cooperative e partenariati pubblici e privati basati su approcci innovativi: - Azioni intese a sfruttare il potenziale locale per lo sviluppo di occupazione sulla base di approcci innovativi in materia di organizzazione del lavoro
- Approcci innovativi in materia di riduzione dei posti di lavoro a vantaggio dei datori di lavoro e dei gruppi a bassa produttività del mercato del lavoro (sostituzione temporanea di lavoratori in malattia, tutoraggio lavoratori svantaggiati etc..)
- Sviluppo di posti di lavoro assistito e di nuove forme occupazionali (nuove tecnologie, laboratori protetti...)
- Sostegno ad iniziative locali in materia di occupazione (ivi comprese partnership pubblico-private) con il coinvolgimento delle comunità locali, particolarmente in settori di crescita occupazionale (con riferimento specie ai nuovi bacini di impiego quali i servizi zonali, la tutela ambientale, il risparmio energetico)
Misura D-Azioni di diffusione dell'informazione e di sensibilizzazione per informare i gruppi vulnerabili e le persone svantaggiate sulle possibilità di occupazione e di formazione
Osservatorio
L'Osservatorio di "Tor Vergata"
Iniziative scientifiche e culturali a Roma
coordinatore Antonio Paoletti
Area bio-medica La genetica nella clinica, simposio, moderatore G. del Porto, 1 aprile, Acc. Lancisiana, B.go S. Spirito, 3 (info: 68308539)
VII Int. Workshop on Neonatal Nephrology, 3-4-5 aprile, ore 9, aula Convegni-Ruiz, CNR, P.le A. Moro 7 (info: L. Cataldi 722267)
Corso di Perfezionamento in Psico-Oncologia - Oncologia a livello avanzato, promosso dall'Ist. di Patologia generale, 5 aprile, ore 8.30, Aula 428, Ist. Biologici, Univ. Catt. Sacro Cuore, L.go F. Vito, 1 (info: 3015.1)
Convegno Nazionale di Formazione Etica-Socio-Politica, promosso dall'Ass. Catt. Operatori Sanitari, 7-11 aprile, ore 9, aula Brasca, IV piano Policlinico, Univ. Catt. Sacro Cuore, L.go F. Vito, 1 (info: 3015.1)
Corso di Formazione in Ultrasonologia, promosso dall'Ist. di Medicina interna, 8 aprile, ore 15, Aula 3, VIII piano Policlinico, Univ. Catt. Sacro Cuore, L.go F. Vito, 1 (info: 3015.1)
Geni regolatori dello sviluppo della pianta d'orzo, seminario di F. Salamini, 8 aprile, ore 15, aula seminari, Univ. Tor Vergata, Dip. Biologia, V. R. Scientifica (info: C. Forni 72594369)
Corso di Morfologia del Midollo Osseo, promosso dall'Ist. di Semeiotica medica, 8 e 22 aprile, ore 15, Aula S. Giovanni di Dio, Ist. Biologici, Univ. Catt. Sacro Cuore, L.go F. Vito, 1 (info: 3015.1)
Aggiornamenti sulla B.S.E. (encefalopatia spongiforme bovina), 8 aprile, ore 15.45, Ist. Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, V. Appia Nuova, 1411 (info: 79099463)
Seminari Biologici Modelli per lo studio della neurotossicità dell'alluminio, promosso dall'Ist. di Patologia generale, 9 aprile, ore 18, aula Moscati, Ist. Biologici, Univ. Catt. Sacro Cuore, L.go F. Vito, 1 (info: 3015.1)
Problematiche inerenti alla caratterizzazione e sperimentazione della dieta mediterranea, 10-11 aprile, ore 9, aula Convegni, CNR, P.le A. Moro, 7 (info: G. Ricci 4461985)
Emergenza sanitaria nella Regione Lazio, convegno promosso dall'Ist. di Anestesiologia e Rianimazione, 10 aprile, ore 15, Sala Italia, Centro Congressi, Univ. Catt. Sacro Cuore, L.go F. Vito, 1 (info: 3015.1)
