D.M.270 / 2004

Settore scientifico-disciplinare: L-ART/04

Denominazione della disciplina: Storia delle tecniche artistiche

Docenti: Mario Micheli

Crediti formativi: 6

Semestre: secondo

1 Unità didattiche per Laurea Triennale e Magistrale

Ore: 36

Prerequisiti o propedeuticità: conoscenza della storia dell’arte acquisita.

Descrizione del corso:

Il corso è composto da 1 Unità Didattica pari a 6 CFU (36 ore) comune alla Laurea Triennale e alla Laurea Magistrale.

Nella sezione introduttiva del corso del corso sono proposti i metodi e gli strumenti della disciplina (i criteri dilettura delle fonti scritte, gli esami diretti delle testimonianze materiali, le interpretazioni delle analisi scientifiche).

Sono poi affrontate come panoramica generale le principali tecniche artistiche nel tempo e in diversi ambiti culturali attraverso la lettura critica di manufatti esemplificativi e sono evidenziate le connessioni con la storia del restauro.

Nella seconda parte del corso sono affrontate le tecniche della pittura murale a partire dal mondo greco-romano all’età moderna e sono prese in considerazione le principali fonti (Plinio, Naturalis Historia; Mappae Clavicola; Eraclio, I colori e le arti dei romani; Teofilo, De Diversi Artibus; Cennino Cennini, Il libro dell’arte; G. Vasari, Le Vite e Le tecniche artistiche; Leon Battista Alberti; De pictura; Leonardo da Vinci, Trattato della Pittura; G. B. Armenini, De’ Veri precetti della Pittura; A. Pozzo, Breve istruzione per dipingere a fresco).

Sono affrontati i materiali e le tecniche esecutive considerando i diversi tipi di supporti, gli strati preparatori, i principali pigmenti, i leganti.

Sono forniti i necessari elementi di collegamento con le discipline archeologiche e storico-artistiche che caratterizzano il corso di studi, in particolare con l’insegnamento di: Storia e tecnica del restauro, Storia della critica d’arte e Fondamenti di letteratura artistica.

 

Bibliografia

J. SCHLOSSER MAGNINO, La letteratura artistica. Manuale delle fonti della storia dell’arte moderna (1924), Firenze, La Nuova Italia, 1979, pp. 9-13; 25-34; 91-98; 289-346; 381-385;

F.NEGRI ARNOLDI, Tecnica e scienza, in Storia dell’Arte italiana, Torino, Einaudi, 1980. vol. 2, pp. 103-203;

voce Tecnica in Enciclopedia Universale dell’Arte, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1983, vol.XIII, pp. 686-770;

A. CONTI, Tempera, oro, pittura a fresco: la bottega dei "primitivi", in La pittura in Italia. Il Duecento e il Trecento, Milano, Electa, 1986, vol. II, pp. 513-528;

K. HÄFNER, Experiments on reconstruction of the Roman wall paintings technique, in Roman Wall Paintings. Materials, Techniques, Analysis and Conservation, Atti del Convegno internazionale, (Fribourg, 7-9 marzo 1996), a cura di H. Bearat, M. Fuchs, M. Magetti, D. Paunier, Fribourg, 1997, pp. 143-152;

A VARONE, H. BEARAT, Pittori romani al lavoro. Materiali, strumenti, tecniche: evidenze archeologiche e dati analitici di un recente scavo pompeiano lungo via dell’Abbondanza (Reg. IX, ins. 12), in Roman Wall Paintings. Materials, Techniques, Analysis and Conservation, Atti del Convegno internazionale, (Fribourg, 7-9 marzo 1996), a cura di H. Bearat, M. Fuchs, M. Magetti, D. Paunier, Fribourg, 1997, pp. 199-214;

P.MORA, L. MORA, P.PHILIPPOT, La Conservazione delle pitture murali, Bologna, Compositori,1999, pp. 43-167;

