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BGA 2003.03 Roma Tre di notte? ... Non giorno per giorno

 

Roma Tre di notte? ... Non giorno per giorno

Intervengo anch'io nella questione aperta esprimendo qualche opinione personale sulla giornata di ieri, alla quale purtroppo non ho potuto assistere interamente:

1) l'assenza sconcertante degli studenti, il principio e la fine ai quali questa giornata era rivolta. Mi domando: sono veramente cosi' forti e chiari i loro bisogni di apertura prolungata? Non lo erano prima della sperimentazione, visto i risultati, e non lo sono oggi, mi sembra, visto il disinteresse;

2) la totale disinformazione dei pochi studenti presenti, (non di studenti qualsiasi visto che uno era il coordinatore della Commissione strutture del Consiglio degli studenti, l'altro era uno studente eletto al Consiglio SBA!), che hanno dimostrato di conoscerci poco, molto poco, chiedendoci cose che gia' offriamo loro o che hanno dichiarato di aver avuto pochi attimi primi l'illuminazione divina su cio' che e' una biblioteca sfogliando la Guida SBA distribuita per l'occasione;

3) queste 2 cose, punto 1) e 2), a mio parere hanno un significato che deve farci riflettere, perche' per quanto facciamo sia centralmente che nelle biblioteche, nonostante tutto il nostro impegno e lavoro, i nostri utenti, studenti, ma anche docenti, non ci conoscono e non sanno cosa offriamo loro; diventa, quindi, un'esigenza imprescindibile puntare su un'educazione all'utenza strutturata e continuativa, sul marketing dei nostri servizi e, di conseguenza, sul miglioramento degli stessi secondo standard di qualita' e sulla loro verifica periodica in termini di costi/efficacia;

4) piu' volte ho sentito citare ieri l'esempio, la chimera, dei campus americani: oltre al fatto che le entrate delle istituzioni americane non sono le stesse della nostra, ma non si guardi solo a cio' che fa comodo all'occasione, come ha gia' detto Paolo; le realta' americane, a quanto mi risulta, offrono un ventaglio di servizi ben maggiore del nostro perche' c'e' alle spalle una volonta' politica di realizzarli, ma anche sistemi che collaborano in rete, con anime centrali dotate di risorse umane ed economiche adeguate, che svolgono a livello centralizzato tutta una serie di processi, come gli acquisti, gli abbonamenti, la catalogazione (derivata soprattutto!), ecc. lasciando ai punti di servizio satellite intorno, non una cosa di poco conto, ma i servizi diretti all'utenza, visibili ed efficaci;

5) senza un "progetto globale", un ripensamento dello SBA, una maggiore comunicazione interna ed esterna, una adeguata formazione e motivazione del personale non potremo "guardare lontano" come ha detto il Rettore, ma al massimo un metro piu' in la', come hanno accennato De Nonno e i colleghi intervenuti, e spero che i presenti "non bibliotecari" lo abbiano ascoltato.

Concludo ispirandomi e modificando scherzosamente il titolo dell'intervento di Maria, che mi e' piaciuto molto: Cosa c'e', o meglio, cosa ci dovrebbe essere dietro una porta aperta di giorno come di sera?

Prima di tutto l'edificio che la sostiene, poi una mente (personale qualificato) e un sorriso (comunicativo e aperto).

Cosa non ci dovrebbe essere di sera come di giorno?

Per carita' ... uno sbadiglio!

 

Dalla e-mail alla ML Bibliotecari Roma Tre. 9 maggio 2003

Piera Storari

Bollettino BGA n. 3/2003 (28 maggio 2003)

5/10/2007