Tecniche avanzate in chirurgia dell'apparato digerente ed endoscopia digestiva, 10 aprile ore 17, 11 aprile, ore 8.30, Aula Fleming, Fac. Medicina, Univ. Tor Vergata, V. di Tor Vergata, 135 (info: 3503743)
Il controllo respiratorio della laringe, incontro promosso dall'Ist. di Clinica O.R.L., 10 aprile, ore 18, aula Brasca, IV p. Policlinico, Univ. Catt. Sacro Cuore, L.go F. Vito, 1 (info: 3015.1)
Metabolismo energetico e composizione corporea: tecniche di studio e implicazioni cliniche, seminario promosso dall'Ist. Medicina Interna, 11 aprile, ore 11.30, Aula Vito, IV p. Policlinico, Univ. Catt. Sacro Cuore, L.go F. Vito, 1 (info: 3015.1)
Corso di perfezionamento in Psicopatologia ed eventi critici nella donna, promosso dall'Ist. di Psichiatria e Psicologia, 1112 aprile, 16-17 maggio, ore 15, aula 3, VIII p. Policlinico, Univ. Catt. Sacro Cuore, L.go F. Vito, 1 (info: 3015.1)
Le Aziende Sanitarie e Statistica ed Informatica, corsi di perfezionamento promossi dall'Ist. di Igiene, 11-12 aprile, ore 15, aule S. Luca e B, Ist. Biologici, Univ. Catt. Sacro Cuore, L.go F. Vito, 1 (info: 3015.1)
Italian Chapter, incontro scientifico a cura della Clinica Ortopedica dell'Univ. di Tor Vergata, Moderatore M. Monteleone, 12 aprile, ore 11, Fac. Medicina, aula Fleming, V. di Tor Vergata, 135 (info: 59042275)
I Convegno Nazionale sulla fauna urbana, organizzato dal Dip. di Biologia dell'Univ. di Roma Tre e l'Ufficio Diritti degli Animali del Comune di Roma, 12 aprile, ore 9.00, Dip. di Biologia, Univ. di Roma Tre, V.le G. Marconi, 446 (info: 55176328)
73^ Giornata Universitaria, promosso dall'UCSC, 13 aprile, Auditorium, Centro Congressi, Univ. Catt. Sacro Cuore, L.go F. Vito, 1 (info: 3015.1)
Risonanza magnetica della mammella, 14 aprile, ore 9, aula Convegni, CNR, P.le A. Moro, 7 (info: G. Simonetti 59044161)
Angina instabile, simposio, moderatore V. Masini, 15 aprile, Acc. Lancisiana, B.go S. Spirito, 3 (info: 68308539)
Meccanismi che influenzano risposte immunitarie antivirali protettive o dannose, seminari biologici promossi dall'Ist. Patologia generale, 16 aprile, ore 15, aula Moscati, Ist. Biologici, Univ. Catt. Sacro Cuore, L.go F. Vito, 1 (info: 3015.1)
D.Lgs. 626/94. Ruolo dell'ISPESL e sicurezza negli ambienti di lavoro, seminario promosso dalla Scuola di Specializ. in Med. del Lavoro, 16 aprile, ore 15, aula Brasca, IV p. Policlinico, Univ. Catt. Sacro Cuore, L.go F. Vito, 1 (info: 3015.1)
Insufficienza cardiaca, ipotesi e convinzioni, opinioni a confronto, 16 aprile, ore 15.30, Aula Fleming, Fac. Medicina, Univ. Tor Vergata, V. di Tor Vergata, 135 (info: 0336/730805-0338/6413905)
Incontri Romani di Aritmologia, promosso dall'Ist. di Cardiologia, 17-19 aprile, ore 9, Auditorium e Centro Congressi, Univ. Catt. Sacro Cuore, L.go F. Vito, 1 (info: 3015.1)
8° Congresso di Chirurgia dell'apparato digerente, 17-18 aprile, ore 9, aula Convegni, CNR, P.le A. Moro, 7 (info: G. Di Matteo 490456)
Osservazione psicologica del bambino, seminario promosso dagli Ist. di Genetica e di Psichiatria, 18 aprile, ore 9, aula Brasca, IV p. Policlinico, Univ. Catt. Sacro Cuore, L.go F. Vito, 1 (info: 3015.1)