S.B. TOSATTI, Trattati tecnico-artistici, v. in "Enciclopedia dell’arte medievale", XI, Roma, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 2000, pp. 316-319.;

 

Le fonti (brani scelti messi a disposizione degli studenti durante il corso):

Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, a cura di G.B. Conte,Torino, Einaudi, 1988;

Thophilus, De diversis artibus, ed. C.R. DODWEL, London, 1961, Libro I, capp. XV e XVI;

C. Cennini, Il libro dell’arte (edizione consigliata a cura di Fabio Frezzato, Vicenza 2003),capitoli: LXVII; LXVIII, LXIX, LXX, LXX,LXXII, XC, XCI, XCII, XCIII, XVIV;

G. Vasari, Le Vite,Firenze,1550. III.De la pittura, capp. XV-XXXV, Roma, Newton, 1991,pp.73-95;

G. Vasari, Le tecniche artistiche, Introduzione e commento di G. Baldwin Brown, Neri Pozza, Vicenza, 1996, pp. XV-XXXVIII; capp. V, VI, VII, VIII, IX, X, pp. 201-220;

G. B. Armenini, De’ Veri precetti della Pittura, Ravenna,1586. Torino, Einaudi,1988, capp. VI,VII,VIII,IX.X. del libro II;

A. Pozzo, Breve istruzione per dipingere a fresco, in Persetiva Pictorum et Architectorum, Roma,1693-1702, in R. PANICHI, I principi dell’arte figurativa, Pisa,1977, pp.132-138.

 

Non frequentanti

Allo studio dei testi indicati i non frequentanti dovranno aggiungere:

F.NEGRI ARNOLDI, Il mestiere dell'arte. Introduzione alla storia delle tecniche artistiche, Paparo, 2001;

S. BORDINI, Materia e immagine. Fonti sulle tecniche della pittura, Leonardo-De Luca, Roma 1990.

 

Frequenza

Facoltativa (ma vivamente consigliata). Coloro che non frequentano sono tenuti a integrare il programma (v. sopra).

 

Modalità d’esame:orale

 


D.M.270 / 2004

Settore scientifico-disciplinare: L-ART/04

Denominazione della disciplina: Storia e tecnica del restauro

Docenti: Mario Micheli

Crediti formativi: 6

Semestre: primo

1 Unità didattiche per Laurea Triennale

Ore: 36

Prerequisiti o propedeuticità: non richiesti

 

Descrizione del corso

Il corso è composto da 1 Unità Didattica pari a 6 CFU (36 ore) dedicata alla Laurea Triennale.

Obiettivo del corso è quello di fornire gli strumenti per una comprensione del dibattito attuale del restauro attraverso una rilettura della storia evolutiva del pensiero teorico e degli indirizzi metodologici della disciplina, a partire dal Mondo Antico fino al Novecento

In particolare sono approfondite le vicende che riguardano il restauro della scultura e della pittura, dal Medio Evo fino ai contributianticipatori di Pietro Edwards a Venezia alla fine del Settecento. Sono analizzati i primi provvedimenti di tutela nello Stato Pontificio, le contrastanti posizioni nel campo del restauro dei monumenti di E. Viollet le Duc in Francia e di John Ruskin e William Morris in Inghilterra. Particolare attenzione è data alle trasformazioni e alle modernizzazioni messe in atto in Italia in epoca post-unitaria (Camillo Boito, Corrado Ricci, lo sviluppo delle scienze applicate al restauro negli anni '30 del Novecento, il restauro “scientifico” con Gustavo Giovannoni).

Il percorso proseguefino alla ideazione del Gabinetto Centrale del Restauro da parte di Giulio Carlo Argan. Particolare rilievo è dato alle vicende che hanno riguardato l’Istituto Centrale del Restauro dal momento della sua fondazione fino ai nostri giorni.

Si forniscono inoltre gli opportuni collegamenti con le altre discipline che caratterizzano il corso di studi, come gli insegnamenti di: Storia dell’Arte, Storia della critica d’arte, Fondamenti di letteratura artistica, Museologia, Storia delle tecniche artistiche, gli insegnamenti di ambito archeologico e Legislazione dei Beni Culturali, al fine di favorire nei discenti. la formazione di unavisione multidisciplinare.

