Biografia di Jean Genet


 

 

 

 

    JEAN GENET

    (Parigi 19 dicembre1910 – Parigi 14-15 aprile 1986)

    1910-1915 - Jean Genet nasce il 19 dicembre 1910 da Camille Gabrielle Genet di ventidue anni e nubile. Il padre è sconosciuto. Nell'estate 1911 viene abbandonato all'orfanotrofio statale di Parigi. Il 30 luglio 1911 è affidato ai Régnier, una famiglia di artigiani del paese Alligny-en-Morvan. Viene battezzato e riceverà un'educazione cattolica.

    1916-1923 - Nel settembre 1916 è ammesso alla scuola comunale dove si distinguerà come scolaro tra i migliori della sua classe. Ma la derisione dei compagni e l'essere additato come trovatello lo feriscono. In questo periodo Genet comincia a rubacchiare oggetti a scuola e soldi ai suoi genitori adottivi. Nel giugno 1923 ottiene la licenza elementare con i voti più alti del suo comune. Tuttavia la sua carriera scolastica si conclude qui e Genet non riceverà nessun insegnamento di livello superiore.

    1924-1929 - Genet dà il via alla serie di fughe e passaggi da un istituto di correzione ad un altro che lo porteranno, nel marzo 1926, alla sua prima carcerazione nel penitenziario Petite-Roquette. Il 2 settembre 1926 Genet è affidato alla Colonia penitenziaria agricola di Mettray.

    1929-1935 - A diciotto anni si arruola nell'esercito, dove con una serie di intervalli, resterà per sei anni. In questo periodo Genet ha i primi contatti con il mondo arabo al quale, durante tutta la sua vita, resterà profondamente attaccato. Nel 1933 incontra per la prima volta André Gide.

    1936-1937 - Il 18 giugno Genet diserta l'esercito cominciando un anno di spostamenti e vagabondaggi in giro per l'Europa di cui il romanzo Journal du voleur costituisce un'importante testimonianza.

    1938-1941 -  Genet è piú volte arrestato e rinchiuso in prigione per reati che vanno dal viaggio in treno senza biglietto, al vagabondaggio, dal furto di libri, al furto di stoffe.

    1942 - È l'anno della consacrazione di Genet scrittore. Nella prigione della Santé comincia la redazione del suo primo romanzo Notre-Dame-des-Fleurs. Qualche tempo più tardi in quella di Fresnes scrive il poema Le Condamné à mort .

    1943 - Nel febbraio Genet è presentato a Jean Cocteau che dopo un primo momento di sgomento per la lettura di Notre-Dame-des-Fleurs comprende l'importanza del romanzo e si impegna a farlo pubblicare. A marzo Genet firma il suo primo contratto con Paul Mohirien e già lavora al suo secondo romanzo Miracle de la rose. Per un ennesimo furto, quello del libro Les Fêtes galantes di Verlaine, Genet rischia l'ergastolo, ma Cocteau, affidando la causa ad un grande avvocato, riesce a far ridurre la pena a tre mesi di prigione. Poco dopo la sua liberazione commette un altro furto di libri. Questa volta la situazione precipita, e Genet rischia la deportazione. Ma Cocteau ancora una volta lo salva e, il 14 marzo 1944, esce di prigione e questa volta definitivamente.

    1944-1948 - A maggio fa la conoscenza di Jean-Paul Sartre. Il 19 agosto, Jean Decarnin, giovane appartenente alla Resistenza e amante di Genet, viene ucciso. Il mese successivo comincia la redazione del suo terzo romanzo Pompes funèbres , in memoria del suo amante. Nel marzo 1945 Pompes funèbres è terminato e Genet dà il via al suo quarto romanzo Querelle de Brest. Una raccolta di poesie, Chants secrets , appare nella rivista "L'Arbalète", dove l'anno seguente pubblicherà Miracle de la rose. Nel 1946  scrive il suo quinto romanzo Journal du voleur. Compone il poema le Pécheur du Suquet , riscrive un vecchio lavoro teatrale Haute surveillance, e lavora ad un'altra opera teatrale, Les Bonnes . Pubblica il poema La Galère. Vengono pubblicati clandestinamente Pompes funèbres e Querelle de Brest e nel 1948 "L'Arbalète" pubblica la raccolta dei Poèmes . Sempre nel 1948 Genet scrive l'opera teatrale Splendid's e un testo radiofonico L'Enfant criminel , la cui diffusione sarà vietata, mentre Gallimard pubblica Journal du voleur .

    1949-1954 - Ottiene la grazia dal Presidente della Repubblica per una serie di pene che gli rimanevano da scontare. Gallimard dà il via alla pubblicazione delle sue Œuvres complètes, mentre Genet entra in un lungo periodo di crisi e di silenzio letterario che durerà circa sei anni. E' del 1952 l'opera scritta da Sartre Saint Genet comédien et martyr,, che diventerà il primo volume delle Œuvres Complètes di Jean Genet edite da Gallimard, e lo renderà celebre in tutto il mondo mettendo a nudo lati intimi della sua persona, fatto quest'ultimo che finì per inibirlo profondamente. In questi anni Genet viaggia molto, gira  un cortometraggio, Un Chant d'amour, e scrive due sceneggiature, Les Rêves intérdits e Le Bagne. La produzione letteraria in questi anni è limitata ad un solo testo: Fragments .