Principi di biologia cellulare e molecolare della cellula neoplastica, 18 aprile, ore 9.30, Aula Luria, Fac. Medicina, Univ. Tor Vergata, V. di Tor Vergata, 135 (info: 72596322)
Immunità e tumori: il caso del melanoma, seminario promosso dall'Ist. di Medicina interna, 18 aprile, ore 11.30, aula Vito, IV p. Policlinico, Univ. Catt. Sacro Cuore, L.go F. Vito, 1 (info: 3015.1)
2° Corso di perfezionamento in Psico-Oncologia, promosso dalla Cattedra di Oncologia, 19 aprile, ore 8, aula 428, Ist. Biologici, Univ. Catt. Sacro Cuore, L.go F. Vito, 1 (info: 3015.1)
Third International Consensus Conference of Allergology and clinical immunology, convegno promosso dall'Ist. di Medicina interna, Divisione Allergologia, 20-23 aprile, ore 9, Auditorium e Centro Congressi, Univ. Catt. Sacro Cuore, L.go F. Vito, 1 (info: 3015.1)
Cardiologia per Infermieri con Diploma Universitario e Elettrofisiologia, corsi di perfezionamento promossi dall'Ist. di Cardiologia, 21-25 aprile, ore 9, aula 3, VIII p. Policlinico, Univ. Catt. Sacro Cuore, L.go F. Vito, 1 (info: 3015.1)
Disturbi del comportamento alimentare: anoressia e bulimia, corso di perfezionamento promosso dall'Ist. di Psichiatria e Psicologia, 21-26 aprile, ore 9, Aula S, VIII p. Policlinico, Univ. Catt. Sacro Cuore, L.go F. Vito, 1 (info: 3015.1)
Bioetica, corso di perfezionamento promosso dall'Ist. di Bioetica, 21-26 aprile, ore 9, aula Brasca, IV p. Policlinico, Univ. Catt. Sacro Cuore, L.go F. Vito, 1 (info: 3015.1)
Le vascoliti immunologiche, simposio, moderatore L. Bonomo, 22 aprile, Acc. Lancisiana, B.go S. Spirito, 3 (info: 68308539)
Biologia del riconoscimento cellulare nei protozoi, seminario di P. Luporini, 22 aprile, ore 15, aula Seminari, Univ. Tor Vergata, Dip. Biologia, V. R. Scientifica (info: C. Forni 72594369)
Paratubercolosi nei ruminanti e Morbo di Crohn nell'uomo, 22 aprile, ore 15.45, Ist. Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, V. Appia Nuova, 1411 (info: 79099463)
Trasduzione del segnale nell'attivazione linfocitrica, seminario promosso dall'Ist. di Patologia generale, 23 aprile, ore 15, aula Moscati, Ist. Biologici, Univ. Catt. Sacro Cuore, L.go F. Vito, 1 (info: 3015.1)
Conferenza organizzativa sullo stato dell'oncologia nella Regione Lazio, 24 aprile, ore 8, aula Convegni, CNR, P.le A. Moro, 7 (info: F. Cognetti 4440420)
E' possibile una valutazione del rischio nella esposizione professionale a sostanze cancerogene? Seminario promosso dalla Scuola di Specializzazione in Medicina del Lavoro, 30 aprile, aula Brasca, IV p. Policlinico, ore 15, Univ. Catt. Sacro Cuore, L.go F. Vito, 1 (info: 3015.1)
Area scientifica e tecnico progettuale Linking Information Systems. System for electronic support of Accademic Material, seminario, 2 aprile, ore 9, aula Convegni, CNR, p.le A. Moro, 7 (info: 448791)
Incontri di cultura dell'immagine fotografica, new media e comunicazione, aula seminari del Dip. di Fisica, V. della Ricerca Scientifica:
3 aprile, ore 17.30: incontro con A. Alimonti;
10 aprile, ore 17.30: incontro con R. Carbone;
17 aprile, ore 17.30: incontro con L. Scaramella;
24 aprile, ore 17.30: incontro con R. Anthoi.