 

Modalità d’esame

La prova d'esame consiste in un colloquio nel corso del quale lo studente dovrà mostrare di avere le nozioni necessarie per elaborare un suo discorso critico, esprimendosi con la proprietà di linguaggio adeguata alla materia.

 

Bibliografia

 

C. Brandi ,Teoria del Restauro,Einaudi,1977(Testo integrale)

L. Vlad Borrelli, Restauro archeologico, storia e materiali, Viella editore, 2003, pp. 13-124

 

da A. Conti, Storia del restauro e della conservazione delle opere d’arte, Electa, 1988:

cap. VI Venezia e Pietro Edwards, pp. 154-187

cap. VII Tra Settecento eOttocento, pp. 188-227

cap. VIII Il restauro tra accademia e romanticismo, pp. 228- 275

cap. IX Il restauro nell’Italia unita, pp. 276-328.

 

M. Cardinali, M. B. De Ruggieri, C. Falcucci,Diagnostica artistica, tracce materiali per la storia dell’arte e per la conservazione, Palombi editore, 2002, pp. 1-94

G. C. Argan, Restauro delle opere d’arte. Progettata istituzione di un Gabinetto centrale del restauro, relazione al convegno dei Soprintendenti, Roma, 1938, inLa creazione dell’Istituto Centrale del Restauro, a cura di M. Serio, Roma, 1989

G. Buzzanca, P. Cinti, Un equipe multidisciplinare: l’Istituto Centrale del Restauro di Roma, in L’emozione e la regola. I gruppi creativi in Europa dal 1850 al 1950, a cura di D. De Masi, Edizioni Laterza, 1991, pp. 281-314

M. Micheli Il modello organizzativo dell’Istituto Centrale per il restauro e le conseguenze sul piano metodologico, in La teoria del restauro nel novecento da Riegl a Brandi, Atti del Convegno Internazionale, a cura di M. Andaloro, Nardini editore 2006, pp. 167-178

P. Rotondi, Conservazione e restauro, in Esso Rivista, pp. 10-13, 1972

Da Omaggio a Cesare Brandi nell’anno del centenario della nascita (a cura di C. Bon Valsassina), Edifir, 2008:

M. Micheli, L’attività dell’ICR all’estero negli anni Cinquanta, pp. 181-187

G. Fazio, P. Miracola, Protezione e recupero del patrimonio culturale durante la guerra, pp. 189-198.

da G. Urbani, Intorno al restauro”, Skira, 2000:

pp. 25-30 Problemi di conservazione

pp. 31-35 Dal restauro alla manutenzione

pp. 43-48 La scienza e l’arte della conservazione dei beni culturali

pp. 103-112 Piano pilota per la conservazione programmata dei beni culturali dell’Umbria

 

Non frequentanti

Allo studio dei testi indicati i non frequentanti dovranno aggiungere:

A. Conti, Storia del restauro e della conservazione delle opere d’arte, Electa, 1988: (testo integrale)

 

Frequenza

Facoltativa (ma vivamente consigliata). Coloro che non frequentano sono tenuti a integrare il programma (v. sopra).

 

Modalità di esame: orale
D.M.270 / 2004

Settore scientifico-disciplinare: L-ART/04

Denominazione della disciplina: Storia e tecnica del restauro

Docenti: Mario Micheli

Crediti formativi: 6

Semestre: secondo

1 Unità didattica per Laurea Magistrale

Ore: 36

Prerequisiti o propedeuticità: non richiesti

 

Descrizione del corso

Il corso è composto da 1 Unità Didattica pari a 6 CFU (36 ore) dedicata alla Laurea Magistrale.

Obiettivo del corso è quello di favorire l’acquisizione di una approfondita conoscenza delle problematiche teoriche e metodologiche del restauro.