    1955-1957 - Nel 1955 riprende la sua attività letteraria, particolarmente orientata verso il teatro, con tre opere teatrali  Le Balcon , Les Nègres e Les Paravents, che lo consacrano tra i più grandi drammaturghi contemporanei. Nello stesso anno Genet conosce Abdallah, un acrobata-funambolo, e fra i due nasce quella che per Genet sarà la relazione più importante. Ad Abdallah  dedica il saggio Le Funambule. In questi anni stringe una forte amicizia con l'artista Alberto Giacometti, al quale nel 1957 dedicherà uno dei suoi saggi più importanti, L'Atelier di Alberto Giacometti . Viaggia molto con Abdallah seguendolo nei suoi spettacoli circensi.

    1958-1960 – Pubblica Les Nègres presso "L'Arbalète" e nella rivista L’Express il testo "Le secret d’un Rembrandt ". Continua a lavorare ad alcune delle sue opere teatrali mentre a Londra, Parigi, Berlino e New York vengono messe in scena Les Nègres e Le Balcon. E’ un periodo di grandi spostamenti: Corsica, Turchia, Egitto, Italia, Austria, Germania, Olanda, Danimarca, Inghilterra ed un lungo ed importante soggiorno in Grecia. In questi anni Abdallah cade rovinosamente più volte dal filo ed è costretto ad operazioni e periodi di riabilitazione assistito da Genet.

    1961-1967 - È del 1961 la pubblicazione di Les Paravents presso "L'Arbalète". Sarà l'ultima opera pubblicata da Genet. Nel 1964 Abdallah si suicida. Genet provato dall'evento, distrugge i manoscritti delle sue opere, rinuncia alla letteratura, redige un testamento e sparisce. Nel 1966, l'opera Les Paravents viene messa in scena provocando manifestazioni e  scandali. Alla fine del maggio 1967 Genet viene trovato privo di sensi nella sua camera d'albergo a Domodossola a causa di una notevole quantità di sonnifero.

    1967-1972 - Sono gli anni di una lenta e lunga rinascita, caratterizzati da viaggi in Estremo Oriente, in Giappone, a Londra, a Chicago e dalla partecipazione di Genet al Sessantotto parigino. Nel giugno 1968 approda per la prima volta negli Stati Uniti e si schiera contro la guerra del Vietnam. Di ritorno a Parigi sostiene i lavoratori immigrati difendendone, insieme a Sartre, Duras e Foucault, il diritto a condizioni di vita dignitose. Nel 1970 ritorna negli Stati Uniti per appoggiare il movimento delle Pantere nere. Per due mesi lo segue ovunque vivendo con loro e come loro, tenendo conferenze nelle università e di fronte ai giornalisti per ottenere la liberazione dei loro leaders imprigionati. A luglio scrive il suo testo più importante sulle Pantere nere, Les Frères de Soledad. Nell'ottobre dello stesso anno insieme con un responsabile palestinese si reca in Giordania per visitare i campi palestinesi. Doveva restare otto giorni. Restò sei mesi. Lì incontra segretamente Yasser Arafat che gli fornisce un lasciapassare e gli affida il compito della diffusione e della testimonianza della questione palestinese. Tra il 1971 e il 1972 torna tre volte in Giordania ma sospettato di essere un agitatore viene espulso dal paese.

    1972-1981 - Privato del visto per gli Stati Uniti e cacciato dalla Giordania, torna a malincuore in Francia. Inizia la redazione di un'opera sui Palestinesi e sulle Pantere nere, che però vedrà la luce solo dieci anni più tardi. Malgrado la sua notorietà fosse orami affermata questi anni sono caratterizzati da un profondo scoraggiamento. Accantona a più riprese la redazione del libro e si dedica alla realizzazione, mai portata a termine, di sceneggiature. Nel maggio 1979 scopre di avere il cancro alla gola e subisce un trattamento che lo indebolisce notevolmente. Dopo aver riacquistato le forze si dedica ad un progetto cinematografico, scrive la sceneggiatura Le langage de la muraille e gira un’intervista video con Antoine Boursellier che verrà mandata in onda nel 1982. Verso la fine del 1981 dopo aver riletto Dostoïevski redige un testo breve ma importante "Les frères Karamazov".

    1982 - Dal marzo 1982 il Marocco diventerà gradatamente il luogo di residenza degli ultimi anni della vita di Genet. Nel settembre 1982  riparte per il Medio Oriente dove il 16 e il 17 settembre si verificano i massacri di Sabra e Chatila. Scioccato torna a Parigi dove ad ottobre redige il suo articolo politico più importante Quatre heures à Chatila , pubblicato nel gennaio 1983 nella "Revue des études palestiniennes". A dicembre Fassbinder presenta, al festival del cinema di Venezia, il film Querelle tratto dal romanzo di Genet Querelle de Brest .

    1983-1986 - Nel luglio 1983 Genet, a partire da appunti presi durante tredici anni, inizia la redazione del suo ultimo libro Un captif amoureux.  A dicembre riceve il Grand Prix nazional des Lettres. Nel luglio 1984 torna un'ultima volta in Giordania per rivedere i luoghi e i personaggi che descrive nel suo libro. A novembre termina la redazione di Un captif amoureux. Nel 1986 dopo aver corretto le prime bozze del libro torna per l'ultima volta in Marocco. Al suo ritorno a Parigi si stabilisce in un alberghetto dove inizia la correzione delle seconde bozze del suo romanzo, ma muore nella notte fra il 14 e il 15 aprile per una caduta. Viene sepolto in Marocco nel cimitero spagnolo di Larache. Un captif amoureux esce presso Gallimard nel maggio del 1986, un mese dopo la morte di Jean Genet.

     


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