(info: Dr. Carlo Giovannella 72594524)Global stochastic recursive algorithms, colloquio di Sanjoy K. Mitter (Lab. for Information and Decision Systems, Boston - USA), 4 aprile, ore 16, aula C, Univ. di Roma Tre, L.go S. Leonardo Murialdo, 1, Ed. aule (info: 55176241)
Convegno annuale dei Gruppi di ricerca del Dip. di Matematica, 7-8 aprile, ore 9, aula Convegni, CNR, p.le A. Moro, 7 (info: C. Bernardi 49913204)
XI Corso di aggiornamento sulle tecniche cromatografiche ed elettroforetiche: recenti sviluppi e prospettive nella separazione di proteine, peptidi, acidi nucleici e polissaccaridi mediante HPLC, elettroforesi capillare e tecniche correlate, 8-11 aprile, Società Chimica Italiana, Area di Ricerca di Roma, Monterotondo, (info: 90672254)
Il progetto VIRGO: un interferometro di 3 km per la rivelazione di onde gravitazionali, 14 aprile, ore 15, Sala Seminari del Dip. di Fisica, Univ. Tor Vergata, V. della Ricerca Scientifica (info: 72594364)
Lo strumento EPIC per Astronomia X con XMM, 21 aprile, ore 15, Sala Seminari del Dip. di Fisica, Univ. Tor Vergata, V. della Ricerca Scientifica (info: 72594364)
La Polarizzazione del Fondo Cosmico: metodi di rivelazione, 28 aprile, ore 15, Sala Seminari del Dip. di Fisica, Univ. Tor Vergata, V. della Ricerca Scientifica (info: 72594364)
Area economico-giuridico-sociale Development Lawyers Course, fino al 16 maggio, International Development Law Institute, V. di San Sebastianello, 16 (info: 69922745)
Seminari dell'Istituto di studi per la programmazione economica (ISPE), 1, 8, 15, 22, 29 aprile, ore 11.30, Sala della Biblioteca, ISPE, C.so Vittorio Emanuele, 284 (info: Gallorini 6836447):
P. Baroncini, A. Solipaca, E. Matera, P. Papini, Nuovo sistema di finanziamento dell'assistenza ospedaliera: due anni a confronto nella Regione Lazio (1-IV)
A. Gandiglio, C. Travaglione, P. Nerozzi, Nuove politiche retributive: effetti dei contratti e delle proposte di modifiche degli ordinamenti del personale (8-IV)
M. Cozzolino, Il passaggio dalla condizione lavorativa alla inattività: riflessioni su possibili interventi di policy (15-IV)
G. Pennisi, Conflittualità generazionali: bugie pubbliche e verità private (22, IV)
R. Salvini, A. Solipaca, Domanda regionale ospedaliera e farmaceutica (29-IV)Democrazia, multinazionalismo e federalismo, conferenza di Juan J. Linz (Yale University), 3 aprile, ore 17.30, Univ. La Sapienza, la conferenza avrà luogo c/o la Sala Perin del Vaga di Palazzo Baldassini, V. delle Coppelle, 35 (info: 6893384)
Droit de l'Environnement en Milieu Urbain, 7-18 aprile, International Development Law Institute, V. di San Sebastianello, 16 (info: 69922745)
Presentazione libro di G. Querini La politica ambientale dell'Unione Europea, 7 aprile, ore 16, aula 12, Univ. La Sapienza, V. del Castro Laurenziano, 9 (info: 49766977)