Il corso ripercorre la storia del pensiero teorico del restauro del Novecento, dando per scontata la conoscenza da parte degli allievi delle fondamentali tappe storiche del restauro, acquisita nel corso della Laurea Triennale.

Il corso prevede una analisi approfondita del pensiero teorico del restauro formulato da Cesare Brandi, della sua diffusione nel mondo e della sua attualità.

Sono affrontate le questioni di metodo riguardanti monumenti e manufatti archeologici, l’architettura in generale e le opere d’arte figurativa.

Si forniscono ulteriori elementi di collegamento con le altre discipline che caratterizzano il corso di studi, come gli insegnamenti di: Storia dell’Arte, Storia della critica d’arte, Fondamenti di letteratura artistica, Museologia, Storia delle tecniche artistiche, gli insegnamenti di ambito archeologico e Legislazione dei Beni Culturali, al fine di promuovere una ulteriore maturazione della visione multidisciplinare del restauro, già avviata nel corso del Triennio.

 

Bibliografia

 

C. Brandi, Teoria del restauro, Einaudi, 1977 (testo integrale)

 

Brani scelti:

C. Brandi, G. Urbani, L. Vlad Borrelli, R. Bonelli, Paul Philippot, voce “Restauro” in Enciclopedia Universale dell’Artevol. XI pp. 322-354, 1983;

M. I. Catalano, A. Cerasuolo, L. Secco Suardo, G. Zorzetti, a cura di, A colloquio con Paul Philippot, in Bollettino ICR Nuova Serie, n. 2 – 2001, pp. 4-43;

L. Vlad Borrelli, L’archeologia italiana prima e dopo la Teoria del restauro, in La teoria del restauro nel novecento da Riegl a Brandi, Atti del Convegno Internazionale, a cura di M. Andaloro, Nardini editore 2006, pp. 215-224;

G. Carbonara, Brandi e il restauro architettonico oggi, in La teoria del restauro nel novecento da Riegl a Brandi, Atti del Convegno Internazionale, a cura di M. Andaloro, Nardini editore 2006, pp. 225-238;

Jukka Jokiletho, Alois Riegl e Cesare Brandi nel loro contesto culturale, in La teoria del restauro nel novecento da Riegl a Brandi, Atti del Convegno Internazionale, a cura di M. Andaloro, Nardini editore 2006, pp. 51-57;

P. Montorsi, Una Teoria del Restauro del contemporaneo, in Conservare l’arte contemporanea, Nardini Editore, 1991, pp. 9-57;

M. Cordaro, C. Mazzi, Censimento conservativo dei beni artistici e storici, EdizioniQuasar, 1993, pp. 1-9;

 

Da Omaggio a Cesare Brandi nell’anno del centenario della nascita (a cura di C. Bon Valsassina), Edifir, 2008:

M. Marabelli, Il ruolo delle indagini scientifiche per il restauro e la conservazione secondo la teoria di Cesare Brandi, pp. 67-72;

G. De Palma, M. C. Laurenti, L’evoluzione del concetto di restauro archeologico, pp. 145-152;

 

da M. Cordaro, Restauro e tutela, Scritti scelti (1969-1999), Annali dell’Associazione R. Bianchi Bandinelli, 8/2000:

pp. 24-30 Sull’inutilita’ di una nuova carta del restauro

pp. 31-34 Uso e abuso delle indagini scientifiche

pp. 55-77 Teoria e pratica del restauro in Cesare Brandi

pp. 80-88 Alcuni problemi di metodo per la conservazionedell’arte contemporanea

 

da G. Urbani, Intorno al restauro”, Skira, 2000:

pp. 65-68 Il restauro tra scienza e estetica

pp. 69-74 Il problema del rudere nella Teoria del Restauro di Cesare Brandi

 

Non frequentanti

Allo studio dei testi indicati i non frequentanti dovranno aggiungere:

A. Conti (a cura di), Sul restauro, Einaudi, 1988

Modalità di esame: orale