Giurisdizione costituzionale e legislazione, conferenza del K. Stern, 8 aprile, ore 11, Aula Magna P. Gismondi, Univ. Tor Vergata, V. della Ricerca Scientifica (info: 7236866)
Il sistema bancario e finanziario italiano dopo la legge Amato: testimonianze dei protagonisti, ciclo di seminari della Cattedra di Economia Monetaria e Creditizia, Dip. Economia e Istituzioni, 8-15-22-29 aprile, ore 12, aula I-4, Fac. Economia, Univ. Tor Vergata, V. di Tor Vergata (info: 2040231)
Incontro di studio dell'Assoc. Dottori Commercialisti, Sindacato Nazionale Unitario, Regione Lazio, 8 aprile, ore 18, Banca di Credico Cooperativo di Roma, Ag. 9, V. Adige, 26/A, 2° piano (info: 86210303)
Forum '97 Università-Lavoro, organizzazione ALITUR e AGITUR dell'Univ. di Tor Vergata, 16-17 aprile (info: 2023642)
I Comitati di Bioetica, conferenza di F. D'Agostino, 16 aprile, ore 16, Univ. Pontificia Salesiana, aula II, P.zza Ateneo Salesiano, 1 (info: 87290381)
L'Europa e le sue responsabilità mondiali, conferenza di L. Incisa di Camerana (Ambasciatore d'Italia), 17 aprile, ore 17.30, Univ. La Sapienza, la conferenza avrà luogo c/o la Sala Perin del Vaga di Palazzo Baldassini, V. delle Coppelle, 35 (info: 6893384)
Giovani, vuoto esistenziale e ricerca di senso, seminario della Fac. di Scienze della Educazione, Ist. di Psicologia, 19 aprile, ore 9, Univ. Pontificia Salesiana, aula Paolo VI, P.zza Ateneo Salesiano, 1 (info 87290394)
La Cooperazione Euro-Mediterranea, parteciperanno: Ambasciatori di Algeria, Francia, Marocco, Spagna, Ambasciatore del Circolo Studi Diplomatici, 21 aprile, ore 18.30, Univ. La Sapienza, la conferenza avrà luogo c/o Commissione Europea, V. Poli, 29 (info: 36001049)
Pari opportunità uomo-donna, convegno internazionale, 29 aprile, ore 9, aula convegni, CNR, p.le A. Moro, 7 (info: A. Giacchino 77392298)
Ciclo di conferenze Catalunya i ..., promosse dall'Associación Catalans a Roma, presso Banca di Roma, Palazzo De Carolis, V. Lata, 3:
P. Duran Farell: Catalunya i l'èconomia, 8 maggio, ore 18.30
Area umanistica La parola, i discorsi, giornata di studio: Idea, forma, figura - Filologia del simbolo: Il Medioevo, 3-4 aprile, ore 10 e ore 15, Acc. d'Ungheria in Roma, V. Giulia, 1, Palazzo Falconieri (info: 68805292)
Gran Tour. Il fascino dell'Italia nel XVIII secolo, mostra, 3 aprile, ore 16, Palazzo delle Esposizioni, V. Nazionale, 194, visita organizzata dall'Istituto Nazionale di Studi Romani (info:5743442)
Nell'ambito del ciclo Da Bonifacio VIII a Pio XII (Le arti liberali nella Roma dei Giubilei), tavola rotonda: Alessandro VI (Borgia 1492-1503) Giubileo 1500, 3 aprile, ore 17, Acc. di Spagna, P.zza San Pietro in Montorio, 3 (info: 8555985)
Metaponto: fondazione e sviluppo di una colonia greca, conferenza di A. De Siena, 3 aprile, ore 18, Biblioteca Planetaria, Ist. Archeologico Germanico, V. Sardegna, 79 (info: 4888141)
Concerto del complesso Concertus Consort di Budapest, musiche rinascimentali italiane e ungheresi, 3 aprile, ore 21, Acc. d'Ungheria in Roma, V. Giulia, 1, Palazzo Falconieri (info: 6889671)
Via Appia. Sulle ruine della magnificenza antica, mostra, 5 aprile, ore 10.30, Palazzo Ruspoli, V. del Corso, 418. Istituto Nazionale di Studi Romani (info: 5743442)
Ricerca critico-letteraria, seminario organizzato dagli insegnanti di Storia della Critica e della Storiografia Letteraria e di Teoria della Letteratura:
7 aprile, ore 16, aula 8: Il mondo yiddish: antologia letteraria in "La Rassegna Mensile di Israel", vol. LXI, nn. 2-3, 1995, UCEE; Il mondo yiddish: saggi in "La Rassegna Mensile di Israel", vol. LXII, nn. 1-2, 1996, UCEE.14 aprile, ore 16, aula 8: "Grammatichetta" e altri studi sul volgare, Salerno Editrice, 1996. Fac. di Lettere, Dip. di Studi Filologici Linguistici e Letterari, V. A. Cavaglieri, 6 (info: 72595048)
Le tesi di dottorato di ricerca su Roma, seminario promosso dal CROMA, Univ. di Roma Tre e dall'Archivio Storico Capitolino, 8 aprile, ore 15, 30, sala Capizucchi, P.zza Campitelli, 3 (info: 6786099):
R. Funiciello-C. Travaglini, Prime considerazioni sulle tesi di dottorato relative all'area romana
presentazione e discussione di tesi di dottorato:
D. Armando, Feudalità e giurisdizioni criminali nel Lazio (XVIII sec.). Gli "Stati " dei Colonna
L. Celesti Gratow, Studio ecologico sulla flora di Roma
M. Teodori, I parenti del papa Chigi. Nepotismo pontificio e formazione di un patrimonio familiare nella Roma baroccaIsteria tedesca, Paura francese, Insicurezza italiana, presentazione volume di Istvan Bib¢ (Il Mulino Editore, 1997), 9 aprile, ore 18, Acc. d'Ungheria in Roma, V. Giulia, 1, Palazzo Falconieri (info: 6889671)
Il ruolo particolare dei fattori nazionali nell'Europa centro-orientale, conferenza in italiano di M. Waldenberg dell'Univ. Jaghellonica di CracoV., 9 aprile, ore 18, Auditorium dell'Acc. Polacca delle Scienze, vicolo Doria, 6/b, Palazzo Doria (info: 6792170)
Drammaturgia italiana contemporanea, a cura dell'Ente Teatrale Italiano e della Cattedra in Storia del Teatro e dello Spettacolo, Fac. di Lettere, V. A. Cavaglieri, 6, aula 8 (info: 72595084)
A. Calenda, Edipo a Colono, 10 aprile, ore 16
U. Chiti, Il Vangelo dei Buffi, 29 aprile, ore 17
Valencia a Roma, incontro con Manuel Vicent, autore di "Mediterraneo, Mare interiore", in collaborazione con l'Editoriale Feltrinelli Traveller, 10 aprile, ore 18.00, Galleria Cervantes, P.zza Navona, 91 (info: 8555985)Tra mondo delle favole e realtà - l'ideologia dell'operetta viennese, conferenza di Moritz Csaky (Univ. di Vienna), 10 aprile, ore 18, Ist. Storico presso l'Istituto Austriaco di Cultura in Roma, V.le B. Buozzi, 113.
Conferenza di I. Nielsen sui palazzi ellenistici (in lingua danese), 10 aprile, ore 18.00, Auditorium, Accademia di Danimarca, V. Omero, 18 (info: 3265931)
Antiche stanze, mostra, 12 aprile, ore 10.30, Museo Nazionale Romano, V. E. de Nicola, 79. Istituto Nazionale di Studi Romani (info:5743442)
Lectura Origenis, La Sacra Scrittura, F. Cocchini, 14 aprile, ore 17, Ist. Salesiano S. Cuore, V. Marsala, 42 (info: 87290366)
Arquitectura Española Contemporanea, 14 aprile, ore 18, conferenza di Luis Fernandez Galiano, Cattedratico di Progettazione della Fac. Architettura di Madrid nell'ambito del programma I pomeriggi della cultura spagnola, Accademia di Spagna, P.zza San Pietro in Montorio, 3, organizzato dall'Inst. Cervantes, (info: 8555985)
Visita all'Istituto centrale per la patologia del libro: museo, orto botanico e laboratorio di restauro, 15 aprile, ore 9.30, appuntamento all'ingresso dell'Istituto, V. Milano, 76. Istituto Nazionale di Studi Romani (info:5743442)
Incontro con André Karatson (Università di Lille), scrittore e storico della letteratura (l'incontro si terrà in lingua ungherese), 15 aprile, ore 18, Acc. d'Ungheria in Roma, V. Giulia, 1, Palazzo Falconieri (info: 6889671)
Gli scavi archeologici spagnoli nel teatro romano di Tusculum (1994-1996), conferenza di Xavier Dupré, 15 aprile, ore 18, Escuela Espa§ola de Historia y Arqueologia, V. di Torre Argentina, 18 (info: 8555985)
L'Estasi di santa Teresa, di G. L. Bernini nella chiesa di Santa Maria della Vittoria, 16 aprile, ore 10, appuntamento davanti alla chiesa, V. XX settembre, 17. Istituto Nazionale di Studi Romani (info:5743442)
La presenza degli Auctores latini nella letteratura ungherese, giornata di studio in occasione del 2750° anniversario di Roma, 17 aprile, ore 16, Acc. d'Ungheria in Roma, V. Giulia, 1, Palazzo Falconieri (info: 6889671)
Famiglie romane ed evoluzione del tessuto urbano tra XV e XVI secolo, ciclo di conferenze dell'Istituto Nazionale di Studi Romani (info:5743442)
Politica familiare e scelte economiche dell'aristocrazia cittadina alla fine del Medioevo (17-IV ore 17.30)
Il patrimonio immobiliare urbano: dalla 'domus' al 'palatium' (21-IV ore 17.30)
L'insediamento urbano dei Capizucchi nel rione Campitelli: evoluzione di un isolato(28-IVore 17.30)Seminari di Archeologia Cristiana, Pontificio Ist. di Archeologia Cristiana, P.zza Navona, 62.
M. Griesheimer: Cimiteri di villaggi nella Siria settentrionale (III-IV sec.) 17 aprile, ore 17
V. Fiocchi Nicolai, M.P. del Moro, D. Nuzzo, L. Spera: La basilica "circiforme" della via Ardeatina: campagna di scavi 1996.Una fortuna dolorosa. La morte di Pompei e la sua rinascita nella cultura europea, conferenza di F. Haskell, 17 aprile, ore 18, Auditorio, Ist. Archeologico Germanico, V. Sardegna, 79 (info: 4888141)
Ciclo di conferenze Catalunya i ..., promossi dall'AssociaciÓ Catalans a Roma, presso Banca di Roma, Palazzo De Carolis, V. Lata, 3
J. Pujol:Catalunya i Europa, , 17 aprile, ore 18.30
L. Monreal: Catalunya i el patrimoni artìstic, 16 maggio, ore 18.30
N. Serra: Catalunya i la mediterrània: Barcelona, antiga i moderna ciutat, 23 maggio, ore 18.30Seminario Franz Cumont 1997, 18 aprile, ore 17, A. Panaino (Univ. di Bologna): Franz Cumont e la storia dell'astrologia; Marc Waelkens (Univ. di Leuven): Sagalassos: une approche interdisciplinaire concernant l'urbanisation, l'économie et l'écologie de la métropole pisidienne et de son territoire, Academia Belgica, V. Omero, 8 (info: Corinne Bonnet 3201889)
Il silenzio degli amanti, presentazione del volume di E. Bruck (Marsilio Ed., 1996), 18 aprile, ore 18, Acc. d'Ungheria in Roma, V. Giulia, 1, Palazzo Falconieri (info: 6889671)
Da che parte è la Luna? Film di Sai Yoichi, 18 aprile, ore 19; Il trasloco, film di Somai Shinji, 22 aprile, ore 19; Il cielo non può essere così blu, film di Emoto Akira, 29 aprile, ore 19. Ist. Giapponese di Cultura (info: 3224794-54)
Video Installation, mostra di Iimura Takahiko, fino al 18 aprile, Ist. Giapponese di Cultura (info: 3224794-54)
1ª giornata Lateranense, 19 aprile, ore 9, Pontificia Univ. Lateranense, P.za S. Giovanni in Laterano, 4 (info: 69886368)
Scienza e trascendenza, convegno, 19 aprile, ore 16, aula Convegni, CNR, P.za A. Moro 7 (info: ssa M.C. Pallavicini 5812049)
Manuel Azaña e la Repubblica degli intellettuali, tavola rotonda, 21 aprile, ore 16.30, Sala Capizzucchi, Piazza Campitelli, 3 (info: 8555985)
Interactus 3, inaugurazione della mostra di Laszlo Fehér (Budapest), Pizzicannella (Roma) e Hubert Schmalix (Vienna), 21 aprile, ore 19, Galleria dell' Acc. d'Ungheria in Roma, V. Giulia, 1, Palazzo Falconieri (info: 6889671), la mostra rimarrà aperta fino al 17 maggio.
Manuel Azaña. Hoy, tavola rotonda, 22 aprile, ore 16.30, Galleria Cervantes, P.zza Navona. 91 (info: 8555985)
Trier, conferenza di N. Jensen, 22 aprile, ore 15-20, Auditorium, Accademia di Danimarca, V. Omero, 18 (info: 3265931)
Puteoli alla luce delle nuove ricerche archeologiche, S. De Caro, 23 aprile, ore 18, Auditorio, Ist. Archeologico Germanico, V. Sardegna, 79 (info: 4888141)
Camì de Vera s/n. Giovani artisti valenciani, mostra fino al 24 aprile, Instituto Cervantes, Galleria Cervante, P.zza Navona, 91(info: 8555985)
Ricostruire Pompei: La Casa del Poeta Tragico, mostra fino al 25 aprile, Ist. Archeologico Germanico, V. Sardegna, 79 (info: 4888141)
Julio Cano Lasso, mostra fino al 27 aprile, Instituto Cervantes, Accademia Spagnola, P.zza San Pietro in Montorio, 3 (info: 8555985)
Il nuovo parente, film 1934, regia di Bé la Gaal, omaggio a Zita Perczel nel 1° anniversario della scomparsa, versione originale in ungherese con traduzione simultanea in italiano, 29 aprile, ore 20, Acc. d'Ungheria in Roma, V. Giulia, 1, Palazzo Falconieri (info: 6889671)
Corti europee e civiltà moderna: un bilancio storiografico, seminario promosso dall'Ècole Français de Rome, CROMA-Dip. di studi storici, geografici ed antropologici Univ. di Roma Tre, 9-10 maggio, Sala Borromini, P.zza della Chiesa Nuova, 18
Seminario del ciclo Rituali e liturgie politiche: I rituali della democrazia, promosso da EFR, Univ. La Sapienza, EHESS, 16 maggui, ore 10.00, interventi di: O. Ihl (Grenoble), E. Gentile (La Sapienza), M. Abeles (EHESS), U. Fabietti (Firenze), M. Oriol (Nizza), Ècole Français de Rome, P.zza Navona, 62
Hanno collaborato a questo numero: Roberto Antonelli, Monica Antonietti, Giandonato Caggiano, Gianna Cioni, Maria Teresa De Nigris, Carlo Di Castro, Mariella Di Maio, Maria Fenelli, Michele Franceschini, Scilla Gentili, Stefania Gliubich, Sergio La Salvia, Sandro Lomonaco, Anna Palazzo, Emanuela Parisi, Maria Grazia Pastura, Paola Pavan, Sergio Poretti, Maria Grazia Proiettis, Domenico Rocciolo, Ervin Rupnik, Alessandro Salone, Franco Salvatori
© CROMA - L'edizione elettronica di questo numero è stata curata da Marco Teodori